Sta per tornare uno dei periodi più insidiosi per gli acquisti.
Dal Black Friday al Natale è facile comprare oggetti o attivare abbonamenti digitali senza nemmeno pensare al loro effettivo utilizzo.
1️⃣ LIBERATI DAGLI ACQUISTI IMPULSIVI
Liste di attesa o dei desideri, elenchi di preferiti, gruppi con link di oggetti da comprare… cerca di definire un parcheggio per quelle cose che vorresti acquistare appena le vedi, che si tratti di prodotti fisici o digitali.
Aspetta prima di procedere e vedrai che in molti casi la voglia di cliccare su acquista sarà meno forte.
Per quanto riguarda, invece, i regali - di Natale ma non solo - puoi cercare di rafforzare una sorta di circolo virtuoso quando non puoi o non vuoi evitare di donare qualcosa.
Anche per portare un esempio a chi ti è accanto, prova a non regalare cose soprattutto quando vanno a riempire case o uffici che hanno già tutto (con le dovute eccezioni chiaramente). Nel dubbio, puoi scegliere:
🍎 Esperienze: come mostre, eventi, concerti, corsi… se possibile anche qualcosa da fare insieme alla persona che riceverà il regalo.
- Lezioni condivise: potresti regalare un corso di cucina, di fotografia o di pittura da frequentare insieme.
- Viaggi tematici: un fine settimana in una città d'arte o un tour enogastronomico in una regione nota per i suoi vini e cibi può essere un regalo apprezzato.
🍎 Cibo: se preferisci regalare qualcosa di tangibile puoi scegliere quei prodotti che non durano nel tempo e che non occuperanno gli spazi a lungo termine: i prodotti enogastronomici possono essere un’ottima soluzione.
- Cesti regalo personalizzati: assembla un cesto con una selezione di prodotti locali o specialità internazionali, magari includendo una descrizione delle origini e delle caratteristiche di ogni prodotto.
- Cena a casa: regala un'esperienza culinaria a casa con un cuoco professionista che prepara una cena speciale direttamente nell'abitazione della persona.
🍎 Abbonamenti: con le dovute attenzioni e prendendo decisioni ponderate, quando conosci bene i gusti e le abitudini di una persona, puoi pensare a degli abbonamenti o delle tessere prepagate da donare. Per acquistare frutta e verdura a chilometro zero, per imparare una lingua, per allenarsi in palestra… Anche in questo caso, più doni pensati per il benessere altrui.
- Supporto a comunità locali: abbonamenti a box di prodotti agricoli locali, che supportano gli agricoltori del territorio e promuovono una dieta salutare.
- Corsi online: un abbonamento a una piattaforma di e-learning può essere un regalo utile per approfondire nuovi interessi o migliorare abilità professionali.
- Donazioni a nome di qualcuno: fai una donazione a un'organizzazione benefica che rifletta le passioni o le preoccupazioni della persona interessata.
Con questi esempi, parlo di regali, ma lo stesso livello di attenzione e cura nella scelta può essere utile per rendere più consapevoli e mirati i tuoi acquisti personali.
Dal Black Friday al Natale è facile comprare oggetti o attivare abbonamenti digitali senza nemmeno pensare al loro effettivo utilizzo.
1️⃣ LIBERATI DAGLI ACQUISTI IMPULSIVI
Liste di attesa o dei desideri, elenchi di preferiti, gruppi con link di oggetti da comprare… cerca di definire un parcheggio per quelle cose che vorresti acquistare appena le vedi, che si tratti di prodotti fisici o digitali.
Aspetta prima di procedere e vedrai che in molti casi la voglia di cliccare su acquista sarà meno forte.
Per quanto riguarda, invece, i regali - di Natale ma non solo - puoi cercare di rafforzare una sorta di circolo virtuoso quando non puoi o non vuoi evitare di donare qualcosa.
Anche per portare un esempio a chi ti è accanto, prova a non regalare cose soprattutto quando vanno a riempire case o uffici che hanno già tutto (con le dovute eccezioni chiaramente). Nel dubbio, puoi scegliere:
🍎 Esperienze: come mostre, eventi, concerti, corsi… se possibile anche qualcosa da fare insieme alla persona che riceverà il regalo.
- Lezioni condivise: potresti regalare un corso di cucina, di fotografia o di pittura da frequentare insieme.
- Viaggi tematici: un fine settimana in una città d'arte o un tour enogastronomico in una regione nota per i suoi vini e cibi può essere un regalo apprezzato.
🍎 Cibo: se preferisci regalare qualcosa di tangibile puoi scegliere quei prodotti che non durano nel tempo e che non occuperanno gli spazi a lungo termine: i prodotti enogastronomici possono essere un’ottima soluzione.
- Cesti regalo personalizzati: assembla un cesto con una selezione di prodotti locali o specialità internazionali, magari includendo una descrizione delle origini e delle caratteristiche di ogni prodotto.
- Cena a casa: regala un'esperienza culinaria a casa con un cuoco professionista che prepara una cena speciale direttamente nell'abitazione della persona.
🍎 Abbonamenti: con le dovute attenzioni e prendendo decisioni ponderate, quando conosci bene i gusti e le abitudini di una persona, puoi pensare a degli abbonamenti o delle tessere prepagate da donare. Per acquistare frutta e verdura a chilometro zero, per imparare una lingua, per allenarsi in palestra… Anche in questo caso, più doni pensati per il benessere altrui.
- Supporto a comunità locali: abbonamenti a box di prodotti agricoli locali, che supportano gli agricoltori del territorio e promuovono una dieta salutare.
- Corsi online: un abbonamento a una piattaforma di e-learning può essere un regalo utile per approfondire nuovi interessi o migliorare abilità professionali.
- Donazioni a nome di qualcuno: fai una donazione a un'organizzazione benefica che rifletta le passioni o le preoccupazioni della persona interessata.
Con questi esempi, parlo di regali, ma lo stesso livello di attenzione e cura nella scelta può essere utile per rendere più consapevoli e mirati i tuoi acquisti personali.
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I TOOL PER GESTIRE I PROGETTI
La maggior parte delle domande che ricevo riguarda la scelta del tool migliore per gestire progetti e attività.
E chiaramente, se ci fosse il tool perfetto, non staremmo qui nemmeno a parlarne 😅.
Dopo la scelta, la seconda difficoltà consiste nel capire come inserire le informazioni del proprio lavoro all'interno di questi tool.
E anche qui, se ci fosse una sola logica uguale per tutti i lavori, giusto per ripetermi, non staremmo qui a parlarne 😅😅...
Vorrei quindi riprendere le basi di questi tool per capire meglio come strutturare le informazioni.
Sono partita da Asana, ma nel corso delle settimane riprenderò anche il mio amato Trello (il primo amore non si scorda mai), Notion, ClickUp e vedrò se fare anche Monday o simili.
Diciamo che, una volta capite le logiche, i progetti si possono declinare in ognuno di questi tool più "famosi".
Non rifaccio qui le premesse sul fatto che il tool in sé non possa risolvere certi problemi collaborativi, di mindset, di aggiornamento... perché se siete qui è perché lo sapete già.
E quindi partiamo da Asana:
📹 https://youtu.be/FPAWHcIVBDc
————
🍎 ALTRI AGGIORNAMENTI
Qui il gruppo se volete suggerire altri tool della stessa categoria.
Usate un tool di intelligenza artificiale a pagamento? Cosa avete scelto? Qual è la vostra opinione tra Claude e ChatGPT? Potete riportare la vostra esperienza nel gruppo grazie all'interessante domanda di Antonio.
Il 1° novembre ho iniziato un esperimento mensile su LinkedIn e qui ho condiviso le prime riflessioni.
Ho ricevuto il libro Creativity. 300 tecniche per sbloccare la tua creatività, di Federico Favot e Edoardo Scognamiglio. È davvero bello e si può usare a ispirazione, aprendo una pagina a caso per lasciarsi guidare dal suggerimento letto.
È finalmente uscito anche l’altro libro che stavo aspettando e parla della mia professione 😍. Per chi vuole conoscere meglio il lavoro del professionista dell'organizzazione, Sara Mantovani, Francesca Procopio e Alessandra Janoušek hanno scritto il libro Professional organizing: istruzioni per l’uso.
La maggior parte delle domande che ricevo riguarda la scelta del tool migliore per gestire progetti e attività.
E chiaramente, se ci fosse il tool perfetto, non staremmo qui nemmeno a parlarne 😅.
Dopo la scelta, la seconda difficoltà consiste nel capire come inserire le informazioni del proprio lavoro all'interno di questi tool.
E anche qui, se ci fosse una sola logica uguale per tutti i lavori, giusto per ripetermi, non staremmo qui a parlarne 😅😅...
Vorrei quindi riprendere le basi di questi tool per capire meglio come strutturare le informazioni.
Sono partita da Asana, ma nel corso delle settimane riprenderò anche il mio amato Trello (il primo amore non si scorda mai), Notion, ClickUp e vedrò se fare anche Monday o simili.
Diciamo che, una volta capite le logiche, i progetti si possono declinare in ognuno di questi tool più "famosi".
Non rifaccio qui le premesse sul fatto che il tool in sé non possa risolvere certi problemi collaborativi, di mindset, di aggiornamento... perché se siete qui è perché lo sapete già.
E quindi partiamo da Asana:
📹 https://youtu.be/FPAWHcIVBDc
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🍎 ALTRI AGGIORNAMENTI
Qui il gruppo se volete suggerire altri tool della stessa categoria.
Usate un tool di intelligenza artificiale a pagamento? Cosa avete scelto? Qual è la vostra opinione tra Claude e ChatGPT? Potete riportare la vostra esperienza nel gruppo grazie all'interessante domanda di Antonio.
Il 1° novembre ho iniziato un esperimento mensile su LinkedIn e qui ho condiviso le prime riflessioni.
