Forwarded from Infiammare ogni cosa - M. Baratti
[2/2] La prima è mostrata nel Vangelo di San Marco dove leggiamo come Maria Maddalena unse Nostro Signore per la Sua sepoltura di lui, per così dire in anticipo. Ha fatto quel che poteva: è venuta in anticipo per ungere il mio corpo per la sepoltura (Marco 14: 8).
L'unguento di prezioso nardo (ibid 3) sta per le virtù, perché è una cosa molto preziosa, e in questa vita niente è più prezioso delle virtù.
L'anima che vuole essere santa ed essere sepolta nella contemplazione divina, deve prima, poi, ungersi con l'esercizio delle virtù.
Giobbe (v. 26) dice: Te ne andrai alla tomba in piena maturità, - e la notazione spiega che la tomba qui significa "contemplazione divina" -
come si ammucchia il grano a suo tempo;
La spiegazione data nella notazione è che l'eterna contemplazione è il premio di una vita d'azione, e perciò dev'essere che i perfetti, prima di tutto, esercitino l'anima loro nelle virtù e poi, poi, la seppelliscano nella stalla dove è raccolta ogni quiete.
La seconda delle tre cose richieste si nota anche in San Marco, dove leggiamo (15: 46) che Giuseppe comprò un lenzuolo avvolgibile, cioè un lenzuolo di lino fino, che solo con grande fatica viene portato al suo abbagliante candore.
Quindi significa quella luminosità dell'anima non si raggiunge perfettamente se non con grande fatica. Colui che è giusto sia ancora giustificato (Apoc. 22: 11). Camminiamo in novità di vita (Rom. 6. 4), andando di bene in meglio, attraverso la giustizia inaugurata dalla fede alla gloria che speriamo.
Perciò è che gli uomini, luminosi di una vita interiore immacolata, siano sepolti nel sepolcro della contemplazione divina. San Girolamo, commentando le parole: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio (Mt. 5. 8), dice: «Il Signore puro è visto dai puri di cuore».
Il terzo punto da considerare è dato da S. Giovanni dove, nel suo vangelo (29: 30), scrive, venne anche Nicodemo, portando un miscuglio di mirra e di aloe, del peso di circa cento libbre.
Questo peso di cento libbre di mirra e aloe, portato per preservare il cadavere, simboleggia quella perfetta mortificazione dei sensi esterni, il mezzo attraverso il quale lo spirito, morto al mondo, viene preservato dai vizi che lo corromperebbero.
Sebbene il nostro uomo esteriore sia corrotto, tuttavia l'uomo interiore si rinnova di giorno in giorno (2 Corinzi 4: 16), il che equivale a dire che l'uomo interiore è completamente purificato dai vizi dal fuoco della tribolazione.
Perciò l'anima dell'uomo deve prima, con Cristo, diventare morta a questo mondo, e poi, poi, essere sepolta con Lui nel nascondiglio della contemplazione divina.
Dice san Paolo: Tu sei morto con Cristo, alle cose che sono vane e fugaci, e la tua vita è nascosta con Cristo in Dio (Col. 3. 3).
L'unguento di prezioso nardo (ibid 3) sta per le virtù, perché è una cosa molto preziosa, e in questa vita niente è più prezioso delle virtù.
L'anima che vuole essere santa ed essere sepolta nella contemplazione divina, deve prima, poi, ungersi con l'esercizio delle virtù.
Giobbe (v. 26) dice: Te ne andrai alla tomba in piena maturità, - e la notazione spiega che la tomba qui significa "contemplazione divina" -
come si ammucchia il grano a suo tempo;
La spiegazione data nella notazione è che l'eterna contemplazione è il premio di una vita d'azione, e perciò dev'essere che i perfetti, prima di tutto, esercitino l'anima loro nelle virtù e poi, poi, la seppelliscano nella stalla dove è raccolta ogni quiete.
La seconda delle tre cose richieste si nota anche in San Marco, dove leggiamo (15: 46) che Giuseppe comprò un lenzuolo avvolgibile, cioè un lenzuolo di lino fino, che solo con grande fatica viene portato al suo abbagliante candore.
Quindi significa quella luminosità dell'anima non si raggiunge perfettamente se non con grande fatica. Colui che è giusto sia ancora giustificato (Apoc. 22: 11). Camminiamo in novità di vita (Rom. 6. 4), andando di bene in meglio, attraverso la giustizia inaugurata dalla fede alla gloria che speriamo.
Perciò è che gli uomini, luminosi di una vita interiore immacolata, siano sepolti nel sepolcro della contemplazione divina. San Girolamo, commentando le parole: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio (Mt. 5. 8), dice: «Il Signore puro è visto dai puri di cuore».
Il terzo punto da considerare è dato da S. Giovanni dove, nel suo vangelo (29: 30), scrive, venne anche Nicodemo, portando un miscuglio di mirra e di aloe, del peso di circa cento libbre.
Questo peso di cento libbre di mirra e aloe, portato per preservare il cadavere, simboleggia quella perfetta mortificazione dei sensi esterni, il mezzo attraverso il quale lo spirito, morto al mondo, viene preservato dai vizi che lo corromperebbero.
Sebbene il nostro uomo esteriore sia corrotto, tuttavia l'uomo interiore si rinnova di giorno in giorno (2 Corinzi 4: 16), il che equivale a dire che l'uomo interiore è completamente purificato dai vizi dal fuoco della tribolazione.
Perciò l'anima dell'uomo deve prima, con Cristo, diventare morta a questo mondo, e poi, poi, essere sepolta con Lui nel nascondiglio della contemplazione divina.
Dice san Paolo: Tu sei morto con Cristo, alle cose che sono vane e fugaci, e la tua vita è nascosta con Cristo in Dio (Col. 3. 3).
Only one can bear the weight of the world, all the injustice hidden and visible in this corrupt history of humanity, Only one, and he comes in humility, with love, to cleanse the dung of hell and make us grow flowers of virtue. remember men, only one is God, only one can know everything, only one has absorbed all the darkness of man to make them die on the cross. Only one really knows how much it cost him. today injustice does not want to hide, it reveals itself through its means, in every house, in every place, to corrupt, frighten, despair, why want to know? to know to know, hasn't the first man already condemned this mad thirst for emptiness? only one thing needs to be known: Love burns everything to those who ask for it, Justice everything weighs to those who reject it.
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