AMEN IL VERACE
La parola Amen in ebraico è formata da tre lettere: Alef, Men, Nun, ( אמן ) il suo valore è 91, lo stesso dell'unione di due dei più importanti nomi di Dio, JAVÈ e ADONAI (Iod, He, Vav, He / Alef, Dalet, Nun, yod). Amen è il frutto della loro unione cioè, del Padre e della Madre che risiede in Malkut.
Da questa unione nasce il frutto, l'Uomo-Dio, il Cristo.
Nell'apocalisse Gesù è l'Amen, come leggiamo in questo versetto: "Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il principio della creazione di Dio..."
L'Amen è l'Aum degli orientali e può essere utilizzato anche come mantra, focalizzandoci sulle lettere aiuta a migliorare il nostro campo vibrazionale, legato alla nostra coscienza. Amen in ebraico ha un senso affermativo e sta per verità, da qui il significato delle parole di Gesù: "In verità in verità vi dico..." Interessante verificare quanto abbiamo detto, in un versetto di Isaia (65,16): "Così colui che si benedice nel paese verrà benedetto nel nome del Dio della verità (Amen), e chi giurerà nel paese giurerà nel nome del Dio della verità; (Amen)..."
Riporto nell'immagine, il versetto in ebraico con la parola Amen sottolineata.
Per tal motivo i cristiani, fin dall'origine, dicono Amen dopo ogni preghiera, come per dire: si, è certo, veritiero.
Come scritto: "Io sono la via, la verità e la vita... Amen!
La parola Amen in ebraico è formata da tre lettere: Alef, Men, Nun, ( אמן ) il suo valore è 91, lo stesso dell'unione di due dei più importanti nomi di Dio, JAVÈ e ADONAI (Iod, He, Vav, He / Alef, Dalet, Nun, yod). Amen è il frutto della loro unione cioè, del Padre e della Madre che risiede in Malkut.
Da questa unione nasce il frutto, l'Uomo-Dio, il Cristo.
Nell'apocalisse Gesù è l'Amen, come leggiamo in questo versetto: "Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il principio della creazione di Dio..."
L'Amen è l'Aum degli orientali e può essere utilizzato anche come mantra, focalizzandoci sulle lettere aiuta a migliorare il nostro campo vibrazionale, legato alla nostra coscienza. Amen in ebraico ha un senso affermativo e sta per verità, da qui il significato delle parole di Gesù: "In verità in verità vi dico..." Interessante verificare quanto abbiamo detto, in un versetto di Isaia (65,16): "Così colui che si benedice nel paese verrà benedetto nel nome del Dio della verità (Amen), e chi giurerà nel paese giurerà nel nome del Dio della verità; (Amen)..."
Riporto nell'immagine, il versetto in ebraico con la parola Amen sottolineata.
Per tal motivo i cristiani, fin dall'origine, dicono Amen dopo ogni preghiera, come per dire: si, è certo, veritiero.
Come scritto: "Io sono la via, la verità e la vita... Amen!
Forwarded from Ahnenerbe
Location in the heavens of Aldebaran, the “Bull’s Eye” of Alpha Tauri ✨
"In the summer of 1922 in a small barn outside of Munich the occult Thule and Vril Gesellschaften (Societies) set about to create an inter-dimensional flight machine based upon channeled information received by their two mediums (Maria Orsic and Sigrun) from the Aldebaran system in the Taurus Constellation, 64 light years away.
Maria, the Thule medium, had been receiving information from what she believed were Aryan aliens living on a planet in the Aldebaran system since 1919 but could not translate their language and strange mental images.
Sigrun, the Vril medium was brought in to help translate these communications and images which were in the form of the ancient Sumerian language and a strong mental image of a strange circular flight machine with an even stranger cylindrical power plant beyond all conventional science of the time." (source)
"In the summer of 1922 in a small barn outside of Munich the occult Thule and Vril Gesellschaften (Societies) set about to create an inter-dimensional flight machine based upon channeled information received by their two mediums (Maria Orsic and Sigrun) from the Aldebaran system in the Taurus Constellation, 64 light years away.
Maria, the Thule medium, had been receiving information from what she believed were Aryan aliens living on a planet in the Aldebaran system since 1919 but could not translate their language and strange mental images.
Sigrun, the Vril medium was brought in to help translate these communications and images which were in the form of the ancient Sumerian language and a strong mental image of a strange circular flight machine with an even stranger cylindrical power plant beyond all conventional science of the time." (source)
Forwarded from Krishna Consciousness
"The concept of Natural Law was the foundational belief of our ancient pre-Abrahamic ancestors. All individual and social standards were measured in direct proportion to their adherence to Natural Law. Consequently, we find numerous words for this principle of Natural Law in all the important languages of the ancient world. In the ancient Sanskrit language, this universal ordering principle is known as Dharma. In Pali, Dhamma. In ancient Greek, Physis. In Avestan Persian, Asha. The Egyptians called it Ma’at. In Chinese, it is called Tao. The Japanese refer to this principle as Do. The ancient Lithuanian Romuva religion calls this principle “Darna.” In Latin, it is Liga Natura (Natural Law). Among the Native Americans, it was known by too many words to even mention. There are four living world religions today that still use the actual Sanskrit word Dharma to describe the foundation of their beliefs: Sanatana Dharma, Buddhism, Jainism and Sikhism."
Sri Dharma Pravartaka Acharya
The Dharma Manifesto
Chapter One
Sri Dharma Pravartaka Acharya
The Dharma Manifesto
Chapter One
Forwarded from 🌞Sacer Ignis🔥 (Kaula☉)
Egli è il fuoco e il sole.
Egli è la luna e le stelle.
Egli è l'aria e il mare.