Ho ricevuto il libro Creativity. 300 tecniche per sbloccare la tua creatività, di Federico Favot e Edoardo Scognamiglio. È davvero bello e si può usare a ispirazione, aprendo una pagina a caso per lasciarsi guidare dal suggerimento letto.
È finalmente uscito anche l’altro libro che stavo aspettando e parla della mia professione 😍. Per chi vuole conoscere meglio il lavoro del professionista dell'organizzazione, Sara Mantovani, Francesca Procopio e Alessandra Janoušek hanno scritto il libro Professional organizing: istruzioni per l’uso.
YouTube
ASANA: crea il tuo primo progetto e organizza il lavoro
Asana fa parte della categoria dei project management tool ed è uno strumento completo che aiuta a organizzare, tracciare e gestire le fasi del lavoro.
Partiamo da zero e creiamo un progetto di esempio.
===
📓 L'agenda Decluttering digitale fatto a mano…
Partiamo da zero e creiamo un progetto di esempio.
===
📓 L'agenda Decluttering digitale fatto a mano…
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METODI SÌ O NO?
Ho scritto questa riflessione sull'uso di particolari metodi o tecniche quando si lavora.
Tra introdurre male un metodo o non introdurlo preferisco la seconda strada.
Senza dimenticare che non avere un metodo di lavoro non significa avere la libertà di lavorare come si vuole, a favore della creatività, della spontaneità, dell’ispirazione del momento, di quello che si ha voglia di fare… e tante altre cose belle da leggere.
Se non ci pensi tu, significa solo che finirai nei metodi altrui, rischiando di impostare le giornate - e il tuo umore - esclusivamente sulla base di stimoli esterni.
I metodi, almeno quelli più solidi, si basano su studi e ricerche, su sperimentazioni e correzioni continue. Su dati, numeri e casistiche.
Non sono stati definiti tanto per… o per essere seguiti a propria discrezione o secondo il proprio gusto personale, magari personalizzando delle cose senza sapere quello che si sta facendo.
Il punto è qui: non è obbligatorio e non c’è nessuna legge universale che ti dice di usare un metodo, ma, se decidi di farlo, usalo bene.
➡️ https://www.linkedin.com/pulse/segui-le-istruzioni-non-seguire-debora-montoli-yz2ge/
Ho scritto questa riflessione sull'uso di particolari metodi o tecniche quando si lavora.
Tra introdurre male un metodo o non introdurlo preferisco la seconda strada.
Senza dimenticare che non avere un metodo di lavoro non significa avere la libertà di lavorare come si vuole, a favore della creatività, della spontaneità, dell’ispirazione del momento, di quello che si ha voglia di fare… e tante altre cose belle da leggere.
Se non ci pensi tu, significa solo che finirai nei metodi altrui, rischiando di impostare le giornate - e il tuo umore - esclusivamente sulla base di stimoli esterni.
I metodi, almeno quelli più solidi, si basano su studi e ricerche, su sperimentazioni e correzioni continue. Su dati, numeri e casistiche.
Non sono stati definiti tanto per… o per essere seguiti a propria discrezione o secondo il proprio gusto personale, magari personalizzando delle cose senza sapere quello che si sta facendo.
Il punto è qui: non è obbligatorio e non c’è nessuna legge universale che ti dice di usare un metodo, ma, se decidi di farlo, usalo bene.
➡️ https://www.linkedin.com/pulse/segui-le-istruzioni-non-seguire-debora-montoli-yz2ge/
Linkedin
Segui le istruzioni, non seguire le istruzioni
Istruzioni sì o no? Metodo sì o no? Sistemi sì o no? Processi sì o no? Oggi faccio tanta fatica a parlare di questo argomento perché mi sta particolarmente a cuore. Intanto… Un metodo di lavoro è un insieme di pratiche, procedure e abitudini che, in sostanza…
❤3👍2
Il tempo non è mai il vero problema.
Guarda queste aree:
- task management: che cosa fare (cura e selezione delle priorità; fare bene le cose giuste);
- energy management: come sentirsi bene (cura di sé; riuscire a concentrarsi);
- mental management: cura della mente, dei pensieri e delle emozioni (è ok non sentirsi ok);
- information management: gestione del carico informativo (cura delle fonti; selezione della dieta informativa).
L’insieme di queste aree è la stanza e qui si nasconde il “colpevole”.
Il colpevole è uno di voi ed è in questa stanza, che dà il titolo a questo numero e che ho preso in prestito dalla serie Only murders in the building, è inteso come: causa principale, anche se involontaria, di effetti spiacevoli o dannosi. In questo senso, può essere attribuita anche non a persona - (fonte Treccani).
Un colpevole non da punire, ma da conoscere e riconoscere, da accettare anche quando ci porterà a voler gettare a terra il nostro guinzaglio personale.
Prova a pensare al rapporto che hai con queste quattro aree, quale va meglio e quale invece ti crea più difficoltà. Senza dimenticare che è normale che il “peso” di queste aree cambi nel corso del tempo e a seconda di quello che ci succede.
Inizia a ipotizzare degli elementi complementari che ti aiutino a compensare gli aspetti più critici, ovvero cosa potresti fare per migliorare le parti che ti danno più fastidio e cosa invece potresti accettare così com’è concedendoti di sbagliare.
Ti assicuro che la ricerca di un equilibrio migliore tra queste aree renderà migliore anche la famigerata gestione del tempo.
Il time management, la quinta area della stanza, sarà solo una diretta conseguenza della cura che deciderai di mettere nelle altre aree.
Prova e fammi sapere come va.
➡️ https://faispaziocondebora.substack.com/p/63-il-colpevole-e-uno-di-voi
Guarda queste aree:
- task management: che cosa fare (cura e selezione delle priorità; fare bene le cose giuste);
- energy management: come sentirsi bene (cura di sé; riuscire a concentrarsi);
- mental management: cura della mente, dei pensieri e delle emozioni (è ok non sentirsi ok);
- information management: gestione del carico informativo (cura delle fonti; selezione della dieta informativa).
L’insieme di queste aree è la stanza e qui si nasconde il “colpevole”.
Il colpevole è uno di voi ed è in questa stanza, che dà il titolo a questo numero e che ho preso in prestito dalla serie Only murders in the building, è inteso come: causa principale, anche se involontaria, di effetti spiacevoli o dannosi. In questo senso, può essere attribuita anche non a persona - (fonte Treccani).
Un colpevole non da punire, ma da conoscere e riconoscere, da accettare anche quando ci porterà a voler gettare a terra il nostro guinzaglio personale.
Prova a pensare al rapporto che hai con queste quattro aree, quale va meglio e quale invece ti crea più difficoltà. Senza dimenticare che è normale che il “peso” di queste aree cambi nel corso del tempo e a seconda di quello che ci succede.
Inizia a ipotizzare degli elementi complementari che ti aiutino a compensare gli aspetti più critici, ovvero cosa potresti fare per migliorare le parti che ti danno più fastidio e cosa invece potresti accettare così com’è concedendoti di sbagliare.
Ti assicuro che la ricerca di un equilibrio migliore tra queste aree renderà migliore anche la famigerata gestione del tempo.
Il time management, la quinta area della stanza, sarà solo una diretta conseguenza della cura che deciderai di mettere nelle altre aree.
Prova e fammi sapere come va.
➡️ https://faispaziocondebora.substack.com/p/63-il-colpevole-e-uno-di-voi
Fai spazio con Debora
[#63] Il colpevole è uno di voi ed è in questa stanza
Storie di guinzagli, segnale, rumore, note e... legna.
👍5👏2❤1
MI AVETE ROT...
#postlungo #ancheoggicontenutibrevidomani
Continuo a vedere post che parlano della parola (espressione) scelta per descrivere il 2024: "brain rot", ovvero marciume cerebrale.
Non è nuovo come termine, ma oggi indica come ci si sente quando la mente è sovraccarica per via dello scorrimento continuo fatto di contenuti digitali irrilevanti e di scarso valore.
«Descrive il presunto deterioramento dello stato mentale o intellettuale di una persona, derivante in particolare dal consumo eccessivo di contenuti online banali.»
L'uso del termine è aumentato di circa il 230% nell'ultimo anno, ma quello che mi lascia perplessa è il senso di novità che viene usato per descrivere brain rot nei post che stanno circolando.
Cioè, dai, questo marciume è in continuo declino da anni, ben prima della pandemia! Ovviamente con l'aumento dell'uso del digitale - anche un po' forzato - le percentuali sono decollate, ma di certo non è un problema nuovo.
La cosa che conta in questo momento, che mi auguro derivi anche dall'ampio uso di questo termine, riguarda l'aumento della consapevolezza verso l'uso dei dispositivi, del web, dei social in generale.
🔴 E questo vale sia per chi usufruisce dei contenuti, sia per chi crea contenuti con l'enorme responsabilità che si ha nella divulgazione.
Ho letto robe veramente tristi, tipo "sta a noi scegliere come usare i social", "gli strumenti sono solo strumenti" e così via. Ovvio che sono principi fondamentali, ma fosse così semplice non ci sarebbe nemmeno bisogno delle parole dell'anno (ma ne abbiamo bisogno poi?).
Se bastasse anche solo pensare "siamo noi che...", "spetta a noi...", non ci sarebbe il concetto di dipendenza a questo mondo (dipendenza in ogni forma, da sostanza, sigaretta, gioco d’azzardo, affettiva, tecnologica...).
L'uso del telefono e lo scorrimento infinito rendono lo smartphone una slot machine che non fa altro che rafforzare la dipendenza.
E purtroppo non basta la forza di volontà per fermare tutti gli stimoli.
L'insieme di contenuti irrilevanti - che abbassano la capacità cognitiva della mente - e un contenuto che ci piace, piazzato qua e là come se fosse una caramella, è solo uno dei tanti modi per cadere nel circolo vizioso fatto di "sblocca, controlla, blocca" alla ricerca del nostro premio, con ripetizioni sempre più brevi perché "abbiamo bisogno" della nostra "dose".
