∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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IL MITO DI TESEO
Il cammino dell'iniziato, viene spesso rappresentato dal mito di Teseo che sconfigge il minotauro. Per far ciò, Teseo dovrà arrivare al centro del labirinto, il punto più lontano e più profondo di noi stessi, dove il rischio di perdersi è alto. Teseo però, come ogni eroe, ci insegna che non bisogna aver paura di perdersi, poiché il viaggio è un continuo perdersi per ritrovarsi. Il labirinto quindi, rappresenta il viaggio dell'iniziato che cerca di ritornare a sé stesso, come Ulisse che, tra mille difficoltà e prove, cerca di ritornare alla sua amata patria, Itaca.
Colui che cerca non deve smettere di cercare, ma cercando deve essere sereno, paziente.
Egli deve inoltre tenere stretto quel filo di Arianna che la stessa donò a Teseo. Un semplice gomitolo di filo, che permise a Teseo di uscire sano e salvo dal labirinto e che, di fronte alla sua forza, al suo coraggio e alla sua scaltrezza, poteva sembrare una cosa stupida, ma non lo era.
Il nome Arianna significa pura, casta, ad indicarci quindi, l'importanza della nostra purezza, di quella verginità che dobbiamo sempre tenere presente nel cammino; quella umiltà propria del neofita quando bussò alla porta del Tempio la prima volta, senza la quale, sarà ben difficile uccidere il minotauro e uscire vittoriosi come Teseo, dal labirinto.
Il cammino dell'iniziato, viene spesso rappresentato dal mito di Teseo che sconfigge il minotauro. Per far ciò, Teseo dovrà arrivare al centro del labirinto, il punto più lontano e più profondo di noi stessi, dove il rischio di perdersi è alto. Teseo però, come ogni eroe, ci insegna che non bisogna aver paura di perdersi, poiché il viaggio è un continuo perdersi per ritrovarsi. Il labirinto quindi, rappresenta il viaggio dell'iniziato che cerca di ritornare a sé stesso, come Ulisse che, tra mille difficoltà e prove, cerca di ritornare alla sua amata patria, Itaca.
Colui che cerca non deve smettere di cercare, ma cercando deve essere sereno, paziente.
Egli deve inoltre tenere stretto quel filo di Arianna che la stessa donò a Teseo. Un semplice gomitolo di filo, che permise a Teseo di uscire sano e salvo dal labirinto e che, di fronte alla sua forza, al suo coraggio e alla sua scaltrezza, poteva sembrare una cosa stupida, ma non lo era.
Il nome Arianna significa pura, casta, ad indicarci quindi, l'importanza della nostra purezza, di quella verginità che dobbiamo sempre tenere presente nel cammino; quella umiltà propria del neofita quando bussò alla porta del Tempio la prima volta, senza la quale, sarà ben difficile uccidere il minotauro e uscire vittoriosi come Teseo, dal labirinto.
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L'Origine e' costantemente presente e percepibile nell'essente Anima. Il movimento-vibrazione e' nella necessita' del loro essere eterni: il flusso e riflusso sono il loro respiro.
E cosi' che ogni storia e' innanzitutto in questo movimento-respiro dove, il raggiunto rifluisce verso il mondo lasciandoci il suo segno.
Segno che convive con quel respiro ed in cui si dice a volte che il tempo consuma, spegne.
Credo che nel susseguirsi dei nostri segni ognuno di questi si conserva compartecipando al prossimo, nel respiro altrimenti anima e manifesto coinciderebbero.
L'Essere ed il Nulla nel loro presentarsi non sono sentiti nel Tempo pari a se stessi poiche' il ripresentarsi e' il loro stesso alchemico apparirci.
E cosi' che ogni storia e' innanzitutto in questo movimento-respiro dove, il raggiunto rifluisce verso il mondo lasciandoci il suo segno.
Segno che convive con quel respiro ed in cui si dice a volte che il tempo consuma, spegne.
Credo che nel susseguirsi dei nostri segni ognuno di questi si conserva compartecipando al prossimo, nel respiro altrimenti anima e manifesto coinciderebbero.
L'Essere ed il Nulla nel loro presentarsi non sono sentiti nel Tempo pari a se stessi poiche' il ripresentarsi e' il loro stesso alchemico apparirci.
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https://it.wikipedia.org/wiki/Purgatorio_di_San_Patrizio
"Mappa della Station Island di Thomas Carve datata 1666. Sono riportate le cellette dei monaci e la caverna, contrassegnata dalla dicitura "Caverna Purgatory".
