Forwarded from Meister Serrano
"In Wewelsburg Castle, which directed its towers like the Lance of Longinus towards the crucifixion of Wotan in the Externsteine, the S.S. initiates also tried to be re-born, to resurrect as Aryans, becoming worthy to recover the Odil Power through the magic use of Runes, the Futhark of Wotan and the Implosive Science of the Paleolithic. In the central hall of the Castle there still hung an enormous stone in 'critical balance,' unpolished, showing what Esoteric Hitlerism was and still is: the grand intention to create the God-Man, Superman, by means of the Tantric Alchemy of the Stone, lapis, and the recovery of the blood purity of divine Aesir, Fire of the Serpent of Paradise called in Sanskrit Kundalini."
from "Manu: For the Man to Come", 1991.
from "Manu: For the Man to Come", 1991.
https://ui.adsabs.harvard.edu/abs/1995A%26A...299..621B/abstract
«È Sirio una stella tripla?»
La pubblicazione del 1995 dell'articolo di Daniel Benest e JL Duvent, “Sirius è una stella tripla?” nella rivista “Astronomy and Astrophysics” sembra aver confermato ciò che i Dogon sapevano da sempre.
L'articolo conclude che "La perturbazione di 6 anni nell'orbita di Sirio A-B è dovuta alla presenza di un terzo corpo nel sistema chiamato dai Dogon Emme Ya Tolo, scientificamente Sirius C!
«È Sirio una stella tripla?»
La pubblicazione del 1995 dell'articolo di Daniel Benest e JL Duvent, “Sirius è una stella tripla?” nella rivista “Astronomy and Astrophysics” sembra aver confermato ciò che i Dogon sapevano da sempre.
L'articolo conclude che "La perturbazione di 6 anni nell'orbita di Sirio A-B è dovuta alla presenza di un terzo corpo nel sistema chiamato dai Dogon Emme Ya Tolo, scientificamente Sirius C!
NASA/ADS
Is Sirius a triple star?
Sirius has been discovered as double more than 130 years ago. From the beginning of our century up to now, observational as well as physical and dynamical indications lead to the hypothesis of the existence of a third body in the system. In this paper, we…
Delle parole di Krishna nella Bhagavadgītā:
«Quando la giustizia è schiacciata, quando le pessime regole hanno la supremazia, allora io giungo. Per la distruzione dei malfattori nell'interesse di stabilire fermamente la rettitudine, per la protezione del buono io vengo alla luce di era in era.»
(Bhagavadgita 4.7-8)
«Quando la giustizia è schiacciata, quando le pessime regole hanno la supremazia, allora io giungo. Per la distruzione dei malfattori nell'interesse di stabilire fermamente la rettitudine, per la protezione del buono io vengo alla luce di era in era.»
(Bhagavadgita 4.7-8)
Il seguente brano è tratto dal libro Shambhala Oasi di Luce di Andrew Tomas (1906-2001):
Gli esseri vivificati dal Sole e di altri mondi dicono a Satana:
“... L'orologio cosmico mostra che l'Era Spirituale si sta avvicinando. Non puoi fermarlo anche se vuoi, dal momento che Dhian Kohanu (gli esseri cosmici soprannaturali) porterà presto un corpo dalle profondità dello spazio - un corpo finora invisibile, un vortice di poteri. Una volta che entra in azione, la sua fiamma assorbirà tutti i tuoi sforzi. "
Gli esseri vivificati dal Sole e di altri mondi dicono a Satana:
“... L'orologio cosmico mostra che l'Era Spirituale si sta avvicinando. Non puoi fermarlo anche se vuoi, dal momento che Dhian Kohanu (gli esseri cosmici soprannaturali) porterà presto un corpo dalle profondità dello spazio - un corpo finora invisibile, un vortice di poteri. Una volta che entra in azione, la sua fiamma assorbirà tutti i tuoi sforzi. "
Renè Guenon, brano tratto da “La crisi del mondo moderno”:
La dottrina indù insegna che la durata di un ciclo dell’umanità terrestre, al quale essa dà il nome di Manvantara, si divide in quattro età, che segnano altrettante fasi di un oscuramento progressivo della spiritualità primordiale. Si tratta degli stessi periodi che, da parte loro, le tradizioni dell’antichità occidentale designarono come le età dell’oro, dell’argento, del bronzo e del ferro. Noi ci troviamo presentemente nella quarta età, nel Kali-Yuga o “Età Oscura”, e noi vi siamo, si dice, già da più di seimila anni, cioè da una data decisamente anteriore a tutte quelle conosciute dalla storia “classica”. A partire da allora, verità già accessibili a tutti sono divenute sempre più nascoste e difficili a raggiungere. Coloro che le posseggono sono sempre meno numerosi e se il tesoro della saggezza “non-umana”, anteriore ad ogni età, non può mai perdersi, esso si avvolge tuttavia di veli sempre più impenetrabili, che lo nascondono agli sguardi e sotto i quali è estremamente difficile scoprirlo, per questo che, sotto simboli diversi, dappertutto si è parlato di qualcosa che si è perduto, almeno in apparenza e per il mondo esteriore, e che va ritrovato da coloro che aspirano alla conoscenza vera; ma è stato anche detto che quel che è divenuto così nascosto ridiverrà visibile alla fine di questo ciclo: fine che, in virtù della continuità che collega insieme tutte le cose, sarà in pari tempo il principio di un ciclo nuovo.
Tuttavia ci si domanderà senza dubbio perché lo sviluppo ciclico deve compiersi in un tale senso discendente, dal superiore verso l’inferiore, cosa che, come lo si rileverà senza fatica, è la negazione stessa dell’idea di “progresso” quale i moderni la intendono. Il fatto è che lo sviluppo di ogni manifestazione implica necessariamente un allontanamento sempre maggiore dal principio da cui essa procede. Partendo dal punto più alto, essa tende per forza al basso e, come i corpi pesanti, vi tende con una velocità sempre crescente, finché essa trova un punto d’arresto.
La dottrina indù insegna che la durata di un ciclo dell’umanità terrestre, al quale essa dà il nome di Manvantara, si divide in quattro età, che segnano altrettante fasi di un oscuramento progressivo della spiritualità primordiale. Si tratta degli stessi periodi che, da parte loro, le tradizioni dell’antichità occidentale designarono come le età dell’oro, dell’argento, del bronzo e del ferro. Noi ci troviamo presentemente nella quarta età, nel Kali-Yuga o “Età Oscura”, e noi vi siamo, si dice, già da più di seimila anni, cioè da una data decisamente anteriore a tutte quelle conosciute dalla storia “classica”. A partire da allora, verità già accessibili a tutti sono divenute sempre più nascoste e difficili a raggiungere. Coloro che le posseggono sono sempre meno numerosi e se il tesoro della saggezza “non-umana”, anteriore ad ogni età, non può mai perdersi, esso si avvolge tuttavia di veli sempre più impenetrabili, che lo nascondono agli sguardi e sotto i quali è estremamente difficile scoprirlo, per questo che, sotto simboli diversi, dappertutto si è parlato di qualcosa che si è perduto, almeno in apparenza e per il mondo esteriore, e che va ritrovato da coloro che aspirano alla conoscenza vera; ma è stato anche detto che quel che è divenuto così nascosto ridiverrà visibile alla fine di questo ciclo: fine che, in virtù della continuità che collega insieme tutte le cose, sarà in pari tempo il principio di un ciclo nuovo.
Tuttavia ci si domanderà senza dubbio perché lo sviluppo ciclico deve compiersi in un tale senso discendente, dal superiore verso l’inferiore, cosa che, come lo si rileverà senza fatica, è la negazione stessa dell’idea di “progresso” quale i moderni la intendono. Il fatto è che lo sviluppo di ogni manifestazione implica necessariamente un allontanamento sempre maggiore dal principio da cui essa procede. Partendo dal punto più alto, essa tende per forza al basso e, come i corpi pesanti, vi tende con una velocità sempre crescente, finché essa trova un punto d’arresto.