NON DIRLO
il troll finale. ammazzarti.
Grand Café de Michelle: HO APERTO UN PORTALE ALL' INFERNO CERCANDO DI RESUSCITARE PINO DANIELE DEVO CHIUDERLO
il troll finale. ammazzarti.
sono a tanto così da scoppiare a urlare
Forwarded from muri della residenza adinolfi (soccer (forma ultima) (el anticristo)(la muerte))
si potrebbe proprio dire
Forwarded from muri della residenza adinolfi (soccer (forma ultima) (el anticristo)(la muerte))
che il mangaka di aot.
Forwarded from muri della residenza adinolfi (soccer (forma ultima) (el anticristo)(la muerte))
vi ha trollati.
Forwarded from muri della residenza adinolfi (soccer (forma ultima) (el anticristo)(la muerte))
mi sto seriamente preoccupando per mikan sonk 3 minuti che non risponde credo di avergli fatto venire un ictus
sto giocando Gambit E sto avendo un ictus
Forwarded from La menta è aperta
Nel momento in cui sto scrivendo questo post, da pochissimi minuti ho terminato la lettura dell'ultimo capitolo di Shingeki no Kyojin - L'Attacco dei Giganti. L'ultimo. Per sempre.
Questa è la prima volta, per me, da lettore di manga, che si conclude un'opera che ho seguito con coerenza e costanza per anni e che mi lascia un vuoto dentro che, per molti anni, sarà per me incolmabile.
Ho iniziato ad appassionarmi a questo mondo in modo davvero intenso proprio grazie all'opera di Isayama, prima con l'adattamento animato e poi, affamato di sapere immediatamente come continuasse, con la controparte cartacea.
Non ci girerò troppo intorno gente: Shingeki no Kyojin è il mio manga preferito di sempre, lo ritengo il miglior manga uscito negli ultimi 10 anni e credo seriamente che diverrà, col passare del tempo, una delle pietre miliare del panorama artistico del fumetto giapponese. Una storia capace di scavare così a fondo nel realismo dei problemi del nostro mondo, di creare dei parallelismi con l'intera storia dell'umanità attingendo a piene mani da molteplici mitologie e religioni, un percorso di crescita di un cast corale di personaggi ognuno, nel suo, credibili ed empatizzabili... credo che raramente lo abbiamo visto.
Anche narrativamente parlando, Shingeki no Kyojin andrebbe studiato: il modo in cui Isayama si libera, rendendolo anche coerente con la trama, dei vecchi tropos caratteristici degli Shonen manga, evolvendo la sua opera e allargando il focus della sua narrazione è semplicemente magistrale. Nel 2017, con l'uscita del "famigerato" Capitolo 90, tutti noi ci siamo sentiti nei panni degli Eldiani, spaesati e stupiti di scoprire quanto qualunque idea ci saremmo potuti fare del "grande segreto" della cantina non era neanche lontanamente paragonabile alla realtà.
Uno dei punti su cui si potrebbe discutere di più è sicuramente il lato artistico dei disegni, che va ammesso riescano a divenire completamente gradevoli solo dopo il volume 13, anche se personalmente ho sempre amato il tratto di Isayama. Soprattutto a partire dal volume 22, il mangaka mostra una piena padronanza del paneling e della gestione del racconto e del sottotesto tramite le immagini, evolvendo ulteriormente la sua narrazione, facendola sublimare nei suoi ultimi capitoli con tavola magistrali e piene di potenza.
Ma, soprattutto, Shingeki no Kyojin è riuscito più di qualunque altro manga a comunicare lo spirito insito in ogni essere umano: la libertà. La libertà di essere sé stessi, la libertà di non lasciarsi condizionare da nulla, la libertà di rifiutare ciò che il mondo vuole che tu sia o, al contempo, scegliere di esserlo perché non ti è stata lasciata altra opzione.
Perché che sia per caso, per volontà esterna o per la nostra, in questo mondo ognuno di noi è nato libero, e ognuno di noi merita di essere libero, e nonostante metta in chiaro come questo mondo non permetta a tutti di esserlo, Shingeki no Kyojin urla, risvegliando l'istinto sopito dell'umanità, che se qualcuno vuole portarti via la tua libertà, è tuo compito non lasciarglielo fare.
