https://it.wikipedia.org/wiki/Fanciulla_cigno
La Fanciulla cigno o Vergine cigno è una creatura mitica presente nelle tradizioni di numerose civiltà del mondo la cui caratteristica è di mutare dalla forma umana a quella di cigno.
La chiave per la trasformazione di solito è una pelle di cigno, o un indumento con piume di cigno collegate. Nonostante il nome, in un piccolo numero di leggende si possono trovare anche delle figure maschili. È il numero 400 della classificazione di Aarne-Thompson relativa alla teoria della fiaba.
Il simbolo del Cigno riporta al mistero della realtà altra, sono il mezzo che intercede tra l'aldilà e la realtà fisica.
Il simbolo del Cigno riporta al mito di Iperborea e del regno nuovo che nascerà dalla fine dei giorni
La Fanciulla cigno o Vergine cigno è una creatura mitica presente nelle tradizioni di numerose civiltà del mondo la cui caratteristica è di mutare dalla forma umana a quella di cigno.
La chiave per la trasformazione di solito è una pelle di cigno, o un indumento con piume di cigno collegate. Nonostante il nome, in un piccolo numero di leggende si possono trovare anche delle figure maschili. È il numero 400 della classificazione di Aarne-Thompson relativa alla teoria della fiaba.
Il simbolo del Cigno riporta al mistero della realtà altra, sono il mezzo che intercede tra l'aldilà e la realtà fisica.
Il simbolo del Cigno riporta al mito di Iperborea e del regno nuovo che nascerà dalla fine dei giorni
Wikipedia
Fanciulla cigno
La Fanciulla cigno o Vergine cigno è una creatura mitica presente nelle tradizioni di numerose civiltà del mondo la cui caratteristica è di mutare dalla forma umana a quella di cigno .
https://www.romanoimpero.com/2020/08/culto-di-mania.html
LA MANIA ETRUSCA
La Dea Mania è una divinità molteplice, e non facile da interpretare, perchè tra le altre cose personificava la Follia. Di derivazione etrusca, nella mitologia, insieme a Mantus, suo paredro, governava il mondo dei morti. Spesso viene assimilata alle Erinni: infatti, come loro, tormentava gli spiriti degli umani colpevoli di gravi reati.
Nella mitologia etrusca (e pure romana), Mania (o Manea) veniva ritenuta la madre di fantasmi, dei non-morti, e di altri spiriti della notte, una dea oscura citata solo da Plinio e Plutarco, così come era ritenuta madre dei Lares e dei Manes. Il suo nome rimanda a Mana Genita, una Dea oscura citata solo da Plinio e Plutarco.
Altro nome: Feronia
LA FOLLIA PER GLI ANTICHI ROMANI
Per gli antichi romani esistevano, come per i sogni, due sorgenti, una derivava dagli uomini e una derivava dagli Dei. Pertanto occorreva porgere attenzione a ciò che dicevano i folli, perchè per loro traite potevano parlare gli Dei Immortali.
LA MANIA ETRUSCA
La Dea Mania è una divinità molteplice, e non facile da interpretare, perchè tra le altre cose personificava la Follia. Di derivazione etrusca, nella mitologia, insieme a Mantus, suo paredro, governava il mondo dei morti. Spesso viene assimilata alle Erinni: infatti, come loro, tormentava gli spiriti degli umani colpevoli di gravi reati.
Nella mitologia etrusca (e pure romana), Mania (o Manea) veniva ritenuta la madre di fantasmi, dei non-morti, e di altri spiriti della notte, una dea oscura citata solo da Plinio e Plutarco, così come era ritenuta madre dei Lares e dei Manes. Il suo nome rimanda a Mana Genita, una Dea oscura citata solo da Plinio e Plutarco.
Altro nome: Feronia
LA FOLLIA PER GLI ANTICHI ROMANI
Per gli antichi romani esistevano, come per i sogni, due sorgenti, una derivava dagli uomini e una derivava dagli Dei. Pertanto occorreva porgere attenzione a ciò che dicevano i folli, perchè per loro traite potevano parlare gli Dei Immortali.
romanoimpero.com
CULTO DI MANIA
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«È cosa brutta quando si ha compiacenza per un abbietto e in maniera abbietta, è bella invece quando la si prova per uno meritevole e in maniera bella. Abbietto è l'amante volgare, innamorato più del corpo che dell'anima: non è un individuo che resti saldo, come salda non è nemmeno la cosa che egli ama. Infatti quando svanisce il fiore della bellezza del corpo del quale era preso "si ritira a volo" ad onta dei molti discorsi e delle promesse. Chi invece si è innamorato dello spirito quando è nobile resta costante per tutta la vita perché si è attaccato a una cosa che resta ben salda.»