È curiosa la vita perché se per Oxford abbiamo brain rot, per Cambridge abbiamo manifest, più o meno come l'atto di immaginare di ottenere qualcosa che si desidera, credendo che ciò aumenterà le possibilità che ciò avvenga.
Mettiamo insieme queste due espressioni e proviamo a immaginare un uso più consapevole di quello che ci circonda, coltivando la nostra mente con la selezione di quello che le fa bene per lasciare andare il resto.
Mi piace molto la riflessione presente nell'articolo del New York Times, ovvero che le parole dell'anno sono utili solo se portano a pensare, a riflettere su ciò che portano con sé.
Ogni cosa che decidiamo di fare online ha un prezzo. Contenuti brevi, veloci, rapidi. Che riempiono la mente e abbattono un silenzio a volte assordante. E chiaramente tutto ciò riguarda anche me, non sono immune (magari!).
Il punto non è eliminare il cazzeggio, ma capire come ci sentiamo appena finiamo una fase di minuti, se non di ore, a suon di swipe, rimbalzando da un contenuto a quello successivo.
Provate a farci caso: come vi sentite dopo aver visto il feed dei vari social? Che sensazioni provate? Nervosismo, stress, ansia, paura, senso di solitudine, continuo confronto, vuoto? O magari solo sensazioni belle? Fateci caso.
Più che altro facciamo caso a quello che vediamo o seguiamo anche per cercare di invertire le percentuali che collocano l'Italia agli ultimi posti tra i Paesi avanzati per abilità di calcolo e comprensione del testo (indagine OCSE).
Cosa ne pensate delle parole dell'anno?
#postlungo #ancheoggicontenutibrevidomani
Continuo a vedere post che parlano della parola (espressione) scelta per descrivere il 2024: "brain rot", ovvero marciume cerebrale.
Non è nuovo come termine, ma oggi indica come ci si sente quando la mente è sovraccarica per via dello scorrimento continuo fatto di contenuti digitali irrilevanti e di scarso valore.
«Descrive il presunto deterioramento dello stato mentale o intellettuale di una persona, derivante in particolare dal consumo eccessivo di contenuti online banali.»
L'uso del termine è aumentato di circa il 230% nell'ultimo anno, ma quello che mi lascia perplessa è il senso di novità che viene usato per descrivere brain rot nei post che stanno circolando.
Cioè, dai, questo marciume è in continuo declino da anni, ben prima della pandemia! Ovviamente con l'aumento dell'uso del digitale - anche un po' forzato - le percentuali sono decollate, ma di certo non è un problema nuovo.
La cosa che conta in questo momento, che mi auguro derivi anche dall'ampio uso di questo termine, riguarda l'aumento della consapevolezza verso l'uso dei dispositivi, del web, dei social in generale.
🔴 E questo vale sia per chi usufruisce dei contenuti, sia per chi crea contenuti con l'enorme responsabilità che si ha nella divulgazione.
Ho letto robe veramente tristi, tipo "sta a noi scegliere come usare i social", "gli strumenti sono solo strumenti" e così via. Ovvio che sono principi fondamentali, ma fosse così semplice non ci sarebbe nemmeno bisogno delle parole dell'anno (ma ne abbiamo bisogno poi?).
Se bastasse anche solo pensare "siamo noi che...", "spetta a noi...", non ci sarebbe il concetto di dipendenza a questo mondo (dipendenza in ogni forma, da sostanza, sigaretta, gioco d’azzardo, affettiva, tecnologica...).
L'uso del telefono e lo scorrimento infinito rendono lo smartphone una slot machine che non fa altro che rafforzare la dipendenza.
E purtroppo non basta la forza di volontà per fermare tutti gli stimoli.
L'insieme di contenuti irrilevanti - che abbassano la capacità cognitiva della mente - e un contenuto che ci piace, piazzato qua e là come se fosse una caramella, è solo uno dei tanti modi per cadere nel circolo vizioso fatto di "sblocca, controlla, blocca" alla ricerca del nostro premio, con ripetizioni sempre più brevi perché "abbiamo bisogno" della nostra "dose".
È curiosa la vita perché se per Oxford abbiamo brain rot, per Cambridge abbiamo manifest, più o meno come l'atto di immaginare di ottenere qualcosa che si desidera, credendo che ciò aumenterà le possibilità che ciò avvenga.
Mettiamo insieme queste due espressioni e proviamo a immaginare un uso più consapevole di quello che ci circonda, coltivando la nostra mente con la selezione di quello che le fa bene per lasciare andare il resto.
Mi piace molto la riflessione presente nell'articolo del New York Times, ovvero che le parole dell'anno sono utili solo se portano a pensare, a riflettere su ciò che portano con sé.
Ogni cosa che decidiamo di fare online ha un prezzo. Contenuti brevi, veloci, rapidi. Che riempiono la mente e abbattono un silenzio a volte assordante. E chiaramente tutto ciò riguarda anche me, non sono immune (magari!).
Il punto non è eliminare il cazzeggio, ma capire come ci sentiamo appena finiamo una fase di minuti, se non di ore, a suon di swipe, rimbalzando da un contenuto a quello successivo.
Provate a farci caso: come vi sentite dopo aver visto il feed dei vari social? Che sensazioni provate? Nervosismo, stress, ansia, paura, senso di solitudine, continuo confronto, vuoto? O magari solo sensazioni belle? Fateci caso.
Più che altro facciamo caso a quello che vediamo o seguiamo anche per cercare di invertire le percentuali che collocano l'Italia agli ultimi posti tra i Paesi avanzati per abilità di calcolo e comprensione del testo (indagine OCSE).
Cosa ne pensate delle parole dell'anno?
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Fonti per approfondire:
https://www.nytimes.com/2024/12/01/arts/brain-rot-oxford-word.html
https://www.nytimes.com/2024/06/13/style/brainrot-internet-addiction-social-media-tiktok.html
https://www.geopop.it/brain-rot-e-la-parola-dellanno-2024-secondo-loxford-dictionary-ecco-cosa-significa/
https://www.cam.ac.uk/news/manifest-is-cambridge-dictionary-word-of-the-year
https://www.buzzfeed.com/sarathompson1/brain-rot-quiz
https://www.ilpost.it/2024/12/10/competenze-adulti-italia-ocse/
https://www.oecd.org/en/publications/do-adults-have-the-skills-they-need-to-thrive-in-a-changing-world_b263dc5d-en.html
https://www.nytimes.com/2024/12/01/arts/brain-rot-oxford-word.html
https://www.nytimes.com/2024/06/13/style/brainrot-internet-addiction-social-media-tiktok.html
https://www.geopop.it/brain-rot-e-la-parola-dellanno-2024-secondo-loxford-dictionary-ecco-cosa-significa/
https://www.cam.ac.uk/news/manifest-is-cambridge-dictionary-word-of-the-year
https://www.buzzfeed.com/sarathompson1/brain-rot-quiz
https://www.ilpost.it/2024/12/10/competenze-adulti-italia-ocse/
https://www.oecd.org/en/publications/do-adults-have-the-skills-they-need-to-thrive-in-a-changing-world_b263dc5d-en.html
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Ma che bello il riepilogo di Coauthor per LinkedIn!
Tre post LinkedIn del 2024:
➡️ Il sovraccarico digitale e l'umore: ridurre il debito digitale fatto di input che arrivano da ogni dove può contribuire alla ricerca di un equilibrio migliore.
https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7178299718173679616/
➡️ Riflessioni personali sul lavoro: ho imparato che chiedere aiuto non è una debolezza, ma una forza.
https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7271089713548070913/
➡️ Il controllo non è tutto: "Non verrà mai il giorno in cui avremo tutto sotto controllo... E questa è una notizia stupenda!"
https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7219372901773303809/
Se volete fare la stessa cosa per LinkedIn: https://coauthor.studio/
Per i canali Telegram, uno dei tanti bot: @TGStat_Bot
Per Instagram: https://topnine.co/
Grazie a tutte le persone che hanno condiviso questo viaggio di organizzazione digitale con me quest'anno.
Tre post LinkedIn del 2024:
➡️ Il sovraccarico digitale e l'umore: ridurre il debito digitale fatto di input che arrivano da ogni dove può contribuire alla ricerca di un equilibrio migliore.
https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7178299718173679616/
➡️ Riflessioni personali sul lavoro: ho imparato che chiedere aiuto non è una debolezza, ma una forza.
https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7271089713548070913/
➡️ Il controllo non è tutto: "Non verrà mai il giorno in cui avremo tutto sotto controllo... E questa è una notizia stupenda!"
https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7219372901773303809/
Se volete fare la stessa cosa per LinkedIn: https://coauthor.studio/
Per i canali Telegram, uno dei tanti bot: @TGStat_Bot
Per Instagram: https://topnine.co/
Grazie a tutte le persone che hanno condiviso questo viaggio di organizzazione digitale con me quest'anno.
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COSE CHE SI POSSONO FARE IN OGNI PERIODO DELL'ANNO
Ricondivido con voi le 10 cose (+1) che mi aiutano a lavorare meglio sentendomi meglio (trovate il post fissato in alto per usarlo quando vi serve):
1️⃣ Controllate gli abbonamenti che avete attivato. Qui abbiamo visto come l'organizzazione ci aiuta a risparmiare: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/954
2️⃣ Fate un elenco degli strumenti che usate ed eliminate tutto ciò che è entrato a far parte del cimitero tecnologico, come abbiamo visto qui: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/742
3️⃣ Definite un metodo per tenere traccia delle attività interrotte, il vostro sistema da "orecchie delle pagine di un libro": https://news.1rj.ru/str/alumedifare/1006
4️⃣ Inserite nel calendario il tempo per voi, il tempo per fare e il tempo per le relazioni. Proprio come ha fatto Graham Jenkin: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/927
5️⃣ Migliorate il vostro spazio di lavoro rafforzando la collaborazione tra spazio fisico e digitale: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/896
6️⃣ Evitate che le videochiamate vi tolgano troppa energia, anche quando non potete evitarle: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/836
7️⃣ Lavorate o non fate niente: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/1000
8️⃣ Fare spazio come regola di vita: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/980
9️⃣ L'arte del fare meno: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/963
🔟 Se collaborate con clienti o colleghi ansiosi, non cercate di cambiarli e fatevi un favore: tirate fuori i super poteri e proteggetevi per non farvi contagiare, proprio come dovreste evitare i danni dei "gabbiani" (The Seagull Effect: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/896). Vale sempre la citazione: "Se non puoi migliorare la giornata di una persona, almeno non romperle le scatole". 😃
💯 Costruite il barattolo della felicità anche al lavoro:
https://news.1rj.ru/str/alumedifare/427
🔴 Che cosa state mettendo in pratica in questo periodo?
