Tralasciando che magari quel "1 new message" perché non esiste anima viva che mi abbia scritto di propria sponte per conoscermi perché le interessava x di me (letteralmente, non è mai accaduto, zero, nisba, manco a dire roba che poi è finita male e non lo sto dicendo per vittimismo)
Mi affatica il discorso dell' "essere normale" perché spesso so di essere l'elemento discordante non perché ho ideali o visioni distorte, ma perché mi ritrovo in una situazione e ambiente che non mi appartiene.
L'idea di voler essere normale è quella di voler avere rapporti genuini, e non mi sento in colpa per volere cose simili. Mi son sentito dire che sono stronzo, giudizioso, presuntuoso o che ho standard alti.
Ho dubitato di me per anni e ho lavorato tantissimo in terapia per scrollarmi di dosso queste proiezioni altrui. Sono contento di non fare più mie queste paure e di essere apertamente vulnerabile. Ciò non cambia che non mi facciano comunque piacere. Non tanto più perché le uso contro me stesso, quanto perché mi danno un senso di disappunto e delusione che mi grava. La sensazione che alcune persone ti VOGLIONO vedere un un certo modo piuttosto che accettarti o comprenderti perché decidono di affibbiarti una serie di etichette è insopportabile.
Il fatto che internet esacerba questo atteggiamento e che da post pandemia non ho avuto modo di frequentare luoghi dal vivo, ha peggiorato tutto.
Sto molto per i fatti miei ormai. Ho capito che tanti posti non mi appartengono.
È faticoso essere in costante ricerca di un nido.
Ma lo preferirò sempre al relegarmi a paure, proiezioni e rabbie altrui.
Magari un giorno riuscirò a riprendere in mano la mia cazzo di vita, son 3 anni che mi sfugge.
Mi affatica il discorso dell' "essere normale" perché spesso so di essere l'elemento discordante non perché ho ideali o visioni distorte, ma perché mi ritrovo in una situazione e ambiente che non mi appartiene.
L'idea di voler essere normale è quella di voler avere rapporti genuini, e non mi sento in colpa per volere cose simili. Mi son sentito dire che sono stronzo, giudizioso, presuntuoso o che ho standard alti.
Ho dubitato di me per anni e ho lavorato tantissimo in terapia per scrollarmi di dosso queste proiezioni altrui. Sono contento di non fare più mie queste paure e di essere apertamente vulnerabile. Ciò non cambia che non mi facciano comunque piacere. Non tanto più perché le uso contro me stesso, quanto perché mi danno un senso di disappunto e delusione che mi grava. La sensazione che alcune persone ti VOGLIONO vedere un un certo modo piuttosto che accettarti o comprenderti perché decidono di affibbiarti una serie di etichette è insopportabile.
Il fatto che internet esacerba questo atteggiamento e che da post pandemia non ho avuto modo di frequentare luoghi dal vivo, ha peggiorato tutto.
Sto molto per i fatti miei ormai. Ho capito che tanti posti non mi appartengono.
È faticoso essere in costante ricerca di un nido.
Ma lo preferirò sempre al relegarmi a paure, proiezioni e rabbie altrui.
Magari un giorno riuscirò a riprendere in mano la mia cazzo di vita, son 3 anni che mi sfugge.
Persone faranno tipo sticker non ci posso credere a questi messaggi quando sono cose di cui potrei parlare davanti ad un palco perché il discorso è esclusivamente sulla mia vita e non atto all' odio nei confronti di nessuno
(Persone procederanno a proiettarsi come i villain nei miei discorsi lo stesso [non me ne frega un cazzo, sono libero di colpe{ le paure e i sensi di colpa non dovuti degli altri non mi appartengono }])
(Persone procederanno a proiettarsi come i villain nei miei discorsi lo stesso [non me ne frega un cazzo, sono libero di colpe{ le paure e i sensi di colpa non dovuti degli altri non mi appartengono }])