(Simposio 183d-e)
(Simposio 183d-e)
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"Nelle parole della Sibilla c'era qualcosa che riguardava il tempo e il suo mistero, ciò che si estende nell'eternità; l'accenno alla grigia ombra della fatalità che incombe sul mondo e sul sole, dell'amore che si consuma ardendo, della morte, della vita stessa che è soltanto un miraggio sperduto nei gelidi spazi.
Inspiegabilmente, in una maniera che incuteva paura, mentre la stringeva, la Sibilla parve trasformarsi fra le sue braccia come se diventasse un freddo cadavere sepolto per millenni in una tomba scavata nella banchisa polare; una lebbrosa mummia bianca, nei cui occhi vitrei si leggeva l'orrore degli abissi senza fine. Poi, divenne qualcosa senza forma e senza nome: una oscura corruzione si andava disfacendo; una polvere incolore, un vorticare di atomi luminescenti che gli sfuggivano fra le dita"
C. A. Smith- La Sibilla bianca (1934)
Inspiegabilmente, in una maniera che incuteva paura, mentre la stringeva, la Sibilla parve trasformarsi fra le sue braccia come se diventasse un freddo cadavere sepolto per millenni in una tomba scavata nella banchisa polare; una lebbrosa mummia bianca, nei cui occhi vitrei si leggeva l'orrore degli abissi senza fine. Poi, divenne qualcosa senza forma e senza nome: una oscura corruzione si andava disfacendo; una polvere incolore, un vorticare di atomi luminescenti che gli sfuggivano fra le dita"
C. A. Smith- La Sibilla bianca (1934)
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"Dal punto di vista dell'immagine, la parte di essa non interessata dall'estensione del disegno fa parte dell'unità dell' apprensione percettiva. I contenuti apprensionali si compenetrano con l'apprensione dell'oggetto-immagine e si fondono nell'unità della manifestazione. La percezione offre il carattere della realtà presente. L'ambiente circostante è l'ambiente circostante reale, anche la carta è una presenza reale; Anche l'immagine si manifesta, ma essa contrasta con il presente reale, essa è pertanto propriamente 'immagine', essa è, quando si manifesti, un nulla"
E. Husserl
E. Husserl
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Sogno di una strana stella
Ero in un'antica cattedrale, ero seduto e ricordo di aver guardato l'ingresso che aveva due enormi portoni di legno.
Ad un certo punto irrompe dentro un elefante molto grande che apre le due porte e la realtà in quel momento si squarcia come un velo, mi ritrovo immerso nello spazio davanti ad una nana bianca, poi mi ritrovo di nuovo nella cattedrale ma vado esco e vado in un paese
Ho creato un video per farvi capire come mi sentivo in quel momento, con il programma mi sono avvicinato alla stella per farvi vedere che era identica a quella del mio sogno..questo è Sirius B
Ero in un'antica cattedrale, ero seduto e ricordo di aver guardato l'ingresso che aveva due enormi portoni di legno.
Ad un certo punto irrompe dentro un elefante molto grande che apre le due porte e la realtà in quel momento si squarcia come un velo, mi ritrovo immerso nello spazio davanti ad una nana bianca, poi mi ritrovo di nuovo nella cattedrale ma vado esco e vado in un paese
Ho creato un video per farvi capire come mi sentivo in quel momento, con il programma mi sono avvicinato alla stella per farvi vedere che era identica a quella del mio sogno..questo è Sirius B
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https://youtu.be/je94ykgpt0E
I consigli che Sri Krishna diede al suo discepolo Arjuna per affrontare la battaglia di Kurukshetra, che è la rappresentazione della battaglia di tutti noi con il nostro ego e contro tutto ciò che ci allontana dal contatto con il Divino.
I consigli che Sri Krishna diede al suo discepolo Arjuna per affrontare la battaglia di Kurukshetra, che è la rappresentazione della battaglia di tutti noi con il nostro ego e contro tutto ciò che ci allontana dal contatto con il Divino.
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La battaglia di Kurukshetra: insegnamenti di Krishna a Arjuna
I consigli che Sri Krishna diede al suo discepolo Arjuna per affrontare la battaglia di Kurukshetra, che è la rappresentazione della battaglia di tutti noi con il nostro ego e contro tutto ciò che ci allontana dal contatto con il Divino.
∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
https://youtu.be/je94ykgpt0E I consigli che Sri Krishna diede al suo discepolo Arjuna per affrontare la battaglia di Kurukshetra, che è la rappresentazione della battaglia di tutti noi con il nostro ego e contro tutto ciò che ci allontana dal contatto con…
Il Mahabharata
La Lotta tra i Pandavas e i Kauravas
Arjuna: "Le mie gambe non mi reggono più
ho la bocca asciutta, tremo
L'arco mi scivola dalle mani.