Shingeki no Kyojin è l'invito a fare della nostra vita qualcosa di straordinario, ricordandoci che anche partendo dalle piccole cose è possibile cambiare il mondo.
Grazie, Hajime Isayama
Grazie, Shingeki no Kyojin
Grazie, mondo
A tutti voi, fra 2000 anni e anche di più, auguro di poter guardare il cielo azzurro, fare una passeggiata sulla sabbia bianca guardando l'orizzonte e dire, con aria serena...
"Io... sono libero"
Shingeki no Kyojin - Capitolo 139 - Il Gigante che Avanza
Questa è la prima volta, per me, da lettore di manga, che si conclude un'opera che ho seguito con coerenza e costanza per anni e che mi lascia un vuoto dentro che, per molti anni, sarà per me incolmabile.
Ho iniziato ad appassionarmi a questo mondo in modo davvero intenso proprio grazie all'opera di Isayama, prima con l'adattamento animato e poi, affamato di sapere immediatamente come continuasse, con la controparte cartacea.
Non ci girerò troppo intorno gente: Shingeki no Kyojin è il mio manga preferito di sempre, lo ritengo il miglior manga uscito negli ultimi 10 anni e credo seriamente che diverrà, col passare del tempo, una delle pietre miliare del panorama artistico del fumetto giapponese. Una storia capace di scavare così a fondo nel realismo dei problemi del nostro mondo, di creare dei parallelismi con l'intera storia dell'umanità attingendo a piene mani da molteplici mitologie e religioni, un percorso di crescita di un cast corale di personaggi ognuno, nel suo, credibili ed empatizzabili... credo che raramente lo abbiamo visto.
Anche narrativamente parlando, Shingeki no Kyojin andrebbe studiato: il modo in cui Isayama si libera, rendendolo anche coerente con la trama, dei vecchi tropos caratteristici degli Shonen manga, evolvendo la sua opera e allargando il focus della sua narrazione è semplicemente magistrale. Nel 2017, con l'uscita del "famigerato" Capitolo 90, tutti noi ci siamo sentiti nei panni degli Eldiani, spaesati e stupiti di scoprire quanto qualunque idea ci saremmo potuti fare del "grande segreto" della cantina non era neanche lontanamente paragonabile alla realtà.
Uno dei punti su cui si potrebbe discutere di più è sicuramente il lato artistico dei disegni, che va ammesso riescano a divenire completamente gradevoli solo dopo il volume 13, anche se personalmente ho sempre amato il tratto di Isayama. Soprattutto a partire dal volume 22, il mangaka mostra una piena padronanza del paneling e della gestione del racconto e del sottotesto tramite le immagini, evolvendo ulteriormente la sua narrazione, facendola sublimare nei suoi ultimi capitoli con tavola magistrali e piene di potenza.
Ma, soprattutto, Shingeki no Kyojin è riuscito più di qualunque altro manga a comunicare lo spirito insito in ogni essere umano: la libertà. La libertà di essere sé stessi, la libertà di non lasciarsi condizionare da nulla, la libertà di rifiutare ciò che il mondo vuole che tu sia o, al contempo, scegliere di esserlo perché non ti è stata lasciata altra opzione.
Perché che sia per caso, per volontà esterna o per la nostra, in questo mondo ognuno di noi è nato libero, e ognuno di noi merita di essere libero, e nonostante metta in chiaro come questo mondo non permetta a tutti di esserlo, Shingeki no Kyojin urla, risvegliando l'istinto sopito dell'umanità, che se qualcuno vuole portarti via la tua libertà, è tuo compito non lasciarglielo fare.
Shingeki no Kyojin è l'invito a fare della nostra vita qualcosa di straordinario, ricordandoci che anche partendo dalle piccole cose è possibile cambiare il mondo.
Grazie, Hajime Isayama
Grazie, Shingeki no Kyojin
Grazie, mondo
A tutti voi, fra 2000 anni e anche di più, auguro di poter guardare il cielo azzurro, fare una passeggiata sulla sabbia bianca guardando l'orizzonte e dire, con aria serena...
"Io... sono libero"
Shingeki no Kyojin - Capitolo 139 - Il Gigante che Avanza
cristo santo maledetto
fa schiantare
Forwarded from Simone Phosrillo
Gundam merda girellari scimmie
Sono riuscito a cucinare un piatto di pasta senza far esplodere casa