∆LUCE∆
Ora vi spiego come essa (luce) ha origine: le tenebre. Luce e tenebre secondo i Rosacroce sono identiche in sé, separabili solo dalla mente umana. L’occultismo orientale sostiene che le tenebre sono l’unica realtà, base e radice senza le quali la luce non esisterebbe, essa é materia mentre le tenebre sono spirito. Anche secondo la Genesi, la luce fu creata dalle tenebre. Nel Vangelo di Giovanni leggiamo: “e la luce brilla nelle tenebre e le tenebre non la comprendono”. Qui per “tenebre” intendiamo “l’assoluto”. Ci si é spinti col tempo a demonizzare il concetto di “tenebre”, ma ad esempio nel Libro di Giobbe leggiamo che é figlio di Dio la luminosa stella del primo mattino “Lucifero”, primo Arcangelo che sorse dalle profondità del Caos, “Lux/Lucifero” od “Aurora Manvantarica”. É importante sottolineare che gli Dei più elevati in antichità erano tutti figli della madre, prima di diventare figli del padre. I “Logoi” erano tutti presentati come maschi/femmine. Il drago era un’espressione usata per rappresentare i rispettivi “Logoi”, tra cui il serpente/drago che tentó Eva, antico glifo di luce astrale, principio primordiale, saggezza del Caos. All’origine il serpente simboleggiava la saggezza divina, ma i vari serpenti, come i “Logoi”, vanno mano a mano differenziati, poiché cominciando dal puro piano spirituale, discendono gradualmente, ed arrivando sul nostro piano, si trasformano in “Maya” (ingannatore/tentatore). I Rosacroce scelgono la figura del cigno/oca/pellicano come simbolo della divinità maschile temporanea “Brahma”, che é emanazione del raggio primordiale, veicolo del raggio divino attraverso cui si manifesta l’universo, essendo esso stesso emanazione delle tenebre. Questo raggio (“Logos”) contiene in sé altri 7 raggi procreatori (“Logoi”), da qui la scelta dell’uccello acquatico con i suoi sette figli. Nel Libro dei Numeri, l’anima ardente del pellicano é detta “Ein Sof”. Brahman é neutro, l’infinito, che si separa in Brahma-Vach (femmina) e Brahma-Viray (maschio), così il Prajapati diventa maschile. Questo elemento é nato da una sorgente immacolata, personificata dalla madre. L’elemento, pur avendo madre, non può aver padre, poiché nasce da una divinità astratta asessuata. Possiamo ottenere tale misura così: 113x5=565, da cui 565=56,5x10. 113 é il numero-uomo (113 scomposto fa 5 che é dualità + trinità), diviene fattore di 56,5x10 = Yod,He,Waw,He (Yhwh). Questo vale a dimostrare che l’emanazione/nascita del principio maschile “Yod” avviene da una sorgente purissima, ossia un’Immacolata Concezione. Troviamo ciò anche nella simbologia arcaica: si parte da un cerchio semplice, poi vi si aggiunge un punto all’interno (natura eterna asessuata), questo punto diventa una linea (simbolo di madre-natura divina ed immacolata), dunque vi si fa intersecare un’ultima linea verticale (l’umanità ha raggiunto la terza razza umana madre, quindi ha origine la “vita umana”)... Quando la circonferenza scompare, e resta solo la croce, si simboleggia la caduta umana nella materia; la croce simboleggia il puro panteismo, ma quando questa non é iscritta nel cerchio diventa simbolo fallico. Ha uguale significato la “Tau” od il “martello di Thor” (od anche la croce Jaina e la Svastica; la Tau manca del braccio superiore perché rappresenta l’assenza della mente in epoca Lemuriana). Finalmente arrivo a spiegare, per chiudere questo capitolo, come dalle tre lettere madri (אמש) ebraiche, arriviamo alle tre padri (יהו). Il valore delle tre madri é 341 (1+40+300), se sottraggo quello delle tre padri semplici 21 (10+5+6), ottengo 320, cioè i 32 sentieri della saggezza per le 10 Sephiroth (sfere). In questo senso possiamo mettere in relazione He ed Alef (Chokmah/Aqua) con Yod e Mem (Binah/Fuoco), risolvendo con Waw/Sin (aria); é chiaro che sia una triade ed uno spazio a tre dimensioni: Yod ed He sono due direzioni opposte di una linea unidimensionale, che con Waw é formata da tre elementi.