Lo zio, i cugini, i nipoti
e Drona, il mio maestro, sono tutti qui.
Non posso portare la morte alla mia famiglia.
La mia risolutezza è scomparsa
non posso difendermi...
Aspetterò la mia morte qui."
- Arjuna ha gettato l'arco e le frecce.
- Perchè curva la testa?
Dov'è la sua superbia?
Dov'è la sua brama di combattere?
Krishna: "Che significa questa debolezza vergognosa?
Alzati e combatti.
Arjuna: "L'angoscia mi opprime.
Non so più dove sta il mio dovere.
Dimmelo tu."
- Cosa fa Krishna?
- Parla ad Arjuna.
- Cosa gli dice?
- Gli dice che vittoria e sconfitta sono la stessa cosa.
Lo incita ad agire senza pensare al frutto dell'atto.
Gli dice: "Sii disinteressato.
Combatti freddamente."
Arjuna: "Dici: sii freddo e disinteressato.
Ma mi inciti a combattere, massacrare
Le tue parole sono ambigue.
Mi confondi."
Krishna gli dice: non rifugiarti nella solitudine.
Rinunciare non basta.
Devi agire.
Ma non lasciarti sopraffare dall'azione.
Nel cuore dell'azione,
devi sentirti libero da ogni attaccamento."
Arjuna: "Come posso mettere in pratica ciò che vuoi da me?
La mia mente è mobile, instabile,
evasiva, febbrile, agitata, ostinata.
Domarla è più difficile
che ammansire il vento."
Krishna: "Impara a guardare
con gli stessi occhi
un tumulo di terra
e un cumulo d'oro.
Una vacca e un saggio.
Un cane e l'uomo che mangia il cane.
Esiste un'altra intelligenza
al di sopra della mente."
Arjuna: "La passione ci trascina.
La malvagità ci offusca i sensi.
Come faccio a trovare questa intelligenza?
Con quale volontà?"
Per rispondere a questa domanda
Krishna guidò Arjuna attraverso
la foresta dell'illusione.
Cominciò ad insegnargli l'antica saggezza dello yoga
e la strada misteriosa dell'azione.
Gli parlò a lungo.
Molto a lungo
tra i due eserciti che si preparavano a distruggersi.
Arjuna: "Tutti gli uomini sono nati nell'illusione.
Come raggiungere la verità
se si è nati nell'illusione?"
Lentamente, Krishna guidò Arjuna
per i meandri del suo spirito.
Gli indicò i movimenti segreti del suo essere
e il vero campo di battaglia
dove non servono nè guerrieri nè frecce
dove ognuno può combattere da solo.
E' il sapere più segreto.
Gli insegnò come il mondo va rivelandosi.
Arjuna: "Le mie illusioni svaniscono,
una dopo l'altra.
Adesso.
Se sono capace di contemplarla,
mostrami la tua forma universale.
...
Ti vedo.
E vedo pure tutto il mondo
in un solo punto.
Tutti i guerrieri si lanciano nella tua bocca.
E tu li frantuni tra i tuoi denti.
Desiderano essere distrutti
e tu li distruggi.
Attraverso il tuo corpo,
vedo le stelle.
Vedo la vita, la morte.
Il silenzio.
Rivelami la mia natura.
Sono precipitato giù, negli abissi.
Ho paura."
Krishna: "Sono tutto quello che pensi,
tutto quello che dici.
Ogni cosa è appesa a me,
come le perle alla collana.
Sono il profumo della terra,
il calore del fuoco.
Sono ciò che appare,
ciò che scompare.
Sono la beffa dell'imbroglione.
Sono il fulgore di tutto ciò che splende.
Sono il tempo invecchiato.
Tutti gli esseri precipitano nella notte
e vengono poi riportati alla luce.
Ho già sconfitto tutti questi guerrieri.
Ma chi crede di potere uccidere
e chi crede di potere essere ucciso
sbaglia comunque.
Nessuna arma può trafiggere la tua vita.
Nessun fuoco bruciarla,
nessun'acqua allagarla.
Nessun vento può prosciugarla.
Non avere paura. Alzati,
perchè ti Amo.
Ora puoi dominare la tua misteriosa
imprevedibile mente.
Puoi vedere il tuo lato nascosto.
Agisci come devi agire.
Io stesso, non resto mai senza agire.
Alzati!"
Arjuna: "Le mie illusioni sono svanite,
i miei errori cancellati.
Grazie a te, mi ritrovo risoluto.
I miei dubbi sono spariti.
Agirò seguendo le tue parole."
Tratto dal film Il Mahabharata, di Peter Brook, 1989
La Lotta tra i Pandavas e i Kauravas
Arjuna: "Le mie gambe non mi reggono più
ho la bocca asciutta, tremo
L'arco mi scivola dalle mani.
