https://it.wikipedia.org/wiki/Necromanteion_dell%27Acheronte
Il Necromanteion, o Nekromanteion (in greco antico: Νεκρομαντεῖον), era un tempio di necromanzia dell'antica Grecia dedicato ad Ade e Persefone. Secondo la tradizione, si trovava sulle rive dell'Acheronte in Epiro, vicino all'antica città di Efira. Questo sito era ritenuto dai devoti come la porta da cui si accedeva al regno dei morti. Il sito si trovava nel punto in cui si incontravano i fiumi Acheronte, Flegetonte e Cocito: la gente credeva che i flussi portassero nell'aldilà. Il significato dei nomi dei fiumi è stato interpretato come "priva di gioia", "carboni ardenti" e "lamento".
Il Necromanteion, o Nekromanteion (in greco antico: Νεκρομαντεῖον), era un tempio di necromanzia dell'antica Grecia dedicato ad Ade e Persefone. Secondo la tradizione, si trovava sulle rive dell'Acheronte in Epiro, vicino all'antica città di Efira. Questo sito era ritenuto dai devoti come la porta da cui si accedeva al regno dei morti. Il sito si trovava nel punto in cui si incontravano i fiumi Acheronte, Flegetonte e Cocito: la gente credeva che i flussi portassero nell'aldilà. Il significato dei nomi dei fiumi è stato interpretato come "priva di gioia", "carboni ardenti" e "lamento".
Wikipedia
Necromanteion dell'Acheronte
Il Necromanteion, o Nekromanteion (in greco antico: Νεκρομαντεῖον?), era un tempio di necromanzia dell'antica Grecia dedicato ad Ade e Persefone. Secondo la tradizione, si trovava sulle rive dell'Acheronte in Epiro, vicino all'antica città di Efira. Questo…
"Esiste una quinta dimensione, oltre a quelle conosciute dall'uomo, è a metà strada fra la luce e l'ombra, fra la scienza e la superstizione, nell' uomo, fra il baratro delle sue paure e la sommità delle sue conoscenze: è la dimensione dell'immaginazione, è la zona che si trova ai confini della realtà"
Il prologo finale del film Zwilight zone(1983)
Il prologo finale del film Zwilight zone(1983)
👍1
https://en.wikipedia.org/wiki/Catha_(mythology)
Catha (Cavatha, Cavtha, Cath, Cautha e Kavtha) è una divinità lunare o solare etrusca femminile, che può anche essere collegata al parto e ha una connessione con il mondo sotterraneo. Catha è anche la dea del santuario meridionale di Pyrgi , in Italia Viene spesso vista con il dio etrusco Śuri con il quale condivide un culto. Catha è anche spesso accoppiata con il dio etrusco Fufluns , che è la controparte del dio greco Dioniso , e Pacha, la controparte del dio romano Bacco. Inoltre, a Pyrgi, Catha è legata al dio Aplu, la controparte del dio greco Apollo. Aplu potrebbe anche aver preso alcune delle caratteristiche di Catha quando fu introdotto nella religione etrusca . Giovanni Colonna ha suggerito che Catha sia collegata alla greca Persefone poiché collega la consorte di Catha, Suri, a Dis Pater nella mitologia romana.
Una dea Infera
Catha (Cavatha, Cavtha, Cath, Cautha e Kavtha) è una divinità lunare o solare etrusca femminile, che può anche essere collegata al parto e ha una connessione con il mondo sotterraneo. Catha è anche la dea del santuario meridionale di Pyrgi , in Italia Viene spesso vista con il dio etrusco Śuri con il quale condivide un culto. Catha è anche spesso accoppiata con il dio etrusco Fufluns , che è la controparte del dio greco Dioniso , e Pacha, la controparte del dio romano Bacco. Inoltre, a Pyrgi, Catha è legata al dio Aplu, la controparte del dio greco Apollo. Aplu potrebbe anche aver preso alcune delle caratteristiche di Catha quando fu introdotto nella religione etrusca . Giovanni Colonna ha suggerito che Catha sia collegata alla greca Persefone poiché collega la consorte di Catha, Suri, a Dis Pater nella mitologia romana.
