🖨 Il caso HP e le cattive pratiche dell’industria delle stampanti
HP è da tempo al centro di polemiche per i suoi aggiornamenti software che, invece di migliorare i prodotti, finiscono per danneggiarli. Moltɜ utenti ricordano ancora i casi in cui stampanti perfettamente funzionanti hanno smesso di accettare cartucce compatibili non originali dopo un aggiornamento. Oggi però la situazione è ancora più grave: diversɜ clienti segnalano che un recente aggiornamento ha compromesso il funzionamento delle loro stampanti, anche se utilizzavano prodotti originali HP.
Il problema ha colpito alcuni modelli dopo un aggiornamento automatico rilasciato a marzo. Dopo l’installazione, le stampanti hanno iniziato a mostrare errori e a rifiutare il toner, lasciando molte persone (e uffici) senza un dispositivo funzionante. E non è la prima volta: già in passato HP aveva dovuto affrontare critiche simili per altri modelli.
In risposta, diversɜ clienti hanno deciso di cambiare marca, scegliendo produttori concorrenti come Brother—anche se pure quest’ultima è finita sotto osservazione per problematiche simili.
https://arstechnica.com/gadgets/2025/03/firmware-update-bricks-hp-printers-makes-them-unable-to-use-hp-cartridges/
#Notizia #Autodeterminazione
@EticaDigitale
HP è da tempo al centro di polemiche per i suoi aggiornamenti software che, invece di migliorare i prodotti, finiscono per danneggiarli. Moltɜ utenti ricordano ancora i casi in cui stampanti perfettamente funzionanti hanno smesso di accettare cartucce compatibili non originali dopo un aggiornamento. Oggi però la situazione è ancora più grave: diversɜ clienti segnalano che un recente aggiornamento ha compromesso il funzionamento delle loro stampanti, anche se utilizzavano prodotti originali HP.
Il problema ha colpito alcuni modelli dopo un aggiornamento automatico rilasciato a marzo. Dopo l’installazione, le stampanti hanno iniziato a mostrare errori e a rifiutare il toner, lasciando molte persone (e uffici) senza un dispositivo funzionante. E non è la prima volta: già in passato HP aveva dovuto affrontare critiche simili per altri modelli.
In risposta, diversɜ clienti hanno deciso di cambiare marca, scegliendo produttori concorrenti come Brother—anche se pure quest’ultima è finita sotto osservazione per problematiche simili.
https://arstechnica.com/gadgets/2025/03/firmware-update-bricks-hp-printers-makes-them-unable-to-use-hp-cartridges/
#Notizia #Autodeterminazione
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🕵️ Il Regno Unito vuole prevedere i crimini con l'intelligenza artificiale
Il Ministero della Giustizia britannico sta sviluppando un algoritmo per identificare individui "a rischio" attraverso l'analisi di dati personali provenienti da polizia, tribunali, vittime e anche cittadinɜ che hanno chiesto aiuto, alla ricerca di segnali predittivi di comportamenti violenti.
Il progetto, Predictive Risk Assessment Initiative (PRAI), ne sostituisce un precedente (OASys) che aveva dato risultati deludenti nella stima del rischio di recidiva. Il sistema utilizza dati di varia natura, dal nome al sesso, data di nascita, con informazioni sanitarie, tra cui disturbi mentali, dipendenze, fino ad arrivare episodi di autolesionismo.
Statewatch UK, ONG che si occupa di libertà civili, diritti umani e standard democratici, ha sollevato forti preoccupazioni in quanto vengono analizzate anche persone senza precedenti penali, rischiando di trasformare innocenti in sospettɜ.
https://www.theguardian.com/uk-news/2025/apr/10/predictive-policing-has-prejudice-built-in
#Notizia #IA #Autodeterminazione
@EticaDigitale
Il Ministero della Giustizia britannico sta sviluppando un algoritmo per identificare individui "a rischio" attraverso l'analisi di dati personali provenienti da polizia, tribunali, vittime e anche cittadinɜ che hanno chiesto aiuto, alla ricerca di segnali predittivi di comportamenti violenti.
Il progetto, Predictive Risk Assessment Initiative (PRAI), ne sostituisce un precedente (OASys) che aveva dato risultati deludenti nella stima del rischio di recidiva. Il sistema utilizza dati di varia natura, dal nome al sesso, data di nascita, con informazioni sanitarie, tra cui disturbi mentali, dipendenze, fino ad arrivare episodi di autolesionismo.
Statewatch UK, ONG che si occupa di libertà civili, diritti umani e standard democratici, ha sollevato forti preoccupazioni in quanto vengono analizzate anche persone senza precedenti penali, rischiando di trasformare innocenti in sospettɜ.
https://www.theguardian.com/uk-news/2025/apr/10/predictive-policing-has-prejudice-built-in
#Notizia #IA #Autodeterminazione
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the Guardian
Predictive policing has prejudice built in | Letters
Letters: Ilyas Nagdee of Amnesty International and others respond to government plans to use personal data to identify people most likely to become killers
🤖 L’automazione non ci ha reso liberɜ dal lavoro, né dallo sfruttamento
Nel dibattito su automazione e intelligenza artificiale si sente spesso parlare di "sostituzione dei lavoratori", ma il vero effetto è un lavoro più duro e peggio retribuito.
Jason Resnikoff, professore di Storia contemporanea all’Università di Groninga, smonta il mito dell’automazione come liberazione: le macchine non eliminano il lavoro umano, lo intensificano.
Il motivo? Le macchine frammentano i lavori qualificati per sfruttare manodopera meno costosa, accelerano i ritmi produttivi e camuffano l’esternalizzazione del lavoro verso paesi a basso salario.
In realtà, quindi, tecnologia e manodopera a basso costo camminano mano nella mano per massimizzare i profitti, non il benessere.
Resnikoff critica il termine "automazione" come copertura ideologica: una scusa per peggiorare le condizioni di lavoro e aumentare il controllo. Il mito del progresso tecnologico come destino inevitabile è utile solo alle aziende.
Il professore propone non utopie robotiche, ma politiche reali: sindacati forti, stato sociale robusto, servizi pubblici accessibili. Il reddito universale non basta: serve uno stato sociale che garantisca dignità, indipendentemente dal lavoro.
https://www.guerredirete.it/lautomazione-non-ci-ha-reso-liberi-dal-lavoro-e-dallo-sfruttamento/
#IA #Riflessione #Lavoro #Politica
@eticadigitale
Nel dibattito su automazione e intelligenza artificiale si sente spesso parlare di "sostituzione dei lavoratori", ma il vero effetto è un lavoro più duro e peggio retribuito.
Jason Resnikoff, professore di Storia contemporanea all’Università di Groninga, smonta il mito dell’automazione come liberazione: le macchine non eliminano il lavoro umano, lo intensificano.
Il motivo? Le macchine frammentano i lavori qualificati per sfruttare manodopera meno costosa, accelerano i ritmi produttivi e camuffano l’esternalizzazione del lavoro verso paesi a basso salario.
In realtà, quindi, tecnologia e manodopera a basso costo camminano mano nella mano per massimizzare i profitti, non il benessere.
Resnikoff critica il termine "automazione" come copertura ideologica: una scusa per peggiorare le condizioni di lavoro e aumentare il controllo. Il mito del progresso tecnologico come destino inevitabile è utile solo alle aziende.