Buon 2025, che sia un anno libero da zavorre ❤️
Ricondivido con voi le 10 cose (+1) che mi aiutano a lavorare meglio sentendomi meglio (trovate il post fissato in alto per usarlo quando vi serve):
1️⃣ Controllate gli abbonamenti che avete attivato. Qui abbiamo visto come l'organizzazione ci aiuta a risparmiare: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/954
2️⃣ Fate un elenco degli strumenti che usate ed eliminate tutto ciò che è entrato a far parte del cimitero tecnologico, come abbiamo visto qui: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/742
3️⃣ Definite un metodo per tenere traccia delle attività interrotte, il vostro sistema da "orecchie delle pagine di un libro": https://news.1rj.ru/str/alumedifare/1006
4️⃣ Inserite nel calendario il tempo per voi, il tempo per fare e il tempo per le relazioni. Proprio come ha fatto Graham Jenkin: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/927
5️⃣ Migliorate il vostro spazio di lavoro rafforzando la collaborazione tra spazio fisico e digitale: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/896
6️⃣ Evitate che le videochiamate vi tolgano troppa energia, anche quando non potete evitarle: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/836
7️⃣ Lavorate o non fate niente: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/1000
8️⃣ Fare spazio come regola di vita: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/980
9️⃣ L'arte del fare meno: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/963
🔟 Se collaborate con clienti o colleghi ansiosi, non cercate di cambiarli e fatevi un favore: tirate fuori i super poteri e proteggetevi per non farvi contagiare, proprio come dovreste evitare i danni dei "gabbiani" (The Seagull Effect: https://news.1rj.ru/str/alumedifare/896). Vale sempre la citazione: "Se non puoi migliorare la giornata di una persona, almeno non romperle le scatole". 😃
💯 Costruite il barattolo della felicità anche al lavoro:
https://news.1rj.ru/str/alumedifare/427
🔴 Che cosa state mettendo in pratica in questo periodo?
Buon 2025, che sia un anno libero da zavorre ❤️
❤10👍5
ALCUNI CONTENUTI CHE POSSONO AIUTARVI CON LA RIPRESA DEL LAVORO
Riprendi il controllo delle email dopo un lungo periodo di assenza:
➡️ https://faispaziocondebora.substack.com/p/52-riprendi-il-controllo-delle-email
Effetto Fresh Start: il potere dei trimestri o quadrimestri per organizzare il lavoro:
➡️ https://www.organizzazionedigitale.it/effetto-fresh-start-il-potere-dei-quadrimestri-per-organizzare-il-lavoro/
Come sopravvivere nella giungla dell'eterna organizzazione:
➡️ https://faispaziocondebora.substack.com/p/53-come-sopravvivere-nella-giungla
Il ding dong che non ti aspetti: quando l’eccessiva ottimizzazione peggiora le cose:
➡️ https://www.linkedin.com/pulse/il-ding-dong-che-non-ti-aspetti-quando-leccessiva-peggiora-montoli-lsr4f/
Riprendi il controllo delle email dopo un lungo periodo di assenza:
➡️ https://faispaziocondebora.substack.com/p/52-riprendi-il-controllo-delle-email
Effetto Fresh Start: il potere dei trimestri o quadrimestri per organizzare il lavoro:
➡️ https://www.organizzazionedigitale.it/effetto-fresh-start-il-potere-dei-quadrimestri-per-organizzare-il-lavoro/
Come sopravvivere nella giungla dell'eterna organizzazione:
➡️ https://faispaziocondebora.substack.com/p/53-come-sopravvivere-nella-giungla
Il ding dong che non ti aspetti: quando l’eccessiva ottimizzazione peggiora le cose:
➡️ https://www.linkedin.com/pulse/il-ding-dong-che-non-ti-aspetti-quando-leccessiva-peggiora-montoli-lsr4f/
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ERA UN BRAVO PLANNER, SALUTAVA SEMPRE
Prima del cimitero di tool digitali, c’è un grande traffico nel cimitero della carta.
E in questa categoria non rientrano solo i quaderni scolastici, ma anche diari, planner e… agende!
Non so se hai l’abitudine di organizzare il lavoro anche su carta; in questo caso intendo quelle agende o quei planner compilati all’inizio con grandissimo entusiasmo, forte motivazione e tanta voglia di fare, ma che poi sembrano trasformarsi in una personalissima galleria dove si perde il segnale e si interrompe la connessione con l'agenda di turno.
«Qui giace l'agenda iniziata a gennaio, con l'entusiasmo colmo di mille buoni propositi, ma che si è arresa alla realtà ancora prima di San Valentino. Le sopravvivono tre sticker motivazionali e una lista di cose da fare mai completata. R.I.P. (Rest In Procrastination)»
🔴 Mi sono chiesta cosa possa portare alcune persone ad abbandonare gli strumenti cartacei scelti con cura e attenzione.
A volte la scelta del cambio è motivata dall’effetto del nuovo inizio, noto come fresh start, un fenomeno che spinge a cercare nuovi inizi in momenti simbolici come l'inizio dell'anno, la fine del trimestre, il nostro compleanno o dopo eventi significativi della vita.
Una sorta di desiderio di ricominciare da capo, tanto che il linguaggio stesso ne porta traccia: voltare pagina, come un tentativo di ripartire da una pagina bianca, andando verso il cambiamento e lasciandosi alle spalle qualcosa.
🔴 Ma ogni pagina bianca rappresenta sia una possibilità sia una responsabilità.
Se parliamo di agende e se abbiamo scelto un modello specifico, con buona probabilità lo abbiamo fatto perché eravamo alla ricerca di un metodo per organizzare una certa cosa, che si tratti di lavoro, hobby o impegni personali e familiari.
Quando a un certo punto l’uso dell’agenda si blocca, sia del tutto lasciandola bianca sia parzialmente usandola con uno scopo totalmente diverso - ad esempio per appunti volanti o scarabocchi - vuol dire che qualcosa non ha funzionato rispetto all’intento iniziale che ha portato alla scelta di quel tipo di agenda.
Magari non era il modello adatto o non abbiamo avuto quella sorta di responsabilità fatta di costanza o disciplina, perché in fondo anche i modelli che sembrano più liberi hanno bisogno di un processo solido per consolidare un uso efficace.
C’è un punto che viene spesso trascurato riguardo la gestione delle agende: serve tempo per la lavorazione delle informazioni inserite.
Questo tempo è manuale, non c’è funzione o intelligenza artificiale che ci toglierà da questo compito.
Se vogliamo evitare di avere un cimitero di agende con informazioni parziali mai più riviste, prepariamoci non solo a usare l’agenda con un metodo, ma anche a pianificare nel calendario dei momenti per rivedere ciò che scriviamo.
L’intento iniziale, l’atto di scrivere, è nobile e spesso supportato dalla voglia di mettere in sicurezza ciò che abbiamo nella mente. Per non perderlo, per ritrovarlo, per renderlo un po’ più reale e per portarlo a termine.
Ma questa sicurezza prima o poi si rompe se non è supportata dalla revisione costante. Dalle pulizie regolari che devono riguardare tutti i nostri spazi.
E quando la sensazione di sicurezza si rompe… possiamo immaginare l’esito.
Prima del cimitero di tool digitali, c’è un grande traffico nel cimitero della carta.
E in questa categoria non rientrano solo i quaderni scolastici, ma anche diari, planner e… agende!
Non so se hai l’abitudine di organizzare il lavoro anche su carta; in questo caso intendo quelle agende o quei planner compilati all’inizio con grandissimo entusiasmo, forte motivazione e tanta voglia di fare, ma che poi sembrano trasformarsi in una personalissima galleria dove si perde il segnale e si interrompe la connessione con l'agenda di turno.
«Qui giace l'agenda iniziata a gennaio, con l'entusiasmo colmo di mille buoni propositi, ma che si è arresa alla realtà ancora prima di San Valentino. Le sopravvivono tre sticker motivazionali e una lista di cose da fare mai completata. R.I.P. (Rest In Procrastination)»
🔴 Mi sono chiesta cosa possa portare alcune persone ad abbandonare gli strumenti cartacei scelti con cura e attenzione.
A volte la scelta del cambio è motivata dall’effetto del nuovo inizio, noto come fresh start, un fenomeno che spinge a cercare nuovi inizi in momenti simbolici come l'inizio dell'anno, la fine del trimestre, il nostro compleanno o dopo eventi significativi della vita.
Una sorta di desiderio di ricominciare da capo, tanto che il linguaggio stesso ne porta traccia: voltare pagina, come un tentativo di ripartire da una pagina bianca, andando verso il cambiamento e lasciandosi alle spalle qualcosa.
🔴 Ma ogni pagina bianca rappresenta sia una possibilità sia una responsabilità.
Se parliamo di agende e se abbiamo scelto un modello specifico, con buona probabilità lo abbiamo fatto perché eravamo alla ricerca di un metodo per organizzare una certa cosa, che si tratti di lavoro, hobby o impegni personali e familiari.
