Sì ma che cazzo di bisogno c'è di fare tutti questi test, mio dio
Forwarded from Fumetteria Inc. FLAC Channel
La canzone più pesante che abbia mai caricato qui, Komm Süsser Tod di Arianne Cleopatra Schreiber
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Sato, non so veramente come ringraziarti
Sono sempre più convinto che non servo a niente in questo mondo
Ho fatto sempre scelte neutrali, possibilmente le più noiose
Avrei voluto essere importante per qualcuno, come lo sono tutti per me
Ma alla fine non faccio altro che scappare, dalle mie necessità, dalle mie vere ambizioni, dall'amore, da chi sono veramente
Scappo e mi rifugio nel mio guscio impenetrabile e imperscrutabile, un guscio fatto per proteggere chi voglio bene dal vero me stesso, un guscio che gli altri odiano, un guscio alla quale nessuno ha mai fatto caso.
Un pò come un filo d'erba tra l'asfalto arroventato dal sole, che le macchine hanno risparmiato dall'atroce destino che altri, come lui, hanno subito
Gli altri, esseri esterni a noi stessi, che ci giudicano. Ma non possono giudicarmi, non possono giudicare il vero me stesso
Cosa hanno da vedere e giudicare costoro? Un'essere che ha fallito, ha riprovato, ma sta per fallire daccapo. Un solo, misero, brutto e stupido essere che non fa altro che arrancare, nella landa desolata che è la sua mente, dove nessuno è capace di entrare, e si rifugia lì, in attesa che qualcuno arrivi a soccorrerlo
Ma lui sa, sa che nessuno può entrare, sa che per quanto ci provi, se non si disfà del suo guscio, non può fare altro che soffrire, tenendosi i suoi dolori per se, perchè ha paura del prossimo, che ha il potere di ucciderlo col suo pensiero, che scorre come un fiume di lame verso il suo cuore, l'unico posto dove ancora sa di poter provare a combattere
Combattere. Contro chi? Ne vale veramente la pena? Quanti soffriranno per la mia battaglia, in quanti lasceranno un pezzo di loro stessi per difendermi?
Nessuno, ecco la risposta a queste domande. Nessuno è contro chi combatto, nessuna è la volontà, nessuno soffrirà per me
Soffrire. Una parola con un significato che il nostro cervello associa al dolore fisico, alle emozioni trattenute, all'impotenza di fronte a qualcosa o qualcuno più forte di noi
Noi soffriamo di fronte a Dio?
Può una nostra idea, pur sempre collettiva, causarci sofferenza?
Idee. Un concetto inafferrabile, difficile da comprendere. La stessa idea di un'idea è un'idea. Un'idea può viaggiare, può espandersi e arrivare ovunque, anche nella desolatezza della mente
Può una nostra idea, se pur sempre collettiva, prendere forma?