∴ Sogni nel deserto del tempo ∴ – Telegram
∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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19th century.
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Illustration from General History Cyclopedia and Dictionary of Freemasonry, (1869)
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Jeu dit de tarot astologique, 1927.
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Astrological Chart and Protective Talisman. Tibet, 1800s.
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∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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Il viandante alla ricerca del sacro, che giungeva innanzi al tempio di Apollo, trovava scritto sull'architrave «Conosci te stesso» . Questo è quanto ognuno di noi sa, e questo è quanto stancamente, oziosamente, viene spesso ripetuto. Quanto però a molti sfugge è l’esatta sequenza che intercorre fra il conoscere se stessi, e l’accesso al tempio. Il Tempio è il luogo sacro dove Virtus, Fides, Ratio Legis e la Divinae Scientiae trovano coagulo nel Rito e nell'Iniziazione, nella sostanza e nella forma degli ufficianti del Sacro-Fare. Il Tempio è quel luogo predisposto all'unione con il Divino, il quale discende verso gli ufficianti, e quest’ultimi ascendono tramite il rito. Questa è la conoscenza unificante. Da ciò consegue che l’uomo che vuole accedere al Tempio, che vuole e pretende che il rito non sia cerimonia, che l’iniziazione sia reale e non virtuale, deve già possedere una conoscenza di se stesso tale da permettere la ierofania sopra evidenziata.

Uomo Conosci Te Stesso, uomo conosci te stesso prima di accedere al Tempio. Quale conoscenza è richiesta ? Non certo quella delle cose sovrasensibili, in quanto sempre nell'architrave era presente il seguente il motto μηδὲν ἄγαν: «nulla di eccessivo». Un invito alla moderazione. Ecco quindi che all'uomo che desidera accedere al rito, che desidera essere parte attiva di esso tramite una reale iniziazione, è richiesto di conoscere gli agiti, le forze, i solidi ombrosi, della natura quaternaria che lo anima. La quale lo porta ad essere reattivo o passivo innanzi alle cose di questo mondo, e alle emozioni e ai pensieri che esse suscitano.
In assenza di questa propedeutica conoscenza, l’iniziazione sarà vissuta nella speranzosa ricerca di un equilibrio che tarda a venire, e il rito assumerà la valenza di un feticcio. Conseguirà, a tutto ciò, uomini simili alle foglie autunnali. In preda al vento e alla pioggia. Foglie che staccandosi dall'Albero, si poseranno vuoi per terra, vuoi su qualche via, vuoi ancora in qualche melmoso rivolo. Ondeggeranno da una parte all'altra, busseranno ovunque, in cerca di qualcosa di diverso che porti loro pace. Senza minimamente immaginare che essa dipende solamente da se stessi, e che un reale Ordine Iniziatico ha come finalità la trasmissione dell’iniziazione, e la preservazione del potere sacrale del rito. Altro non vi è.