APOCALISSE DI ADAMO (Testo davvero profondo, consiglio a tutti di leggerlo...)
https://giuseppemerlino.wordpress.com/2014/04/19/apocalisse-di-adamo/
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Giuseppemerlino's Blog
APOCALISSE DI ADAMO
In quella inesauribile miniera di documenti ritrovati nel 1945 a Nag Hammadi in Egitto, il quinto trattato del quinto codice è generalmente chiamato dagli studiosi “Apocalisse di Adamo”…
Pax Pleroma.
<< L'anima erra in un labirinto, infelice, non c'è via di uscita davanti al male..... tenta di sfuggire al caos amaro, ma non sa dove dirigersi >> ( salmo Naaseni )
L’anima dello gnostico, come quella di tutti gli esseri mortali, è racchiusa nel corpo fisico, e resa in catene dalla percezione dei sensi. Questa è incapace di trovare, reale e durevole, appagamento, nel mondo quaternario.
Il mondo esterno assume forma di un intricato labirinto. Essa non trova linimento alcuno al dolore, che anzi è amplificato dalla constatazione che ad esso non vi è uscita. Questo salmo Naaseno rappresenta al meglio l'origine della speculazione gnostica, che non è riconducibile a fenomeno depressivo, ammantato di retorica o aulico fraseggio, ma bensì attivo interrogarsi su di uno stato di disagio, di perenne insoddisfazione, e d’intuizione che vi è altro oltre il fitto ordito della realtà.
Lo gnostico riconosce un disagio intimo, non dettato dall'avere ma dall'essere, a cui vuole dare risposta e rimedio.
Il primo atto dell'anima gnostica è rappresentato dal riconoscimento di una prigione, e dalla ricerca di una via verso la libertà. Non è, infatti, il primo atto di colui che desidera evadere, quello di rendersi conto della prigionia in cui versa ? Questa volontà di trascendenza non è forse una manifestazione di titanismo interiore?
<< L'anima erra in un labirinto, infelice, non c'è via di uscita davanti al male..... tenta di sfuggire al caos amaro, ma non sa dove dirigersi >> ( salmo Naaseni )
L’anima dello gnostico, come quella di tutti gli esseri mortali, è racchiusa nel corpo fisico, e resa in catene dalla percezione dei sensi. Questa è incapace di trovare, reale e durevole, appagamento, nel mondo quaternario.
Il mondo esterno assume forma di un intricato labirinto. Essa non trova linimento alcuno al dolore, che anzi è amplificato dalla constatazione che ad esso non vi è uscita. Questo salmo Naaseno rappresenta al meglio l'origine della speculazione gnostica, che non è riconducibile a fenomeno depressivo, ammantato di retorica o aulico fraseggio, ma bensì attivo interrogarsi su di uno stato di disagio, di perenne insoddisfazione, e d’intuizione che vi è altro oltre il fitto ordito della realtà.
Lo gnostico riconosce un disagio intimo, non dettato dall'avere ma dall'essere, a cui vuole dare risposta e rimedio.
Il primo atto dell'anima gnostica è rappresentato dal riconoscimento di una prigione, e dalla ricerca di una via verso la libertà. Non è, infatti, il primo atto di colui che desidera evadere, quello di rendersi conto della prigionia in cui versa ? Questa volontà di trascendenza non è forse una manifestazione di titanismo interiore?