Una dea Infera
👍2
https://youtu.be/pOS3KKuJQ2s
𝚄𝚗𝚊 𝚍𝚒𝚛𝚎𝚝𝚝𝚊 𝚙𝚒ù 𝚒𝚗𝚏𝚘𝚛𝚖𝚊𝚕𝚎 𝚍𝚒 𝚚𝚞𝚎𝚕𝚕𝚎 𝚜𝚘𝚕𝚒𝚝𝚊𝚖𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚙𝚛𝚘𝚙𝚘𝚜𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕 𝚌𝚊𝚗𝚊𝚕𝚎, 𝚒𝚗 𝚌𝚞𝚒 𝚘𝚕𝚝𝚛𝚎 𝚊 𝚍𝚒𝚜𝚌𝚞𝚝𝚎𝚛𝚎 𝚍𝚒 𝚝𝚎𝚖𝚊𝚝𝚒𝚌𝚑𝚎 𝚝𝚒𝚙𝚒𝚌𝚑𝚎 𝚍𝚎𝚕 𝚗𝚎𝚝𝚠𝚘𝚛𝚔 𝙰𝚡𝚒𝚜 𝙼𝚞𝚗𝚍𝚒 (𝚏𝚘𝚕𝚔𝚕𝚘𝚛𝚎 𝚘𝚜𝚌𝚞𝚛𝚘, 𝚖𝚒𝚝𝚒 𝚛𝚒𝚝𝚒 𝚎 𝚟𝚒𝚜𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚍𝚎𝚕 𝚖𝚘𝚗𝚍𝚘 𝚍𝚎𝚕𝚕𝚎 𝚊𝚗𝚝𝚒𝚌𝚑𝚎 𝚌𝚒𝚟𝚒𝚕𝚝à, 𝚗𝚊𝚛𝚛𝚊𝚝𝚒𝚟𝚊 𝚏𝚘𝚕𝚔- 𝚎 𝚌𝚘𝚜𝚖𝚒𝚌-𝚑𝚘𝚛𝚛𝚘𝚛) 𝚟𝚎𝚗𝚐𝚘𝚗𝚘 𝚝𝚛𝚊𝚝𝚝𝚊𝚝𝚒 𝚊𝚗𝚌𝚑𝚎 𝚝𝚎𝚖𝚒 𝚙𝚒ù 𝚙𝚎𝚛𝚜𝚘𝚗𝚊𝚕𝚒 𝚌𝚘𝚖𝚎 𝚒𝚕 𝚟𝚒𝚊𝚐𝚐𝚒𝚘 𝚗𝚎𝚕𝚕𝚊 𝚐𝚒𝚞𝚗𝚐𝚕𝚊 𝚒𝚗𝚍𝚘𝚗𝚎𝚜𝚒𝚊𝚗𝚊 𝚜𝚞𝚕𝚕𝚎 𝚝𝚛𝚊𝚌𝚌𝚎 𝚍𝚎𝚒 𝚖𝚎𝚐𝚊𝚕𝚒𝚝𝚒 "𝚡𝚎𝚗𝚘𝚖𝚘𝚛𝚏𝚒" 𝚍𝚎𝚕𝚕𝚊 𝙱𝚊𝚍𝚊 𝚅𝚊𝚕𝚕𝚎𝚢, 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚒𝚜𝚘𝚕𝚊 𝚍𝚎𝚕 𝚂𝚞𝚕𝚊𝚠𝚎𝚜𝚒, 𝚎 𝚕𝚊 𝚛𝚎𝚍𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚍𝚒 𝚛𝚊𝚌𝚌𝚘𝚗𝚝𝚒 𝚍𝚒 𝚙𝚛𝚘𝚜𝚜𝚒𝚖𝚊 𝚙𝚞𝚋𝚋𝚕𝚒𝚌𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚎𝚍𝚒𝚝𝚘𝚛𝚒𝚊𝚕𝚎. 