Quando a un certo punto l’uso dell’agenda si blocca, sia del tutto lasciandola bianca sia parzialmente usandola con uno scopo totalmente diverso - ad esempio per appunti volanti o scarabocchi - vuol dire che qualcosa non ha funzionato rispetto all’intento iniziale che ha portato alla scelta di quel tipo di agenda.
Magari non era il modello adatto o non abbiamo avuto quella sorta di responsabilità fatta di costanza o disciplina, perché in fondo anche i modelli che sembrano più liberi hanno bisogno di un processo solido per consolidare un uso efficace.
C’è un punto che viene spesso trascurato riguardo la gestione delle agende: serve tempo per la lavorazione delle informazioni inserite.
Questo tempo è manuale, non c’è funzione o intelligenza artificiale che ci toglierà da questo compito.
Se vogliamo evitare di avere un cimitero di agende con informazioni parziali mai più riviste, prepariamoci non solo a usare l’agenda con un metodo, ma anche a pianificare nel calendario dei momenti per rivedere ciò che scriviamo.
L’intento iniziale, l’atto di scrivere, è nobile e spesso supportato dalla voglia di mettere in sicurezza ciò che abbiamo nella mente. Per non perderlo, per ritrovarlo, per renderlo un po’ più reale e per portarlo a termine.
Ma questa sicurezza prima o poi si rompe se non è supportata dalla revisione costante. Dalle pulizie regolari che devono riguardare tutti i nostri spazi.
E quando la sensazione di sicurezza si rompe… possiamo immaginare l’esito.
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Agenda cartacea + Decluttering digitale: il mix perfetto per organizzare il lavoro
Il time blocking non è semplicemente un modo di organizzare il calendario o le cose da fare. È una soluzione che permette di proteggere le nostre ore più preziose da dedicare alle attività più importanti.
In una giornata lavorativa di otto ore, è irrealistico…
In una giornata lavorativa di otto ore, è irrealistico…
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DI STAGIONI E DI ORGANIZZAZIONE #postlungo #moltolungo
Sputofat.. No, non sputo niente, ma ci sono delle considerazioni che mi va di condividere e che sono legate all’organizzazione.
Ci metto dentro anche le stagioni della vita, e qui mi collego all’ultima live che ho seguito di Spazio Grigio, esperta di minimalismo.
In questo caso, non intendo le stagioni da un punto di vista dell’età, ma parlo delle carte che ci propone la vita. Presto o tardi, quelle “carte” che si presentano e che sono davvero difficili da gestire.
🔴 E, collegando stagioni e organizzazione, c’è parecchio da condividere:
1️⃣ L’organizzazione non serve a controllare, fare ordine o rendere perfetto ogni campo della nostra vita.
Niente di tutto questo. Che si tratti di lavoro, casa, cura personale, hobby, sport… organizzarsi meglio vuol dire alleviare solo ciò che dà più fastidio.
Per farti un esempio: se il tuo modo di lavorare, organizzato o disorganizzato che sia, ti permette di finire la giornata con una stanchezza “appagante”, va bene così. Non devi per forza modificare qualcosa o cercare di controllare tutto, senza dimenticare che…
2️⃣ Lavorare alla ACDC, senza un minimo di organizzazione, va bene solo se lavori su un’isola deserta, senza avere contatti umani…
Avrai provato la brutta sensazione di avere a che fare con persone incasinatissime che ti trascinano nel loro vortice? Ecco.. Diciamo che una via di mezzo sarebbe l’ideale, senza dimenticare che…
3️⃣ Non puoi gestire l’organizzazione delle altre persone.
Puoi ispirare, dare il buon esempio, condividere, parlare, fare l’elenco dei pro e dei contri. Puoi anche discutere o litigare, ma non puoi convincere o farti carico dell’organizzazione altrui, soprattutto se non lo hanno chiesto.
Puoi arrivare fino a un certo punto e, a seconda del tuo lavoro e se guidi altre persone, puoi mettere a disposizione risorse, corsi, articoli, un ambiente organizzato… ma poi la palla passa a chi lavora con te, senza dimenticare che…
Sputofat.. No, non sputo niente, ma ci sono delle considerazioni che mi va di condividere e che sono legate all’organizzazione.
Ci metto dentro anche le stagioni della vita, e qui mi collego all’ultima live che ho seguito di Spazio Grigio, esperta di minimalismo.
In questo caso, non intendo le stagioni da un punto di vista dell’età, ma parlo delle carte che ci propone la vita. Presto o tardi, quelle “carte” che si presentano e che sono davvero difficili da gestire.
🔴 E, collegando stagioni e organizzazione, c’è parecchio da condividere:
1️⃣ L’organizzazione non serve a controllare, fare ordine o rendere perfetto ogni campo della nostra vita.
Niente di tutto questo. Che si tratti di lavoro, casa, cura personale, hobby, sport… organizzarsi meglio vuol dire alleviare solo ciò che dà più fastidio.
Per farti un esempio: se il tuo modo di lavorare, organizzato o disorganizzato che sia, ti permette di finire la giornata con una stanchezza “appagante”, va bene così. Non devi per forza modificare qualcosa o cercare di controllare tutto, senza dimenticare che…
2️⃣ Lavorare alla ACDC, senza un minimo di organizzazione, va bene solo se lavori su un’isola deserta, senza avere contatti umani…
Avrai provato la brutta sensazione di avere a che fare con persone incasinatissime che ti trascinano nel loro vortice? Ecco.. Diciamo che una via di mezzo sarebbe l’ideale, senza dimenticare che…
3️⃣ Non puoi gestire l’organizzazione delle altre persone.
Puoi ispirare, dare il buon esempio, condividere, parlare, fare l’elenco dei pro e dei contri. Puoi anche discutere o litigare, ma non puoi convincere o farti carico dell’organizzazione altrui, soprattutto se non lo hanno chiesto.
Puoi arrivare fino a un certo punto e, a seconda del tuo lavoro e se guidi altre persone, puoi mettere a disposizione risorse, corsi, articoli, un ambiente organizzato… ma poi la palla passa a chi lavora con te, senza dimenticare che…
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4️⃣ Puoi scegliere le tue battaglie.
Io, che mi ritengo una persona abbastanza organizzata in alcuni ambiti della mia vita, non lo sono affatto in altri ambiti. Ma va bene così perché sto cercando di scegliere le mie battaglie, lasciando così com’è il resto.
Convivo con una persona abbastanza disorganizzata, di quelle che stanno bene con il proprio disordine, che accumulano oggetti fisici e digitali, che non vogliono buttare via niente, che hanno millemila email non lette, che tengono aperte altre millemila schede del browser… (ciao Samuele, ti saluto subito visto che sei sempre il primo a leggere i miei post 😅), ma se dovessi passare le mie giornate a controllare o organizzare il suo modo di vivere e lavorare, non vivrei bene (nemmeno lui, ma questa è un’altra storia 😃).
Cioè, il livello di organizzazione che potrei migliorare non mi farebbe vivere meglio. [Spoiler: gli ho fatto leggere il testo prima di pubblicarlo e ha chiuso qualche scheda del browser giusto per fare un po’ di ordine 🤣], senza dimenticare che…
5️⃣ Come ho anticipato più su, ci sono le stagioni della vita.
Quando viviamo qualcosa di davvero tremendo, che si tratti di lutti, divorzi, malattie pesanti o licenziamenti, tutto va ricalcolato in termini di priorità e anche di possibilità. Come? Anche qui scegliendo le battaglie del momento, a chi chiedere aiuto, cosa fare e come farlo.
Non solo quando ci capita qualcosa di brutto, ma vale anche per le stagioni della vita positive, come genitorialità, viaggi, trasferte, miglioramenti lavorativi…
È difficile da spiegare, ma la frustrazione aumenta quando cerchiamo di fare le stesse cose o usare lo stesso livello di organizzazione anche quando la vita ci mescola le carte, che siano carte brutte o belle.
Le stagioni vanno assolutamente considerate e direi anche messe al primo posto.
Ci saranno momenti della vita in cui riusciremo a “spingere” di più in un’area, ma in altri invece dovremo lasciare andare necessariamente qualcosa.
La consapevolezza della stagione nella quale ci troviamo è la vera svolta: significa avere la possibilità di capire cosa è meglio per noi in quel momento.
🔴 Ti lascio con questa domanda: come lavorerebbe la persona che vuoi diventare?
————
🍎 Cose interessanti:
Il metodo 5 Before 11.
Come riprendere il controllo dello smartphone e ridurre la dipendenza (video di Andrea Ciraolo e Nicolò Francesco Bernardi).
Un focus sulla noia.
Grazie ad Andrea A., sto perfezionando l’uso di Voicenotes. Se ami dettare appunti, idee, cosa mangi, le abitudini che porti avanti, prova questo tool.
Yoda l’ha detto, Dickens l’ha scritto: disimparare, devi, se organizzazione vuoi trovare (LinkedIn).
Domani, giovedì 30 gennaio alle 18.00, alla libreria Hoepli via Ulrico Hoepli a Milano, Sara Mantovani, Francesca Procopio e Sandra Janousek presenteranno il loro libro Professional organizing, istruzioni per l’uso: percorso e prospettive del professionista dell’organizzazione.
Hai già visto l’agenda Decluttering digitale fatto a mano?
Io, che mi ritengo una persona abbastanza organizzata in alcuni ambiti della mia vita, non lo sono affatto in altri ambiti. Ma va bene così perché sto cercando di scegliere le mie battaglie, lasciando così com’è il resto.
Convivo con una persona abbastanza disorganizzata, di quelle che stanno bene con il proprio disordine, che accumulano oggetti fisici e digitali, che non vogliono buttare via niente, che hanno millemila email non lette, che tengono aperte altre millemila schede del browser… (ciao Samuele, ti saluto subito visto che sei sempre il primo a leggere i miei post 😅), ma se dovessi passare le mie giornate a controllare o organizzare il suo modo di vivere e lavorare, non vivrei bene (nemmeno lui, ma questa è un’altra storia 😃).
