Forwarded from La menta è aperta
Ho passato TUTTO il 2019 a studiare per terminare l’Università, penso di essermi concesso pochissimo durante quell’anno: 365 giorni fatti di studio e fatica, poche e sporadiche uscite, poche feste, niente relazioni ed in chiusura un Natale e Capodanno passati con una stanchezza addosso ed una sensazione di vuoto e tristezza. Il 1ª gennaio ero sicuro che le cose, terminati gli ultimi esami, sarebbero andate per il meglio e avrei ritrovato la gioia di stare con i miei amici, per le strade della città o in un ristorante, felici e contenti e pronti all’anno del post-laurea.
Una gioia che c’è stata ma solo per 15 miseri giorni poi ha deciso di farsi strada questa pandemia del cazzo, inizialmente non volevo fermare la mia vita e chiudermi in casa: mi era bastato il 2019 ma ad inizio marzo fu decretato il lockdown. Inutile dirvi che sono stati 2 mesi di disperazione totale nonostante avessi terminato gli studi e che ho odiato profondamente questa merda che chiamate “socialità online” e tutte quelle pacchianate fatte nel lockdown. Quando è arrivato il mese di maggio soffrivo di “Sindrome della Capanna” dopo 2 mesi di domiciliari, le mie sicurezze erano state completamente spazzate via ed avevo paura del contatto umano: cosa mai capitata prima! Nonostante i contagi diminuissero in estate avevo ancora timore per la mia salute, ogni affaticamento dovuto al caldo era un possibile sintomo nella mia testa e ho dovuto rinunciare ad ogni vacanza. Da settembre ormai vedo la curva dei contagi risalire, la mia vita è diventata un pendolo che oscilla tra l’incertezza del futuro e la totale assenza di rapporti umani esterni da casa mia. Da fine settembre esco solo per fare le cose minime ed indispensabili, mentre sento le lancette dell’orologio biologico avanzare e le mie amicizie e capacità sociali polverizzarsi man mano che vado avanti. Ogni tanto riporto la mente a quando ero sui libri nel 2019 e pensavo quanto fosse brutto perdere un anno di vita per colpa dello studio, alle promesse per un 2020 di divertimento, socialità, nuove amicizie e nuove opportunità e poi penso a tutto quello che è successo in questo orrido e vuoto anno solare di 366 giorni. Ora leggo che potrebbe esserci un nuovo lockdown e il rischio di tornare a passare interi mesi in casa con una realtà filtrata dai pc e dai telefoni, rischiando addirittura di non festeggiare ne Natale ne Capodanno.
Qualche coglione dice che questo è stato un “dono” per fermarci e riflettere: ma quale fermarci? Ma quale riflettere? Io rivoglio la mia vita frenetica e caotica fatta di persone fisiche, abbracci, baci e socialità.
Una gioia che c’è stata ma solo per 15 miseri giorni poi ha deciso di farsi strada questa pandemia del cazzo, inizialmente non volevo fermare la mia vita e chiudermi in casa: mi era bastato il 2019 ma ad inizio marzo fu decretato il lockdown. Inutile dirvi che sono stati 2 mesi di disperazione totale nonostante avessi terminato gli studi e che ho odiato profondamente questa merda che chiamate “socialità online” e tutte quelle pacchianate fatte nel lockdown. Quando è arrivato il mese di maggio soffrivo di “Sindrome della Capanna” dopo 2 mesi di domiciliari, le mie sicurezze erano state completamente spazzate via ed avevo paura del contatto umano: cosa mai capitata prima! Nonostante i contagi diminuissero in estate avevo ancora timore per la mia salute, ogni affaticamento dovuto al caldo era un possibile sintomo nella mia testa e ho dovuto rinunciare ad ogni vacanza. Da settembre ormai vedo la curva dei contagi risalire, la mia vita è diventata un pendolo che oscilla tra l’incertezza del futuro e la totale assenza di rapporti umani esterni da casa mia. Da fine settembre esco solo per fare le cose minime ed indispensabili, mentre sento le lancette dell’orologio biologico avanzare e le mie amicizie e capacità sociali polverizzarsi man mano che vado avanti. Ogni tanto riporto la mente a quando ero sui libri nel 2019 e pensavo quanto fosse brutto perdere un anno di vita per colpa dello studio, alle promesse per un 2020 di divertimento, socialità, nuove amicizie e nuove opportunità e poi penso a tutto quello che è successo in questo orrido e vuoto anno solare di 366 giorni. Ora leggo che potrebbe esserci un nuovo lockdown e il rischio di tornare a passare interi mesi in casa con una realtà filtrata dai pc e dai telefoni, rischiando addirittura di non festeggiare ne Natale ne Capodanno.
Qualche coglione dice che questo è stato un “dono” per fermarci e riflettere: ma quale fermarci? Ma quale riflettere? Io rivoglio la mia vita frenetica e caotica fatta di persone fisiche, abbracci, baci e socialità.
Forwarded from Markov al Governo
Forwarded from Worst Timeline (Stefano)
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/02/lega-borghi-litalia-e-una-repubblica-fondata-sul-lavoro-e-quindi-non-sulla-salute/5988490/
"Il diritto al lavoro è più importante di quello alla salute: altrimenti non sarebbero il primo nell'articolo 1 e l'altro solo nell'articolo 32."
"Il diritto al lavoro è più importante di quello alla salute: altrimenti non sarebbero il primo nell'articolo 1 e l'altro solo nell'articolo 32."
Il Fatto Quotidiano
Lega, Borghi: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e quindi non sulla salute”
Meglio vivere o lavorare? La seconda. Per la Lega l’economia viene prima della salute degli italiani. Un concetto che era forse già ipotizzabile dalle posizioni degli amministratori del Carroccio in Veneto, che si sono schierati a favore delle proteste e…
Forwarded from liceo kitauji, catania (stanno per chiudere la scuola per mancanza di affluenza (Aurora Rosalinda Mizore, CEO depresso dell'horny)
"In the Japanese version, both male and female Miis wear the Superheroine outfit when they transform. Due to this hinting at cross-dressing, which is considered absurdist in Western culture, male Miis receive Robo-Hero Suits while only females receive Superheroine outfits."
PORCODDIO ODIO I LOCALIZZATORI
PORCODDIO ODIO I LOCALIZZATORI
Forwarded from Mamood: mamode al volante, pericolo costante
Il veneto e le sue consequenze sono state un disastro per la razza umana