𝙸𝚗𝚘𝚕𝚝𝚛𝚎 𝚟𝚎𝚗𝚐𝚘𝚗𝚘 𝚏𝚊𝚝𝚝𝚎 𝚊𝚕𝚌𝚞𝚗𝚎 𝚖𝚎𝚗𝚣𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚍𝚎𝚕 𝚗𝚞𝚘𝚟𝚘 𝚕𝚊𝚟𝚘𝚛𝚘 "𝙻'𝙰𝚗𝚐𝚎𝚕𝚘 𝚍𝚎𝚕𝚕'𝙰𝚋𝚒𝚜𝚜𝚘" 𝚒𝚗𝚝𝚘𝚛𝚗𝚘 𝚊𝚕 𝟺𝟻' 𝚎 𝚍𝚒 "𝙲𝚊𝚛𝚌𝚘𝚜𝚊 𝚜𝚟𝚎𝚕𝚊𝚝𝚊" 𝚜𝚞𝚕 𝚏𝚒𝚗𝚊𝚕𝚎 𝚍𝚒 𝚙𝚞𝚗𝚝𝚊𝚝𝚊. 𝙰 𝚌𝚑𝚒𝚞𝚍𝚎𝚛𝚎, 𝚕'𝚎𝚜𝚒𝚋𝚒𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚊𝚕 𝚙𝚞𝚋𝚋𝚕𝚒𝚌𝚘 𝚍𝚒 𝚊𝚕𝚌𝚞𝚗𝚎 𝚙𝚞𝚋𝚋𝚕𝚒𝚌𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚎𝚍𝚒𝚝𝚘𝚛𝚒𝚊𝚕𝚒 𝚎 𝚛𝚒𝚟𝚒𝚜𝚝𝚎 𝚌𝚊𝚛𝚝𝚊𝚌𝚎𝚎 𝚌𝚞𝚒 𝚊𝚋𝚋𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚌𝚘𝚕𝚕𝚊𝚋𝚘𝚛𝚊𝚝𝚘.
𝚄𝚗𝚊 𝚍𝚒𝚛𝚎𝚝𝚝𝚊 𝚙𝚒ù 𝚒𝚗𝚏𝚘𝚛𝚖𝚊𝚕𝚎 𝚍𝚒 𝚚𝚞𝚎𝚕𝚕𝚎 𝚜𝚘𝚕𝚒𝚝𝚊𝚖𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚙𝚛𝚘𝚙𝚘𝚜𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕 𝚌𝚊𝚗𝚊𝚕𝚎, 𝚒𝚗 𝚌𝚞𝚒 𝚘𝚕𝚝𝚛𝚎 𝚊 𝚍𝚒𝚜𝚌𝚞𝚝𝚎𝚛𝚎 𝚍𝚒 𝚝𝚎𝚖𝚊𝚝𝚒𝚌𝚑𝚎 𝚝𝚒𝚙𝚒𝚌𝚑𝚎 𝚍𝚎𝚕 𝚗𝚎𝚝𝚠𝚘𝚛𝚔 𝙰𝚡𝚒𝚜 𝙼𝚞𝚗𝚍𝚒 (𝚏𝚘𝚕𝚔𝚕𝚘𝚛𝚎 𝚘𝚜𝚌𝚞𝚛𝚘, 𝚖𝚒𝚝𝚒 𝚛𝚒𝚝𝚒 𝚎 𝚟𝚒𝚜𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚍𝚎𝚕 