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L'UE ACCELERA L'AVANZATA DEL DIGITAL SERVICES ACT
L'Europa ha intenzione di strumentalizzare il conflitto in Palestina per sperimentare il potere totalitario derivante dal Digital services act.
1) LA COMMISSIONE EUROPEA INVOCA LA CENSURA SUI SOCIAL
Il digital services act è la misura di censura più aggressiva mai concepita, e la si può esaminare cliccando qui. La commissione europea attraverso una risoluzione chiede di implementare il più velocemente possibile le nuove regole di censura automatica nelle piattaforme, e per far ciò sta strumentalizzando il conflitto in Palestina dicendo che i social stanno facendo poco per bloccare la "radicalizzazione" pro Hamas. Nelle raccomandazioni allegate alla risoluzione viene scritto che entro il 17 Febbraio 2024 gli stati membri dovranno designare delle autorità preposte a far applicare la legge. Dopodiché vi è un passo in cui si dice che il digital services act è stato fatto per reagire a situazioni di emergenza, ma l'emergenza è già in corso, ed è causata, come indicato in questo allegato, dalle persone che condividono i video sulla Palestina. Dopo aver minacciato X, ora la commissione europea sta chiedendo, sia ad X, a Meta e a Tiktok (1, 2, 3), un report sui "discorsi d'odio" e la "disinformazione" e gli sforzi dei relativi social per censurarli, così come è stato richiesto di presentare il protocollo di crisi che secondo il digital services act ogni social dovrebbe avere, cioè misure di censura rafforzate per affrontare le "emergenze". Meta e Tiktok sicuramente collaboreranno con le direttive, per quanto riguarda X, vi è ancora indecisione, perché è stato riportato che Musk sta pensando di sospendere il servizio in Europa.
2) LA PROPAGANDA ANTITELEGRAM
Il digital services act disciplina le piattaforme molto grandi che hanno almeno 45 milioni di utenti al mese. La lista, che potrà essere aggiornata, la si può trovare cliccando qui. Come potete notare, al momento non c'è Telegram. Questo significa che, almeno formalmente, la piattaforma non sarà obbligata a seguire il digital services act, tuttavia la propaganda di regime sta conducendo una vera e propria guerra mediatica contro telegram per spingere l'opinione pubblica ad odiare la piattaforma e giustificare così futuri interventi di censura da parte delle autorità. La censura viene presentata dai propagandisti del regime come un modo per tutelare i diritti e combattere il terrorismo (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8) sostenendo che è colpa di Telegram se Hamas sta aumentando di popolarità e se ha aumentato notevolmente il numero degli iscritti ai suoi canali e le visualizzazioni dei suoi contenuti, arrivando addirittura ad insinuare che Durov spalleggi il terrorismo. Questo tipo di propaganda antitelegram è ben coordinato ed è una replica di ciò che stanno facendo anche gli USA, visto che anche i giornali americani hanno scritto le stesse cose (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10) e spesso gli articoli italiani sono ai limiti del plagio.
Durov ha risposto a tutte queste accuse sostenendo che sono infondate, perché Telegram non possiede una home page e non possiede algoritmi per promuovere contenuti, quindi a differenza dei social network, le persone sono iscritte esclusivamente ai canali che vogliono seguire.
CONCLUSIONI
Se l'UE dovesse arrivare a porre dei divieti specifici a Telegram o far rientrare la piattaforma nel digital services act, noi vi forniremo delle guide informatiche per aggirare il blocco dell'UE. In ogni caso, la lotta alla controinformazione sarà sempre più aspra, visto che l'UE ha messo a disposizione 850mila euro per finanziare un progetto che andrà a rinforzare i fact checker. La strumentalizzazione del terrorismo, con la finalità di aumentare ancora di più le restrizioni e il controllo era assai prevedibile, ma la nuova narrazione mediatica sta colpevolizzando non solo chi produce i contenuti, ma anche chi li condivide e chi li ospita, così da iniziare ad etichettare come "terrorista" anche chi si limita semplicemente a condividere una notizia.
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L'Europa ha intenzione di strumentalizzare il conflitto in Palestina per sperimentare il potere totalitario derivante dal Digital services act.
