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"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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PIETRA FILOSOFALE
La pietra filosofale secondo gli alchimisti era un amuleto capace di tramutare i metalli in oro, o di produrre l’elisir di lunga vita. Rappresentava inoltre la via alla saggezza e alla conoscenza assoluta. Sull’origine di queste credenze vi sono molte teorie.
Stomaco magico. Quella forse più antica risale alla mitologia greco-latina: il dio Saturno (Chronos, per i greci) aveva l'abitudine di divorare i figli, ma una sua amante, Rea, sostituì il proprio figlioletto Zeus con una pietra, che Saturno ingoiò d’un sol boccone. Quando s’accorse dell’inganno vomitò quel grosso sasso sulla Terra. Nel tempo in cui la pietra era rimasta nel corpo del dio aveva però acquistato la particolare proprietà di tramutare i metalli in oro.
Alla ricerca della pietra filosofale, o di un sistema per ricreare le sue proprietà, si sono dedicati centinaia di alchimisti, da quattromila anni a questa parte. Non mancano nomi illustri, quali Aristotele, Pitagora, Paracelso e Flamel.
Veramente interessante
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https://it.wikipedia.org/wiki/Melchisedec
Secondo me tale attualmente potrebbe essere Yaldabaoth, da notare che viene chiamato il Signore del Mondo e l'Antico dei Giorni.
Io temo il male, ma allo stesso tempo temo ancor di più il bene.
La parola Abraxás (o Abrasáx o Abracax), d'incerta etimologia, è stata ritrovata su pietre e gemme usate come talismani magici. D'origine gnostico-mitraica, rappresenta principalmente la mediazione fra l'umanità e il dio Sole. Presso la tradizione persiana arriva a simboleggiare l'unione/totalità fra Ahura Mazdā ed Arimane, ossia Bene e Male.

Secondo alcuni studiosi, la parola abracadabra deriverebbe da Abraxas, sebbene esistano altre spiegazioni.

Il nome si trova anche in testi gnostici. Il suo principale o più antico significato simbolico è altamente discusso, e spesso le opinioni divergono a seconda delle diverse implicazioni religiose che vengono di volta in volta considerate. Di Abraxas abbiamo fonti sia dirette che indirette. Indirettamente furono alcuni Padri della Chiesa a conservare e a documentare le teorie di alcune scuole gnostiche, criticandole e tacciandole di eresia. In generale, i padri della Chiesa che combatterono tali presunte eresie consideravano Abraxas una forma del culto di Satana/Shaitan. Le principali fonti dirette son invece alcuni testi del primo e più antico gnosticismo facenti parte dei codici di Nag Hammâdi (il Vangelo degli Egiziani e l'Apocalisse d'Adamo). Quest'ultimo rotolo ci rivela che Abraxas è un grandissimo Eone. Secondo alcuni si tratterebbe di un altro nome del Cristo; altri (George Mead autore di uno studio e un'attenta interpretazione dei testi gnostici -"Gnosticismo e Cristianesimo delle Origini"-) mostrano riserve sulla natura di Abraxas quale Dio Supremo. Il nome si trova anche in successivi manoscritti greci di carattere magico (alchemico-esoterico); lo si può inoltre trovar impresso su talismani come auspicio di potenza ed invincibilità. Nella cosmologia gnostica, Abraxás è il nome del Dio altissimo, ovvero il Padre Ingenerato.

https://it.wikipedia.org/wiki/Abraxas
«Elohim disse a Mosè: "Io sono colui che sono"»
Noi siamo sangue di un mondo lontano.
Ubbidiamo a un cuore che batte altrove.

Karl Lubomirski
«Io sono Protennoia il Pensiero che abita nella luce
Colei che esiste prima di Tutto
Io mi muovo in ogni creatura
Io sono l'invisibile Uno all'interno del Tutto
Io sono percezione e Conoscenza, che pronuncia una Voce per mezzo del Pensiero
Io sono la vera Voce.»