𝚖𝚘𝚗𝚍𝚘 𝚍𝚎𝚕𝚕𝚎 𝚊𝚗𝚝𝚒𝚌𝚑𝚎 𝚌𝚒𝚟𝚒𝚕𝚝à, 𝚗𝚊𝚛𝚛𝚊𝚝𝚒𝚟𝚊 𝚏𝚘𝚕𝚔- 𝚎 𝚌𝚘𝚜𝚖𝚒𝚌-𝚑𝚘𝚛𝚛𝚘𝚛) 𝚟𝚎𝚗𝚐𝚘𝚗𝚘 𝚝𝚛𝚊𝚝𝚝𝚊𝚝𝚒 𝚊𝚗𝚌𝚑𝚎 𝚝𝚎𝚖𝚒 𝚙𝚒ù 𝚙𝚎𝚛𝚜𝚘𝚗𝚊𝚕𝚒 𝚌𝚘𝚖𝚎 𝚒𝚕 𝚟𝚒𝚊𝚐𝚐𝚒𝚘 𝚗𝚎𝚕𝚕𝚊 𝚐𝚒𝚞𝚗𝚐𝚕𝚊 𝚒𝚗𝚍𝚘𝚗𝚎𝚜𝚒𝚊𝚗𝚊 𝚜𝚞𝚕𝚕𝚎 𝚝𝚛𝚊𝚌𝚌𝚎 𝚍𝚎𝚒 𝚖𝚎𝚐𝚊𝚕𝚒𝚝𝚒 "𝚡𝚎𝚗𝚘𝚖𝚘𝚛𝚏𝚒" 𝚍𝚎𝚕𝚕𝚊 𝙱𝚊𝚍𝚊 𝚅𝚊𝚕𝚕𝚎𝚢, 𝚜𝚞𝚕𝚕'𝚒𝚜𝚘𝚕𝚊 𝚍𝚎𝚕 𝚂𝚞𝚕𝚊𝚠𝚎𝚜𝚒, 𝚎 𝚕𝚊 𝚛𝚎𝚍𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚍𝚒 𝚛𝚊𝚌𝚌𝚘𝚗𝚝𝚒 𝚍𝚒 𝚙𝚛𝚘𝚜𝚜𝚒𝚖𝚊 𝚙𝚞𝚋𝚋𝚕𝚒𝚌𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚎𝚍𝚒𝚝𝚘𝚛𝚒𝚊𝚕𝚎. 𝙸𝚗𝚘𝚕𝚝𝚛𝚎 𝚟𝚎𝚗𝚐𝚘𝚗𝚘 𝚏𝚊𝚝𝚝𝚎 𝚊𝚕𝚌𝚞𝚗𝚎 𝚖𝚎𝚗𝚣𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚍𝚎𝚕 𝚗𝚞𝚘𝚟𝚘 𝚕𝚊𝚟𝚘𝚛𝚘 "𝙻'𝙰𝚗𝚐𝚎𝚕𝚘 𝚍𝚎𝚕𝚕'𝙰𝚋𝚒𝚜𝚜𝚘" 𝚒𝚗𝚝𝚘𝚛𝚗𝚘 𝚊𝚕 𝟺𝟻' 𝚎 𝚍𝚒 "𝙲𝚊𝚛𝚌𝚘𝚜𝚊 𝚜𝚟𝚎𝚕𝚊𝚝𝚊" 𝚜𝚞𝚕 𝚏𝚒𝚗𝚊𝚕𝚎 𝚍𝚒 𝚙𝚞𝚗𝚝𝚊𝚝𝚊. 𝙰 𝚌𝚑𝚒𝚞𝚍𝚎𝚛𝚎, 𝚕'𝚎𝚜𝚒𝚋𝚒𝚣𝚒𝚘𝚗𝚎 𝚊𝚕 𝚙𝚞𝚋𝚋𝚕𝚒𝚌𝚘 𝚍𝚒 𝚊𝚕𝚌𝚞𝚗𝚎 𝚙𝚞𝚋𝚋𝚕𝚒𝚌𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚎𝚍𝚒𝚝𝚘𝚛𝚒𝚊𝚕𝚒 𝚎 𝚛𝚒𝚟𝚒𝚜𝚝𝚎 𝚌𝚊𝚛𝚝𝚊𝚌𝚎𝚎 𝚌𝚞𝚒 𝚊𝚋𝚋𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚌𝚘𝚕𝚕𝚊𝚋𝚘𝚛𝚊𝚝𝚘.
