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STORIE DI FATTANZA

No.5 - La mia prima perquisa

Avete presente la pagina del Superuovo? Sì bene.
E vi chiederete che cazzo c’entra con sta storia. Beh era una normale uscita tra admin delle pagine trash di fb (parlo dei tempi della fabbrica del degrado eh, che tra l’altro merita un post a parte) e siamo andati in DUOMO a farci le bombe.
Che poi dico diocane, già così non va bene, ma tra noi c’era gente che rischiava l’ergastolo per le robe che aveva in tasca, che non dico altro perché sennò mi sporco l’anima solo a scrivervelo.
Comunque mi piomba in faccia Mega (ex admin ma di quelli che non si drogano tranquilli era un bravo ragazzo) che mi molla due buste di ganja che non si sa mai.
“Eh zio nel caso servissero”
Andiamo a piazzare in una viuzza del cazzo lì da qualche parte. Mi rollo la mia bella bomba, e sempre per sicurezza decido di metterci dentro tutta l’erba che avevo.
Mi finisco il mio spliff con calma e sbam: eccolì là, nella loro macchinina belli comodi, 2 sbirri di merda pure napoletani bastardi (senza offesa se ci sono altri figli di troia nel gruppo).
“Cos’abbiamo qui?” mi fa in napoletano.
Li guardo. Sudo freddo. La botta mi sale.
“Eh?” faccio una seria fatica a capire, secondo me più per le sue origini che per la mia botta.
“Stavate fumando? Svuota le tasche ja”
Ovviamente prima di svuotarle mi sono frugato un po’ nel caso avessi qualcosa addosso. E ti pare.
Oltre alle buste di Mega mi ero dimenticato di avere nella tasca della giacca un buon 10g di fumo, sì cioè, quelli giusto per sicurezza.
“T’ho detto di svuotare le tasche bukkin, che se te la troviamo noi è peggio”
Svuoto tutte le tasche tranne quella col fumo. Un paio di fazzoletti sporchi.
“Non ho niente agente, capisco che sta facendo il suo lavoro ma qui siamo tutti bravi ragazzi”
Alzano lo sguardo e scrutano una per una le facce per niente innocenti degli altri tossici. Non mi sembravano molto convinti. Così il lampo di genio.
“Guardi stiamo facendo un tranquillo raduno per questa pagina di cultura, magari la segue si chiama Il Superuovo, vede siamo noi” e gli mostro sul cell la pagina.
“Vabbuò ja statt accort”
E via verso la prossima perquisa.
Ciao eroi questa storia è per voi fozza napulie bastardi.
Un tipico sabato napoletano si stava consumando in questa calda giornata di inizio giugno, tutto proseguiva secondo i piani tra un aperitivo al centro storico con etanolo scaduto ed erba chimicona dei quartieri spagnoli e un po' di sano schifo e noia in quel del vomero. Quanto odio il vomero, un quartiere per famiglie che nella fase serale non propone manco il cazzo per intrattenere dei giovani tossici della borghesia; ma poi perchè devo essere considerato della borghesia solo perché abito in un determinato quartiere, forse i miei genitori nascondono i soldi sotto al materasso e non me lo hanno mai detto, sta di fatto che mai avrei pensato che lo stesso luogo comune che tanto mi irrita ci avrebbe salvato la vita.
Ore 3 di notte e dopo un po' di calcetto notturno in quel di piazza quattro giornate io e il socio Ferrara decidiamo di fumarci uno spliff per recuperare dalle fatiche sportive, quel sapore di Maria tagliata col krookodile sapeva il fatto suo devo dire, ed è a quel punto che il buon Riccardo si avvicina chiedendoci se volessimo fargli compagnia in macchina mentre andava a prendere suo fratello distante tipo 10 kilometri da dove stavamo noi.

Cazzo si facciaml.

Finita la bomba ci dirigiamo in macchina, dovete sapere che Ferrara è un figlio di puttana e ogni volta che ci avviniamo alla macchina di qualcuno inizia a correre per assicurarsi il posto davanti, ma questa volta cazzo se doveva essere mio quel sedile del passeggero. Detto fatto, prendo sul tempo Ferrara e mi assicuro con non poche difficoltà l'ingresso nella portiera davanti.

Mai avrei pensato di pentirmene in seguito.

Nel sedile di dietro c'era un cappello di paglia lasciato dal padre di Riccardo che Ferrara ha indossato per tutta la durata del viaggio, ricordatevi questo particolare che dopo sarà utile.
La strada era lunga e tutta in salita, se il vomero stava su una collina il posto dove dovevamo andare noi era una fottuta montagna, ed essendo totalmente ignoranti sulla strada da fare Riccardo apriva prontamente Maps incaricandomi essendo quello seduto davanti (diocane) di dirgli la strada giusta. Sappiate che io sono totalmente incapace a usare Maps , in macchina sbaglio sempre a dare indicazioni e spesso confondo le strade, sbaglio strada anche su GTA se seguo il gps.
Tutto filava liscio per le prime 25 ore di scalata finché ad un incrocio non troviamo una volante dei carramba che pregustava la sua prossima preda in quel posto di blocco in quel luogo dimenticato da dio, al che osservando Google Maps riferendomi a Riccardo esclamavo:
"Oh fra tanto dobbiamo girare a destra siamo salvi".
Dopo essere stati per degli interminabili secondi di fronte la volante a stabilire la strada da fare Riccardo girava a destra e proseguiamo per qualche secondo in una strada stretta, ci accorgiamo però che come al solito avevo sbagliato a vedere Maps ma scrutando l'app dicevo a Riccardo: "fra sciolto continuando dritto e girando a sinistra torniamo sulla strada giusta". Giusto qualche secondo dopo però la verità ci veniva sbattuta in faccia:

La strada era chiusa, dovevamo tornare indietro e passare davanti agli sbirri.

