https://it.wikipedia.org/wiki/La_donna_e_il_drago
«Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.»
«Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.»
Wikipedia
La donna e il drago
La donna e il drago è il titolo attribuito all'episodio che costituisce il capitolo 12 del libro biblico dell'Apocalisse.
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https://axismundi.blog/2017/10/24/la-doppia-spirale-e-il-duplice-movimento-di-emanazione-e-riassorbimento-del-cosmo/
La doppia spirale e il duplice movimento di emanazione e riassorbimento del cosmo
Vi sono innumerevoli passaggi delle Upanishad nei quali si espone il modo in cui l’universo emerse dalla non-esistenza e come infine verrà riassorbito. Un passo sentenzia con la massima chiarezza: «Brahmā il creatore, sedendo sul loto, apre i suoi occhi ed un mondo inizia a essere. Brahmā chiude i suoi occhi, ed un mondo cessa di essere».
Si confronti questa dottrina orientale con quella, a noi europei forse più familiare, enunciata da Platone nel Politico (269c ss.): la causa della regressione e delle catastrofi cosmiche sarebbe la conseguenza di un duplice movimento dell’universo, che il filosofo greco enuncia in questi termini:
« Talvolta la divinità guida l’insieme della sua risoluzione circolare, talvolta l’abbandona a se stesso, una volta che le rivoluzioni hanno raggiunto in durata la misura che spetta a questo universo; esso ricomincia allora a girare nel senso opposto, di suo proprio movimento… »
Questo «Essere immenso» (Brahmā), in qualità di “creatore personificato” e di causa efficiente del cosmo, scaturisce dalla polarizzazione dell’Immensità astratta e impersonale (brahman), a Lui antecedente. Il cosmo (nel senso di continuum spazio-temporale ma anche ellenicamente di «ordine») viene avviato da Brahmā “il Creatore” in quanto prima emanazione del brahman impersonale e dunque sorgente di ogni cosa, mentre le altre due potenze numinose della Trimurti — Vishnu “il Conservatore” e Shiva “il Distruttore” — si configurano rispettivamente come ‘garanti’ delle fasi di dispersione (emanazione – movimento centrifugo – «fuga dal centro» – guṇa sattva) e di concentrazione (riassorbimento – movimento centripeto – «(ri-)avvicinamento al centro» – guṇa tamas) dell’Essere nel cosmo.
La doppia spirale e il duplice movimento di emanazione e riassorbimento del cosmo
Vi sono innumerevoli passaggi delle Upanishad nei quali si espone il modo in cui l’universo emerse dalla non-esistenza e come infine verrà riassorbito. Un passo sentenzia con la massima chiarezza: «Brahmā il creatore, sedendo sul loto, apre i suoi occhi ed un mondo inizia a essere. Brahmā chiude i suoi occhi, ed un mondo cessa di essere».
Si confronti questa dottrina orientale con quella, a noi europei forse più familiare, enunciata da Platone nel Politico (269c ss.): la causa della regressione e delle catastrofi cosmiche sarebbe la conseguenza di un duplice movimento dell’universo, che il filosofo greco enuncia in questi termini:
« Talvolta la divinità guida l’insieme della sua risoluzione circolare, talvolta l’abbandona a se stesso, una volta che le rivoluzioni hanno raggiunto in durata la misura che spetta a questo universo; esso ricomincia allora a girare nel senso opposto, di suo proprio movimento… »
Questo «Essere immenso» (Brahmā), in qualità di “creatore personificato” e di causa efficiente del cosmo, scaturisce dalla polarizzazione dell’Immensità astratta e impersonale (brahman), a Lui antecedente. Il cosmo (nel senso di continuum spazio-temporale ma anche ellenicamente di «ordine») viene avviato da Brahmā “il Creatore” in quanto prima emanazione del brahman impersonale e dunque sorgente di ogni cosa, mentre le altre due potenze numinose della Trimurti — Vishnu “il Conservatore” e Shiva “il Distruttore” — si configurano rispettivamente come ‘garanti’ delle fasi di dispersione (emanazione – movimento centrifugo – «fuga dal centro» – guṇa sattva) e di concentrazione (riassorbimento – movimento centripeto – «(ri-)avvicinamento al centro» – guṇa tamas) dell’Essere nel cosmo.
𝐀𝐗𝐈𝐒 ֎ 𝐌𝐔𝐍𝐃𝐈
La doppia spirale e il duplice movimento di emanazione e riassorbimento del cosmo
di Marco Maculotti copertina: Phases of the Moon, tratto da “Ars Magna Lucis et Umbrae” di Athanasius Kircher, 1646 Nel primo saggio di questa rubrica sul tema del simbolismo della spir…
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Secondo la Cabala, quando l'Anima tocca il fondo, può spingersi a raggiungere un livello superiore. Le cadute nella nostra vita sono prodotte dal nostro Sé Superiore. Non sono un prodotto dell'ego.
In realtà, l'ego è terrorizzato dall'idea di una caduta, perché è in questa fase che troviamo Dio, diventiamo più spirituali, più gentili, più solidali.
Una caduta può essere rappresentata da molte cose: una rottura amorosa, un incidente, un trauma di qualche tipo.
Ciò che dobbiamo sapere, non credere, ma sapere, è che nello stesso momento della caduta stiamo generando l'energia necessaria per raggiungere un livello superiore. Yehuda Berg.