Il professore propone non utopie robotiche, ma politiche reali: sindacati forti, stato sociale robusto, servizi pubblici accessibili. Il reddito universale non basta: serve uno stato sociale che garantisca dignità, indipendentemente dal lavoro.
https://www.guerredirete.it/lautomazione-non-ci-ha-reso-liberi-dal-lavoro-e-dallo-sfruttamento/
#IA #Riflessione #Lavoro #Politica
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Guerre di Rete
L’automazione non ci ha reso liberi dal lavoro, e dallo sfruttamento - Guerre di Rete
Chi e come lavorerà nell’era in cui il mito dell’intelligenza artificiale sta prendendo il posto di quello dell’automazione? Ne abbiamo parlato con chi ha studiato l’automazione dal Dopoguerra ad oggi, il professore di Storia contemporanea Jason Resnikoff.
🇮🇹 Digitalizzare INPS, Inail e Istat sembra essere stato solo un immenso spreco di soldi
La società 3-i spa nasceva con l’idea di unificare le competenze informatiche di INPS, Inail e Istat sotto un unico tetto. Un progetto ambizioso, pensato per creare una società pubblica dedicata allo sviluppo software per modernizzare la pubblica amministrazione, in linea con gli obiettivi del PNRR e lanciato durante il governo Draghi.
L'entusiasmo iniziale si è però presto scontrato con rallentamenti operativi e mancate decisioni politiche. In tre anni, la società è rimasta poco più di un guscio vuoto, con più amministratori e sindaci che dipendenti (quattro presidenti, più un direttore generale). Sopravvive solo grazie a dinamiche politiche e veti incrociati.
Ogni tentativo di darle una direzione concreta è finora fallito. L'unica grande novità è il cambio di nome, da 3-i spa a Indata Pa spa. Una modifica solo formale, che non cambia lo stato delle cose e che si aggiunge alla già frammentata e inefficiente gestione dell’informatica pubblica. Anche perché, ad oggi, nemmeno all’interno del governo è chiaro chi ne abbia davvero la responsabilità.
https://lespresso.it/c/politica/2025/4/22/3-i-spa-solo-presidenti-indata-pa-inail-istat-inps/53807
#Politica #Notizia
@EticaDigitale
La società 3-i spa nasceva con l’idea di unificare le competenze informatiche di INPS, Inail e Istat sotto un unico tetto. Un progetto ambizioso, pensato per creare una società pubblica dedicata allo sviluppo software per modernizzare la pubblica amministrazione, in linea con gli obiettivi del PNRR e lanciato durante il governo Draghi.
L'entusiasmo iniziale si è però presto scontrato con rallentamenti operativi e mancate decisioni politiche. In tre anni, la società è rimasta poco più di un guscio vuoto, con più amministratori e sindaci che dipendenti (quattro presidenti, più un direttore generale). Sopravvive solo grazie a dinamiche politiche e veti incrociati.
Ogni tentativo di darle una direzione concreta è finora fallito. L'unica grande novità è il cambio di nome, da 3-i spa a Indata Pa spa. Una modifica solo formale, che non cambia lo stato delle cose e che si aggiunge alla già frammentata e inefficiente gestione dell’informatica pubblica. Anche perché, ad oggi, nemmeno all’interno del governo è chiaro chi ne abbia davvero la responsabilità.
https://lespresso.it/c/politica/2025/4/22/3-i-spa-solo-presidenti-indata-pa-inail-istat-inps/53807
#Politica #Notizia
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lespresso.it
La 3-i spa produce solo presidenti | L'Espresso
Quattro in tre anni per riunire sotto un solo ombrello le competenze informatiche di Istat, Inail e Inps. La scelta dei vertici è l’unica attività tra giochi po
🇵🇸 Le compagnie tecnologiche che rendono possibile il genocidio in Palestina
I dati che seguono sono riportati dall'ultimo rapporto ONU inerente la situazione a Gaza e in Cisgiordania. Il documento tratta di vari ambiti (agroalimentare, finanziario ecc), tuttavia ci si concentrerà sui temi inerenti al canale.
👉 Microsoft: attiva in Israele dal 1991, vi ha fondato la sua sede estera più grande. Fornisce tecnologie all'esercito israeliano dal 2003, acquista piccole imprese di cibersicurezza del Paese e i suoi servizi sono impiegati in vari aspetti della società israeliana, incluse le colonie. Da dopo l'attacco del 7 ottobre fornisce all'esercito l'infrastruttura cloud e IA tramite la sua piattaforma Azure. (Aggiungiamo noi) Il procuratore capo della Corte Penale Internazionale ha lamentato come, dopo le sanzioni statunitensi a suo carico, sia stato tagliato fuori dal suo indirizzo di posta Microsoft¹.
👉 Google e Amazon: nel 2021 hanno ricevuto un contratto da 1,2 miliardi di dollari per dar vita al Progetto Nimbus - un servizio per fornire l'infrastruttura tecnologica al Paese con servizi di archiviazione ed elaborazione in cloud. Nel 2024 una colonnella israeliana ha definito il Progetto Nimbus e Microsoft delle verie e proprie armi di supporto per l'esercito.
👉 IBM: dal 2019 si occupa della banca dati centrale dell'Autorità per la Popolazione e l'Immigrazione israeliana. Fornisce al governo le tecnologie per collezionare, immagazzinare e usare i dati biometrici del popolo palestinese. Prima di IBM, vi era HP Enterprises.
👉 HP: per anni ha fornito le tecnologie a quegli organi che hanno attuato l'apartheid in Palestina. Dal 2015, con la separazione in HP Enterprises e HP Inc, la creazione di una struttura aziendale opaca ha reso difficile dire quanto e come la compagnia sia ancora coinvolta.
👉 Palantir: ha espanso il suo supporto dopo il 7 ottobre. Non è irragionevole credere che fornisca all'esercito servizi di polizia predittiva, strutture per sviluppare e impiegare più rapidamente software militare, e IA per prendere scelte automatizzate sul campo di battaglia.
A questa lista vogliamo aggiungere:
👉 Meta: da anni ovatta le critiche verso Israele², tratta con due pesi due misure Israele e Palestina³, o banalmente Ucraina e Palestina⁴.
Senza tali infrastrutture digitali, le politiche di sterminio non sarebbero attuabili a questa velocità. Le compagnie che continuano a collaborare con l'esercito israeliano, per il diritto internazionale, possono infatti essere accusate di crimini di apartheid e genocidio, occupazione, e violazione dell'autodeterminazione di un popolo.
https://www.ohchr.org/en/documents/country-reports/ahrc5923-economy-occupation-economy-genocide-report-special-rapporteur
#Risorse #Sorveglianza #Politica
@EticaDigitale
I dati che seguono sono riportati dall'ultimo rapporto ONU inerente la situazione a Gaza e in Cisgiordania. Il documento tratta di vari ambiti (agroalimentare, finanziario ecc), tuttavia ci si concentrerà sui temi inerenti al canale.
👉 Microsoft: attiva in Israele dal 1991, vi ha fondato la sua sede estera più grande. Fornisce tecnologie all'esercito israeliano dal 2003, acquista piccole imprese di cibersicurezza del Paese e i suoi servizi sono impiegati in vari aspetti della società israeliana, incluse le colonie. Da dopo l'attacco del 7 ottobre fornisce all'esercito l'infrastruttura cloud e IA tramite la sua piattaforma Azure. (Aggiungiamo noi) Il procuratore capo della Corte Penale Internazionale ha lamentato come, dopo le sanzioni statunitensi a suo carico, sia stato tagliato fuori dal suo indirizzo di posta Microsoft¹.
