http://www.salvatorebrizzi.com/2016/03/i-signori-del-vril.html?m=1
"L’Universo è pervaso da una Forza, il Vril (il Fuoco).
L’uomo e la donna svegli divengono Signori del Vril (Signori della Fiamma).
Questo Fuoco è a disposizione di chi lo sa usare, per combattere o per guarire.
Il Guerriero della Luce fa passare il Vril attraverso il centro del Cuore.
Il Guerriero delle Tenebre fa passare il Vril attraverso il Plesso Solare.
Riccardo Geminiani - Salvatore Brizzi, Il Codice del Cuore"
"L’Universo è pervaso da una Forza, il Vril (il Fuoco).
L’uomo e la donna svegli divengono Signori del Vril (Signori della Fiamma).
Questo Fuoco è a disposizione di chi lo sa usare, per combattere o per guarire.
Il Guerriero della Luce fa passare il Vril attraverso il centro del Cuore.
Il Guerriero delle Tenebre fa passare il Vril attraverso il Plesso Solare.
Riccardo Geminiani - Salvatore Brizzi, Il Codice del Cuore"
Salvatorebrizzi
I Signori del Vril
Oggi (1 Marzo 2016) esce ufficialmente il primo testo che scaturisce dalla fusione fra Antipodi Edizioni e Arte di Essere: Il Codice...
"Nessun albero può crescere fino al paradiso se le sue radici non scendono fino all'inferno."
Jung.
Jung.
"Questo mi disse Pimandro.
" Ma ora - dissi io - dimmi: come potrò entare nella vita, o intelligenza?".
" L'uomo che ha l'intelligenza - rispose il Dio - conosca sé stesso ".
" Tutti gli uomini - diss'io - non hanno dunque intelligenza? ".
" Parla un po’ meglio! - disse. - Io, l'Intelligenza, assisto i santi, i buoni, i puri, i caritatevoli, coloro che vivono in pietà. Il mio potere è per loro un soccorso e cos' essi conoscono tutto ed invocano il Padre con amore e gli dedicano le azioni di grazia, benedicendolo, e gli cantano gl'inni con passione, e, prima d'abbandonare il loro corpo alla morte, detestano i sensi di cui conoscono le opere, o piuttosto, io, l'Intelligenza, non lascerei compiere le opere del corpo; come un portinaio io chiuderei la porta alle opere cattive e detestabili, rimovendone i desideri. Ma in quanto agli stolti, ai cattivi, ai viziosi, agli invidiosi, agli avidi, agli assassini ed agli empii, io sono lontano da loro e li abbandono al dèmone vendicatore che versa nei loro sensi un fuoco penetrante, li spinge sempre più verso il male per aggravare la loro pena e, senza posa, eccita le loro passioni con insaziabili desideri e come nemico invisibile, li tortura e ravviva in essi la fiamma inestinguibile ".
" Tu m'hai istruito su tutto - diss'io - come desideravo, o Intelligenza; ma chiariscimi il modo come avviene l'ascensione ".
" Sul principio, - disse Pimandro - nella dissoluzione del corpo materiale, questo consegna sé stesso alla trasformazione; sparisce la forma che tu avevi; il carattere, perdendo la sua forza, è consegnato al dèmone: i sensi tornano alle loro sorgenti e, diventati delle parti, si confondono tra le energie. Le passioni e i desideri rientrano nella natura irrazionale; ciò che resta s'innalza così attraverso l'armonia, abbandonando alla prima zona la facoltà di crescere e decrescere, alla seconda l'industria del male e l'inganno divenuto impotente, alla terza l'illusione ormai incapace di desideri, alla quarta la vanità del comando che non può più essere soddisfatta, alla quinta l'arroganza empia e l'audacia temeraria, alla sesta l'attaccamento alle ricchezze ora senza effetto, alla settima la menzogna insidiosa. E, spogliato così di tutte le opere dell'armonia, giunge all'ottava zona, non avendo più che il suo proprio potere, e canta, con gli esseri, inni in onore del Padre. Quelli che sono colà gioiscono nella sua presenza, ed egli, divenuto simile a loro, ode la voce melodiosa delle potenze che sono al disopra dell'ottava natura e cantano le lodi di Dio. E allora salgono, per ordine, verso il Padre e s'abbandonano alle potenze e, divenuti tali, nascono in Dio. Questo è il bene finale di quelli che posseggono la Gnosi: divenir Dio. E tu che aspetti? Perché, avendo tu saputo tutto, non mostri la via agli uomini affinchè, per tuo mezzo, il genere umano sia salvato da Dio? ".