Ora vi spiego come essa (luce) ha origine: le tenebre. Luce e tenebre secondo i Rosacroce sono identiche in sé, separabili solo dalla mente umana. L’occultismo orientale sostiene che le tenebre sono l’unica realtà, base e radice senza le quali la luce non esisterebbe, essa é materia mentre le tenebre sono spirito. Anche secondo la Genesi, la luce fu creata dalle tenebre. Nel Vangelo di Giovanni leggiamo: “e la luce brilla nelle tenebre e le tenebre non la comprendono”. Qui per “tenebre” intendiamo “l’assoluto”. Ci si é spinti col tempo a demonizzare il concetto di “tenebre”, ma ad esempio nel Libro di Giobbe leggiamo che é figlio di Dio la luminosa stella del primo mattino “Lucifero”, primo Arcangelo che sorse dalle profondità del Caos, “Lux/Lucifero” od “Aurora Manvantarica”. É importante sottolineare che gli Dei più elevati in antichità erano tutti figli della madre, prima di diventare figli del padre. I “Logoi” erano tutti presentati come maschi/femmine. Il drago era un’espressione usata per rappresentare i rispettivi “Logoi”, tra cui il serpente/drago che tentó Eva, antico glifo di luce astrale, principio primordiale, saggezza del Caos. All’origine il serpente simboleggiava la saggezza divina, ma i vari serpenti, come i “Logoi”, vanno mano a mano differenziati, poiché cominciando dal puro piano spirituale, discendono gradualmente, ed arrivando sul nostro piano, si trasformano in “Maya” (ingannatore/tentatore). I Rosacroce scelgono la figura del cigno/oca/pellicano come simbolo della divinità maschile temporanea “Brahma”, che é emanazione del raggio primordiale, veicolo del raggio divino attraverso cui si manifesta l’universo, essendo esso stesso emanazione delle tenebre. Questo raggio (“Logos”) contiene in sé altri 7 raggi procreatori (“Logoi”), da qui la scelta dell’uccello acquatico con i suoi sette figli. Nel Libro dei Numeri, l’anima ardente del pellicano é detta “Ein Sof”. Brahman é neutro, l’infinito, che si separa in Brahma-Vach (femmina) e Brahma-Viray (maschio), così il Prajapati diventa maschile. Questo elemento é nato da una sorgente immacolata, personificata dalla madre. L’elemento, pur avendo madre, non può aver padre, poiché nasce da una divinità astratta asessuata. Possiamo ottenere tale misura così: 113x5=565, da cui 565=56,5x10. 113 é il numero-uomo (113 scomposto fa 5 che é dualità + trinità), diviene fattore di 56,5x10 = Yod,He,Waw,He (Yhwh). Questo vale a dimostrare che l’emanazione/nascita del principio maschile “Yod” avviene da una sorgente purissima, ossia un’Immacolata Concezione. Troviamo ciò anche nella simbologia arcaica: si parte da un cerchio semplice, poi vi si aggiunge un punto all’interno (natura eterna asessuata), questo punto diventa una linea (simbolo di madre-natura divina ed immacolata), dunque vi si fa intersecare un’ultima linea verticale (l’umanità ha raggiunto la terza razza umana madre, quindi ha origine la “vita umana”)... Quando la circonferenza scompare, e resta solo la croce, si simboleggia la caduta umana nella materia; la croce simboleggia il puro panteismo, ma quando questa non é iscritta nel cerchio diventa simbolo fallico. Ha uguale significato la “Tau” od il “martello di Thor” (od anche la croce Jaina e la Svastica; la Tau manca del braccio superiore perché rappresenta l’assenza della mente in epoca Lemuriana). Finalmente arrivo a spiegare, per chiudere questo capitolo, come dalle tre lettere madri (אמש) ebraiche, arriviamo alle tre padri (יהו). Il valore delle tre madri é 341 (1+40+300), se sottraggo quello delle tre padri semplici 21 (10+5+6), ottengo 320, cioè i 32 sentieri della saggezza per le 10 Sephiroth (sfere). In questo senso possiamo mettere in relazione He ed Alef (Chokmah/Aqua) con Yod e Mem (Binah/Fuoco), risolvendo con Waw/Sin (aria); é chiaro che sia una triade ed uno spazio a tre dimensioni: Yod ed He sono due direzioni opposte di una linea unidimensionale, che con Waw é formata da tre elementi.