👉 Google e Amazon: nel 2021 hanno ricevuto un contratto da 1,2 miliardi di dollari per dar vita al Progetto Nimbus - un servizio per fornire l'infrastruttura tecnologica al Paese con servizi di archiviazione ed elaborazione in cloud. Nel 2024 una colonnella israeliana ha definito il Progetto Nimbus e Microsoft delle verie e proprie armi di supporto per l'esercito.
👉 IBM: dal 2019 si occupa della banca dati centrale dell'Autorità per la Popolazione e l'Immigrazione israeliana. Fornisce al governo le tecnologie per collezionare, immagazzinare e usare i dati biometrici del popolo palestinese. Prima di IBM, vi era HP Enterprises.
👉 HP: per anni ha fornito le tecnologie a quegli organi che hanno attuato l'apartheid in Palestina. Dal 2015, con la separazione in HP Enterprises e HP Inc, la creazione di una struttura aziendale opaca ha reso difficile dire quanto e come la compagnia sia ancora coinvolta.
👉 Palantir: ha espanso il suo supporto dopo il 7 ottobre. Non è irragionevole credere che fornisca all'esercito servizi di polizia predittiva, strutture per sviluppare e impiegare più rapidamente software militare, e IA per prendere scelte automatizzate sul campo di battaglia.
A questa lista vogliamo aggiungere:
👉 Meta: da anni ovatta le critiche verso Israele², tratta con due pesi due misure Israele e Palestina³, o banalmente Ucraina e Palestina⁴.
Senza tali infrastrutture digitali, le politiche di sterminio non sarebbero attuabili a questa velocità. Le compagnie che continuano a collaborare con l'esercito israeliano, per il diritto internazionale, possono infatti essere accusate di crimini di apartheid e genocidio, occupazione, e violazione dell'autodeterminazione di un popolo.
https://www.ohchr.org/en/documents/country-reports/ahrc5923-economy-occupation-economy-genocide-report-special-rapporteur
#Risorse #Sorveglianza #Politica
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OHCHR
A/HRC/59/23: From economy of occupation to economy of genocide - Report of the Special Rapporteur on the situation of human rights…
This report investigates the corporate machinery sustaining Israel’s settler-colonial project of displacement and replacement of the Palestinians in the occupied territory. While political leaders and governments shirk their obligations, far too many corporate…
Etica Digitale vuole inoltre esprimere la sua vicinanza a Francesca Albanese, autrice dello studio. Albanese è infatti stata sanzionata dai governi di Stati Uniti e Israele per aver gettato luce sul genocidio che questi due Stati stanno compiendo alla luce del sole; Stati i quali presidenti fanno video con IA raffiguranti Gaza come una riviera colonizzata e sorridente, o che si candidano al Nobel per la pace mentre il sangue sulle loro mani continua ad aumentare di giorno in giorno.
Etica Digitale vuole esprimere ulteriormente la sua vicinanza a Francesca Albanese, in quanto il suo Stato, quello italiano, non pare intenzionato a prendere le difese di una sua cittadina punita per fare il suo lavoro. Uno Stato che, come purtroppo narrano i casi di cronaca di questi anni, fa tante eccezioni alla regola sui valori che tanto millanta. Uno Stato che si dimostra forte con i deboli e debole con i forti.
Grazie, Francesca
Etica Digitale vuole esprimere ulteriormente la sua vicinanza a Francesca Albanese, in quanto il suo Stato, quello italiano, non pare intenzionato a prendere le difese di una sua cittadina punita per fare il suo lavoro. Uno Stato che, come purtroppo narrano i casi di cronaca di questi anni, fa tante eccezioni alla regola sui valori che tanto millanta. Uno Stato che si dimostra forte con i deboli e debole con i forti.
Grazie, Francesca
🤳 Tuttɜ conoscono la nostra posizione: rintracciare se stessɜ attraverso gli annunci nelle app
Ogni volta che un'app mobile si prepara a mostrare un annuncio, si scatena un'asta rapidissima per decidere quale pubblicità specifica apparirà sullo schermo. Per fare ciò, i dati del proprio dispositivo vengono inviati a decine di aziende che partecipano all'asta: anche se si vede solo l'annuncio vincente, tutti quelli partecipanti ricevono informazioni dettagliate riguardo al dispositivo e a chi lo possiede/utilizza.
Un esperimento ha rivelato quante aziende accedono a queste informazioni, con quale livello di dettaglio (alto), e quanto siano incredibilmente inefficaci le funzionalità "protettive" dei dispositivi per evitare il tracciamento.
Al caricare annunci, il telefono dello sperimentatore ha inviato diverse richieste contenenti la posizione esatta e il suo indirizzo IP, permettendo di localizzarlo senza grandi sforzi. Questo permette alle agenzie pubblicitarie di avere un potere enorme, informazioni che di norma si pagherebbero a caro prezzo: una banca dati contenente informazioni su milioni di persone costa circa 10-15 mila dollari.
Curiosità: i dati degli europei risultano tra i più costosi al mondo. Tuttavia, ora sappiamo esattamente dove sono stati raccolti i nostri dati di localizzazione e dove potremmo comprarli.
https://timsh.org/tracking-myself-down-through-in-app-ads/
#Notizia #Sorveglianza
@EticaDigitale
Ogni volta che un'app mobile si prepara a mostrare un annuncio, si scatena un'asta rapidissima per decidere quale pubblicità specifica apparirà sullo schermo. Per fare ciò, i dati del proprio dispositivo vengono inviati a decine di aziende che partecipano all'asta: anche se si vede solo l'annuncio vincente, tutti quelli partecipanti ricevono informazioni dettagliate riguardo al dispositivo e a chi lo possiede/utilizza.
Un esperimento ha rivelato quante aziende accedono a queste informazioni, con quale livello di dettaglio (alto), e quanto siano incredibilmente inefficaci le funzionalità "protettive" dei dispositivi per evitare il tracciamento.
Al caricare annunci, il telefono dello sperimentatore ha inviato diverse richieste contenenti la posizione esatta e il suo indirizzo IP, permettendo di localizzarlo senza grandi sforzi. Questo permette alle agenzie pubblicitarie di avere un potere enorme, informazioni che di norma si pagherebbero a caro prezzo: una banca dati contenente informazioni su milioni di persone costa circa 10-15 mila dollari.
Curiosità: i dati degli europei risultano tra i più costosi al mondo. Tuttavia, ora sappiamo esattamente dove sono stati raccolti i nostri dati di localizzazione e dove potremmo comprarli.
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#Notizia #Sorveglianza
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tim.sh
Everyone knows your location
How I tracked myself down using leaked location data in the in-app ads, and what I found along the way.
🇺🇸 Lavoranti di Microsoft manifestano per chiedere all'azienda di tagliare immediatamente i ponti con Israele
Dopo l'inchiesta di inizio agosto da parte del Guardian, Local Call e +972 Magazine, che ha rivelato come la tecnologia fornita da Microsoft permetta ad Israele di accelerare le sue meccaniche di apartheid prima e genocidio ora, lavoranti Microsoft hanno occupato una piazza della sede principale di Microsoft, a Redmond.
