"E poi lo chiamarono “Il viaggiatore”: prima di allora era Charles il derelitto.
Charles, nella vita, non ebbe fortuna. Sarà perché non colse al volo l’opportunità, quando e semmai si fosse presentata, oppure perché non aveva le giuste “conoscenze”, come diremmo noi. Fatto sta che l’umanità non seppe dare al vecchio Charles il rispetto dovuto. Ultimo tra gli uomini, invisibile tra la sua stessa gente, dovette attendere l’arrivo di esseri di un altro mondo per ricevere quel contegno che la Terra gli ha sempre negato. Così è partito: qui non aveva niente e non aveva nessuno. Tutto, però, fa intendere che, ovunque egli sia, ha trovato finalmente quella serenità che la l’umanità non seppe dargli."
Citazione tratta da: Il viaggiatore
Opera di: Franco Cacciapuoti.
+info:
https://francocacciapuoti.blogspot.com/2019/06/charles-jevington-il-viaggiatore.html
Charles, nella vita, non ebbe fortuna. Sarà perché non colse al volo l’opportunità, quando e semmai si fosse presentata, oppure perché non aveva le giuste “conoscenze”, come diremmo noi. Fatto sta che l’umanità non seppe dare al vecchio Charles il rispetto dovuto. Ultimo tra gli uomini, invisibile tra la sua stessa gente, dovette attendere l’arrivo di esseri di un altro mondo per ricevere quel contegno che la Terra gli ha sempre negato. Così è partito: qui non aveva niente e non aveva nessuno. Tutto, però, fa intendere che, ovunque egli sia, ha trovato finalmente quella serenità che la l’umanità non seppe dargli."
Citazione tratta da: Il viaggiatore
Opera di: Franco Cacciapuoti.
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«Alcuni poteri occulti sono indispensabili per l'investigazione diretta delle condizioni anteriori alla nascita e posteriori alla morte dell'uomo, ma nessuno deve disperare di acquistare tali cognizioni per non aver ancora sviluppato poteri occulti. Come l'uomo può imparare molte cose sull'Africa senza esserci andato personalmente, leggendo le descrizioni degli esploratori che vi sono stati, così egli può visitare i regni superfisici, se ha acquistato il potere di farlo, o può leggere frattanto ciò che altri, in possesso di tale potere, hanno riferito come risultato della loro investigazione.»
(Max Heindel, La cosmogonia dei Rosacroce, pag. 8, 1909-1920)
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