Una volta sognai di essere una farfalla che svolazzava qua e là. Poi mi svegliai ed ecco che ero ancora io. Ora non so se sono un uomo che ha sognato di essere una farfalla, o una farfalla che ha sognato di essere un uomo (Chuang-tzu)
Archeologia: Russo, nel Foro un cenotafio per Romolo
http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/02/21/archeologia-russo-nel-foro-un-cenotafio-per-romolo_c54b29e8-f62f-466e-966d-46aff8d17f4f.html
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ANSA.it
Archeologia: Russo, nel Foro un cenotafio per Romolo
Non la tomba di Romolo, piuttosto "un cenotafio, un monumento alla memoria che potrebbe ricondursi al fondatore di Roma". (ANSA)
Forwarded from Abraxas - Gnosi & Esoterismo
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La Tradizione: Simboli e Archetipi della Psiche. Cap 14: La Temperanza, ovvero il Corpus Hermeticum.
L'archetipo della Temperanza può essere perfettamente illustrato dagli insegnamenti contenuti nel Corpus Hermeticum, una straordinaria raccolta di testi antichi, risalenti agli albori dell'Era Cristiana, nei quali si evidenzia come il pensiero greco platonico…
“Ciò che libera è la conoscenza di quello che eravamo, di ciò che siamo diventati; di dove eravamo, dove siamo stati gettati; verso dove ci affrettiamo, da dove siamo redenti; che cosa è nascita, che cosa è rinascita”. (Frammento gnostico Valentiniano)
LO GNOSTICO STRANIERO IN QUESTO MONDO
Per lo gnostico il mondo sensibile è malvagio, orribile e perverso : è il luogo tenebroso in cui le anime sono condannate alla sofferenza.
Egli considera il suo corpo come una prigione e lo considera come qualcosa di estraneo che bisogna subire : il corpo viene paragonato a un cadavere, a una tomba, a una fogna, a una prigione e viene considerato un “avversario”.
Il corpo trattiene in catene la scintilla divina dello gnostico e causa l’oblio della sua origine divina.
Lo gnostico manifesta una totale repulsione verso tutte le funzioni materiali del suo corpo quali il defecare, l’urinare, il mangiare, il congiungersi sessualmente etc …
Egli nutre una profonda avversione verso tutti gli accadimenti della vita quali nascita, malattie, vecchiaia e morte.
In quest’ultimo aspetto, lo Gnosticismo presenta una notevole analogia con la prima nobile verità del Buddhismo : “La nascita è dolore, la vecchiaia è dolore, la malattia è dolore, la morte è dolore”.
Il pessimismo gnostico si estende a tutto il mondo materiale considerato un aborto, un’opera malriuscita, funesta, quasi criminale.
Lo gnostico soffre terribilmente per essere stato “gettato” in un mondo malvagio, strano, assurdo, luogo della sofferenza, dell’angoscia, della morte, del male.
Il mondo materiale è spesso definito come una cloaca nella quale l’uomo è prigioniero senza speranza.
Al concetto di un cosmo “buono e bello” lo Gnosticismo sostituisce quello di un mondo malvagio completamente separato dal supremo ambiente divino del quale lo gnostico conserva una scintilla nascosta nel più profondo del suo essere.
Il Divino è completamente trascendente e separato da questo mondo, creato e governato con una legge spietata da Potenze inferiori, definite Arconti, gerarchicamente sottoposte al malvagio Demiurgo supremo, spesso identificato col Dio del vecchio testamento della Bibbia.
Lo Gnostico, dunque, è straniero (allogeno) in questo mondo al quale si sente completamente estraneo.
Egli si sente in esilio ed è cosciente di appartenere alla sparuta stirpe degli eletti che, soffrendo di un’atroce solitudine, aspirano al ritorno alla dimora divina, della quale hanno una profonda innata nostalgia.
Sarà dunque attraverso la Gnosi che lo gnostico si libererà delle catene che lo legano al mondo materiale e potrà tornare alla sua dimora divina
Per lo gnostico il mondo sensibile è malvagio, orribile e perverso : è il luogo tenebroso in cui le anime sono condannate alla sofferenza.
Egli considera il suo corpo come una prigione e lo considera come qualcosa di estraneo che bisogna subire : il corpo viene paragonato a un cadavere, a una tomba, a una fogna, a una prigione e viene considerato un “avversario”.
Il corpo trattiene in catene la scintilla divina dello gnostico e causa l’oblio della sua origine divina.
Lo gnostico manifesta una totale repulsione verso tutte le funzioni materiali del suo corpo quali il defecare, l’urinare, il mangiare, il congiungersi sessualmente etc …
Egli nutre una profonda avversione verso tutti gli accadimenti della vita quali nascita, malattie, vecchiaia e morte.
In quest’ultimo aspetto, lo Gnosticismo presenta una notevole analogia con la prima nobile verità del Buddhismo : “La nascita è dolore, la vecchiaia è dolore, la malattia è dolore, la morte è dolore”.
Il pessimismo gnostico si estende a tutto il mondo materiale considerato un aborto, un’opera malriuscita, funesta, quasi criminale.
Lo gnostico soffre terribilmente per essere stato “gettato” in un mondo malvagio, strano, assurdo, luogo della sofferenza, dell’angoscia, della morte, del male.
Il mondo materiale è spesso definito come una cloaca nella quale l’uomo è prigioniero senza speranza.
Al concetto di un cosmo “buono e bello” lo Gnosticismo sostituisce quello di un mondo malvagio completamente separato dal supremo ambiente divino del quale lo gnostico conserva una scintilla nascosta nel più profondo del suo essere.
Il Divino è completamente trascendente e separato da questo mondo, creato e governato con una legge spietata da Potenze inferiori, definite Arconti, gerarchicamente sottoposte al malvagio Demiurgo supremo, spesso identificato col Dio del vecchio testamento della Bibbia.
Lo Gnostico, dunque, è straniero (allogeno) in questo mondo al quale si sente completamente estraneo.
Egli si sente in esilio ed è cosciente di appartenere alla sparuta stirpe degli eletti che, soffrendo di un’atroce solitudine, aspirano al ritorno alla dimora divina, della quale hanno una profonda innata nostalgia.
Sarà dunque attraverso la Gnosi che lo gnostico si libererà delle catene che lo legano al mondo materiale e potrà tornare alla sua dimora divina