Egli è questo fanciullo e questa fanciulla.
Egli è questo uomo e questa donna.
Egli appare in un numero infinito di forme.
Egli non ha inizio e né fine.
Egli è la sorgente di tutte le cose.
Ciascun essere vivente è distinto e diverso.
Ma se solleviamo il velo della diversità, noi vediamo l'unità di tutti gli esseri.
~Upanishad
#frasi
Le cose sacre non devono essere insegnate che alle persone pure; è un sacrilegio comunicarle ai profani prima di averli iniziati ai misteri della scienza.
Ippocrate
Ippocrate
L'APPRENDISTA
Pitagora ci ha lasciato una meditazione di fondamentale importanza, l'esame serale pitagorico, che ogni iniziato è chiamato a compiere prima di addormentarsi:
"A sera i tuoi occhi, ancorché stanchi, non accolgano il sonno senza esserti prima chiesto quel che facesti: Dove son stato? Che cosa ho fatto? Che cosa ho omesso di quel che avrei dovuto fare?
Cominciando dalla prima azione fino all’ultima, e di nuovo tornandovi..."
Questa ricapitolazione, in analogia, andrebbe fatta ogni tanto anche per esaminare il nostro cammino, compiuto dall'inizio del nostro apprendistato ad oggi, al fine di poter verificare i nostri progressi o i nostri regressi. Si dice che l'iniziato per esser tale, deve rimanere sempre apprendista, questo non significa che egli non deve avanzare sulla via della sapienza, ma significa che non deve perdere in lui, quella purezza e quella ingenuità che aveva all'inizio del cammino, quando bussò la prima volta alla porta del Tempio. Quando ciò avviene, vuol dire che la luce che l'iniziato credeva di aver raggiunto, con le sue iniziazioni di grado, è solo quella riflessa dai vili metalli che luccicano al sole e che, ancora non ha saputo abbandonare. Costui non va giudicato, perché ciò può far parte del difficile iter iniziatico che ognuno di noi cerca ogni giorno di compiere. Per questo si da grande importanza alla alla spoliazione ermetica, e più si sale e più la stessa diviene importante, perché aumentando di grado aumentano anche gli inganni. Don Juan, ci parla di quattro nemici naturali che è possibile incontrare durante il viaggio: LA PAURA, LA CONOSCENZA, IL POTERE, LA MORTE. Come sconfiggere questi avversari ognuno deve capirlo da sé, ma una cosa è certa, che non si potranno mai sconfiggere se in noi, non è presente il cuore dell'Aprendista.
Pitagora ci ha lasciato una meditazione di fondamentale importanza, l'esame serale pitagorico, che ogni iniziato è chiamato a compiere prima di addormentarsi:
"A sera i tuoi occhi, ancorché stanchi, non accolgano il sonno senza esserti prima chiesto quel che facesti: Dove son stato? Che cosa ho fatto? Che cosa ho omesso di quel che avrei dovuto fare?
Cominciando dalla prima azione fino all’ultima, e di nuovo tornandovi..."
Questa ricapitolazione, in analogia, andrebbe fatta ogni tanto anche per esaminare il nostro cammino, compiuto dall'inizio del nostro apprendistato ad oggi, al fine di poter verificare i nostri progressi o i nostri regressi. Si dice che l'iniziato per esser tale, deve rimanere sempre apprendista, questo non significa che egli non deve avanzare sulla via della sapienza, ma significa che non deve perdere in lui, quella purezza e quella ingenuità che aveva all'inizio del cammino, quando bussò la prima volta alla porta del Tempio. Quando ciò avviene, vuol dire che la luce che l'iniziato credeva di aver raggiunto, con le sue iniziazioni di grado, è solo quella riflessa dai vili metalli che luccicano al sole e che, ancora non ha saputo abbandonare. Costui non va giudicato, perché ciò può far parte del difficile iter iniziatico che ognuno di noi cerca ogni giorno di compiere. Per questo si da grande importanza alla alla spoliazione ermetica, e più si sale e più la stessa diviene importante, perché aumentando di grado aumentano anche gli inganni. Don Juan, ci parla di quattro nemici naturali che è possibile incontrare durante il viaggio: LA PAURA, LA CONOSCENZA, IL POTERE, LA MORTE. Come sconfiggere questi avversari ognuno deve capirlo da sé, ma una cosa è certa, che non si potranno mai sconfiggere se in noi, non è presente il cuore dell'Aprendista.
E il dio è, ma quando insegnò il come,
diceva : devi fare.
E questo non è dire: essere.
Così l'apprendista comprese che il dio faceva.
E nacque la menzogna, tentando di fare altro da se. Per il fare e non essere e per il tu oggettivo.
Sarà materia se un dio non vede più in là di un uomo e per tanto lo crea, o si crea ?
Nacquero così anche i capaci e gli incapaci in relazione al fare, gli incapaci tendevano a essere qualcosa d'altro.
L'intelligenza dell'uomo che si plasma attraverso la parola e riduce lo spazio.
Così il dio condanna ciò che crea.
Questo dio !
Sottoliniamo.
diceva : devi fare.
E questo non è dire: essere.
Così l'apprendista comprese che il dio faceva.
E nacque la menzogna, tentando di fare altro da se. Per il fare e non essere e per il tu oggettivo.
Sarà materia se un dio non vede più in là di un uomo e per tanto lo crea, o si crea ?
Nacquero così anche i capaci e gli incapaci in relazione al fare, gli incapaci tendevano a essere qualcosa d'altro.
L'intelligenza dell'uomo che si plasma attraverso la parola e riduce lo spazio.
Così il dio condanna ciò che crea.
Questo dio !
Sottoliniamo.