Questi possono essere permutati in sei direzioni, andando così a creare uno spazio tridimensionale: ciò é quel che mostra il Sepher Yetzirah con le sei combinazioni delle lettere del tetragramma. Aldilà delle precedenti associazioni, abbiamo sempre detto come Kether (Alef) sia aria, Chokmah (Mem) acqua e Binah (Sin) fuoco... ora prendiamo l’albero sefirotico per linee orizzontali e non più per verticale: la linea Chokmah-Binah (Sin) é la testa/fuoco, la linea Chesed-Geburah (Alef) é il petto/aria, la linea Netzach-Hod (Mem) é il ventre/acqua. Qui le tre madri rappresentano gli aspetti femminili degli elementi, a cui si associano i tre padri (pilastri verticali maschili): Yod é acqua/pilastro-destra, He é aria/pilastro-centrale, Wav é fuoco/pilastro-sinistra. Si può notare che i tre elementi padri maschili comunichino al livello di Chokmah-Binah attraverso il fuoco femminile ! Infine, posso dire che nella Qabbalah: Atziluth é il mondo dell’emanazione (fuoco, Yod, triangolo verso l’alto, testa dell’Adam Qadmon), Briah é il mondo della creazione (aria, He, dove il triangolo del fuoco é tagliato dalla base di quello opposto, cuore dell’Adam Qadmon), Yetzirah é il mondo della formazione (acqua, Waw, triangolo verso il basso, ventre dell’A.Q.), ed Assiah é il mondo dell’azione (terra, la seconda He). Mi fermo qui per non rendere il tutto ancor più complesso, ma ci sarebbe tanto altro da dire...
NB: Se prendessimo in esame la metafisica occulta, andrebbe detto che l’UNO sul piano inaccessibile dell’assoluto e dell’infinito (il punto di energia Zero), non è divisibile e nemmeno può emanare, difatti il secondo UNO (Logos o Isvara) é una riflessione del primo; dunque il secondo emana i sette raggi “Dhyani-Chohan”, come la triade dei 3 Sephiroth superiore emana i 7 inferiori.
Alcune fonti: “H.P. Blavatsky - La Dottrina Segreta”; “Sepher Yetzirah”.
NB: Se prendessimo in esame la metafisica occulta, andrebbe detto che l’UNO sul piano inaccessibile dell’assoluto e dell’infinito (il punto di energia Zero), non è divisibile e nemmeno può emanare, difatti il secondo UNO (Logos o Isvara) é una riflessione del primo; dunque il secondo emana i sette raggi “Dhyani-Chohan”, come la triade dei 3 Sephiroth superiore emana i 7 inferiori.
Alcune fonti: “H.P. Blavatsky - La Dottrina Segreta”; “Sepher Yetzirah”.
PERCHÉ È STATA CREATA LA TERRA
Teoria interessante che voglio proporvi.
Ve lo spiego in maniera semplice..
Esistevano alcune miliardi di anime, che avevano bisogno di fare esperienza in mondi materiali, per sperimentare la sofferenza, il dolore, la malattia, e evolvere attraverso il loro superamento.
Si trattava di anime molto primitive, nel senso che non avevano ancora sviluppato pienamente doti spirituali, quali l'amore, l'altruismo, il sacrificio per il prossimo, ecc..
Era necessario, pertanto, trovare un ambiente adatto a loro.. Un ambiente nel quale potessero fare le esperienze necessarie per evolvere ed acquisire la conoscenza spirituale necessaria a ricongiungersi con la Sorgente, con l'Uno.
Così è nata la Terra, un mondo a misura di essere umano, di essere animale e vegetale.
