∴ Sogni nel deserto del tempo ∴ – Telegram
∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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I Nommo dei Dogon
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Uomo trascendentale
“Yin and yang, male and female, strong and weak, rigid and tender, heaven and earth, light and darkness, thunder and lightning, cold and warmth, good and evil...the interplay of opposite principles constitutes the universe.”
― Confucius
Artist • Tianhua Xu
@timesea 😍🔥🤩
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Antichi Osservatori dell'abisso
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Diario di un viaggiatore dei sogni
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Nataraja the cosmic dancer
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Nuda Veritas
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Forwarded from 𝔳.𝔦.𝔱.𝔯.𝔦.𝔬.𝔩. (𝔰𝔢𝔯𝔭𝔢𝔫𝔱𝔦𝔫𝔞)
Lilit Births The Djinn |Rithika Merchant | 2015
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Il primato dello sguardo nella profondità di aión, il tempo metafisico,
da cui origina il mondo di chrónos e le sue catene di eventi che si snodano
secondo il ritmo di Anánke, la Necessità, inchiodati dalle relazioni di causa
ed effetto. È il mondo della dóxa parmenidea, se così vogliamo nominare
l’apparenza dei visibili (la maya degli Orientali) in quanto espressione o
manifestazione dell’Assoluto invisibile, il «cuore che non trema della ben
rotonda Verità».
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Il mondo «è una violenza deviata, trasfigurata, che appare come grazia, arte, armonia, evanescente tessuto dell’astrazione».
Il mondo, e con esso l’uomo, è fatalmente malato, in disconnessione totale con l’Origine, ignaro della sua origine divina e della Sorgente a cui dovrà fare, prima o poi, ritorno; e ciò da sempre, ovvero dalla sua Caduta nel mondo del divenire e della materia, all’inizio della Storia. Come scrive Guénon, di fatto «l’uomo, allontanato dal suo centro originario, si trovava rinchiuso, a partire da quel momento, nella sfera temporale; non poteva più raggiungere il punto unico dal quale tutte le cose sono contemplate nel loro aspetto eterno» .
Avendo perso il suo stato di purezza e di lucentezza originario, l’uomo ha conseguentemente perduto anche quello che tutte le tradizioni chiamano lo «stato primordiale», l’accesso al «Paradiso terrestre», il «senso dell’eternità»: in una sola parola, il Centro.
Apollo sorge e annulla questa distanza, per chi accetti di farsi colpire dalla sua freccia e sappia intendere l’Armonia cosmica insita nelle sette note ansimate dalla sua lira, facendo nascere nell’intimo abissale analogicamente correlato alla «tana» in cui si svolge l’incubatio esteriore - la capacità profetica, la mantikḗ(mantica)
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Quest’ultima (mantica) nasce dalla manía, ovvero da una condizione di trance che consente di trascendere i limiti dell’ego e della coscienza ordinaria, strutturata spaziotemporalmente, aprire un varco ed entrare in contatto con
l’Assoluto invisibile metaspaziotemporale, quel nucleo metafisico in cui passato, presente e futuro sono agglutinati in un eterno «adesso», il nûn di Parmenide, e da questa postazione riverberare visioni e parole che squarciano la trama del tempo e dello spazio.
In questo modo si attua la coincidentia oppositorum tra basso e alto, tana e Polo, abissalità e assialità, grotta e omphalós, oscurità e luce, lupo e cigno,
arco e lira; e con l’annientamento di tutte le dicotomie opposte, l’adepto ha finalmente accesso alla dimensione polare e primigenia di cui Apollo è teofania, venendo iniziato alla sapienza obliqua di cui il nume iperboreo è messaggero e annunziatore (ἄγγελος). Un angelo che sorge dall’Abisso ma che, per tale via abissale, conduce al Polo assiale della manifestazione cosmica, laddove tutte le opposizioni e i contrarî si annullano, nella luce ultra boreale dell’Origine
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