1) LA COMMISSIONE EUROPEA INVOCA LA CENSURA SUI SOCIAL
Il digital services act è la misura di censura più aggressiva mai concepita, e la si può esaminare cliccando qui. La commissione europea attraverso una risoluzione chiede di implementare il più velocemente possibile le nuove regole di censura automatica nelle piattaforme, e per far ciò sta strumentalizzando il conflitto in Palestina dicendo che i social stanno facendo poco per bloccare la "radicalizzazione" pro Hamas. Nelle raccomandazioni allegate alla risoluzione viene scritto che entro il 17 Febbraio 2024 gli stati membri dovranno designare delle autorità preposte a far applicare la legge. Dopodiché vi è un passo in cui si dice che il digital services act è stato fatto per reagire a situazioni di emergenza, ma l'emergenza è già in corso, ed è causata, come indicato in questo allegato, dalle persone che condividono i video sulla Palestina. Dopo aver minacciato X, ora la commissione europea sta chiedendo, sia ad X, a Meta e a Tiktok (1, 2, 3), un report sui "discorsi d'odio" e la "disinformazione" e gli sforzi dei relativi social per censurarli, così come è stato richiesto di presentare il protocollo di crisi che secondo il digital services act ogni social dovrebbe avere, cioè misure di censura rafforzate per affrontare le "emergenze". Meta e Tiktok sicuramente collaboreranno con le direttive, per quanto riguarda X, vi è ancora indecisione, perché è stato riportato che Musk sta pensando di sospendere il servizio in Europa.
2) LA PROPAGANDA ANTITELEGRAM
Il digital services act disciplina le piattaforme molto grandi che hanno almeno 45 milioni di utenti al mese. La lista, che potrà essere aggiornata, la si può trovare cliccando qui. Come potete notare, al momento non c'è Telegram. Questo significa che, almeno formalmente, la piattaforma non sarà obbligata a seguire il digital services act, tuttavia la propaganda di regime sta conducendo una vera e propria guerra mediatica contro telegram per spingere l'opinione pubblica ad odiare la piattaforma e giustificare così futuri interventi di censura da parte delle autorità. La censura viene presentata dai propagandisti del regime come un modo per tutelare i diritti e combattere il terrorismo (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8) sostenendo che è colpa di Telegram se Hamas sta aumentando di popolarità e se ha aumentato notevolmente il numero degli iscritti ai suoi canali e le visualizzazioni dei suoi contenuti, arrivando addirittura ad insinuare che Durov spalleggi il terrorismo. Questo tipo di propaganda antitelegram è ben coordinato ed è una replica di ciò che stanno facendo anche gli USA, visto che anche i giornali americani hanno scritto le stesse cose (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10) e spesso gli articoli italiani sono ai limiti del plagio.
Durov ha risposto a tutte queste accuse sostenendo che sono infondate, perché Telegram non possiede una home page e non possiede algoritmi per promuovere contenuti, quindi a differenza dei social network, le persone sono iscritte esclusivamente ai canali che vogliono seguire.
CONCLUSIONI
Se l'UE dovesse arrivare a porre dei divieti specifici a Telegram o far rientrare la piattaforma nel digital services act, noi vi forniremo delle guide informatiche per aggirare il blocco dell'UE. In ogni caso, la lotta alla controinformazione sarà sempre più aspra, visto che l'UE ha messo a disposizione 850mila euro per finanziare un progetto che andrà a rinforzare i fact checker. La strumentalizzazione del terrorismo, con la finalità di aumentare ancora di più le restrizioni e il controllo era assai prevedibile, ma la nuova narrazione mediatica sta colpevolizzando non solo chi produce i contenuti, ma anche chi li condivide e chi li ospita, così da iniziare ad etichettare come "terrorista" anche chi si limita semplicemente a condividere una notizia.
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FelipeChannel
https://news.1rj.ru/str/BalticNewsNetwork/1721
Telegram
Inimicizie
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Forwarded from Watcher Guru
JUST IN: BlackRock's iShares Spot Bitcoin ETF relisted on the DTCC (Depository Trust & Clearing Corporation).
@WatcherGuru
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Forwarded from Observatorio Libertario de Conflictos Armados (Cpt John)
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