Era anche necessario trovare un principe di questo mondo. Un essere in grado di ricreare quelle condizioni di sofferenza, dolore, malattia, egoismo, attraverso le quali accelerare l'evoluzione di queste anime.
E così furono creati gli arconti e il demiurgo, Jahwhè, il Dio del vecchio testamento, il Dio degli ebrei, dei cristiani e dei musulmani.
Questi esseri sono stati creati appositamente per generare la dualità necessaria a garantire l'evoluzione di queste anime, attraverso esperienze terrene nella materia.
Jahwhè è il creatore del nostro mondo, del mondo di terza dimensione. Ma non è il vero Dio.. È un essere più simile a un demone che a un Dio. Un essere che si nutre delle nostre paure, delle nostre basse vibrazioni, per generare la dualità necessaria all'evoluzione delle anime.
Un essere che, per vivere, ha bisogno di basse energie, ha bisogno di sofferenza e paura. Ha bisogno di sacrifici.
Ma è grazie a lui se nel mondo esiste la dualità. È grazie a lui se nel mondo possiamo sperimentare la contrapposizione tra il bene e il male, la gioa e il dolore, l'amore e l'odio.
I nostri corpi sono fatti a sua immagine e somiglianza, come scritto nella Bibbia.
Ma la nostra anima proviene da Dio, dalla Fonte Universale.
Jahwhè non ha anima. A me piace immaginarlo una sorta di robot multidimensionale, che è stato generato dall'Eone Sophia senza la controparte maschile.
Ma tutto ciò è stato voluto dalla Fonte, ed è servito per creare un mondo illusorio, un mondo che in realtà non esiste, una Matrix che serve solo all'evoluzione delle nostre anime.
Ma adesso è arrivato il momento di cambiare passo, è arrivato il momento di liberare questo pianeta dalla schiavitù, che si è resa necessaria per poter garantire l'evoluzione delle anime.
Per questo motivo, la Fonte, 2000 anni fà, ha mandato suo figlio (Gesù Cristo) per preparare l'uomo a questa grande transizione.
E tra pochi anni, tutto sarà compiuto..
Questo mondo sarà finalmente liberato dal giogo del demiurgo e degli arconti..
Verrà separato il grano dalla gramigna.
Coloro che saranno ritenuti degni, potranno continuare a vivere sulla Terra, completamente rinnavata, sotto la guida diretta di Cristo.
Coloro che non saranno ritenuti pronti, non riprenderanno vita per mille anni, e potranno incarnarsi, allo scadere di questo periodo, su altri pianeti, per continuare lì il loro percorso di crescita ed evoluzione spirituale.
Teoria interessante che voglio proporvi.
Ve lo spiego in maniera semplice..
Esistevano alcune miliardi di anime, che avevano bisogno di fare esperienza in mondi materiali, per sperimentare la sofferenza, il dolore, la malattia, e evolvere attraverso il loro superamento.
Si trattava di anime molto primitive, nel senso che non avevano ancora sviluppato pienamente doti spirituali, quali l'amore, l'altruismo, il sacrificio per il prossimo, ecc..
Era necessario, pertanto, trovare un ambiente adatto a loro.. Un ambiente nel quale potessero fare le esperienze necessarie per evolvere ed acquisire la conoscenza spirituale necessaria a ricongiungersi con la Sorgente, con l'Uno.
Così è nata la Terra, un mondo a misura di essere umano, di essere animale e vegetale.
Era anche necessario trovare un principe di questo mondo. Un essere in grado di ricreare quelle condizioni di sofferenza, dolore, malattia, egoismo, attraverso le quali accelerare l'evoluzione di queste anime.
E così furono creati gli arconti e il demiurgo, Jahwhè, il Dio del vecchio testamento, il Dio degli ebrei, dei cristiani e dei musulmani.
Questi esseri sono stati creati appositamente per generare la dualità necessaria a garantire l'evoluzione di queste anime, attraverso esperienze terrene nella materia.
Jahwhè è il creatore del nostro mondo, del mondo di terza dimensione. Ma non è il vero Dio.. È un essere più simile a un demone che a un Dio. Un essere che si nutre delle nostre paure, delle nostre basse vibrazioni, per generare la dualità necessaria all'evoluzione delle anime.