YouTube
ALMANACCO DEL MISTERO con Marco Maculotti: folklore oscuro, missing 411 e studi lovecraftiani
Andato in onda sul canale Twitch de @Il Fantasma del Web venerdì 17 giugno 2022 e poi ripubblicato su YouTube [ https://www.youtube.com/watch?v=oiyTC1SGjNY ]
𝚄𝚗𝚊 𝚍𝚒𝚛𝚎𝚝𝚝𝚊 𝚙𝚒ù 𝚒𝚗𝚏𝚘𝚛𝚖𝚊𝚕𝚎 𝚍𝚒 𝚚𝚞𝚎𝚕𝚕𝚎 𝚜𝚘𝚕𝚒𝚝𝚊𝚖𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚙𝚛𝚘𝚙𝚘𝚜𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕 𝚗𝚘𝚜𝚝𝚛𝚘 𝚌𝚊𝚗𝚊𝚕𝚎, 𝚒𝚗 𝚌𝚞𝚒 𝚘𝚕𝚝𝚛𝚎 𝚊 𝚍𝚒𝚜𝚌𝚞𝚝𝚎𝚛𝚎…
𝚄𝚗𝚊 𝚍𝚒𝚛𝚎𝚝𝚝𝚊 𝚙𝚒ù 𝚒𝚗𝚏𝚘𝚛𝚖𝚊𝚕𝚎 𝚍𝚒 𝚚𝚞𝚎𝚕𝚕𝚎 𝚜𝚘𝚕𝚒𝚝𝚊𝚖𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚙𝚛𝚘𝚙𝚘𝚜𝚝𝚎 𝚜𝚞𝚕 𝚗𝚘𝚜𝚝𝚛𝚘 𝚌𝚊𝚗𝚊𝚕𝚎, 𝚒𝚗 𝚌𝚞𝚒 𝚘𝚕𝚝𝚛𝚎 𝚊 𝚍𝚒𝚜𝚌𝚞𝚝𝚎𝚛𝚎…
❤1👍1
https://it.wikipedia.org/wiki/Cabiri
I Cabiri erano un gruppo di enigmatiche divinità dell'oltretomba, probabilmente di origine frigia e protettori dei marinai che in seguito furono importati nel rito greco, dove corrispondevano a dei nani figli del dio Efesto, che forgiavano i metalli nella sua fucina di Lemno insieme alla madre Cabeiro.
Spesso erano anche identificati con i Cureti cretesi, i Dattili troiani ed i Coribanti frigi ma nella loro origine remota comunque, corrispondevano a divinità mistiche venerate o temute in varie parti del mondo antico e l'oscurità che incombe su di loro e le contraddizioni che si incontrano nei resoconti degli antichi stessi, hanno portato gli scrittori moderni a scrivere ognuno una propria teoria che spesso contrasta con le altre. È altresì incerta l'origine ed il significato del loro nome così come la loro reale origine o provenienza.
I Cabiri erano un gruppo di enigmatiche divinità dell'oltretomba, probabilmente di origine frigia e protettori dei marinai che in seguito furono importati nel rito greco, dove corrispondevano a dei nani figli del dio Efesto, che forgiavano i metalli nella sua fucina di Lemno insieme alla madre Cabeiro.
Spesso erano anche identificati con i Cureti cretesi, i Dattili troiani ed i Coribanti frigi ma nella loro origine remota comunque, corrispondevano a divinità mistiche venerate o temute in varie parti del mondo antico e l'oscurità che incombe su di loro e le contraddizioni che si incontrano nei resoconti degli antichi stessi, hanno portato gli scrittori moderni a scrivere ognuno una propria teoria che spesso contrasta con le altre. È altresì incerta l'origine ed il significato del loro nome così come la loro reale origine o provenienza.
👍1
Kafka si sente un uomo estremamente estraniato e separato dalla vita e dalla società e lascia nelle sue opere un’immagine lucida, sobria e arida del mondo. Solitario, in cerca d’assoluto in un mondo svuotato di senso, prova a descrivere la parte oscura del mondo, in maniera spietata, priva di ogni enfasi e meticolosamente oggettiva nella sua freddezza, fino al punto di collocare sullo stesso piano d’importanza descrittiva nelle sue narrazioni anche il più insignificante dei particolari, perché tutto è ugualmente insignificante
di Francesca Zaramella
https://www.gazzettafilosofica.net/2022-1/giugno/letteratura-e-filosofia-kierkegaard-in-kafka/
di Francesca Zaramella
https://www.gazzettafilosofica.net/2022-1/giugno/letteratura-e-filosofia-kierkegaard-in-kafka/
Benvenuti su gazzettafilosofica!