La piazza, rinominata dal gruppo in protesta "Piazza dellɜ bambinɜ palestinesi martiri", chiede l'immediata interruzione di ogni forma di cooperazione con lo stato d'Israele. Vuole inoltre che l'azienda riveli tutti i suoi legami con lo stato ebraico, chiedendo infine un cessate il fuoco e la libertà di parola per discorsi e iniziative pro Palestina. Tali richieste prendono vita dal movimento "Niente Azure per l'apartheid" (Azure è il servizio offerto da Microsoft a Israele), movimento nato da impiegatɜ Microsoft nel maggio 2024.
Niente Azure spinge per quella che definisce un'Intifada operaia, annunciando nel suo recente comunicato pubblico: "Microsoft e i suoi vertici hanno sfruttato il nostro lavoro per consolidarsi come colonna verterbrale tecnologica della macchina genocida israeliana, che ricatta, sequestra, massacra e mutila milioni di palestinesi. In cambio, questi stessi vertici si intascano miliardi di dollari promuovendo e sostenendo il progetto coloniale israeliano di genocidio, apartheid, migrazione forzata, pulizia etnica e crimini di guerra, che hanno messo e continuano a mettere in pericolo l'autodeterminazione e la stessa esistenza del popolo palestinese".
In risposta, la polizia di Redmond ha arrestato 18 manifestanti con una serie di capi d'accusa, tra cui l'aver vandalizzato la scritta Microsoft con della vernice rossa, a simboleggiare il sangue. Microsoft continua infine a sostenere che non sapeva per cosa venisse usata esattamente la sua tecnologia, anche se un'analisi del contesto e dell'organo di spionaggio israeliano con cui collabora, misto alle prove e alle fonti consultate, rende tale affermazione alquanto difficile da credere.
https://www.elsaltodiario.com/estados-unidos/trabajadores-microsoft-ocupan-sede-empresa-exigir-corte-vinculos-israel
#Notizia #Attivismo #Lavoro #Politica #Sorveglianza
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Dopo l'inchiesta di inizio agosto da parte del Guardian, Local Call e +972 Magazine, che ha rivelato come la tecnologia fornita da Microsoft permetta ad Israele di accelerare le sue meccaniche di apartheid prima e genocidio ora, lavoranti Microsoft hanno occupato una piazza della sede principale di Microsoft, a Redmond.
La piazza, rinominata dal gruppo in protesta "Piazza dellɜ bambinɜ palestinesi martiri", chiede l'immediata interruzione di ogni forma di cooperazione con lo stato d'Israele. Vuole inoltre che l'azienda riveli tutti i suoi legami con lo stato ebraico, chiedendo infine un cessate il fuoco e la libertà di parola per discorsi e iniziative pro Palestina. Tali richieste prendono vita dal movimento "Niente Azure per l'apartheid" (Azure è il servizio offerto da Microsoft a Israele), movimento nato da impiegatɜ Microsoft nel maggio 2024.
Niente Azure spinge per quella che definisce un'Intifada operaia, annunciando nel suo recente comunicato pubblico: "Microsoft e i suoi vertici hanno sfruttato il nostro lavoro per consolidarsi come colonna verterbrale tecnologica della macchina genocida israeliana, che ricatta, sequestra, massacra e mutila milioni di palestinesi. In cambio, questi stessi vertici si intascano miliardi di dollari promuovendo e sostenendo il progetto coloniale israeliano di genocidio, apartheid, migrazione forzata, pulizia etnica e crimini di guerra, che hanno messo e continuano a mettere in pericolo l'autodeterminazione e la stessa esistenza del popolo palestinese".
In risposta, la polizia di Redmond ha arrestato 18 manifestanti con una serie di capi d'accusa, tra cui l'aver vandalizzato la scritta Microsoft con della vernice rossa, a simboleggiare il sangue. Microsoft continua infine a sostenere che non sapeva per cosa venisse usata esattamente la sua tecnologia, anche se un'analisi del contesto e dell'organo di spionaggio israeliano con cui collabora, misto alle prove e alle fonti consultate, rende tale affermazione alquanto difficile da credere.
https://www.elsaltodiario.com/estados-unidos/trabajadores-microsoft-ocupan-sede-empresa-exigir-corte-vinculos-israel
#Notizia #Attivismo #Lavoro #Politica #Sorveglianza
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Trabajadores de Microsoft ocupan la sede de la empresa para exigir que corte sus vínculos con Israel
Empleados y extrabajadores del gigante tecnológico ocuparon, durante el día de ayer, parte de la sede de la empresa en Seattle. Israel habría estado usando la nube Azure para espiar masivamente a la población palestina.
🇺🇸 Ring reintroduce l'accesso diretto della polizia alle videocamere domestiche
Con il ritorno del fondatore Jamie Siminoff, il citofono "intelligente" Ring (Amazon) ha rilanciato strumenti che permettono alla polizia di chiedere direttamente le registrazioni dell'utenza e persino di ottenere accesso in diretta ai dispositivi.
Questa mossa segna una netta inversione rispetto alle riforme degli ultimi anni, quando la società aveva interrotto le collaborazioni ufficiali con le forze dell’ordine e introdotto la crittografia end-to-end - anche a seguito di alcuni scandali.
In passato, infatti, la polizia aveva utilizzato dei filmati Ring per monitorare proteste e/o ottenere informazioni senza consenso legale, trasformando i citofoni in dispositivi di sorveglianza capillari.
L'azienda si dichiara inoltre pronta a gettarsi sull'IA, da applicare a sistemi di riconoscimento facciale e analisi video predittiva, rischiando di esacerbare il livello di sorveglianza di cui già dispone.
A livello normativo, la situazione resta incerta. L’intervento dell'agenzia governativa del Paese per la tutela dei consumatori aveva costretto Ring a introdurre maggiori tutele sulla privacy in passato, ma il ritorno a pratiche aggressive mostra quanto fragile sia la garanzia dei diritti individuali.
https://www.eff.org/deeplinks/2025/07/amazon-ring-cashes-techno-authoritarianism-and-mass-surveillance
#Notizia #Sorveglianza
@EticaDigitale
Con il ritorno del fondatore Jamie Siminoff, il citofono "intelligente" Ring (Amazon) ha rilanciato strumenti che permettono alla polizia di chiedere direttamente le registrazioni dell'utenza e persino di ottenere accesso in diretta ai dispositivi.
Questa mossa segna una netta inversione rispetto alle riforme degli ultimi anni, quando la società aveva interrotto le collaborazioni ufficiali con le forze dell’ordine e introdotto la crittografia end-to-end - anche a seguito di alcuni scandali.
In passato, infatti, la polizia aveva utilizzato dei filmati Ring per monitorare proteste e/o ottenere informazioni senza consenso legale, trasformando i citofoni in dispositivi di sorveglianza capillari.
L'azienda si dichiara inoltre pronta a gettarsi sull'IA, da applicare a sistemi di riconoscimento facciale e analisi video predittiva, rischiando di esacerbare il livello di sorveglianza di cui già dispone.