"La leggenda narra che San Patrizio, evangelizzatore dell'Irlanda, cadde nello sconforto quando i pagani irlandesi gli dissero che non avrebbero mai creduto alle sue predicazioni finché non avessero avuto una prova concreta di quello che egli diceva. Allora San Patrizio pregò Dio affinché lo aiutasse nell'opera di conversione, e così gli fu rivelato un pozzo nel quale gli increduli sarebbero potuti scendere per contemplare con i propri occhi le pene dell'inferno e le gioie del paradiso.[3]
Data la scarsità di documentazioni risalenti al V secolo non ci sono prove che San Patrizio si sia realmente recato presso il Lough Derg, ma si tratta di una leggenda risalente probabilmente al XII secolo.[4] Tuttavia è fortemente radicata una tradizione locale legata al culto di San Dabheog, un abate che visse nel V secolo, il quale potrebbe aver fondato il monastero sul Lough Derg proprio al tempo di San Patrizio.[5]"
"La leggenda narra che San Patrizio, evangelizzatore dell'Irlanda, cadde nello sconforto quando i pagani irlandesi gli dissero che non avrebbero mai creduto alle sue predicazioni finché non avessero avuto una prova concreta di quello che egli diceva. Allora San Patrizio pregò Dio affinché lo aiutasse nell'opera di conversione, e così gli fu rivelato un pozzo nel quale gli increduli sarebbero potuti scendere per contemplare con i propri occhi le pene dell'inferno e le gioie del paradiso.[3]
Data la scarsità di documentazioni risalenti al V secolo non ci sono prove che San Patrizio si sia realmente recato presso il Lough Derg, ma si tratta di una leggenda risalente probabilmente al XII secolo.[4] Tuttavia è fortemente radicata una tradizione locale legata al culto di San Dabheog, un abate che visse nel V secolo, il quale potrebbe aver fondato il monastero sul Lough Derg proprio al tempo di San Patrizio.[5]"
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IL LAVORO ALLO SPECCHIO
La prima cosa che un ricercatore della verità dovrebbe fare, è quella di mettersi nudo davanti ad uno specchio, al fine di imparare a conoscere se stesso.
Lo specchio deve essere per il discepolo della natura uno strumento prezioso, con il quale potrà lavorare al suo perfezionamento tramite la legge delle proiezioni.
L'uomo, come sappiamo, vede il mondo secondo il suo stato interiore, il nostro vedere é quindi un proiettare all'esterno ciò che abbiamo all'interno.
Il Cosmopolita racconta in un suo testo, che Nettuno gli donò uno specchio tramite il quale poteva vedere tutto il mondo. Ora nettuno é associato all'elemento acqua, elemento purificatorio che ha a che fare con la sfera delle emozioni.
Queste emozioni, sono le acque che il discepolo deve necessariamente attraversare e nelle quali, molti ricercatori hanno affondato. Camminare sulle acque, come descritto nei Vangeli, significa allora padroneggiare le nostre emozioni, non farci sottomettere da esse. Queste acque, rappresentano anche quello che in ermetismo viene chiamato "corpo lunare" che, se oscurato dall'io inferiore, come la luna che viene oscurata dalle nubi, non può manifestare il principio solare e divino che è in noi. Il solo, che deve dettar legge.
La prima cosa che un ricercatore della verità dovrebbe fare, è quella di mettersi nudo davanti ad uno specchio, al fine di imparare a conoscere se stesso.
Lo specchio deve essere per il discepolo della natura uno strumento prezioso, con il quale potrà lavorare al suo perfezionamento tramite la legge delle proiezioni.
L'uomo, come sappiamo, vede il mondo secondo il suo stato interiore, il nostro vedere é quindi un proiettare all'esterno ciò che abbiamo all'interno.
Il Cosmopolita racconta in un suo testo, che Nettuno gli donò uno specchio tramite il quale poteva vedere tutto il mondo. Ora nettuno é associato all'elemento acqua, elemento purificatorio che ha a che fare con la sfera delle emozioni.
Queste emozioni, sono le acque che il discepolo deve necessariamente attraversare e nelle quali, molti ricercatori hanno affondato. Camminare sulle acque, come descritto nei Vangeli, significa allora padroneggiare le nostre emozioni, non farci sottomettere da esse. Queste acque, rappresentano anche quello che in ermetismo viene chiamato "corpo lunare" che, se oscurato dall'io inferiore, come la luna che viene oscurata dalle nubi, non può manifestare il principio solare e divino che è in noi. Il solo, che deve dettar legge.
- "We have walked through the darkness of this world, that’s why we are able to see even a sliver of light”
- Gaara. 愛.
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