Letteratura e filosofia: Kierkegaard in Kafka
Quella di Kafka è una vita che si può definire come una lotta tra la sua persona e il mondo fuori, tant’è che l’autore scrive spesso di sentirsi come uno spettatore in balia della corrente, del flusso di vita, che guarda ciò che accade intorno. Egli rimane…
👍1😁1
<< Tornando all’Apocalisse giovannea, ancora più bizzarro — e al tempo stesso illuminante in un’ottica apollinea di coincidentia oppositorum — è quanto accade prima che la piaga delle «locuste» abbia inizio: «Il quinto angelo [cioè Apollyon; ndR] suonò la sua tromba, e vidi una stella che dal cielo era caduta sulla terra; le fu data la chiave del pozzo dell’Abisso. La stella aprì il pozzo dell’Abisso, e dal pozzo salì un fumo come quello di una grande fornace; il sole e l’aria furono oscurati dal fumo del pozzo».
In altre parole al suono della tromba di Apollyon segue come conseguenza la caduta sulla Terra di una stella, a cui viene affidata la «chiave del pozzo dell’Abisso». Quest’ultimo, una volta aperto, assomiglia a una enorme fornace: negli scorsi capitoli abbiamo già incontrato almeno un paio di immagini mitiche del tutto equivalenti a questo Abisso/fornace, vale a dire il Fuoco Centrale del sistema cosmologico di Filolao e il Tartaro dove secondo la tradizione arcaica sarebbero stati rinchiusi i Titani, esattamente alla stessa maniera di Satana nella tradizione veterotestamentaria e profetica — e abbiamo anche visto che per alcuni studiosi degni della massima attenzione e considerazione, tra cui il Kingsley, l’uno e l’altro si confonderebbero tra loro, trovandosi entrambi al centro del cosmo o, ampliando una perifrasi già sfoggiata in precedenza, alla confluenza di tutti i fiumi cosmici, celesti o infernali che siano.
Per quanto riguarda la «stella caduta dal cielo» in risposta al richiamo della tromba di Apollyon, siamo del parere che non possa essere altri se non Lucifero, che nel suo aspetto di pianeta Venere è — oltre che il «Portatore di Luce» e la «Stella del Mattino e della Sera» — l’Angelo Caduto per antonomasia, il «deragliatore cosmico» (secondo la perifrasi di Teyssèdre) responsabile della Caduta dal cielo perfetto delle Origini e dell’inclinazione fatale dell’Asse del Mondo, da cui hanno avuto origine, in quel momento in cui ha iniziato a ticchettare il grande Orologio cosmico, le Stagioni e il loro avvicendarsi, e con esse le stagioni della vita umana e tutti i frutti che esse portano, anche i meno graditi: la vecchiaia, la malattia, la morte, l’involuzione, la degenerazione.
