Il mistero del popolo africano dei Dogon è oggetto da anni di acceso interesse per le sue affascinanti ed enigmatiche conoscenze astrali del sistema stellare di Sirio, che si estendono anche ai simboli della "Tradizione primordiale" e in particolare a quella egizia. Nel mito della creazione dogon svolgono un ruolo fondamentale le maschere rituali, strumento di controllo della realtà e "porta" tra il mondo quotidiano e quello extraumano, attraverso cui scendono le potenze dell'invisibile che presiedono ai destini dell'etnia e dell'universo indigeno.
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La live inizia alle: 21:30 🌀
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I DOGON: maschere e anime verso le stelle, con ANTONIO BONIFACIO (e Andrea Casella)
Il mistero del popolo africano dei Dogon è oggetto da anni di acceso interesse per le sue affascinanti ed enigmatiche conoscenze astrali del sistema stellare di Sirio, che si estendono anche ai simboli della "Tradizione primordiale" e in particolare a quella…
🌀 Uno studio sul simbolismo dell’ascia bipenne (Labrys), la spirale, la clessidra, il toro e il labirinto, e il loro rapporto con il cammino annuale del sole e in particolar modo con i solstizi. A cura di Vanni Saponaro.
« Anche il simbolo del toro ha avuto numerosissime implicazioni sia nella cultura preistorica che in quelle proto-storiche fino a quelle storiche, in particolare in quella latina e greca, dove riveste un ruolo di primo piano. La regalità al toro all’interno del labirinto cretese la potrebbe fornire il nome stesso del mostro cretese: Minotauro infatti unisce il nome del famoso re Minos(se) — che, considerati i suoi natali regali, può essere considerato un prefisso di “re” — con il suffisso taurus, cioè “toro”. Da questo si può dedurre che per i Micenei il Minotauro, quindi il dio-toro solare, era considerato una sorta di re imprigionato in un labirinto. »
https://axismundi.blog/2023/02/23/la-labrys-il-toro-e-il-labirinto/
« Anche il simbolo del toro ha avuto numerosissime implicazioni sia nella cultura preistorica che in quelle proto-storiche fino a quelle storiche, in particolare in quella latina e greca, dove riveste un ruolo di primo piano. La regalità al toro all’interno del labirinto cretese la potrebbe fornire il nome stesso del mostro cretese: Minotauro infatti unisce il nome del famoso re Minos(se) — che, considerati i suoi natali regali, può essere considerato un prefisso di “re” — con il suffisso taurus, cioè “toro”. Da questo si può dedurre che per i Micenei il Minotauro, quindi il dio-toro solare, era considerato una sorta di re imprigionato in un labirinto. »
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𝐀𝐗𝐈𝐒 ֎ 𝐌𝐔𝐍𝐃𝐈
La Labrys, il Toro e il Labirinto
Uno studio sul simbolismo dell’ascia bipenne (Labrys), la spirale, la clessidra, il toro e il labirinto, e il loro rapporto con il cammino annuale del sole e in particolar modo con i solstizi…
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Un giorno gli dei presero una goccia dal pozzo di luce.
Presero la goccia e la lasciarono cadere in fondo al mare dell'ignoto, la goccia cadde per eoni fino a giungere in un mondo nuovo, dove prese forma e divenne umana.
La goccia non capiva ne sapeva quale fosse il suo compito, e per millenni essa si mosse come volle la natura circostante, dando però spago solo ai propri istinti che andavano a formarsi con il mondo circostante.
Anch'esso prendeva forma e significato.
Un giorno però gli dei videro dall'alto del loro regno che la goccia in fondo al mare aveva preso forma, ma che essa non aveva ancora compreso il perché di tale caduta.
Allora gli dei si riunirono e presero in decisione di lanciare un raggio della loro luce per ricordare alla goccia da quale mondo essa è giunta.
La goccia che ormai aveva molti fratelli e sorelle viveva cieca e incatenata.
Arrivò un raggio dall'abisso e la goccia aprì gli occhi, ricordando da quale mondo essa giunse.
La goccia allora iniziò il suo viaggio di ritorno, libera.
Presero la goccia e la lasciarono cadere in fondo al mare dell'ignoto, la goccia cadde per eoni fino a giungere in un mondo nuovo, dove prese forma e divenne umana.
La goccia non capiva ne sapeva quale fosse il suo compito, e per millenni essa si mosse come volle la natura circostante, dando però spago solo ai propri istinti che andavano a formarsi con il mondo circostante.
Anch'esso prendeva forma e significato.
Un giorno però gli dei videro dall'alto del loro regno che la goccia in fondo al mare aveva preso forma, ma che essa non aveva ancora compreso il perché di tale caduta.
Allora gli dei si riunirono e presero in decisione di lanciare un raggio della loro luce per ricordare alla goccia da quale mondo essa è giunta.
La goccia che ormai aveva molti fratelli e sorelle viveva cieca e incatenata.
Arrivò un raggio dall'abisso e la goccia aprì gli occhi, ricordando da quale mondo essa giunse.
La goccia allora iniziò il suo viaggio di ritorno, libera.
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