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∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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UN COSMOLOGO DEL PASSATO

“De l'infinito, universo e mondi” è il libro conclusivo del ciclo di dialoghi filosofici intrapreso da Giordano Bruno con "La cena de le ceneri" e proseguito con "De la causa, principio et uno". Nel terzo dialogo l'autore fa intendere che il moto del nostro pianeta e l'infinità dell'universo lasciano ragionevolmente supporre che ogni stella e pianeta sia soggetto ai propri moti. Tutte «le terre», cioè tutti questi corpi hanno «la medesima raggione» nel muoversi come ce l'ha il nostro, e se questi altri pianeti non sono visibili è perché o sono piccoli o perché molto lontani. Ma se esistono altri pianeti, possono questi essere abitati come il nostro? Nella finzione del dialogo è Burchio a porre questa domanda, la sua è una conseguenza logicamente accettabile sulla base di quanto appena esposto, ma che egli formula con intento denigratorio. La risposta è affermativa, esistono altri abitanti, simili a noi, se non «megliori».

Fonte: “De l’infinito, universo e mondi”, Giordano Bruno.
O guerrieri, che corrente indomita, mai ripetibile e occulta agli occhi del mondo infuria attorno al vostro campo! Cosa vi induce a tenere affilate le spade e levati gli scudi con pazienza? Direte:
“Conosciamo le date prefisse della Terra e nulla può annebbiarci la vista. Il Custode delle date ci ha confidato la conformità delle forze e delle decisioni. Ieri fremevamo nell’attesa, ma oggi ci rallegra l’ardore della battaglia, sapendo che è destinata e foriera di vittoria.
“Signore delle Sette Porte, guidaci verso il sole, che abbiamo traversata la mezzanotte.
Le nostre frecce sono Tue, Signore.
Senza il Tuo Comando non entreremo nella città del riposo.
Né un’ora, né un giorno, né un anno si fermerà la nostra marcia;
Poiché Tu, il velocissimo, tieni le redini dei nostri cavalli.
Poiché anche Tu hai percorsa questa via e lasciata in pegno la Tua pazienza.
O Guardiano, donde nasce il fiume della pazienza?”.
“Dalla miniera della fiducia”.
Chissà dove cambia cavallo il messaggero? (Agni Yoga , 117)
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Altra pic creata da me, potete usarla liberamente 👋🏻🙏🏻
Forwarded from Finding Truth (OS) (David Korb)
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"L’inversione di causalità, connette tra loro le particelle attraverso segnali che viaggiano a ritroso nel tempo. L’idea ha una certa eleganza: non richiede problematici campi guida, né di trasferire influssi da un posto all’altro: questi sono trasportati lungo le proprie linee di universo dalle particelle stesse, che "ricordano" il futuro. Dato che viaggia con la particella, l’influsso non si sposta mai a velocità superiori a quella della luce, men che meno infinite. Lo scenario dunque rispetta la teoria di Einstein, il che allenta le tensioni teoriche, e non necessita di livelli di sincronizzazione estremi all’istante del big bang, come il superdeterminismo."

Inquietanti azioni a distanza- George Musser

A questo passo del libro di Musser mi ci sono soffermato non poche volte.
Faccio un passo indietro. Prima ancora che leggessi questo libro avevo sviluppato l’idea di un tempo verticale e non solo orizzontale.

Che vuol dire un tempo verticale?
È il qui ed ora, in altre parole, l’idea che i tre tempi, passato, presente e futuro sono interconnessi qui, in questo momento e non sono indipendenti l’uno dall’altro e comunicano tra loro attraverso la nostra volontà inconscia (Schopenhauer). In questo modo, il futuro, che ancora non esiste sulla linea orizzontale, esiste esiste linea verticale, ovvero in linea spirituale.

Questo vuol dire che "ricordiamo chi dobbiamo essere" (Platone), la possiamo chiamare Provvidenza (pro-videre= vedere prima), il processo in cui le immagini, le ispirazioni, sono gli effetti di una causa futura;
il passato, invece, è legato alla Necessità crea il futuro attraverso il processo di causa/effetto che va dal passato verso il futuro. L’uomo rimanendo al centro della Croce è nell’elemento di equilibrio fra le due tendenze dell’universo ed essere Libero di scegliere. Quando l’uomo inizia il suo cammino spirituale, i paradossi cambiano. Il suo compito è portare alla Coscienza questa volontà incoscia. Quindi non solo il mondo è la mia rappresentazione e la mia volontà ad un livello incoscio, ma diventa la mia verità (magica).

In una linea che va dal passato verso il futuro tende all’entropia e quindi al disfacimento dell’ordine questo è vero in una materia senza coscienza. In una linea che va del futuro verso il passato è una linea sintropica.
N. Roerich. San Sergio di Radonezh. 1932