Ciò detto, Pimandro si mescolò con le potenze."
Poimandres- Ermete Trismegisto
Per informazioni e contatti: ilmartinismo@gmail.com
" Ma ora - dissi io - dimmi: come potrò entare nella vita, o intelligenza?".
" L'uomo che ha l'intelligenza - rispose il Dio - conosca sé stesso ".
" Tutti gli uomini - diss'io - non hanno dunque intelligenza? ".
" Parla un po’ meglio! - disse. - Io, l'Intelligenza, assisto i santi, i buoni, i puri, i caritatevoli, coloro che vivono in pietà. Il mio potere è per loro un soccorso e cos' essi conoscono tutto ed invocano il Padre con amore e gli dedicano le azioni di grazia, benedicendolo, e gli cantano gl'inni con passione, e, prima d'abbandonare il loro corpo alla morte, detestano i sensi di cui conoscono le opere, o piuttosto, io, l'Intelligenza, non lascerei compiere le opere del corpo; come un portinaio io chiuderei la porta alle opere cattive e detestabili, rimovendone i desideri. Ma in quanto agli stolti, ai cattivi, ai viziosi, agli invidiosi, agli avidi, agli assassini ed agli empii, io sono lontano da loro e li abbandono al dèmone vendicatore che versa nei loro sensi un fuoco penetrante, li spinge sempre più verso il male per aggravare la loro pena e, senza posa, eccita le loro passioni con insaziabili desideri e come nemico invisibile, li tortura e ravviva in essi la fiamma inestinguibile ".
" Tu m'hai istruito su tutto - diss'io - come desideravo, o Intelligenza; ma chiariscimi il modo come avviene l'ascensione ".
" Sul principio, - disse Pimandro - nella dissoluzione del corpo materiale, questo consegna sé stesso alla trasformazione; sparisce la forma che tu avevi; il carattere, perdendo la sua forza, è consegnato al dèmone: i sensi tornano alle loro sorgenti e, diventati delle parti, si confondono tra le energie. Le passioni e i desideri rientrano nella natura irrazionale; ciò che resta s'innalza così attraverso l'armonia, abbandonando alla prima zona la facoltà di crescere e decrescere, alla seconda l'industria del male e l'inganno divenuto impotente, alla terza l'illusione ormai incapace di desideri, alla quarta la vanità del comando che non può più essere soddisfatta, alla quinta l'arroganza empia e l'audacia temeraria, alla sesta l'attaccamento alle ricchezze ora senza effetto, alla settima la menzogna insidiosa. E, spogliato così di tutte le opere dell'armonia, giunge all'ottava zona, non avendo più che il suo proprio potere, e canta, con gli esseri, inni in onore del Padre. Quelli che sono colà gioiscono nella sua presenza, ed egli, divenuto simile a loro, ode la voce melodiosa delle potenze che sono al disopra dell'ottava natura e cantano le lodi di Dio. E allora salgono, per ordine, verso il Padre e s'abbandonano alle potenze e, divenuti tali, nascono in Dio. Questo è il bene finale di quelli che posseggono la Gnosi: divenir Dio. E tu che aspetti? Perché, avendo tu saputo tutto, non mostri la via agli uomini affinchè, per tuo mezzo, il genere umano sia salvato da Dio? ".
Ciò detto, Pimandro si mescolò con le potenze."
Poimandres- Ermete Trismegisto
Per informazioni e contatti: ilmartinismo@gmail.com