Lo zio, i cugini, i nipoti
e Drona, il mio maestro, sono tutti qui.
Non posso portare la morte alla mia famiglia.
La mia risolutezza è scomparsa
non posso difendermi...
Aspetterò la mia morte qui."
- Arjuna ha gettato l'arco e le frecce.
- Perchè curva la testa?
Dov'è la sua superbia?
Dov'è la sua brama di combattere?
Krishna: "Che significa questa debolezza vergognosa?
Alzati e combatti.
Arjuna: "L'angoscia mi opprime.
Non so più dove sta il mio dovere.
Dimmelo tu."
- Cosa fa Krishna?
- Parla ad Arjuna.
- Cosa gli dice?
- Gli dice che vittoria e sconfitta sono la stessa cosa.
Lo incita ad agire senza pensare al frutto dell'atto.
Gli dice: "Sii disinteressato.
Combatti freddamente."
Arjuna: "Dici: sii freddo e disinteressato.
Ma mi inciti a combattere, massacrare
Le tue parole sono ambigue.
Mi confondi."
Krishna gli dice: non rifugiarti nella solitudine.
Rinunciare non basta.
Devi agire.
Ma non lasciarti sopraffare dall'azione.
Nel cuore dell'azione,
devi sentirti libero da ogni attaccamento."
Arjuna: "Come posso mettere in pratica ciò che vuoi da me?
La mia mente è mobile, instabile,
evasiva, febbrile, agitata, ostinata.
Domarla è più difficile
che ammansire il vento."
Krishna: "Impara a guardare
con gli stessi occhi
un tumulo di terra
e un cumulo d'oro.
Una vacca e un saggio.
Un cane e l'uomo che mangia il cane.
Esiste un'altra intelligenza
al di sopra della mente."
Arjuna: "La passione ci trascina.
La malvagità ci offusca i sensi.
Come faccio a trovare questa intelligenza?
Con quale volontà?"
Per rispondere a questa domanda
Krishna guidò Arjuna attraverso
la foresta dell'illusione.
Cominciò ad insegnargli l'antica saggezza dello yoga
e la strada misteriosa dell'azione.
Gli parlò a lungo.
Molto a lungo
tra i due eserciti che si preparavano a distruggersi.
Arjuna: "Tutti gli uomini sono nati nell'illusione.
Come raggiungere la verità
se si è nati nell'illusione?"
Lentamente, Krishna guidò Arjuna
per i meandri del suo spirito.
Gli indicò i movimenti segreti del suo essere
e il vero campo di battaglia
dove non servono nè guerrieri nè frecce
dove ognuno può combattere da solo.
E' il sapere più segreto.
Gli insegnò come il mondo va rivelandosi.
Arjuna: "Le mie illusioni svaniscono,
una dopo l'altra.
Adesso.
Se sono capace di contemplarla,
mostrami la tua forma universale.
...
Ti vedo.
E vedo pure tutto il mondo
in un solo punto.
Tutti i guerrieri si lanciano nella tua bocca.
E tu li frantuni tra i tuoi denti.
Desiderano essere distrutti
e tu li distruggi.
Attraverso il tuo corpo,
vedo le stelle.
Vedo la vita, la morte.
Il silenzio.
Rivelami la mia natura.
Sono precipitato giù, negli abissi.
Ho paura."
Krishna: "Sono tutto quello che pensi,
tutto quello che dici.
Ogni cosa è appesa a me,
come le perle alla collana.
Sono il profumo della terra,
il calore del fuoco.
Sono ciò che appare,
ciò che scompare.
Sono la beffa dell'imbroglione.
Sono il fulgore di tutto ciò che splende.
Sono il tempo invecchiato.
Tutti gli esseri precipitano nella notte
e vengono poi riportati alla luce.
Ho già sconfitto tutti questi guerrieri.
Ma chi crede di potere uccidere
e chi crede di potere essere ucciso
sbaglia comunque.
Nessuna arma può trafiggere la tua vita.
Nessun fuoco bruciarla,
nessun'acqua allagarla.
Nessun vento può prosciugarla.
Non avere paura. Alzati,
perchè ti Amo.
Ora puoi dominare la tua misteriosa
imprevedibile mente.
Puoi vedere il tuo lato nascosto.
Agisci come devi agire.
Io stesso, non resto mai senza agire.
Alzati!"
Arjuna: "Le mie illusioni sono svanite,
i miei errori cancellati.
Grazie a te, mi ritrovo risoluto.
I miei dubbi sono spariti.
Agirò seguendo le tue parole."
Tratto dal film Il Mahabharata, di Peter Brook, 1989
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The Four Kings: Death & Devil
Pagan Otherworlds Tarot
Linnea Gits and Peter Dunham
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Linnea Gits and Peter Dunham
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