A livello normativo, la situazione resta incerta. L’intervento dell'agenzia governativa del Paese per la tutela dei consumatori aveva costretto Ring a introdurre maggiori tutele sulla privacy in passato, ma il ritorno a pratiche aggressive mostra quanto fragile sia la garanzia dei diritti individuali.
https://www.eff.org/deeplinks/2025/07/amazon-ring-cashes-techno-authoritarianism-and-mass-surveillance
#Notizia #Sorveglianza
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Electronic Frontier Foundation
Amazon Ring Cashes in on Techno-Authoritarianism and Mass Surveillance
Ring founder Jamie Siminoff is back at the helm of the surveillance doorbell company, and with him is the surveillance-first-privacy-last approach that made Ring one of the most maligned tech
🕵️♀️ Meta condannata per aver rubato i dati mestruali di milioni di donne
Ad agosto 2025 una giuria di San Francisco ha condannato Meta per violazione della legge californiana sulla privacy. Tra il 2016 e il 2019 l’azienda ha raccolto illegalmente i dati privati delle utenti di Flo, un nota app per il controllo mestruale, collezionando informazioni sulla loro ovulazione, rapporti sessuali, tentativi di gravidanza, oltre che sui cicli mestruali stessi. Tali dati sono poi stati usati per alimentare il sistema delle pubblicità mirate (ne avevamo parlato qui).
La vicenda è esplosa nel 2021 con una class action, dopo che già nel 2019 il Wall Street Journal aveva documentato il tracciamento capillare e la monetizzazione di queste informazioni sensibili. La giuria ha respinto le argomentazioni dell'azienda, che scaricava invece la colpa su Flo.
L'azienda di pubblicità mirata Flurry aveva già raggiunto un accordo extragiudiziale nel marzo 2025, Google aveva concordato un accordo di massima ad agosto 2025, mentre Flo ha patteggiato durante il processo senza ammettere colpe.
Il problema di fondo però rimane: i dati sulla salute (riproduttiva e non) possono diventare strumenti di sorveglianza o persino prove in tribunale contro le socializzate donne, in un mercato digitale che vive di consenso opaco e sfruttamento dei dati.
https://www.courthousenews.com/meta-violated-privacy-law-jury-says-in-menstrual-data-fight/
#Notizia #Privacy #Sorveglianza #Autodeterminazione
@EticaDigitale
Ad agosto 2025 una giuria di San Francisco ha condannato Meta per violazione della legge californiana sulla privacy. Tra il 2016 e il 2019 l’azienda ha raccolto illegalmente i dati privati delle utenti di Flo, un nota app per il controllo mestruale, collezionando informazioni sulla loro ovulazione, rapporti sessuali, tentativi di gravidanza, oltre che sui cicli mestruali stessi. Tali dati sono poi stati usati per alimentare il sistema delle pubblicità mirate (ne avevamo parlato qui).
La vicenda è esplosa nel 2021 con una class action, dopo che già nel 2019 il Wall Street Journal aveva documentato il tracciamento capillare e la monetizzazione di queste informazioni sensibili. La giuria ha respinto le argomentazioni dell'azienda, che scaricava invece la colpa su Flo.
L'azienda di pubblicità mirata Flurry aveva già raggiunto un accordo extragiudiziale nel marzo 2025, Google aveva concordato un accordo di massima ad agosto 2025, mentre Flo ha patteggiato durante il processo senza ammettere colpe.
Il problema di fondo però rimane: i dati sulla salute (riproduttiva e non) possono diventare strumenti di sorveglianza o persino prove in tribunale contro le socializzate donne, in un mercato digitale che vive di consenso opaco e sfruttamento dei dati.
https://www.courthousenews.com/meta-violated-privacy-law-jury-says-in-menstrual-data-fight/
#Notizia #Privacy #Sorveglianza #Autodeterminazione
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Courthouse News Service
Meta violated privacy law, jury says in menstrual data fight
The jury got to decide how seriously Big Tech takes privacy, the attorney for a class of Flo users said in closing arguments.
🇨🇦 Un piano per l'istruzione sull'uso etico dell'IA ha inserito fonti che non esistono - probabilmente con l'IA
Un documento redatto per riformare il sistema scolastico della provincia canadese di Terranova e Labrador contiene almeno 15 citazioni inventate.
Parliamo dello "Education Accord Newfoundland and Labrador", 418 pagine di documento frutto di 18 mesi di lavoro, presentato il 28 agosto dalle copresidenti Anne Burke e Karen Goodnough, docenti della Facoltà di Scienze della Formazione della Memorial University, insieme al ministro dell’Istruzione Bernard Davis.
Le citazioni contestate sarebbero state generate da un modello linguistico di intelligenza artificiale. Il fatto che questi sistemi abbiano la tendenza a produrre riferimenti dall’aspetto impeccabile (ma in realtà inesistenti) è un fenomeno ben noto in ambito accademico e giudiziario, perché il falso ben confezionato può trarre in inganno anche le figure più esperte che non vanno oltre una verifica superficiale.
Interpellata, Goodnough ha dichiarato via e-mail che lo staff sta ricontrollando le fonti e che, per il momento, non può aggiungere altro.
Nel frattempo, il documento non è più online.
https://www.cbc.ca/news/canada/newfoundland-labrador/education-accord-nl-sources-dont-exist-1.7631364
#Notizia #IA
@EticaDigitale
Un documento redatto per riformare il sistema scolastico della provincia canadese di Terranova e Labrador contiene almeno 15 citazioni inventate.
Parliamo dello "Education Accord Newfoundland and Labrador", 418 pagine di documento frutto di 18 mesi di lavoro, presentato il 28 agosto dalle copresidenti Anne Burke e Karen Goodnough, docenti della Facoltà di Scienze della Formazione della Memorial University, insieme al ministro dell’Istruzione Bernard Davis.
Le citazioni contestate sarebbero state generate da un modello linguistico di intelligenza artificiale. Il fatto che questi sistemi abbiano la tendenza a produrre riferimenti dall’aspetto impeccabile (ma in realtà inesistenti) è un fenomeno ben noto in ambito accademico e giudiziario, perché il falso ben confezionato può trarre in inganno anche le figure più esperte che non vanno oltre una verifica superficiale.
Interpellata, Goodnough ha dichiarato via e-mail che lo staff sta ricontrollando le fonti e che, per il momento, non può aggiungere altro.
Nel frattempo, il documento non è più online.
https://www.cbc.ca/news/canada/newfoundland-labrador/education-accord-nl-sources-dont-exist-1.7631364
#Notizia #IA
@EticaDigitale
CBC
N.L.'s 10-year education action plan cites sources that don't exist | CBC News
A major report on modernizing the education system in Newfoundland and Labrador is peppered with fake sources some educators say were likely fabricated by generative artificial intelligence.
🇮🇹 Il Friuli Venezia Giulia spinge per il software libero
In Friuli, una proposta di legge firmata Open Sinistra FVG vorrebbe che la PA desse la priorità all'utilizzo di software libero: "ogni volta che un ente pubblico decide di usare un software proprietario, deve motivare esplicitamente la scelta. In caso contrario, rischia di perdere i contributi regionali".
