« L'eroe, quando si risveglia in lui la nostalgia di Iperborea, diventa cosciente e ha bisogno di arrivare a mangiare il frutto di Venere che dona l'immortalità. Ma per farlo, deve andare oltre i limiti della morte, poiché il Giardino delle Esperidi è oltre... "Oltre il nord, oltre il ghiaccio, oltre la morte - la nostra vita, la nostra felicità... Abbiamo scoperto la felicità, conosciamo la via, troviamo la via d'uscita da interi millenni di labirinto »
Friedrich Nietzsche.
Friedrich Nietzsche.
https://italiawiki.com/pages/mitologia-norrena/ginnungagap-ginnungagap-nell-edda-v-lusp-sull-inizio-del-mondo.html
Nella mitologia norrena il Ginnungagap (letteralmente "varco spalancato") era l'abisso cosmico che esisteva prima della creazione. Come dice il Gylfaginning, a un certo punto, si formarono due regioni alle estremità del Ginnungagap: a nord, il gelato Niflheimr, a sud l'insopportabile calore del Múspellsheimr.
Al centro del Niflheimr vi era il pozzo di Hvergelmir, da cui sgorgavano con fragore gli undici fiumi Élivágar: Svöl, Gunnþrá, Fiörm, Fimbulþul, Slíðr, Hríð, Sylgr, Ylgr, Víð, Leiptr e Gjöll. Gli Élivágar giunsero così lontano dalla loro sorgente che la loro schiuma velenosa s'indurì formando strati di brina e di ghiaccio, che ricoprirono tutto il Ginnungagap.
A nord il Ginnungagap era battuto dai venti e dalle piogge provenienti dal Niflheimr, incrostato della brina depositata dagli Élivágar. Il lato meridionale era invece illuminato dai bagliori e dalle scintille provenienti dal Múspellsheimr. Allorché il vento caldo scivolò sulla brina, questa si sciolse e da quelle gocce sorse alla vita il primo di tutti gli esseri, Ymir, padre dei giganti del ghiaccio.
Nella mitologia norrena il Ginnungagap (letteralmente "varco spalancato") era l'abisso cosmico che esisteva prima della creazione. Come dice il Gylfaginning, a un certo punto, si formarono due regioni alle estremità del Ginnungagap: a nord, il gelato Niflheimr, a sud l'insopportabile calore del Múspellsheimr.
Al centro del Niflheimr vi era il pozzo di Hvergelmir, da cui sgorgavano con fragore gli undici fiumi Élivágar: Svöl, Gunnþrá, Fiörm, Fimbulþul, Slíðr, Hríð, Sylgr, Ylgr, Víð, Leiptr e Gjöll. Gli Élivágar giunsero così lontano dalla loro sorgente che la loro schiuma velenosa s'indurì formando strati di brina e di ghiaccio, che ricoprirono tutto il Ginnungagap.
A nord il Ginnungagap era battuto dai venti e dalle piogge provenienti dal Niflheimr, incrostato della brina depositata dagli Élivágar. Il lato meridionale era invece illuminato dai bagliori e dalle scintille provenienti dal Múspellsheimr. Allorché il vento caldo scivolò sulla brina, questa si sciolse e da quelle gocce sorse alla vita il primo di tutti gli esseri, Ymir, padre dei giganti del ghiaccio.
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Ginnungagap. Ginnungagap nell'Edda, Völuspá sull'inizio del mondo
Il Ginnungagap è l'abisso del vuoto apparente, dello spazio privo di materia, del nulla o del vuoto della mitologia norrena. In seguito la gola viene anche chiamata Himthusen, ma si presenta come l'originale che sbadiglia
https://it.wikipedia.org/wiki/Vi%C3%B0arr
Víðarr (anche Vidar o, specialmente in tedesco, Widar) è una divinità della mitologia norrena. Il suo nome è forse da mettere in relazione con l'aggettivo víðr: "ampio". Detto "il silenzioso", Víðarr è figlio del dio Odino e della gigantessa Gríðr, ed è il secondo più forte tra gli Dèi. È appunto un Dio della vendetta, uno tra gli Asi a cui va attribuito un potenziale umano e di natura. La sua dimora si chiama Viði ("boscosa").