È come se Apollyon/Apollo per l’apertura dell’Abisso passi il testimone al suo volto oscuro o, per meglio dire, all’altra sua faccia della medaglia, quella infera: quello che Guénon chiama Sorath, il demone solare infero “opposto” a Mikael/ Metatron/Melchisedech, per quanto riguarda la tradizione giudaico-cabalistica. Lucifero nel suo aspetto titanico di Stella precipitata dall’immoto cielo primigenio, potremmo dire noi; ovvero, per dirlo in termini coerenti con la tradizione mitologica greca, Prometeo o Fetonte come “doppî oscuri” di Apollo, l’ἄγγελος del Polo estremo-settentrionale, ai quali demanda di portare giù il Fuoco in sua vece o, in questo caso, di spalancare le porte sigillate dell’Abisso. Lucifero per primo e gli Angeli Ribelli al suo séguito poi sono colpevoli, esattamente come i Titani nella cosmogonia degli aedi della Grecia arcaica, «di aver abbandonato il cielo, il luogo santo della stazione d’eternità», a quanto si legge nel Libro di Enoch. Essi hanno «disertato la loro postazione celeste», chiosa Bernard Teyssèdre, autore di un insuperato saggio sulle origini del Male nelle religioni antiche del Medio-Oriente e dell’Asia Minore […] >>
— Marco Maculotti, L'Angelo dell'Abisso. Apollo, Avalon, il Mito Polare e l'Apocalisse, Axis Mundi Edizioni 2022, cap. V §1.1
[Henry John Stock, "And I saw a star fall from heaven unto the earth", 1902]
In altre parole al suono della tromba di Apollyon segue come conseguenza la caduta sulla Terra di una stella, a cui viene affidata la «chiave del pozzo dell’Abisso». Quest’ultimo, una volta aperto, assomiglia a una enorme fornace: negli scorsi capitoli abbiamo già incontrato almeno un paio di immagini mitiche del tutto equivalenti a questo Abisso/fornace, vale a dire il Fuoco Centrale del sistema cosmologico di Filolao e il Tartaro dove secondo la tradizione arcaica sarebbero stati rinchiusi i Titani, esattamente alla stessa maniera di Satana nella tradizione veterotestamentaria e profetica — e abbiamo anche visto che per alcuni studiosi degni della massima attenzione e considerazione, tra cui il Kingsley, l’uno e l’altro si confonderebbero tra loro, trovandosi entrambi al centro del cosmo o, ampliando una perifrasi già sfoggiata in precedenza, alla confluenza di tutti i fiumi cosmici, celesti o infernali che siano.
Per quanto riguarda la «stella caduta dal cielo» in risposta al richiamo della tromba di Apollyon, siamo del parere che non possa essere altri se non Lucifero, che nel suo aspetto di pianeta Venere è — oltre che il «Portatore di Luce» e la «Stella del Mattino e della Sera» — l’Angelo Caduto per antonomasia, il «deragliatore cosmico» (secondo la perifrasi di Teyssèdre) responsabile della Caduta dal cielo perfetto delle Origini e dell’inclinazione fatale dell’Asse del Mondo, da cui hanno avuto origine, in quel momento in cui ha iniziato a ticchettare il grande Orologio cosmico, le Stagioni e il loro avvicendarsi, e con esse le stagioni della vita umana e tutti i frutti che esse portano, anche i meno graditi: la vecchiaia, la malattia, la morte, l’involuzione, la degenerazione.
È come se Apollyon/Apollo per l’apertura dell’Abisso passi il testimone al suo volto oscuro o, per meglio dire, all’altra sua faccia della medaglia, quella infera: quello che Guénon chiama Sorath, il demone solare infero “opposto” a Mikael/ Metatron/Melchisedech, per quanto riguarda la tradizione giudaico-cabalistica. Lucifero nel suo aspetto titanico di Stella precipitata dall’immoto cielo primigenio, potremmo dire noi; ovvero, per dirlo in termini coerenti con la tradizione mitologica greca, Prometeo o Fetonte come “doppî oscuri” di Apollo, l’ἄγγελος del Polo estremo-settentrionale, ai quali demanda di portare giù il Fuoco in sua vece o, in questo caso, di spalancare le porte sigillate dell’Abisso. Lucifero per primo e gli Angeli Ribelli al suo séguito poi sono colpevoli, esattamente come i Titani nella cosmogonia degli aedi della Grecia arcaica, «di aver abbandonato il cielo, il luogo santo della stazione d’eternità», a quanto si legge nel Libro di Enoch. Essi hanno «disertato la loro postazione celeste», chiosa Bernard Teyssèdre, autore di un insuperato saggio sulle origini del Male nelle religioni antiche del Medio-Oriente e dell’Asia Minore […] >>
— Marco Maculotti, L'Angelo dell'Abisso. Apollo, Avalon, il Mito Polare e l'Apocalisse, Axis Mundi Edizioni 2022, cap. V §1.1
[Henry John Stock, "And I saw a star fall from heaven unto the earth", 1902]
👍2