Un essere che, per vivere, ha bisogno di basse energie, ha bisogno di sofferenza e paura. Ha bisogno di sacrifici.
Ma è grazie a lui se nel mondo esiste la dualità. È grazie a lui se nel mondo possiamo sperimentare la contrapposizione tra il bene e il male, la gioa e il dolore, l'amore e l'odio.
I nostri corpi sono fatti a sua immagine e somiglianza, come scritto nella Bibbia.
Ma la nostra anima proviene da Dio, dalla Fonte Universale.
Jahwhè non ha anima. A me piace immaginarlo una sorta di robot multidimensionale, che è stato generato dall'Eone Sophia senza la controparte maschile.
Ma tutto ciò è stato voluto dalla Fonte, ed è servito per creare un mondo illusorio, un mondo che in realtà non esiste, una Matrix che serve solo all'evoluzione delle nostre anime.
Ma adesso è arrivato il momento di cambiare passo, è arrivato il momento di liberare questo pianeta dalla schiavitù, che si è resa necessaria per poter garantire l'evoluzione delle anime.
Per questo motivo, la Fonte, 2000 anni fà, ha mandato suo figlio (Gesù Cristo) per preparare l'uomo a questa grande transizione.
E tra pochi anni, tutto sarà compiuto..
Questo mondo sarà finalmente liberato dal giogo del demiurgo e degli arconti..
Verrà separato il grano dalla gramigna.
Coloro che saranno ritenuti degni, potranno continuare a vivere sulla Terra, completamente rinnavata, sotto la guida diretta di Cristo.
Coloro che non saranno ritenuti pronti, non riprenderanno vita per mille anni, e potranno incarnarsi, allo scadere di questo periodo, su altri pianeti, per continuare lì il loro percorso di crescita ed evoluzione spirituale.
∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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Il delirio della terra sarà l’ultimo segno.
E l’uomo non lo capirà perché la sua preoccupazione sarà quella di accumulare dell’oro. E quando l’oro avrà il colore del sangue dirà che ha il colore delle rose.
Il segno sarà l’avvertimento, sarà la mano che vuole impedire la caduta nel baratro. Dopo il segno di terra non ci saranno più segni, perché non ci saranno più baratri. La strada dell’uomo non attraverserà più foreste; la strada dell’uomo sarà la strada della grande vita. E nella grande vita riuscirà a trovare ciò che ha sognato senza raggiungere, ciò che ha chiesto senza avere.
La mia luce che illumina la grande notte mi ha fatto vedere la strada dopo l’ultimo segno: un lungo sentiero fiancheggiato da prati fioriti, con ruscelli colmi di acque fresche dove bevevano assieme gli uomini, gli animali e le piante. Tutto era pace e l’uomo camminava sorridendo; tutto era silenzio e gli animali si cibavano dagli alberi colmi di frutti gustosi.
Ma pochi uomini ho visto superare l’ultima prova.
Ho visto leoni schiantarsi sulla terra; ho visto lupi schiacciarsi sulle rocce; ho visto giganti piangere sulla polvere.
E la strada era percorsa da pochi uomini. Ma nessuno più correva. E nessuno gridava. E nessuno portava più armi perché non c’erano più nemici.
Ecco, mi disse la voce interna, così sarà l’ultimo tempo e così saranno gli uomini che avranno conosciuto i segni e avranno superato le prove...
R. Baschera, Le profezie della Monaca di Dresda, MEB, Torino 1976
E l’uomo non lo capirà perché la sua preoccupazione sarà quella di accumulare dell’oro. E quando l’oro avrà il colore del sangue dirà che ha il colore delle rose.
Il segno sarà l’avvertimento, sarà la mano che vuole impedire la caduta nel baratro. Dopo il segno di terra non ci saranno più segni, perché non ci saranno più baratri. La strada dell’uomo non attraverserà più foreste; la strada dell’uomo sarà la strada della grande vita. E nella grande vita riuscirà a trovare ciò che ha sognato senza raggiungere, ciò che ha chiesto senza avere.