@timesea
In realtà, l'ego è terrorizzato dall'idea di una caduta, perché è in questa fase che troviamo Dio, diventiamo più spirituali, più gentili, più solidali.
Una caduta può essere rappresentata da molte cose: una rottura amorosa, un incidente, un trauma di qualche tipo.
Ciò che dobbiamo sapere, non credere, ma sapere, è che nello stesso momento della caduta stiamo generando l'energia necessaria per raggiungere un livello superiore. Yehuda Berg.
@timesea
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https://youtu.be/TUYkWvxbYNY
P A L E O S H A M A N |
P A L E O S H A M A N |
Prehistoric Meditation and Ritual for cleansing from the Post-Industrial era
"Paleoshaman" is a special piece of work created from the meditation upon the Prehistoric, ancestral era, and is meant to serve for meditation, catharctic and inner self-cleansing purposes.Forwarded from ∴ Sogni nel deserto del tempo ∴ (macs)
Forwarded from ∴ Sogni nel deserto del tempo ∴ (macs)
Pertanto, se non ti fai simile a Dio, non potrai capire Dio: perché il simile non è intellegibile se non dal simile. Innalzati una grandezza oltre ogni misura, con un balzo liberati dal tuo corpo, sollevati al di sopra di ogni tempo, fatti eternità: allora capirai Dio.
Convinciti che niente ti è impossibile, pensati immortale ed in grado di comprendere tutto...
Sali più in alto della più alta altezza, discendi più in basso della più abissale profondità, richiama in te tutte le sensazioni di ciò che è creato, del fuoco, dell'acqua, dell'umido e del secco, immaginando di essere dovunque sulla terra, nel mare, in cielo...
Se riesci ad abbracciare nel tuo pensiero tutte le cose insieme, tempi, spazi, sostanze, qualità e quantità, allora potrai comprendere veramente Dio.
(Corpus Hermeticum, XII)
Convinciti che niente ti è impossibile, pensati immortale ed in grado di comprendere tutto...
Sali più in alto della più alta altezza, discendi più in basso della più abissale profondità, richiama in te tutte le sensazioni di ciò che è creato, del fuoco, dell'acqua, dell'umido e del secco, immaginando di essere dovunque sulla terra, nel mare, in cielo...
Se riesci ad abbracciare nel tuo pensiero tutte le cose insieme, tempi, spazi, sostanze, qualità e quantità, allora potrai comprendere veramente Dio.
(Corpus Hermeticum, XII)
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https://it.wikipedia.org/wiki/Dottrina_gnostica#Soterologia
Nel Marcionismo, la fase più dualistica dello gnosticismo, la salvezza consisteva nel possesso della conoscenza del Buon Dio e nel rifiuto del Demiurgo. Il Buon Dio (L'UNO) si rivelò in Gesù e comparve come uomo in Giudea; saperlo, e divenire completamente liberi dalla favola del creatore del mondo o Dio dell'Antico Testamento, è il fine ultimo a cui tende ogni processo di salvezza. Il Salvatore gnostico è, perciò, completamente diverso da quello cristiano:
il Salvatore gnostico non salva. Lo gnosticismo manca dell'idea della riparazione. Non c'è nessun peccato per cui fare ammenda, a meno che l'ignoranza stessa non sia quel peccato. Né, tantomeno, il Salvatore beneficia in alcun modo la razza umana soffrendo per lei. Né, con il potere della Grazia, attrae le anime umane a Dio. Il Salvatore era un maestro destinato a portare la luce della verità nel mondo. La luce del Salvatore era destinata ad infiammare le anime predisposte. Lo gnosticismo non sa nulla di un vero Salvatore che con amore cerca i peccatori per salvarli;
il Salvatore gnostico non ha natura umana, è un eone (EMANAZIONE/AVATAR DEL DIO OCCULTO), non un uomo; aveva solamente la forma di un uomo, ma la sua natura è divina.
Nel Marcionismo, la fase più dualistica dello gnosticismo, la salvezza consisteva nel possesso della conoscenza del Buon Dio e nel rifiuto del Demiurgo. Il Buon Dio (L'UNO) si rivelò in Gesù e comparve come uomo in Giudea; saperlo, e divenire completamente liberi dalla favola del creatore del mondo o Dio dell'Antico Testamento, è il fine ultimo a cui tende ogni processo di salvezza. Il Salvatore gnostico è, perciò, completamente diverso da quello cristiano:
il Salvatore gnostico non salva. Lo gnosticismo manca dell'idea della riparazione. Non c'è nessun peccato per cui fare ammenda, a meno che l'ignoranza stessa non sia quel peccato. Né, tantomeno, il Salvatore beneficia in alcun modo la razza umana soffrendo per lei. Né, con il potere della Grazia, attrae le anime umane a Dio. Il Salvatore era un maestro destinato a portare la luce della verità nel mondo. La luce del Salvatore era destinata ad infiammare le anime predisposte. Lo gnosticismo non sa nulla di un vero Salvatore che con amore cerca i peccatori per salvarli;
il Salvatore gnostico non ha natura umana, è un eone (EMANAZIONE/AVATAR DEL DIO OCCULTO), non un uomo; aveva solamente la forma di un uomo, ma la sua natura è divina.
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