«Fra cespugli cresce, ed erba alta,
la terra di Viðarr, e fra boscaglie;
là si farà il fanciullo, a dorso di cavallo, abile,
per vendicare il Padre.» (Simile a Kalki indù)
(Dal Canzoniere Eddico)
Víðarr prenderà parte al Ragnarǫk, la fine del mondo, e il suo compito sarà quello di vendicare il padre Odino, divorato dal gran lupo Fenrir. Víðarr schiaccerà la mascella inferiore di Fenrir con un piede e alzerà quella superiore con una mano, fino a spezzarle. È per questo conosciuto come un Dio capace di modificazione spirituale e fisica, perché è infatti scritto che estenderà il suo corpo fino a toccare le mascelle del lupo, una che tocca il cielo ed una la terra. È per questo considerato un Dio dell' "ampliamento", inteso come crescita iniziatica.
Víðarr infatti 'è "ampio" ed il fanciullo "si farà" grazie appunto al suo potenziale umano. Egli è anche "il silenzioso" ma il suo è un silenzio rituale. Lo stivale con cui Víðarr bloccherà la mascella di Fenrir sarà confezionato con gli avanzi di cuoio dalle calzature di tutte le generazioni umane. Forse è a questo che fa riferimento l'uso di gettare scarpe e lembi di pelle sui tumuli dei morti e forse sta a significare che come Dio, Víðarr ha avuto la capacità di confrontarsi con la parte più umile e bassa della terrestrità di tutte le generazioni umane, infatti il toccare le scarpe e le suole indica questo. In virtù della sua trasformazione del suo "ampliamento" avrà la forza di colpire la bestia al cuore con una spada.
Víðarr è una delle divinità che sopravviverà al Ragnarǫk, assieme al fratello Váli, e ai figli di Thor, Móði e Magni, per dare vita a una nuova generazione divina.
Víðarr (anche Vidar o, specialmente in tedesco, Widar) è una divinità della mitologia norrena. Il suo nome è forse da mettere in relazione con l'aggettivo víðr: "ampio". Detto "il silenzioso", Víðarr è figlio del dio Odino e della gigantessa Gríðr, ed è il secondo più forte tra gli Dèi. È appunto un Dio della vendetta, uno tra gli Asi a cui va attribuito un potenziale umano e di natura. La sua dimora si chiama Viði ("boscosa").
«Fra cespugli cresce, ed erba alta,
la terra di Viðarr, e fra boscaglie;
là si farà il fanciullo, a dorso di cavallo, abile,
per vendicare il Padre.» (Simile a Kalki indù)
(Dal Canzoniere Eddico)
Víðarr prenderà parte al Ragnarǫk, la fine del mondo, e il suo compito sarà quello di vendicare il padre Odino, divorato dal gran lupo Fenrir. Víðarr schiaccerà la mascella inferiore di Fenrir con un piede e alzerà quella superiore con una mano, fino a spezzarle. È per questo conosciuto come un Dio capace di modificazione spirituale e fisica, perché è infatti scritto che estenderà il suo corpo fino a toccare le mascelle del lupo, una che tocca il cielo ed una la terra. È per questo considerato un Dio dell' "ampliamento", inteso come crescita iniziatica.
Víðarr infatti 'è "ampio" ed il fanciullo "si farà" grazie appunto al suo potenziale umano. Egli è anche "il silenzioso" ma il suo è un silenzio rituale. Lo stivale con cui Víðarr bloccherà la mascella di Fenrir sarà confezionato con gli avanzi di cuoio dalle calzature di tutte le generazioni umane. Forse è a questo che fa riferimento l'uso di gettare scarpe e lembi di pelle sui tumuli dei morti e forse sta a significare che come Dio, Víðarr ha avuto la capacità di confrontarsi con la parte più umile e bassa della terrestrità di tutte le generazioni umane, infatti il toccare le scarpe e le suole indica questo. In virtù della sua trasformazione del suo "ampliamento" avrà la forza di colpire la bestia al cuore con una spada.
Víðarr è una delle divinità che sopravviverà al Ragnarǫk, assieme al fratello Váli, e ai figli di Thor, Móði e Magni, per dare vita a una nuova generazione divina.
LJÓÐA EDDA
VǪLUSPÁ
LA PROFEZIA DELLA VEGGENTE
https://www.bifrost.it/GERMANI/Fonti/Eddapoetica-1.Voluspa.html
VǪLUSPÁ
LA PROFEZIA DELLA VEGGENTE
https://www.bifrost.it/GERMANI/Fonti/Eddapoetica-1.Voluspa.html
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