Cioè, il livello di organizzazione che potrei migliorare non mi farebbe vivere meglio. [Spoiler: gli ho fatto leggere il testo prima di pubblicarlo e ha chiuso qualche scheda del browser giusto per fare un po’ di ordine 🤣], senza dimenticare che…
5️⃣ Come ho anticipato più su, ci sono le stagioni della vita.
Quando viviamo qualcosa di davvero tremendo, che si tratti di lutti, divorzi, malattie pesanti o licenziamenti, tutto va ricalcolato in termini di priorità e anche di possibilità. Come? Anche qui scegliendo le battaglie del momento, a chi chiedere aiuto, cosa fare e come farlo.
Non solo quando ci capita qualcosa di brutto, ma vale anche per le stagioni della vita positive, come genitorialità, viaggi, trasferte, miglioramenti lavorativi…
È difficile da spiegare, ma la frustrazione aumenta quando cerchiamo di fare le stesse cose o usare lo stesso livello di organizzazione anche quando la vita ci mescola le carte, che siano carte brutte o belle.
Le stagioni vanno assolutamente considerate e direi anche messe al primo posto.
Ci saranno momenti della vita in cui riusciremo a “spingere” di più in un’area, ma in altri invece dovremo lasciare andare necessariamente qualcosa.
La consapevolezza della stagione nella quale ci troviamo è la vera svolta: significa avere la possibilità di capire cosa è meglio per noi in quel momento.
🔴 Ti lascio con questa domanda: come lavorerebbe la persona che vuoi diventare?
————
🍎 Cose interessanti:
Il metodo 5 Before 11.
Come riprendere il controllo dello smartphone e ridurre la dipendenza (video di Andrea Ciraolo e Nicolò Francesco Bernardi).
Un focus sulla noia.
Grazie ad Andrea A., sto perfezionando l’uso di Voicenotes. Se ami dettare appunti, idee, cosa mangi, le abitudini che porti avanti, prova questo tool.
Yoda l’ha detto, Dickens l’ha scritto: disimparare, devi, se organizzazione vuoi trovare (LinkedIn).
Domani, giovedì 30 gennaio alle 18.00, alla libreria Hoepli via Ulrico Hoepli a Milano, Sara Mantovani, Francesca Procopio e Sandra Janousek presenteranno il loro libro Professional organizing, istruzioni per l’uso: percorso e prospettive del professionista dell’organizzazione.
Hai già visto l’agenda Decluttering digitale fatto a mano?
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Uh, 2020... In quel periodo ho raccolto 100 testimonianze e le ho trasformate in questo eBook:
http://tiny.cc/organizzarsi-in-famiglia
Tramite questo canale (magari hai anche partecipato), mi ero rivolta a chi, in piena pandemia, ha dovuto ripensare completamente la propria organizzazione: giornate, lavoro, spazi.
A chi ha dovuto creare veri e propri "puzzle" per gestire impegni familiari e professionali. A chi ha cercato di incastrare riunioni online e didattica a distanza.
In generale, a chi ha dovuto riorganizzarsi in una realtà completamente diversa da quella abituale.
Alcune testimonianze sono ancora attuali, mentre altre parlano di difficoltà strettamente legate a quel periodo. Tra i temi più ricorrenti c'erano:
- la gestione degli spazi in casa;
- la conciliazione tra lavoro da casa e didattica a distanza;
- la difficoltà a mantenere la concentrazione;
- il senso di isolamento e la mancanza di interazione;
- la necessità (o la forzatura) di adattarsi a nuovi strumenti tecnologici.
Rileggere l’eBook oggi mi fa un certo effetto e credo sia arrivato il momento di aggiornarlo. Il 21 marzo inizia la Settimana dell’organizzazione, promossa ogni anno da APOI, l’associazione di cui faccio parte, e penso che sia un'ottima occasione per raccogliere nuove testimonianze e raccontare com'è cambiato – o meno – il nostro modo di organizzarci.
Ed eccomi qui a chiedere il tuo supporto, ti andrebbe di partecipare e di aiutarmi ad aggiornare la raccolta?
Si tratta di rispondere brevemente a tre domande che trovi qui:
https://tally.so/r/nG56oL
Grazie 🖤
http://tiny.cc/organizzarsi-in-famiglia
Tramite questo canale (magari hai anche partecipato), mi ero rivolta a chi, in piena pandemia, ha dovuto ripensare completamente la propria organizzazione: giornate, lavoro, spazi.
A chi ha dovuto creare veri e propri "puzzle" per gestire impegni familiari e professionali. A chi ha cercato di incastrare riunioni online e didattica a distanza.
In generale, a chi ha dovuto riorganizzarsi in una realtà completamente diversa da quella abituale.
Alcune testimonianze sono ancora attuali, mentre altre parlano di difficoltà strettamente legate a quel periodo. Tra i temi più ricorrenti c'erano:
- la gestione degli spazi in casa;
- la conciliazione tra lavoro da casa e didattica a distanza;
- la difficoltà a mantenere la concentrazione;
- il senso di isolamento e la mancanza di interazione;
- la necessità (o la forzatura) di adattarsi a nuovi strumenti tecnologici.
Rileggere l’eBook oggi mi fa un certo effetto e credo sia arrivato il momento di aggiornarlo. Il 21 marzo inizia la Settimana dell’organizzazione, promossa ogni anno da APOI, l’associazione di cui faccio parte, e penso che sia un'ottima occasione per raccogliere nuove testimonianze e raccontare com'è cambiato – o meno – il nostro modo di organizzarci.
Ed eccomi qui a chiedere il tuo supporto, ti andrebbe di partecipare e di aiutarmi ad aggiornare la raccolta?
Si tratta di rispondere brevemente a tre domande che trovi qui:
https://tally.so/r/nG56oL
Grazie 🖤
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FACCIAMO LE MOLTIPLICAZIONI
Prendiamo le schede del browser.
Non intendo quell’accumulo temporaneo che può capitare a chiunque quando si fanno ricerche o si vuole approfondire un argomento.
Sto parlando della costante e ininterrotta apertura di schede che poi non vengono mai chiuse per mille motivi:
🔴 la paura di perdere quell’articolo;
🔴 la finta comodità di ritrovare le cose;
🔴 il timore di dimenticarsi di un'idea.
Procedere con la pulizia del browser e allenarsi a farla diventare un’abitudine non è solo uno sfizio o un’ostinata regola organizzativa giusto per tenere pulito il computer, ma è qualcosa che, a lungo andare, protegge dal continuo ricalcolo.
Se mantieni sempre tutto aperto, con elementi che poi diventano poco riconoscibili, ogni volta che li avrai davanti la tua mente dovrà fare un piccolo ricalcolo per capire:
🥹 dove sono le schede giuste per quel momento;
🥹 cosa ha già elaborato;
🥹 a che punto è arrivata;
🥹 quali sono le novità da considerare.
È chiaro che, se prendiamo solo un aspetto, tipo le schede del browser, penserai che il costo del ricalcolo mentale - e il relativo peso nella mente - non sia poi così elevato tanto da giustificare un testo come questo.
Ma prendi questo esempio e prova a pensare al costo che c’è nel ricalcolare ogni volta:
🍎 la inbox della posta elettronica piena di messaggi non gestiti;
🍎 le notifiche badge per non perderti le novità dei social;
🍎 le attività nel task manager;
🍎 gli eventi nel calendario;
🍎 l’accumulo di file e cartelle andati fuori controllo;
🍎 i messaggi o i commenti dei vari social.
Non solo, pensa all’accumulo di progetti iniziati ma ormai inattivi, ai link salvati chissà dove, agli spunti o alle ispirazioni che non sai più dove siano. Tutto questo insieme all’eccessivo tempo sprecato alla ricerca di dati, lavori o allegati.
Moltiplica il ricalcolo per tutti i dispositivi che usi - computer, smartphone, tablet e smartwatch - e considera l’intera giornata, non solo le ore lavorative, per capire che il costo quotidiano qui comincia a farsi sentire sempre di più.
Tanti piccoli costi che consumano energia mentale e attenzione, a scapito del lavoro importante.
Pensa di avere Google Maps impazzito, che continua a farti passare da un casello all’altro dell’autostrada, obbligandoti a pagare un euro di qui, un euro di là, un euro ancora… Per tutto il giorno, tutti i giorni.
Ok, tornando all’esempio, le schede del browser non ti chiedono soldi - almeno non direttamente - ma richiedono la tua attenzione.
Adesso si tratta di… prendere una decisione: vogliamo passare le giornate in ricalcoli continui?
Possiamo scegliere di alleggerire il peso digitale, di chiudere ciò che non serve, di liberarci da quel sovraccarico invisibile che però lascia segni ben visibili sulla nostra attenzione e sulla nostra energia.
Il punto non è avere zero notifiche, zero schede aperte o una casella email perfettamente svuotata. Il punto è riconoscere quando l’accumulo digitale smette di essere utile e inizia a consumarci.
==============
ℹ️ Informazioni utili
🗓️ 21 marzo: inizia la Settimana dell'organizzazione di APOI. 7 giorni, 7 temi per migliorare la tua organizzazione (segui APOI su Instagram).
❓ Cosa vuol dire organizzazione? Per questa settimana speciale sto coinvolgendo più persone possibili che fanno lavori diversi per condividere il significato di organizzazione. Siamo quasi a 80, ti va di partecipare?
➡️ Basta calendari trascurati. Se non sai da dove iniziare per riprendere il controllo della tua organizzazione digitale, parti dallo strumento più sottovalutato di sempre: Google Calendar (i suggerimenti valgono anche per gli altri calendari).
Prendiamo le schede del browser.
Non intendo quell’accumulo temporaneo che può capitare a chiunque quando si fanno ricerche o si vuole approfondire un argomento.
Sto parlando della costante e ininterrotta apertura di schede che poi non vengono mai chiuse per mille motivi:
🔴 la paura di perdere quell’articolo;
🔴 la finta comodità di ritrovare le cose;
🔴 il timore di dimenticarsi di un'idea.