La mia luce che illumina la grande notte mi ha fatto vedere la strada dopo l’ultimo segno: un lungo sentiero fiancheggiato da prati fioriti, con ruscelli colmi di acque fresche dove bevevano assieme gli uomini, gli animali e le piante. Tutto era pace e l’uomo camminava sorridendo; tutto era silenzio e gli animali si cibavano dagli alberi colmi di frutti gustosi.
Ma pochi uomini ho visto superare l’ultima prova.
Ho visto leoni schiantarsi sulla terra; ho visto lupi schiacciarsi sulle rocce; ho visto giganti piangere sulla polvere.
E la strada era percorsa da pochi uomini. Ma nessuno più correva. E nessuno gridava. E nessuno portava più armi perché non c’erano più nemici.
Ecco, mi disse la voce interna, così sarà l’ultimo tempo e così saranno gli uomini che avranno conosciuto i segni e avranno superato le prove...
R. Baschera, Le profezie della Monaca di Dresda, MEB, Torino 1976
La Menzogna disse alla Verità: "facciamo un bagno insieme, l'acqua del pozzo è molto bella."
La Verità, ancora sospettosa, provò l'acqua e scoprì che era davvero bella.
A quel punto si spogliarono e fecero il bagno.
Ma improvvisamente la Menzogna uscì dall'acqua e fuggì, indossando i vestiti della Verità.
La Verità, furiosa, uscì dal pozzo per riprendersi i vestiti.
Ma il Mondo, vedendo la verità nuda, distolse lo sguardo, con rabbia e disprezzo.
La povera verità tornò al pozzo e scomparve per sempre, nascondendo la sua vergogna.
Da allora, la Menzogna gira per il Mondo, vestita come la Verità, soddisfacendo i bisogni della società.
Poiché il Mondo non nutre alcun desiderio di incontrare la Verità nuda.
(Dipinto,la Verità che esce dal pozzo, Jean Léon Gérome, 1896)
La Verità, ancora sospettosa, provò l'acqua e scoprì che era davvero bella.
A quel punto si spogliarono e fecero il bagno.
Ma improvvisamente la Menzogna uscì dall'acqua e fuggì, indossando i vestiti della Verità.
La Verità, furiosa, uscì dal pozzo per riprendersi i vestiti.
Ma il Mondo, vedendo la verità nuda, distolse lo sguardo, con rabbia e disprezzo.
La povera verità tornò al pozzo e scomparve per sempre, nascondendo la sua vergogna.
Da allora, la Menzogna gira per il Mondo, vestita come la Verità, soddisfacendo i bisogni della società.
Poiché il Mondo non nutre alcun desiderio di incontrare la Verità nuda.
(Dipinto,la Verità che esce dal pozzo, Jean Léon Gérome, 1896)
Forwarded from Krishna Consciousness
"As the embodied soul continuously passes, in this body, from boyhood to youth to old age, the soul similarly passes into another body at death. A sober person is not bewildered by such a change."
The Bhagavad-Gita As It is
Chapter 2 Verse 13
#BhagavadGita
#KrishnaConsciousness
The Bhagavad-Gita As It is
Chapter 2 Verse 13
#BhagavadGita
#KrishnaConsciousness
Forwarded from Sanatana Dharma Action
"Narayana is one of the holiest names of Vishnu [and Krishna] in the Dharmic tradition, translating literally to 'He who walks on the Waters', with an evident parallel with the Gospel tradition. The 'surface of the Waters', or their plane of separation, is described as the plane of reflection of the "Celestial Ray". It marks the state in which the passage from the individual to the universal is operative, and the well-known symbol of 'Walking on the Waters' represents emancipation from form, or liberation from the individual condition."
René Guénon
The Multiple States of The Being, Chapter 12
#ReneGuenon
#Vishnu
#SanatanaDharma
René Guénon
The Multiple States of The Being, Chapter 12
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#SanatanaDharma
IL RISCHIO DELL”’APPRENDISTA STREGONE”.
