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Faccio schifo ma meno di tuo padre
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Thasupreme cazzo ci fai pure qua dioporco
Cose vietate a Pisa THREAD
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Siamo così abituati all' accento, all'inflessione, alla cadenza del Nord, che non ci accorgiamo di quanto la lingua italiana si sia plasmata intorno a un modo di parlare settentrionale diventato pressoché standard.

Dalle radio milanesi alle tv di Cologno Monzese, passando per Sky e finendo con le pubblicità, è tutto un "perchè" e "settimana prossima": le parole scorrono velocissime sulla bocca dei commentatori sportivi e dei giudici di X Factor, sempre rapidi, precisi, efficienti.

La parlata, la cadenza, l’accento meridionale, al contrario si ascoltano in contesti comici, spesso stereotipati, nelle fiction sulla malavita (perché la Mafia al Nord non esiste), nelle pubblicità su mozzarella e altri prodotti tipici, nei comici made in sud, insomma dal Lazio in giù quando si apre la bocca in tv o si fa ridere o si minaccia di commettere un crimine.

E il risultato è che molti meridionali camuffano maldestramente il proprio accento, soprattutto in quei contesti in cui bisogna dimostrare di essere efficienti e professionali. Penso a quei pochi ex calciatori meridionali che commentano le partite, magicamente perdono l'accento e ne assumono uno nuovo, un modo di parlare che li fa somigliare agli ex colleghi del nord, una mimesi linguistica che racconta di una sudditanza di lunghissimo corso.

Mi è capitato spesso di portare l'esempio dell'Ad di Banca Mediolanum, che nello spot televisivo non si preoccupa di sfoggiare il suo accento di Tombolo (Padova) chiudendo con la celebre "costruita intorno a te".
Provate a pensare allo stesso spot per il fu Banco di Sicilia con l’Amministratore Delegato che chiude dicendo, con accento siciliano: “portate i vostri risparmi da noi, Banco di Sicilia, costruita intorno a te”.

Quando ho fatto questo esempio i miei interlocutori sorridevano. E magari lo state facendo anche voi. E sapete perché?

Perché non è mai accaduto in uno spot, perché suonerebbe fuori registro, perché il siciliano, il campano, il pugliese, il calabrese e tutti gli altri accenti del Sud, non li ascoltiamo quasi mai in contesti professionali.

In un Paese dove la "parlata" settentrionale è percepita come sinonimo di professionalità, e quella meridionale è inferiorizzata per prassi, io uno come Gennaro Gattuso lo stimo. Va alla conferenza stampa di presentazione del Napoli e rivendica le sue origini, sbattendo in faccia a tutti il suo persino pensare in calabrese.
Mi ha ricordato chi portava avanti una sua personalissima battaglia linguistica e contro gli stereotipi, il gigante Massimo Troisi quando durante un'intervista disse: "io penso in napoletano, sogno in napoletano, vi dovete sforzare di capire il napoletano".

Benvenuto Gennarino, qualcuno sostiene che San Gennaro fosse calabrese. Che ti possa benedicere.
Buon compleanno a tutti ❤️
Forwarded from Davide Blythe
Forwarded from Davide Blythe
Stamattina ero con mio figlio in una nota panetteria del centro storico di Napoli, tra le poche aperte a quell’ora. Ho il turno in fabbrica che inizia alle 7 ma ci tengo ad andare in panetteria con mio figlio per comprargli la rosetta col prosciutto crudo che mangia ogni giorno a merenda.
Quando è arrivato il mio turno il panettiere mi dice che le rosette sono finite e che se volevo poteva tagliarmi una baguette in due oppure darmi due topini; ho insistito, facendo a notare a quell’uomo come mio figlio riceva davvero poco dalla vita, pochissimi giocattoli e quasi mai una gita lontano dal quartiere, che quella rosetta la meritasse perché era il suo pane preferito, spesso l’unico piccolo piacere della giornata. Mio figlio con gli occhi gonfi di lacrime mi dice “tranquillo papà, a me va bene tutto”. A quel punto io l’ho guardato con gli occhi del padre che non ha dato al figlio ciò che merita, ma orgoglioso della persona matura ed educata che ha tirato su; non vi nascondo che con un groppo in gola ho guardato il commerciante per chiedergli i topini, ma in quel momento una mano pesante, per metà coperta da un cappotto di feltro invernale, mi si è posata sulla spalla.
Una voce calabrese mi ha detto “signore”, e prima che realizzassi di trovarmi di fronte a Gennaro Gattuso, l’altra sua mano si è infilata nei pantaloni e ravanando ad altezza genitali ha tirato fuori dal cavallo una rosetta col crudo.