Oltre agli obblighi, la legge mira a piani di promozione dello strumento, coinvolgendo PA, università, centri di ricerca, mondo produttivo e associazioni di categoria. Il testo prevede inoltre un intervento culturale sulla scuola, attraverso percorsi di educazione digitale per sensibilizzare le classi sui vantaggi - etici e pratici - di tale approccio. L'auspicio ultimo rimane quello di creare un modello di legge che possa essere replicato in più regioni.
https://www.orizzontescuola.it/software-libero-nella-pubblica-amministrazione-la-proposta-di-legge-parte-dal-friuli-venezia-giulia-in-cosa-consiste/
#Notizia #SoftwareLibero #Legge
@EticaDigitale
In Friuli, una proposta di legge firmata Open Sinistra FVG vorrebbe che la PA desse la priorità all'utilizzo di software libero: "ogni volta che un ente pubblico decide di usare un software proprietario, deve motivare esplicitamente la scelta. In caso contrario, rischia di perdere i contributi regionali".
Oltre agli obblighi, la legge mira a piani di promozione dello strumento, coinvolgendo PA, università, centri di ricerca, mondo produttivo e associazioni di categoria. Il testo prevede inoltre un intervento culturale sulla scuola, attraverso percorsi di educazione digitale per sensibilizzare le classi sui vantaggi - etici e pratici - di tale approccio. L'auspicio ultimo rimane quello di creare un modello di legge che possa essere replicato in più regioni.
https://www.orizzontescuola.it/software-libero-nella-pubblica-amministrazione-la-proposta-di-legge-parte-dal-friuli-venezia-giulia-in-cosa-consiste/
#Notizia #SoftwareLibero #Legge
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Orizzontescuola.it
Software libero nella Pubblica Amministrazione, la proposta di legge parte dal Friuli Venezia Giulia. In cosa consiste
Il 29 luglio 2025, in I Commissione consiliare del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, si è discussa una proposta di legge che punta a introdurre un principio nuovo nell’organizzazione digitale della macchina pubblica: il software libero come scelta…
🌐 Microsoft ammette che non può tutelare i dati francesi dalle autorità USA
Durante un’audizione al Senato francese del 10 giugno 2025, dedicata al tema della sovranità digitale, Microsoft France ha ammesso di non poter garantire che i dati dei cittadini francesi restino al riparo dall’accesso delle autorità statunitensi.
Il motivo è che l’azienda è soggetta al Cloud Act statunitense, una legge che consente agli Stati Uniti di richiedere l’accesso ai dati dei clienti, ovunque siano conservati, indipendentemente dalle misure di sicurezza adottate. Questo vale anche se, dal gennaio 2025, i dati dei clienti europei non vengono più trasferiti fuori dall’UE.
L’inchiesta parlamentare è stata avviata in seguito alle polemiche sull’utilizzo della piattaforma Health Data Hub, che gestisce informazioni sanitarie sensibili ed è ospitata su Microsoft Azure.
https://ppc.land/microsoft-cant-protect-french-data-from-us-government-access/
#Privacy #Sorveglianza
@EticaDigitale
Durante un’audizione al Senato francese del 10 giugno 2025, dedicata al tema della sovranità digitale, Microsoft France ha ammesso di non poter garantire che i dati dei cittadini francesi restino al riparo dall’accesso delle autorità statunitensi.
Il motivo è che l’azienda è soggetta al Cloud Act statunitense, una legge che consente agli Stati Uniti di richiedere l’accesso ai dati dei clienti, ovunque siano conservati, indipendentemente dalle misure di sicurezza adottate. Questo vale anche se, dal gennaio 2025, i dati dei clienti europei non vengono più trasferiti fuori dall’UE.
L’inchiesta parlamentare è stata avviata in seguito alle polemiche sull’utilizzo della piattaforma Health Data Hub, che gestisce informazioni sanitarie sensibili ed è ospitata su Microsoft Azure.
https://ppc.land/microsoft-cant-protect-french-data-from-us-government-access/
#Privacy #Sorveglianza
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PPC Land
Microsoft can't protect French data from US government access
Company admits under oath that American authorities can demand European citizen information despite security promises.
🔦 Dal silenzio al codice sorgente: il percorso di SumUp verso l’adeguamento alle licenze
SumUp è una azienda di tecnofinanza che produce terminali di pagamento. Nel luglio 2024, una volontaria della Free Software Foundation Europe aveva notato come nel loro modello SumUp Solo erano utilizzati componenti software libero, senza però rispettarne la licenza. Questo l'aveva portata a chiederne la fornitura del codice sorgente e della documentazione associata, in quanto non si poteva trasformare tali componenti in software proprietario senza ricadere nell'illecito.
Dopo diversi rifiuti, un anno dopo SumUp ha consegnato alla volontaria una chiavetta USB contenente il codice sorgente del terminale. Ne ha poi aggiornato il software e le interfacce, in modo che dichiarassero l'impiego di software libero e l’accesso al sorgente.
https://fsfe.org/news/2025/news-20250820-01.it.html
#Notizia #SoftwareLibero #Legge
@EticaDigitale
SumUp è una azienda di tecnofinanza che produce terminali di pagamento. Nel luglio 2024, una volontaria della Free Software Foundation Europe aveva notato come nel loro modello SumUp Solo erano utilizzati componenti software libero, senza però rispettarne la licenza. Questo l'aveva portata a chiederne la fornitura del codice sorgente e della documentazione associata, in quanto non si poteva trasformare tali componenti in software proprietario senza ricadere nell'illecito.
Dopo diversi rifiuti, un anno dopo SumUp ha consegnato alla volontaria una chiavetta USB contenente il codice sorgente del terminale. Ne ha poi aggiornato il software e le interfacce, in modo che dichiarassero l'impiego di software libero e l’accesso al sorgente.
https://fsfe.org/news/2025/news-20250820-01.it.html
#Notizia #SoftwareLibero #Legge
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FSFE - Free Software Foundation Europe
Legal Corner: Bringing SumUp to compliance: a case study of license enforcement - FSFE
What happens when those who benefit from the four freedoms fail to comply with the terms of a Free Software license? Today we take a look at the experience...
📲 La Free Software Foundation annuncia il progetto "Librephone": la libertà informatica nei dispositivi mobili
Per celebrare il 40° anniversario dalla nascita dell'associazione, la Free Software Foundation (FSF) ha annunciato il progetto Librephone: l’obiettivo è realizzare un telefono realmente libero, in cui ogni riga di codice possa essere studiata, modificata e migliorata da chiunque, senza componenti nascosti o software proprietari che agiscano in modo non verificabile.
L’iniziativa nasce da Rob Savoye, veterano del software libero attivo sin dagli anni Ottanta. Con il sostegno della FSF e una donazione di John Gilmore (altro veterano), il gruppo sta analizzando quali dispositivi siano più adatti a essere resi liberi, per poi avviare una fase di ingegneria inversa volta a sostituire i componenti proprietari con alternative libere.
Il percorso non sarà semplice, ma sono determinatɜ a raggiungere l’obiettivo: un sistema in cui l’utente abbia pieno controllo del proprio dispositivo.
https://www.fsf.org/news/fsf-turns-forty-with-a-new-president-and-a-new-campaign
#Notizia #Attivismo #Autodeterminazione
@EticaDigitale
Per celebrare il 40° anniversario dalla nascita dell'associazione, la Free Software Foundation (FSF) ha annunciato il progetto Librephone: l’obiettivo è realizzare un telefono realmente libero, in cui ogni riga di codice possa essere studiata, modificata e migliorata da chiunque, senza componenti nascosti o software proprietari che agiscano in modo non verificabile.
L’iniziativa nasce da Rob Savoye, veterano del software libero attivo sin dagli anni Ottanta. Con il sostegno della FSF e una donazione di John Gilmore (altro veterano), il gruppo sta analizzando quali dispositivi siano più adatti a essere resi liberi, per poi avviare una fase di ingegneria inversa volta a sostituire i componenti proprietari con alternative libere.