Allora, ci tengo a dire che noi 3 siamo dei bravi ragazzi rispettosi della legge e delle istituzioni, proprio per questo ci dispiaceva fare brutta figura davanti a delle forze dell'ordine mostrando le seguenti irregolarità:

-Mancanza della patente e denuncia dello smarrimento della patente di Riccardo scaduta da un anno.
-Cinture di sicurezza rotte e impossibili da mettere.
-Due mascherine disponibili per tre persone.
-Vari utensili per la creazione di spinelli di droga e probabilmente anche vari resti di sostanza stupefacente.
-Stavo tutto cromato porcoddio.

Nel dubbio decido di risolvere ogni mio problema mettendomi il tritino nelle mutande, Ferrara nel frattempo aveva prestato la sua mascherina a Riccardo perchè accussi' facimm bella figura se guardano solo avanti. Torniamo indietro e i carramba dopo averci fissato sospettosamente ci lasciano andare avendo nel frattempo fermato un'altra macchina, per cui ci avviamo sulla strada giusta e dopo
un po' arriviamo a destinazione.
Aspettavamo il fratello di Riccardo fermi e accostati sulla destra (in curva) in una strada a doppio senso troppo stretta per rendere possibile accostarsi sulla destra, ma tanto stiamo a napoli che cazzo ce ne fotte.

Spawna la volante di prima.

Dopo qualche secondo di tensione la volante ci supera e prosegue dritta per la sua direzione, anche stavolta il peggio era passato.
"Oh fra tutto apposto stanno proseguendo dritto non si fermeranno per noi" dicevo con tono sereno a Riccardo mentre osservavo lo specchietto, ma proprio mentre la paura sembrava passata vedo la volante ormai abbastanza lontana frenare.

"Porcoddio stanno facendo inversione a U Riccardo scappa"

Gas a martello e andiamo a nasconderci in un vicolo più avanti con una macchina parcheggiata e un cancello di fronte.
"Mo mi nascondo qua e spengo il motore" diceva Riccardo sicuro di avere il controllo della situazione, vedevo lo specchietto e sembravamo totalmente isolati dal mondo, cazzo e pensare che in questo momento potevo essere a casa a vedere UFC 250, ma ad un certo punto un rumore attirava la mia attenzione:

Ehy ma quelle dietro di noi sono delle luci blu.

Con tono quasi rassegnato mi rivolgo a Riccardo guardando fisso lo specchietto:
"Stanno qui fra".

"Lo so".

Neanche il tempo di fare le ultime preghiere che sentiamo una voce provenire da fuori il finestrino:

"Wajo' che state facenn?"

"Siamo venuti a prendere mio fratello"

"E chi è tuo fratello?"

"Ora viene se rimanete ve lo presento"

"Ma di dove siete?"

"Del vomero"

Il pulotto ci fissa attentamente, e fissa attentamente soprattutto Ferrara che nel pieno di una Hero move enorme presentava un dettaglio difficilmente trascurabile: il cappello di paglia in testa.
Chissà che cazzo avrà pensato quel ligio difensore del popolo a vedere 3 falliti alle 4 di notte fare manovre strane e scappare da loro in full stealth mode con un cappello di paglia in testa e senza gli adeguati dispositivi di sicurezza sia sanitari che di salvaguardia dagli incidenti stradali, ma sta di fatto che dopo aver sentito quelle due paroline magiche: "del vomero", il piedipiatti si congeda con un avvertimento:

" Vabbuo' ja statv accort wajo' "

Quei Negri ce l'avevano fatta, la loro natura chiattilla li aveva salvati da diverse denunce, e tutto questo è grazie al Vomero, il quartiere che tanto gli stava sul cazzo.
Prendendo la strada controsenso con una manovra che se fosse tornata la volante avrebbe polverizzato la patente già immateriale di Riccardo avevamo fatto salire il fratello in macchina,
passando il viaggio di ritorno tra risate e riflessioni su ciò che era appena accaduto e fermandoci a mangiare un delizioso cornetto all'albicocca per celebrare l'evento.
Tornato a casa accendo la Tv e posso finalmente godermi l'evento UFC dopo un'ora dall'inizio della tramissione, è stata proprio una bella serata.
Anche questa volta le nostre magnifiche forze dell'ordine si sono dimostrate all'altezza del loro compito permettendo al bene di vincere, e noi abbiamo potuto imparare un'importantissima lezione:

Quando si scappa dalla Madama mai girare e nascondersi nel primo vicolo.