https://it.wikipedia.org/wiki/La_terra_dell'eterna_notte
Il romanzo si svolge in un futuro lontanissimo: il sole si è spento e la Terra è stata avvolta da dense tenebre gravide di mostri spaventosi. I pochi sopravvissuti di ciò che un tempo era l'umanità, si sono rifugiati nel sottosuolo terrestre, dove hanno scoperto l'energia tellurica, che infonde luce e calore. Ma sono in pratica prigionieri del loro rifugio, in quanto la superficie terrestre pullula di gigantesche creature mostruose, nate dalle Tenebre, ragion per cui il ritorno al mondo superiore è precluso ai superstiti. Solo un giovane, avvertendo un remoto richiamo che percepisce provenire da una donna misteriosa, decide di abbandonare il rifugio sotterraneo e avventurarsi tra le insidie della superficie, mettendosi alla ricerca della donna che lo ha affascinato. Inizia così una vera e propria odissea che lo conduce ad affrontare nemici terrificanti: giganteschi spettri avvolti in sudari, bestie mezze rettili e mezze insetti, mostri colossali che calpestano tutto ciò che incontrano sul loro cammino.
Il romanzo si svolge in un futuro lontanissimo: il sole si è spento e la Terra è stata avvolta da dense tenebre gravide di mostri spaventosi. I pochi sopravvissuti di ciò che un tempo era l'umanità, si sono rifugiati nel sottosuolo terrestre, dove hanno scoperto l'energia tellurica, che infonde luce e calore. Ma sono in pratica prigionieri del loro rifugio, in quanto la superficie terrestre pullula di gigantesche creature mostruose, nate dalle Tenebre, ragion per cui il ritorno al mondo superiore è precluso ai superstiti. Solo un giovane, avvertendo un remoto richiamo che percepisce provenire da una donna misteriosa, decide di abbandonare il rifugio sotterraneo e avventurarsi tra le insidie della superficie, mettendosi alla ricerca della donna che lo ha affascinato. Inizia così una vera e propria odissea che lo conduce ad affrontare nemici terrificanti: giganteschi spettri avvolti in sudari, bestie mezze rettili e mezze insetti, mostri colossali che calpestano tutto ciò che incontrano sul loro cammino.
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La terra dell'eterna notte
romanzo scritto da William Hope Hodgson
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https://it.wikipedia.org/wiki/Selvans
Selvans è il dio etrusco della foresta e dei confini; paragonabile nel mondo romano al dio Silvanus.
Nonostante le molte statuette con iscrizione votiva dedicate a Selvans, solamente quella offerta del deposito votivo cortonese della Porta Ghibellina è una rappresentazione della divinità. Il dio viene raffigurato con un giovanetto nudo con sulla testa un copricapo ricavato dalla testa di un animale, una collana rigida al collo e due stivaletti di pelle ai piedi; la mano destra appoggiata all'anca e la mano sinistra sollevata tenendo un attributo ora perduto, probabilmente un bastone.
Selvans è il dio etrusco della foresta e dei confini; paragonabile nel mondo romano al dio Silvanus.
Nonostante le molte statuette con iscrizione votiva dedicate a Selvans, solamente quella offerta del deposito votivo cortonese della Porta Ghibellina è una rappresentazione della divinità. Il dio viene raffigurato con un giovanetto nudo con sulla testa un copricapo ricavato dalla testa di un animale, una collana rigida al collo e due stivaletti di pelle ai piedi; la mano destra appoggiata all'anca e la mano sinistra sollevata tenendo un attributo ora perduto, probabilmente un bastone.
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Selvans
Selvans è il dio etrusco della foresta e dei confini; paragonabile nel mondo romano al dio Silvanus.
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https://it.wikipedia.org/wiki/Culsu
Nella mitologia etrusca, Culsu è una furia alata e bifronte che vigila sulla porta di ingresso dell'oltretomba. I suoi attributi principali erano una torcia e un oggetto che viene spesso identificato con un paio di forbici. Il nome di Culsu si ritrova su due iscrizioni, una delle quali attesta l'esistenza di un culto specifico dedicato alla divinità. Il nome Culsu è etimologicamente correlato a quello di Culsans, in questo caso divinità maschile, equivalente etrusco del dio Giano (anch'esso bifronte come Culsu).
Nella mitologia etrusca, Culsu è una furia alata e bifronte che vigila sulla porta di ingresso dell'oltretomba. I suoi attributi principali erano una torcia e un oggetto che viene spesso identificato con un paio di forbici. Il nome di Culsu si ritrova su due iscrizioni, una delle quali attesta l'esistenza di un culto specifico dedicato alla divinità. Il nome Culsu è etimologicamente correlato a quello di Culsans, in questo caso divinità maschile, equivalente etrusco del dio Giano (anch'esso bifronte come Culsu).
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Culsu
Nella mitologia etrusca, Culsu è una furia alata e bifronte che vigila sulla porta di ingresso dell'oltretomba. I suoi attributi principali erano una torcia e un oggetto che viene spesso identificato con un paio di forbici. Il nome di Culsu si ritrova su…
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Forwarded from ∴ Sogni nel deserto del tempo ∴ (macs)