Il percorso non sarà semplice, ma sono determinatɜ a raggiungere l’obiettivo: un sistema in cui l’utente abbia pieno controllo del proprio dispositivo.
https://www.fsf.org/news/fsf-turns-forty-with-a-new-president-and-a-new-campaign
#Notizia #Attivismo #Autodeterminazione
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www.fsf.org
FSF turns forty with a groundbreaking new project and a new president
🇺🇸 Sorveglianza in cloud: la frontiera diventa un progetto pilota
Secondo documenti ottenuti da The Intercept, le istituzioni statunitensi anti immigrazione stanno mostrando un vivo interesse per un sistema di intelligenza artificiale avanzata volto a tracciare attività definite "sospette" in contesti urbani - con tutto ciò che comporta un concetto tanto elastico come "sospetto".
Google Cloud, poi, con la sua piattaforma MAGE, funge da infrastruttura centrale per un progetto di sorveglianza tra USA e Messico. Basato sull’intelligenza artificiale di IBM e di Equitus, il piano prevede l’aggiornamento di circa cinquanta torri e un centinaio di telecamere situate in diverse aree del settore di Tucson. Tali strumenti, precedentemente forniti da un appaltatore della difesa israeliana, diventeranno dotati di capacità di apprendimento automatico per riconoscere persone e veicoli.
Per quanto Google Cloud non risulti parte nella stipulazione del contratto, partecipa comunque al flusso di dati, essendo anzi strumento fondamentale per mettere in dialogo i servizi di sorveglianza. Nei documenti si evince che anche Amazon collabori con la nuvola della frontiera, seppur non specificando esattamente come.
https://theintercept.com/2025/07/23/cbp-border-patrol-ai-surveillance/
https://theintercept.com/2025/04/03/google-cbp-ai-border-surveillance-ibm-equitus/
#Notizia #Sorveglianza
@EticaDigitale
Secondo documenti ottenuti da The Intercept, le istituzioni statunitensi anti immigrazione stanno mostrando un vivo interesse per un sistema di intelligenza artificiale avanzata volto a tracciare attività definite "sospette" in contesti urbani - con tutto ciò che comporta un concetto tanto elastico come "sospetto".
Google Cloud, poi, con la sua piattaforma MAGE, funge da infrastruttura centrale per un progetto di sorveglianza tra USA e Messico. Basato sull’intelligenza artificiale di IBM e di Equitus, il piano prevede l’aggiornamento di circa cinquanta torri e un centinaio di telecamere situate in diverse aree del settore di Tucson. Tali strumenti, precedentemente forniti da un appaltatore della difesa israeliana, diventeranno dotati di capacità di apprendimento automatico per riconoscere persone e veicoli.
Per quanto Google Cloud non risulti parte nella stipulazione del contratto, partecipa comunque al flusso di dati, essendo anzi strumento fondamentale per mettere in dialogo i servizi di sorveglianza. Nei documenti si evince che anche Amazon collabori con la nuvola della frontiera, seppur non specificando esattamente come.
https://theintercept.com/2025/07/23/cbp-border-patrol-ai-surveillance/
https://theintercept.com/2025/04/03/google-cbp-ai-border-surveillance-ibm-equitus/
#Notizia #Sorveglianza
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The Intercept
Border Patrol Wants Advanced AI to Spy on American Cities
A Customs and Border Protection “Industry Day” deck also asks for drones, seismic sensors, and tech that can see through walls.
Forwarded from Informa Pirata: informazione e notizie
Una nuova vittoria di NOYB: L'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali (DSB) ha emesso una decisione in cui ha stabilito che Microsoft 365 Education traccia illegalmente gli studenti e utilizza i dati degli stessi per scopi propri di Microsoft.
Il colosso del software non ha inoltre risposto a una richiesta di accesso relativa a Microsoft 365 Education, ampiamente utilizzato nelle scuole europee. Microsoft ha invece cercato di trasferire tutta la responsabilità alle scuole locali. Sebbene le scuole interessate debbano fornire dati di accesso più dettagliati e ulteriori informazioni sulla privacy, secondo la decisione, spetta ora a Microsoft chiarire definitivamente in che modo utilizza i dati degli utenti per i propri scopi aziendali.
https://noyb.eu/en/noyb-win-microsoft-365-education-tracks-school-children
Il colosso del software non ha inoltre risposto a una richiesta di accesso relativa a Microsoft 365 Education, ampiamente utilizzato nelle scuole europee. Microsoft ha invece cercato di trasferire tutta la responsabilità alle scuole locali. Sebbene le scuole interessate debbano fornire dati di accesso più dettagliati e ulteriori informazioni sulla privacy, secondo la decisione, spetta ora a Microsoft chiarire definitivamente in che modo utilizza i dati degli utenti per i propri scopi aziendali.
https://noyb.eu/en/noyb-win-microsoft-365-education-tracks-school-children
noyb.eu
noyb win: Microsoft 365 Education tracks school children
Favorable decision by the Austrian DSB: Microsoft Education 365 may not track school kids and Microsoft is ordered to provide full access to kids' data.
🇲🇩 Pagatɜ per produrre disinformazione online (e vincere le elezioni)
Tramite una giornalista sotto copertura, la BBC ha svelato una rete di disinformazione filorussa operante in Moldavia. L'obiettivo era far vincere le elezioni nazionali di settembre alla candidata filorussa, screditando quella filoeuropea - anche tramite Internet.
Alla giornalista erano stati proposti circa €150 al mese per produrre contenuti su TikTok e Facebook, non prima però di passare per giornate di formazione su come fare propaganda. Prima si partiva parlando di figure patriottiche del Paese, per poi passare alla politica e darsi nel mentre alla disinformazione vera e propria.
Nel gruppo di disinformanti rientrano almeno 90 tiktokker che da gennaio han totalizzato più di 23 milioni di visualizzazioni e 860 mila mi piace (in un Paese di 2.4 milioni di abitanti). Secondo il gruppo di ricerca Digital Forensic Research Lab la rete sarebbe invece più grande, toccando le 55 milioni di visualizzazioni e i 2,2 milioni di mi piace.
https://www.bbc.com/news/articles/c4g5kl0n5d2o
#Notizia #Comunicazione #Politica
@EticaDigitale
Tramite una giornalista sotto copertura, la BBC ha svelato una rete di disinformazione filorussa operante in Moldavia. L'obiettivo era far vincere le elezioni nazionali di settembre alla candidata filorussa, screditando quella filoeuropea - anche tramite Internet.
Alla giornalista erano stati proposti circa €150 al mese per produrre contenuti su TikTok e Facebook, non prima però di passare per giornate di formazione su come fare propaganda. Prima si partiva parlando di figure patriottiche del Paese, per poi passare alla politica e darsi nel mentre alla disinformazione vera e propria.
Nel gruppo di disinformanti rientrano almeno 90 tiktokker che da gennaio han totalizzato più di 23 milioni di visualizzazioni e 860 mila mi piace (in un Paese di 2.4 milioni di abitanti). Secondo il gruppo di ricerca Digital Forensic Research Lab la rete sarebbe invece più grande, toccando le 55 milioni di visualizzazioni e i 2,2 milioni di mi piace.
https://www.bbc.com/news/articles/c4g5kl0n5d2o
#Notizia #Comunicazione #Politica
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Bbc
How Russian-funded fake news network aims to disrupt election in Europe - BBC investigation
An undercover reporter discovers a network is offering to pay for social media posts undermining Moldova’s ruling party.
