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"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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Fonte: https://arboriculture.WordPress.com/2016/10/25/trees-and-religion-ancient-mesopotamia/amp/

L’albero di Natale trova le sue radici in Mesopotamia, precisamente tra i Sumeri.
Nelle religioni politeiste, apparse in seguito nell’impero Accadico, in quello Assiro e in quello Babilonese, la dea Ishtar, dea della fertilità, veniva rappresentata di fianco ad un albero sacro.
Anche Inanna, dea della fertilità tra i Sumeri, veniva spesso rappresentata vicino ad un albero sacro.
Quest’albero era, per certi versi, simile ad una palma e talvolta nascondeva il frutto del melograno (punica granatum).
Gli Assiri lo utilizzavano per rappresentare l’albero genealogico delle loro divinità, partendo dal rango più alto, ove collocavano Aššur e Anu, per poi passare ai ranghi medi e a quelli inferiori dove possiamo trovare divinità come Ishtar, Marduk e Nergal.
Per i Babilonesi era invece L’Albero della Verità (sinonimo di Albero della Conoscenza) e Albero della vita, posto a guardia delle entrate più ad oriente del paradiso.
Facendo riferimento all’albero cosmico (YGGDRASILL/Axis Mundi) delle religioni presenti in quelle regioni, possiamo collocarlo nella periferia di Eridu, vicino al Delta del fiume Eufrate.
Descrizioni minuziose di alberi sacri si trovano anche in altre religioni, ed il fiume gioca sempre un ruolo di fondamentale importanza nella loro locazione, ad esempio, nelle acque abissali (Apsû) del dio Ea, dio della vita, dalle cui acque la terra divenne fertile (Altman, 2000).
Da questo punto di vista, non solo l’albero cosmico era imbevuto di vita divina, ma dalle sue radici attingevano tutte le forme di vita.
L’albero cosmico era anche la residenza della dea Madre primordiale Babilonese.
Per i Sumeri, l’albero cosmico, conosciuto come Huluppu (secondo alcune fonti un salice piangente/ salix babylonica) fungeva da connettore tra il mondo sotterraneo (inferno) di Ereshkigal, il regno dei mortali di cui Enlil era regnante ed il regno dei cieli, il cui sovrano era Anu. Ne conseguiva che tra i sacerdoti quest’albero simboleggiava la vita ed il rinnovo di essa.
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N. T.
La Prima Generazione, Razza Madre o Razza Radice, narra Esiodo, viveva in un mondo privo di sofferenza e di malattia, in un periodo denominato Età dell’Oro, quando regnava incontrastato il Titano Crono dopo aver estromesso Urano il re del Cielo. La Prima Generazione era quella degli esseri simili a Dèi.

Se lo desideri, coronerò il mio discorso con un altro racconto esposto bene e acconciamente; intanto tu convinciti che origine comune avevano gli uomini e gli dèi. Dapprima un'aurea generazione di uomini mortali crearono gli Immortali, abitatori delle case d'Olimpo: s'era ai tempi di Crono, quando egli regnava sul cielo. Gli uomini vivevano come dèi, avendo il cuore tranquillo, liberi da fatiche e da sventure; né incombeva la miseranda vecchiaia, ma sempre, fiorenti di forza nelle mani e nei piedi, si rallegravano nei conviti, lungi da tutti i malanni: e morivano come presi dal sonno. Tutti i beni erano per loro, la fertile terra dava spontaneamente molti e copiosi frutti ed essi tranquilli e contenti si godevano i loro beni, tra molte gioie. Ma dopoché la terra ebbe nascosto i loro corpi, essi divennero spiriti venerabili sopra la terra, buoni, protettori dai mali, custodi degli uomini mortali; e sorvegliano le sentenze e le opere malvagie; vestiti d'aria, si aggirano su tutta la terra, datori di ricchezze: essi ebbero questo onore regale. (Esiodo Le Opere e Giorni 106-126)

Esiodo ci dice che gli Dèi furono essi stessi a diventare la Prima Razza; Dapprima un'aurea generazione di uomini mortali crearono gli Immortali, abitatori delle case d'Olimpo e così condivisero il suo destino e parteciparono alla sua successiva evoluzione. Lo Zohar (Libro dello Splendore) ebraico afferma che: “Nello Tzelem, immagine riflessa degli Elohim, Egli fece Adamo (l’uomo, la prima umanità)”.

http://www.sapienzamisterica.it/la-sesta-razza-radice.html
🌌Galactic Empire🌌
Forwarded from Реинкарнация - эволюция
“A volte il guerriero della luce ha l'impressione di vivere due vite nello stesso tempo. 'C'è un ponte che collega quello che faccio con ciò che mi piacerebbe fare', pensa. A poco a poco, i suoi sogni cominciano a impadronirsi della vita di tutti i giorni, finché egli avverte di essere pronto per ciò che ha sempre desiderato. Allora basta un pizzico di audacia, e le due vite si trasformano in una.”
Thoth
Il futuro è dove i nostri occhi posano la vista
Buon solstizio a tutti gli argonauti dello Spirito!

« La sua parola è come parola del cielo; il suo insegnamento è secondo la volontà di Dio. Il suo eterno Sole splenderà e il suo fuoco sarà fulgido in tutti i confini della terra; sulla tenebra splenderà. Allora la tenebra sparirà dalla terra, l'oscurità dalla terraferma. "
(Apocrifo di Levi (4Q541), frammento 9, colonna 1, righe 2-6.)
Nell'Africa Occidentale il
ragno incarna la funzione del Demiurgo
che ha preparato la materia di cui è fatto l'uomo, ha creato il sole, la luna e le stelle.
In seguito, il Dio del cielo, Nyame, ha inspirato la vita nell'uomo.
Il ragno intercede poi tra gli uomini e gli Dei come eroe civilizzatore che porta i cereali e inventa la zappa.
Gli ashanti venerano il ragno come il loro Dio primordiale.
Una leggenda del Mali lo descrive come il consigliere dell'essere supremo, un eroe creatore che travestendosi da uccello, prende il volo e crea all'insaputa del suo signore il sole, la luna, le stelle. Poi regola il giorno e la notte inventa la rugiada.
Questo animale inoltre è il simbolo del potere divinatorio. popoli del Camerun gli attribuiscono il privilegio, ricevuto dal cielo, cioè decifrare l'avvenire.

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•LA TARANTA SALENTINA E LA SUA TELA NEL TRIANGOLO DELL’OCCHIO RAGGIANTE ONNIVEGGENTE•

Piazza di Carpignano Salentino. Anno 2016. Foto di Giovanni Enriquez