Procedere con la pulizia del browser e allenarsi a farla diventare un’abitudine non è solo uno sfizio o un’ostinata regola organizzativa giusto per tenere pulito il computer, ma è qualcosa che, a lungo andare, protegge dal continuo ricalcolo.
Se mantieni sempre tutto aperto, con elementi che poi diventano poco riconoscibili, ogni volta che li avrai davanti la tua mente dovrà fare un piccolo ricalcolo per capire:
🥹 dove sono le schede giuste per quel momento;
🥹 cosa ha già elaborato;
🥹 a che punto è arrivata;
🥹 quali sono le novità da considerare.
È chiaro che, se prendiamo solo un aspetto, tipo le schede del browser, penserai che il costo del ricalcolo mentale - e il relativo peso nella mente - non sia poi così elevato tanto da giustificare un testo come questo.
Ma prendi questo esempio e prova a pensare al costo che c’è nel ricalcolare ogni volta:
🍎 la inbox della posta elettronica piena di messaggi non gestiti;
🍎 le notifiche badge per non perderti le novità dei social;
🍎 le attività nel task manager;
🍎 gli eventi nel calendario;
🍎 l’accumulo di file e cartelle andati fuori controllo;
🍎 i messaggi o i commenti dei vari social.
Non solo, pensa all’accumulo di progetti iniziati ma ormai inattivi, ai link salvati chissà dove, agli spunti o alle ispirazioni che non sai più dove siano. Tutto questo insieme all’eccessivo tempo sprecato alla ricerca di dati, lavori o allegati.
Moltiplica il ricalcolo per tutti i dispositivi che usi - computer, smartphone, tablet e smartwatch - e considera l’intera giornata, non solo le ore lavorative, per capire che il costo quotidiano qui comincia a farsi sentire sempre di più.
Tanti piccoli costi che consumano energia mentale e attenzione, a scapito del lavoro importante.
Pensa di avere Google Maps impazzito, che continua a farti passare da un casello all’altro dell’autostrada, obbligandoti a pagare un euro di qui, un euro di là, un euro ancora… Per tutto il giorno, tutti i giorni.
Ok, tornando all’esempio, le schede del browser non ti chiedono soldi - almeno non direttamente - ma richiedono la tua attenzione.
Adesso si tratta di… prendere una decisione: vogliamo passare le giornate in ricalcoli continui?
Possiamo scegliere di alleggerire il peso digitale, di chiudere ciò che non serve, di liberarci da quel sovraccarico invisibile che però lascia segni ben visibili sulla nostra attenzione e sulla nostra energia.
Il punto non è avere zero notifiche, zero schede aperte o una casella email perfettamente svuotata. Il punto è riconoscere quando l’accumulo digitale smette di essere utile e inizia a consumarci.
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ℹ️ Informazioni utili
🗓️ 21 marzo: inizia la Settimana dell'organizzazione di APOI. 7 giorni, 7 temi per migliorare la tua organizzazione (segui APOI su Instagram).
❓ Cosa vuol dire organizzazione? Per questa settimana speciale sto coinvolgendo più persone possibili che fanno lavori diversi per condividere il significato di organizzazione. Siamo quasi a 80, ti va di partecipare?
➡️ Basta calendari trascurati. Se non sai da dove iniziare per riprendere il controllo della tua organizzazione digitale, parti dallo strumento più sottovalutato di sempre: Google Calendar (i suggerimenti valgono anche per gli altri calendari).
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COSA VUOL DIRE ORGANIZZAZIONE?
L’ho chiesto, ancora una volta.
A chi lavora in ufficio e a chi lavora da casa. A chi è freelance, a chi è dipendente, a chi coordina, a chi insegna, a chi si prende cura, a chi crea.
Ho raccolto risposte diverse, personali, imperfette. E proprio per questo autentiche.
Perché l’organizzazione non è mai solo una questione di metodo. E soprattutto non è mai il fine.
È qualcosa che si costruisce con l’esperienza, con le difficoltà, con le pause e le ripartenze.
C'è chi la vive come un salvagente, chi come uno strumento per ritrovare equilibrio.
C’è chi la associa all’ordine e chi alla libertà, chi la trova nella precisione e chi nella flessibilità.
In occasione della Settimana dell’organizzazione promossa da APOI Associazione Professional Organizers Italia, ho voluto raccogliere queste voci per continuare un dialogo iniziato durante la pandemia, quando avevo posto domande simili.
Oggi, con nuove consapevolezze, ho riaperto quello spazio di ascolto.
E ne è uscita una fotografia corale: fatta di ostacoli quotidiani, piccoli cambiamenti, nuovi approcci, tentativi.
Non ci sono ricette valide per tutte le persone, ma in ognuna di queste risposte c’è un pezzetto di realtà condivisa.
Un modo diverso di dire: “anche io ci sto provando”.
Ho condiviso tutto qui:
https://alumedifare.notion.site/Cosa-vuol-dire-organizzazione-1bd7d7dc1dd580199f8fcf29b086ad17
Buona lettura,
Debora
P.S.: perché, in fondo, chi lavora come professional organizer fa questo: aiuta ad alleggerire e a far levitare gli spazi intorno a noi, fisici e digitali.
Trovate tutti gli ambiti della settimana dell'organizzazione sui canali APOI:
- LinkedIn
- Instagram
L’ho chiesto, ancora una volta.
A chi lavora in ufficio e a chi lavora da casa. A chi è freelance, a chi è dipendente, a chi coordina, a chi insegna, a chi si prende cura, a chi crea.
Ho raccolto risposte diverse, personali, imperfette. E proprio per questo autentiche.
Perché l’organizzazione non è mai solo una questione di metodo. E soprattutto non è mai il fine.
È qualcosa che si costruisce con l’esperienza, con le difficoltà, con le pause e le ripartenze.
C'è chi la vive come un salvagente, chi come uno strumento per ritrovare equilibrio.
C’è chi la associa all’ordine e chi alla libertà, chi la trova nella precisione e chi nella flessibilità.
In occasione della Settimana dell’organizzazione promossa da APOI Associazione Professional Organizers Italia, ho voluto raccogliere queste voci per continuare un dialogo iniziato durante la pandemia, quando avevo posto domande simili.
Oggi, con nuove consapevolezze, ho riaperto quello spazio di ascolto.
E ne è uscita una fotografia corale: fatta di ostacoli quotidiani, piccoli cambiamenti, nuovi approcci, tentativi.
Non ci sono ricette valide per tutte le persone, ma in ognuna di queste risposte c’è un pezzetto di realtà condivisa.
Un modo diverso di dire: “anche io ci sto provando”.
Ho condiviso tutto qui:
https://alumedifare.notion.site/Cosa-vuol-dire-organizzazione-1bd7d7dc1dd580199f8fcf29b086ad17
Buona lettura,
Debora
P.S.: perché, in fondo, chi lavora come professional organizer fa questo: aiuta ad alleggerire e a far levitare gli spazi intorno a noi, fisici e digitali.
Trovate tutti gli ambiti della settimana dell'organizzazione sui canali APOI:
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TIME BLOCKING SU NOTION: COME APPLICARE IL METODO PER ORGANIZZARE LE ATTIVITÀ
Vediamo come mettere in pratica il time blocking su Notion:
📹 https://youtu.be/-sntQe3CBpc
Per approfondire:
Articolo: https://www.organizzazionedigitale.it/time-blocking-notion/
Vediamo come mettere in pratica il time blocking su Notion:
📹 https://youtu.be/-sntQe3CBpc
Per approfondire:
Articolo: https://www.organizzazionedigitale.it/time-blocking-notion/
YouTube
⏱️ TIME BLOCKING su Notion: come applicare il metodo per organizzare le attività
Vediamo come mettere in pratica il time blocking con su Notion.
Corso completo su Notion: https://presentedaremoto.it/notion
Agenda: https://www.organizzazionedigitale.it/agenda/
00:00 Introduzione
01:20 Creare il database delle attività
06:20 Lavorare…
Corso completo su Notion: https://presentedaremoto.it/notion
Agenda: https://www.organizzazionedigitale.it/agenda/
00:00 Introduzione
01:20 Creare il database delle attività
06:20 Lavorare…
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L’USO DEI TAG NELLA GESTIONE DELLA CONOSCENZA
Nel contesto del personal knowledge management (PKM), l’uso dei tag (etichette o parole chiave) è ancora troppo sottovalutato.
Ma dopo anni di esperimenti e osservazioni, ci sono diverse ricerche che dimostrano che i tag possono essere lo strumento mancante per rendere le nostre raccolte di note, idee o appunti davvero utili.
I tag non sostituiscono le gerarchie (come le cartelle), ma le completano, creando delle connessioni trasversali (ovvero delle reti tra idee e contenuti che altrimenti resterebbero separati).
Per sfruttare i tag, serve un approccio diverso: non vanno usati per classificare in modo permanente, ma per tracciare l’uso concreto delle informazioni, rendendo più facile trovare ciò che serve al momento giusto.
1️⃣ Non sostituire le cartelle con i tag, ma metti insieme questi due approcci (gerarchico e a rete).
2️⃣ Usa i tag per descrivere azioni e utilizzi futuri.
3️⃣ Aggiorna i tag a seconda delle fasi della conoscenza.
4️⃣ Aggiungi una struttura solo quando ti serve (evita di creare tag o cartelle in anticipo, pensando che prima o poi ti serviranno).
5️⃣ Fai in modo che i tag siano facilmente accessibili e usali per mettere in azione le parole chiave più rilevanti per te.
📹 https://youtu.be/7DGnkRgv4Fw
Nel contesto del personal knowledge management (PKM), l’uso dei tag (etichette o parole chiave) è ancora troppo sottovalutato.