🇪🇺 L'Europol ha sviluppato in segreto un programma di intelligenza artificiale basato su dati dellɜ cittadinɜ europeɜ.
Dal 2021 l’agenzia ha portato avanti un programma di IA fondato sulla raccolta massiccia di dati, con l’obiettivo dichiarato di diventare lo "snodo di informazioni sul crimine" dell’UE. Le indagini di Computer Weekly mostrano però che questa strategia si è sviluppata senza trasparenza né supervisione democratica: copie di enormi basi di dati sono state conservate senza un chiaro mandato, mentre venivano addestrati modelli automatizzati senza adeguate garanzie, documentazione o analisi dei rischi.
Le ispezioni del Garante europeo (EDPS) hanno rilevato carenze sistemiche: valutazioni d'impatto della protezioni dei dati redatte dopo lo sviluppo dei modelli, assenza di valutazioni su neutralità e accuratezza, processi di automazione potenzialmente in grado di generare falsi positivi con conseguenze pesanti per cittadinɜ e migranti. Parallelamente, l'Europol ha mantenuto contatti privilegiati con sviluppatori privati di tecnologie sensibili, alimentando dubbi sui conflitti di interesse.
Questa opacità stride con la legge sull'IA europea, che impone trasparenza e responsabilità proprio per tecnologie ad alto rischio come quelle impiegate nelle indagini penali. Mentre l’UE chiede rigore alle aziende, una delle sue principali agenzie avrebbe introdotto sistemi automatizzati al riparo da un controllo democratico reale. Una contraddizione che mette in discussione la credibilità dell’intero progetto europeo di sorveglianza digitale.
https://www.digitalic.it/intelligenza-artificiale/europol-ha-raccolto-in-segreto-dati-su-milioni-di-europei-con-ai
#Notizia #Sorveglianza #IA
@EticaDigitale
Dal 2021 l’agenzia ha portato avanti un programma di IA fondato sulla raccolta massiccia di dati, con l’obiettivo dichiarato di diventare lo "snodo di informazioni sul crimine" dell’UE. Le indagini di Computer Weekly mostrano però che questa strategia si è sviluppata senza trasparenza né supervisione democratica: copie di enormi basi di dati sono state conservate senza un chiaro mandato, mentre venivano addestrati modelli automatizzati senza adeguate garanzie, documentazione o analisi dei rischi.
Le ispezioni del Garante europeo (EDPS) hanno rilevato carenze sistemiche: valutazioni d'impatto della protezioni dei dati redatte dopo lo sviluppo dei modelli, assenza di valutazioni su neutralità e accuratezza, processi di automazione potenzialmente in grado di generare falsi positivi con conseguenze pesanti per cittadinɜ e migranti. Parallelamente, l'Europol ha mantenuto contatti privilegiati con sviluppatori privati di tecnologie sensibili, alimentando dubbi sui conflitti di interesse.
Questa opacità stride con la legge sull'IA europea, che impone trasparenza e responsabilità proprio per tecnologie ad alto rischio come quelle impiegate nelle indagini penali. Mentre l’UE chiede rigore alle aziende, una delle sue principali agenzie avrebbe introdotto sistemi automatizzati al riparo da un controllo democratico reale. Una contraddizione che mette in discussione la credibilità dell’intero progetto europeo di sorveglianza digitale.
https://www.digitalic.it/intelligenza-artificiale/europol-ha-raccolto-in-segreto-dati-su-milioni-di-europei-con-ai
#Notizia #Sorveglianza #IA
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Digitalic
Europol ha raccolto in segreto dati su milioni di europei con l'AI: il programma che nessuno doveva scoprire - Digitalic
Europol ha sviluppato per anni un programma di intelligenza artificiale alimentato da dati massivi sui cittadini europei, senza trasparenza né supervisione democratica. L'inchiesta di Computer Weekly svela un sistema opaco che solleva interrogativi su privacy…
🇮🇱 Le regole di Google e Amazon non valgono per Israele
Un'inchiesta delle testate +972 Magazine, Local Call e Guardian ha rivelato come Israele abbia richiesto e ottenuto il permesso di fare ciò che vuole con le tecnologie di IA e di nuvola informatica ottenute nel 2021 da Google e Amazon - tale Progetto Nimbus.
Stando ai documenti ottenuti, durante le trattative Israele aveva imposto come non negoziabile il diritto di poter scavalcare le condizioni di utilizzo dei prodotti - come per esempio il dover rispettare i diritti delle persone con le tecnologie fornite.
Non solo: se poi qualche Stato avesse richiesto alle due compagnie l'accesso ai dati israeliani, Israele l'avrebbe saputo subito. Come? Ricevendo un versamento di tot sicli, dove le prime cifre equivalevano al prefisso telefonico della nazione coinvolta (per esempio, se la richiesta veniva dall'Italia, andavano versati 39.000 sicli, dato che l'Italia è +39). In caso di ordine di silenzio particolarmente rischioso, il jolly era versare 100.000 sicli. Il tutto entro 24 ore dalla richiesta.
Come affermato da varie fonti interne, l'esercito israeliano ha fatto vasto uso del progetto Nimbus - esercito che, come ricordato in passato, non avrebbe potuto perpetrare i crimini genocidari alla stessa velocità se si fosse basato solo sulle proprie tecnologie.
https://www.972mag.com/project-nimbus-contract-google-amazon-israel/
#Notizia #IA
@EticaDigitale
Un'inchiesta delle testate +972 Magazine, Local Call e Guardian ha rivelato come Israele abbia richiesto e ottenuto il permesso di fare ciò che vuole con le tecnologie di IA e di nuvola informatica ottenute nel 2021 da Google e Amazon - tale Progetto Nimbus.
Stando ai documenti ottenuti, durante le trattative Israele aveva imposto come non negoziabile il diritto di poter scavalcare le condizioni di utilizzo dei prodotti - come per esempio il dover rispettare i diritti delle persone con le tecnologie fornite.
Non solo: se poi qualche Stato avesse richiesto alle due compagnie l'accesso ai dati israeliani, Israele l'avrebbe saputo subito. Come? Ricevendo un versamento di tot sicli, dove le prime cifre equivalevano al prefisso telefonico della nazione coinvolta (per esempio, se la richiesta veniva dall'Italia, andavano versati 39.000 sicli, dato che l'Italia è +39). In caso di ordine di silenzio particolarmente rischioso, il jolly era versare 100.000 sicli. Il tutto entro 24 ore dalla richiesta.
Come affermato da varie fonti interne, l'esercito israeliano ha fatto vasto uso del progetto Nimbus - esercito che, come ricordato in passato, non avrebbe potuto perpetrare i crimini genocidari alla stessa velocità se si fosse basato solo sulle proprie tecnologie.
https://www.972mag.com/project-nimbus-contract-google-amazon-israel/
#Notizia #IA
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+972 Magazine
‘No restrictions’ and a secret ‘wink’: Inside Israel’s deal with Google, Amazon
To secure Project Nimbus, the tech giants agreed to disregard their own terms of service and tip Israel off if a foreign court demands its data.