Il Maestro mi chiamava l’Aquila
Ribelle perché in tali questioni esoteriche si deve essere davvero ribelli contro se stessi, contro
tutto, contro tutto. Per poter acquisire qualcosa bisogna essere un rivoluzionario vero e proprio
perché passivamente non si può; rivoluzionario contro se stesso, contro tutte le cose del mondo
come vi ho detto qui. Per esempio, alla natura non conviene che noi ci liberiamo, perché? Perché
lei è abituata a dominare, a comandare, e quando ci liberiamo, siamo noi che dominiamo la
natura e questo a lei non piace, e per questo si ribella contro di noi. E perché? Perché in tal modo
diventiamo un organismo che le manca, una cellula, una sua molecola, e quindi ne risente. Allora cosa fa la natura? Ci mette davanti dei giochi come ai bambini. Tutte le cose del mondo sono
giocattoli che ci dà la natura, tutto, generalmente tutto; vuole intrattenerci affinché non ci ricordiamo di liberarci, di giocarci l’ultima carta, perché ci si deve giocare la vita e quello che ci
tocca, quello che ci tocca, per raggiungere la liberazione, altrimenti non si ottiene nulla.
-L'aquila ribelle V.M. Rabolù.
Ribelle perché in tali questioni esoteriche si deve essere davvero ribelli contro se stessi, contro
tutto, contro tutto. Per poter acquisire qualcosa bisogna essere un rivoluzionario vero e proprio
perché passivamente non si può; rivoluzionario contro se stesso, contro tutte le cose del mondo
come vi ho detto qui. Per esempio, alla natura non conviene che noi ci liberiamo, perché? Perché
lei è abituata a dominare, a comandare, e quando ci liberiamo, siamo noi che dominiamo la
natura e questo a lei non piace, e per questo si ribella contro di noi. E perché? Perché in tal modo
diventiamo un organismo che le manca, una cellula, una sua molecola, e quindi ne risente. Allora cosa fa la natura? Ci mette davanti dei giochi come ai bambini. Tutte le cose del mondo sono
giocattoli che ci dà la natura, tutto, generalmente tutto; vuole intrattenerci affinché non ci ricordiamo di liberarci, di giocarci l’ultima carta, perché ci si deve giocare la vita e quello che ci
tocca, quello che ci tocca, per raggiungere la liberazione, altrimenti non si ottiene nulla.
-L'aquila ribelle V.M. Rabolù.