https://it.wikipedia.org/wiki/Ash_(mitologia)
Ash (anche Sha) è una divinità egizia appartenente alla religione dell'antico Egitto. Dio delle oasi e dei vigneti della zona occidentale del Delta del Nilo, era venerato come una divinità benefica.
In particolare, gli antichi egizi lo consideravano il dio delle tribù Libu e Tinhu, note come "popoli dell'oasi". Conseguentemente, Ash era appellato "Signore di Libia": le frontiere occidentali dell'Egitto, occupate dalle tribù Libu e Tinhu, corrispondono approssimativamente all'area della moderna Libia. È inoltre possibile che fosse venerato a Naqada (Ombos) come originaria divinità principale.
Ash era comunemente rappresentato con il corpo di un uomo e la testa, variamente, di un animale del deserto: leone, avvoltoio, falco, serpente o l'enigmatico animale di Seth. In alcune immagini Ash ha numerose teste, fatto estremamente insolito per un dio egizio - anche se alcune immagini composte erano occasionalmente impiegato per collegare divinità al dio Min. In un articolo del 1923, e ancora in appendice al suo libro The Splendor that was Egypt, Margaret Murray interpretò tali raffigurazioni come riferimenti a una divinità della Scizia di cui Sebastian Münster avrebbe reso conto nella sua Cosmographia. L'ipotesi di Ash come divinità importata, in quanto era adorato a Naqada (Ombos) molto prima dell'introduzione di Seth sotto la II dinastia. Una dei suoi titoli era "Nebuti" (o "Quello di Nebuti"), indicante la sua relazione con Naqada
Ash (anche Sha) è una divinità egizia appartenente alla religione dell'antico Egitto. Dio delle oasi e dei vigneti della zona occidentale del Delta del Nilo, era venerato come una divinità benefica.
In particolare, gli antichi egizi lo consideravano il dio delle tribù Libu e Tinhu, note come "popoli dell'oasi". Conseguentemente, Ash era appellato "Signore di Libia": le frontiere occidentali dell'Egitto, occupate dalle tribù Libu e Tinhu, corrispondono approssimativamente all'area della moderna Libia. È inoltre possibile che fosse venerato a Naqada (Ombos) come originaria divinità principale.
Ash era comunemente rappresentato con il corpo di un uomo e la testa, variamente, di un animale del deserto: leone, avvoltoio, falco, serpente o l'enigmatico animale di Seth. In alcune immagini Ash ha numerose teste, fatto estremamente insolito per un dio egizio - anche se alcune immagini composte erano occasionalmente impiegato per collegare divinità al dio Min. In un articolo del 1923, e ancora in appendice al suo libro The Splendor that was Egypt, Margaret Murray interpretò tali raffigurazioni come riferimenti a una divinità della Scizia di cui Sebastian Münster avrebbe reso conto nella sua Cosmographia. L'ipotesi di Ash come divinità importata, in quanto era adorato a Naqada (Ombos) molto prima dell'introduzione di Seth sotto la II dinastia. Una dei suoi titoli era "Nebuti" (o "Quello di Nebuti"), indicante la sua relazione con Naqada
Wikipedia
Ash (mitologia)
dio egizio delle oasi e dei vigneti.
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https://it.wikipedia.org/wiki/Arianesimo
L'arianesimo è una dottrina trinitaria e di tipo subordinazionista, elaborata dal presbitero, monaco e teologo Ario (256-336), condannata come eretica al primo concilio di Nicea (325).
Tale dottrina sostiene che il Figlio di Dio sia un essere che partecipa della natura di Dio Padre, ma in modo inferiore e derivato, e che pertanto c'è stato un tempo in cui il Verbo di Dio ancora non esisteva e che egli sia stato creato da Dio all'inizio del tempo.
L'arianesimo è una dottrina trinitaria e di tipo subordinazionista, elaborata dal presbitero, monaco e teologo Ario (256-336), condannata come eretica al primo concilio di Nicea (325).
Tale dottrina sostiene che il Figlio di Dio sia un essere che partecipa della natura di Dio Padre, ma in modo inferiore e derivato, e che pertanto c'è stato un tempo in cui il Verbo di Dio ancora non esisteva e che egli sia stato creato da Dio all'inizio del tempo.
THE SECRET OF TWO SUNS
Gli studi aventi come oggetto il Sole Nero, rappresentavano una parte cospicua delle ricerche nascoste dell’Ahnenerbe.
Era un progetto conosciuto da pochi eletti, nonché da Himmler, Otto Rahn, Wiligut, Rüdiger, Hauer, Rössler e forse anche dal tecnico Schauberger. I risultati, ottenuti dai nazisti dopo osservazioni astronomiche, avrebbero indicato la presenza nel Sistema Solare di una stella nana
rossa successivamente collassata. Questa ipotesi divenne una teoria scientifica e acclarata come fatto reale negli anni 80 dalle équipes di ricercatori negli Stati Uniti.
Il Sol Invictus rappresentò un
dio nascosto, sconfitto e dimenticato. A conferma di questa interpretazione, vi sono svariati esempi nelle mitologie antiche:
Nella Grecia antica, il dio celato era Crono (Saturno per i romani), divinità che si era rifugiata in Italia, accolta da Giano, dopo aver perso una guerra cosmica durata dieci anni contro Zeus, suo figlio e padre dei nuovi dei olimpici.
Crono, detronizzato, aveva trascorso del tempo sulla terra, insegnando agli uomini l’arte dell’agricoltura.
Questo portò a un’epoca felice sulla Terra, momentaneamente
priva di guerre o carestie, un’Aurea Aetas che terminò con l’abbandono di Crono del mondo umano per cadere in un sonno profondo alle Isole dei Beati.