Ma dopo anni di esperimenti e osservazioni, ci sono diverse ricerche che dimostrano che i tag possono essere lo strumento mancante per rendere le nostre raccolte di note, idee o appunti davvero utili.
I tag non sostituiscono le gerarchie (come le cartelle), ma le completano, creando delle connessioni trasversali (ovvero delle reti tra idee e contenuti che altrimenti resterebbero separati).
Per sfruttare i tag, serve un approccio diverso: non vanno usati per classificare in modo permanente, ma per tracciare l’uso concreto delle informazioni, rendendo più facile trovare ciò che serve al momento giusto.
1️⃣ Non sostituire le cartelle con i tag, ma metti insieme questi due approcci (gerarchico e a rete).
2️⃣ Usa i tag per descrivere azioni e utilizzi futuri.
3️⃣ Aggiorna i tag a seconda delle fasi della conoscenza.
4️⃣ Aggiungi una struttura solo quando ti serve (evita di creare tag o cartelle in anticipo, pensando che prima o poi ti serviranno).
5️⃣ Fai in modo che i tag siano facilmente accessibili e usali per mettere in azione le parole chiave più rilevanti per te.
📹 https://youtu.be/7DGnkRgv4Fw
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📝 Perché usare i TAG per organizzare file e appunti in modo efficace
Cartelle organizzate e nomi coerenti sono un’ottima base per tenere in ordine i tuoi file.
Ma cosa succede quando un file potrebbe appartenere a più progetti o quando vuoi ritrovarlo per contesto, stato o argomento?
Qui entrano in gioco i tag, ovvero delle…
Ma cosa succede quando un file potrebbe appartenere a più progetti o quando vuoi ritrovarlo per contesto, stato o argomento?
Qui entrano in gioco i tag, ovvero delle…
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👩🏻💻 5 metodi per liberarti del superfluo digitale
L’idea di questo webinar è trovare insieme metodi pratici per semplificare il nostro ecosistema digitale, affinché ci supporti invece di ostacolarci. Parleremo di come ottimizzare smartphone, spazi digitali e gestione del tempo per ridurre il sovraccarico informativo e usare la tecnologia in modo più consapevole.
📅 Giovedì 17 aprile alle 17:00
💌 Iscriviti al webinar gratuito, riceverai il link subito dopo l’iscrizione:
https://edulia.it/lezioni-open/5-metodi-per-liberarsi-del-superfluo-del-digitale/
L’idea di questo webinar è trovare insieme metodi pratici per semplificare il nostro ecosistema digitale, affinché ci supporti invece di ostacolarci. Parleremo di come ottimizzare smartphone, spazi digitali e gestione del tempo per ridurre il sovraccarico informativo e usare la tecnologia in modo più consapevole.
📅 Giovedì 17 aprile alle 17:00
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https://edulia.it/lezioni-open/5-metodi-per-liberarsi-del-superfluo-del-digitale/
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Ciao! È da un po' che non mi faccio sentire e vorrei condividere con voi come sta cambiando il mio modo di usare Telegram.
Tra l’altro, ho visto che il primo post di questo canale è di maggio 2018, praticamente un secolo digitale fa. Avevo parlato del servizio di Google, Talk to Books, che permetteva di conversare con i libri (non esiste più, ma ha rappresentato un anticipo di quello che oggi è NotebookLM).
In questo periodo sono poco presente qui, ma più attiva nel gruppo. Il punto è che in questa fase preferisco raggiungere meno persone, ma avere qualche scambio in più. Ed è per questo che ho rallentato la pubblicazione nel canale per favorire la condivisione nel gruppo, con post meno “pensati” ma molto più spontanei. Lo trovate qui se volete farci un giro (potete silenziare le notifiche se vi danno fastidio).
Ogni tanto lavoro 😅 e in questi mesi sto definendo progetti che vedrete nel prossimo periodo. La novità più importante è che ho iniziato una collaborazione per un percorso di formazione che trovo fantastico (ringrazio di cuore Alessandro per avermi coinvolta).
A fine maggio ho partecipato a una masterclass di Fabrizio Cotza, autore di diversi libri (e vi consiglio l’ultimo se volete fare chiarezza nel vostro percorso professionale, Cosa non farò da grande). Sono molto affezionata a Fabrizio perché è anche grazie a un suo intervento del 2016 che ho avviato il mio lavoro. E qui trovate il suo contributo alle interviste che facevo ai tempi nel canale.
Un altro libro che ho trovato davvero in linea con il mio modo di intendere il marketing è quello di Raffaele Gaito, Guida pratica al marketing della generosità. È per merito suo, anche se non lo sa, che ho dato retta a questa mia necessità di dialogare in un gruppo invece che usare una comunicazione unidirezionale.
Un testo che invece mi ha fatto riflettere è La rivoluzione del fare nulla, e qui trovate la mia riflessione.
Ho partecipato all’AI Week con sentimenti molto contrastanti. Senza dimenticare il cortocircuito che si crea quando pensiamo agli spazi digitali.
Tra le cose interessanti che ho visto, mi è piaciuto molto il progetto di educazione digitale di WINDTRE dedicato a famiglie e scuole. Qui la pubblicità.
Continuerò a pubblicare in questo canale, anche se con minor frequenza rispetto a qualche mese fa, ma mi sembra corretto dirvi il perché.
Un abbraccio e buona domenica
Tra l’altro, ho visto che il primo post di questo canale è di maggio 2018, praticamente un secolo digitale fa. Avevo parlato del servizio di Google, Talk to Books, che permetteva di conversare con i libri (non esiste più, ma ha rappresentato un anticipo di quello che oggi è NotebookLM).
In questo periodo sono poco presente qui, ma più attiva nel gruppo. Il punto è che in questa fase preferisco raggiungere meno persone, ma avere qualche scambio in più. Ed è per questo che ho rallentato la pubblicazione nel canale per favorire la condivisione nel gruppo, con post meno “pensati” ma molto più spontanei. Lo trovate qui se volete farci un giro (potete silenziare le notifiche se vi danno fastidio).
Ogni tanto lavoro 😅 e in questi mesi sto definendo progetti che vedrete nel prossimo periodo. La novità più importante è che ho iniziato una collaborazione per un percorso di formazione che trovo fantastico (ringrazio di cuore Alessandro per avermi coinvolta).
A fine maggio ho partecipato a una masterclass di Fabrizio Cotza, autore di diversi libri (e vi consiglio l’ultimo se volete fare chiarezza nel vostro percorso professionale, Cosa non farò da grande). Sono molto affezionata a Fabrizio perché è anche grazie a un suo intervento del 2016 che ho avviato il mio lavoro. E qui trovate il suo contributo alle interviste che facevo ai tempi nel canale.
Un altro libro che ho trovato davvero in linea con il mio modo di intendere il marketing è quello di Raffaele Gaito, Guida pratica al marketing della generosità. È per merito suo, anche se non lo sa, che ho dato retta a questa mia necessità di dialogare in un gruppo invece che usare una comunicazione unidirezionale.
Un testo che invece mi ha fatto riflettere è La rivoluzione del fare nulla, e qui trovate la mia riflessione.
Ho partecipato all’AI Week con sentimenti molto contrastanti. Senza dimenticare il cortocircuito che si crea quando pensiamo agli spazi digitali.
Tra le cose interessanti che ho visto, mi è piaciuto molto il progetto di educazione digitale di WINDTRE dedicato a famiglie e scuole. Qui la pubblicità.
Continuerò a pubblicare in questo canale, anche se con minor frequenza rispetto a qualche mese fa, ma mi sembra corretto dirvi il perché.
Un abbraccio e buona domenica
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NEOCONNESSI Long Video
Siamo i primi genitori nella storia ad affrontare qualcosa che nessuno ci ha mai insegnato. Prepara i tuoi figli al futuro digitale su https://neoconnessi.windtre.it/
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È più facile continuare ad accumulare spazio nel cloud e aumentare i costi, piuttosto che prendersi del tempo per capire cosa davvero conservare e cosa eliminare.
Fai l’upgrade? Sì.
Un altro upgrade? Sì.
Ancora uno? Sì.
A volte è inevitabile, ma in molti casi ogni clic su “upgrade” è solo una scorciatoia che ci allontana da una scelta più consapevole.
Conta anche distinguere tra ciò che è hot storage e ciò che invece corrisponde a cold storage.
Un buon sistema di backup dovrebbe tenere conto della frequenza di utilizzo dei dati: quelli che usi regolarmente e devono essere subito accessibili (hot storage) e quelli che non ti servono più ma che devi conservare per motivi legali, storici o di sicurezza (cold storage).
Foto recenti del telefono? Probabilmente hot storage. Tutti i PDF del 2015 che non hai mai più aperto? Cold storage.
Se è arrivato il momento di fare pulizia nel digitale, puoi iniziare da qui: https://www.organizzazionedigitale.it/decluttering-digitale/
Fai l’upgrade? Sì.
Un altro upgrade? Sì.
Ancora uno? Sì.
A volte è inevitabile, ma in molti casi ogni clic su “upgrade” è solo una scorciatoia che ci allontana da una scelta più consapevole.
Conta anche distinguere tra ciò che è hot storage e ciò che invece corrisponde a cold storage.
Un buon sistema di backup dovrebbe tenere conto della frequenza di utilizzo dei dati: quelli che usi regolarmente e devono essere subito accessibili (hot storage) e quelli che non ti servono più ma che devi conservare per motivi legali, storici o di sicurezza (cold storage).
Foto recenti del telefono? Probabilmente hot storage. Tutti i PDF del 2015 che non hai mai più aperto? Cold storage.
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ORGANIZZAZIONE DIGITALE
Decluttering digitale - ORGANIZZAZIONE DIGITALE
Metodo e carta per il tuo ordine digitale Decluttering digitale fatto a mano L’agenda che ti aiuta a mettere ordine nel tuo lavoro e liberare la mente, un giorno alla volta. Scegli la tua agenda ora Quando tutto sembra urgente, ma niente davvero chiaro File…
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