IL RISCHIO DI QUALSIASI PRATICA O ESERCIZIO, PSICHICO O SPIRITUALE E’ DI NON COMPRENDERNE L’ESSENZA PROFONDA ED IN QUESTO MODO SI CORRE IL GRAVE PERICOLO DI ESSERE POSSEDUTO DALLE IMMAGINI EVOCATE.
…Imbattendoti eccessivamente in oggetti della fantasia e, non possedendoli, ma essendo in qualche modo posseduto da questi, guardati soprattutto tra coloro che sono trascinati piuttosto che trascinare. Noi consideriamo tali coloro che con la dieta, la solitudine, il silenzio, l’ombra, l’unzione, le fruste, il calore, il freddo, il tepore, or avendo contratto lo spirito, or avendolo rilasciato, con la fantasia turbata da vana meditazione di fantasmi, vanno incontro ad una miserabile follia.
Immagine: De Lapide Philisophico
IL RISCHIO DI QUALSIASI PRATICA O ESERCIZIO, PSICHICO O SPIRITUALE E’ DI NON COMPRENDERNE L’ESSENZA PROFONDA ED IN QUESTO MODO SI CORRE IL GRAVE PERICOLO DI ESSERE POSSEDUTO DALLE IMMAGINI EVOCATE.
…Imbattendoti eccessivamente in oggetti della fantasia e, non possedendoli, ma essendo in qualche modo posseduto da questi, guardati soprattutto tra coloro che sono trascinati piuttosto che trascinare. Noi consideriamo tali coloro che con la dieta, la solitudine, il silenzio, l’ombra, l’unzione, le fruste, il calore, il freddo, il tepore, or avendo contratto lo spirito, or avendolo rilasciato, con la fantasia turbata da vana meditazione di fantasmi, vanno incontro ad una miserabile follia.
Immagine: De Lapide Philisophico
Forwarded from La Via verso le Stelle
"Chi controlla la mente diventa padrone di tutti i sensi, ma chi si lascia controllare dalla mente fa una vita miserabile, litigando con gli altri e dividendo il mondo in amici e nemici.
A causa della nascita materiale, gli esseri umani sviluppano attaccamento per il piacere dei sensi, la longevità, la forza fisica, la potenza sessuale e le relazioni con amici e parenti: tutto ciò è contrario al vero interesse dell'anima, e anzi conduce verso le tenebre. Abbandonando la falsa identificazione con i prodotti delle influenze della materia, l'essere umano si stabilisce fermamente nella conoscenza trascendentale e non rimane legato alla materia pur continuando a vivere nel mondo materiale. A differenza del corpo che indossi, tu non sei mai nato e quindi non morirai mai. Non c'è mai stato un momento nel tempo in cui non esistevi, e similmente non sarai mai distrutto."
(Bhagavata Purana)
A causa della nascita materiale, gli esseri umani sviluppano attaccamento per il piacere dei sensi, la longevità, la forza fisica, la potenza sessuale e le relazioni con amici e parenti: tutto ciò è contrario al vero interesse dell'anima, e anzi conduce verso le tenebre. Abbandonando la falsa identificazione con i prodotti delle influenze della materia, l'essere umano si stabilisce fermamente nella conoscenza trascendentale e non rimane legato alla materia pur continuando a vivere nel mondo materiale. A differenza del corpo che indossi, tu non sei mai nato e quindi non morirai mai. Non c'è mai stato un momento nel tempo in cui non esistevi, e similmente non sarai mai distrutto."
(Bhagavata Purana)
https://youtu.be/nehtayk6U6Y
Lettera n1 Rosacroce.
Per favore dedicatevi il tempo di questo video e ascoltate attentamente dentro voi stessi tali parole.
Fate in modo che il vostro cuore si possa aprire un varco verso il vostro essere, la libertà deriva dal cambiamento e dalla volontà che mettete per raggiungerla.
Lettera n1 Rosacroce.
Per favore dedicatevi il tempo di questo video e ascoltate attentamente dentro voi stessi tali parole.
Fate in modo che il vostro cuore si possa aprire un varco verso il vostro essere, la libertà deriva dal cambiamento e dalla volontà che mettete per raggiungerla.
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Lectorium Rosicrucianum - Lettera n°1
Prima lettera Rosacroce d'Oro - Lectorium Rosicrucianum