Egli riposerebbe ancora là, nell’attesa di reclamare un giorno quello che Zeus gli aveva tolto.
Un altro dio greco oscuro era il Febo Apollo, divinità associata a Elio ( che
conduceva il carro del Sole). Egli aveva perduto la battaglia di Troia, città che
aveva eretto insieme a Poseidone e che non era stato in grado di difendere dagli Achei.
Anche se sconfitto, egli porta nel suo nome l’inizio della distruzione
(Απώλλον significa distruzione) e durante il soggiorno nei paesi del Nord aveva acquisito l’attributo di ύπερβόρεος (iperboreo).
Secondo l’esoterista SS Otto
Rahn, nell’Apocalisse di San Giovanni l’Evangelista, la figura di Lucifero, angelo caduto dal cielo, ci ricorda Apollo, principe delle tenebre e dell’abisso.
Nell’antico Egitto il dio Atum era inizialmente il Padre degli Dei dell’Antico Regno.
Aveva posto termine all’Epoca del Serpente Caos e il suo nome
significava “il tutto e il niente”.
Era raffigurato dal leone e dal serpente e da un’immagine umana con la doppia corona d’Egitto (bianca del Nord e rossa del Sud) o con una testa di falco ai piedi del serpente Ureo che con le sue spire circondava il disco solare.
Con il passare del tempo, Atum divenne l’emblema della notte, il dio del mondo sotterraneo, invisibile arbitro del destino e venne rimpiazzato dal più attuale culto di Ra (che impersonava, al contrario, il dio del Sole a mezzogiorno).
Fonte (per maggiori informazioni):
https://tesi.eprints.luiss.it/8613/1/saltini-tesi-2012.pdf
Gli studi aventi come oggetto il Sole Nero, rappresentavano una parte cospicua delle ricerche nascoste dell’Ahnenerbe.
Era un progetto conosciuto da pochi eletti, nonché da Himmler, Otto Rahn, Wiligut, Rüdiger, Hauer, Rössler e forse anche dal tecnico Schauberger. I risultati, ottenuti dai nazisti dopo osservazioni astronomiche, avrebbero indicato la presenza nel Sistema Solare di una stella nana
rossa successivamente collassata. Questa ipotesi divenne una teoria scientifica e acclarata come fatto reale negli anni 80 dalle équipes di ricercatori negli Stati Uniti.
Il Sol Invictus rappresentò un
dio nascosto, sconfitto e dimenticato. A conferma di questa interpretazione, vi sono svariati esempi nelle mitologie antiche:
Nella Grecia antica, il dio celato era Crono (Saturno per i romani), divinità che si era rifugiata in Italia, accolta da Giano, dopo aver perso una guerra cosmica durata dieci anni contro Zeus, suo figlio e padre dei nuovi dei olimpici.
Crono, detronizzato, aveva trascorso del tempo sulla terra, insegnando agli uomini l’arte dell’agricoltura.
Questo portò a un’epoca felice sulla Terra, momentaneamente
priva di guerre o carestie, un’Aurea Aetas che terminò con l’abbandono di Crono del mondo umano per cadere in un sonno profondo alle Isole dei Beati.
Egli riposerebbe ancora là, nell’attesa di reclamare un giorno quello che Zeus gli aveva tolto.
Un altro dio greco oscuro era il Febo Apollo, divinità associata a Elio ( che
conduceva il carro del Sole). Egli aveva perduto la battaglia di Troia, città che
aveva eretto insieme a Poseidone e che non era stato in grado di difendere dagli Achei.
Anche se sconfitto, egli porta nel suo nome l’inizio della distruzione
(Απώλλον significa distruzione) e durante il soggiorno nei paesi del Nord aveva acquisito l’attributo di ύπερβόρεος (iperboreo).
Secondo l’esoterista SS Otto
Rahn, nell’Apocalisse di San Giovanni l’Evangelista, la figura di Lucifero, angelo caduto dal cielo, ci ricorda Apollo, principe delle tenebre e dell’abisso.
Nell’antico Egitto il dio Atum era inizialmente il Padre degli Dei dell’Antico Regno.
Aveva posto termine all’Epoca del Serpente Caos e il suo nome
significava “il tutto e il niente”.
Era raffigurato dal leone e dal serpente e da un’immagine umana con la doppia corona d’Egitto (bianca del Nord e rossa del Sud) o con una testa di falco ai piedi del serpente Ureo che con le sue spire circondava il disco solare.
Con il passare del tempo, Atum divenne l’emblema della notte, il dio del mondo sotterraneo, invisibile arbitro del destino e venne rimpiazzato dal più attuale culto di Ra (che impersonava, al contrario, il dio del Sole a mezzogiorno).
Fonte (per maggiori informazioni):
https://tesi.eprints.luiss.it/8613/1/saltini-tesi-2012.pdf
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https://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Maria_Wiligut
Karl Maria Wiligut, conosciuto anche come Weisthor, Jarl Widar, Lobesam e Karl Maria Weisthor (Vienna, 10 dicembre 1866 – Bad Arolsen, 3 gennaio 1946), è stato uno scrittore, esoterista e militare austriaco che ebbe un'influenza rilevante sul misticismo nazista e sul neopaganesimo germanico. È stato soprannominato il Rasputin di Himmler.
Karl Maria Wiligut, conosciuto anche come Weisthor, Jarl Widar, Lobesam e Karl Maria Weisthor (Vienna, 10 dicembre 1866 – Bad Arolsen, 3 gennaio 1946), è stato uno scrittore, esoterista e militare austriaco che ebbe un'influenza rilevante sul misticismo nazista e sul neopaganesimo germanico. È stato soprannominato il Rasputin di Himmler.
Wikipedia
Karl Maria Wiligut
scrittore austriaco