Un giorno gli dei presero una goccia dal pozzo di luce.
Presero la goccia e la lasciarono cadere in fondo al mare dell'ignoto, la goccia cadde per eoni fino a giungere in un mondo nuovo, dove prese forma e divenne umana.
La goccia non capiva ne sapeva quale fosse il suo compito, e per millenni essa si mosse come volle la natura circostante, dando però spago solo ai propri istinti che andavano a formarsi con il mondo circostante.
Anch'esso prendeva forma e significato.
Un giorno però gli dei videro dall'alto del loro regno che la goccia in fondo al mare aveva preso forma, ma che essa non aveva ancora compreso il perché di tale caduta.
Allora gli dei si riunirono e presero in decisione di lanciare un raggio della loro luce per ricordare alla goccia da quale mondo essa è giunta.
La goccia che ormai aveva molti fratelli e sorelle viveva cieca e incatenata.
Arrivò un raggio dall'abisso e la goccia aprì gli occhi, ricordando da quale mondo essa giunse.
La goccia allora iniziò il suo viaggio di ritorno, libera.
Presero la goccia e la lasciarono cadere in fondo al mare dell'ignoto, la goccia cadde per eoni fino a giungere in un mondo nuovo, dove prese forma e divenne umana.
La goccia non capiva ne sapeva quale fosse il suo compito, e per millenni essa si mosse come volle la natura circostante, dando però spago solo ai propri istinti che andavano a formarsi con il mondo circostante.
Anch'esso prendeva forma e significato.
Un giorno però gli dei videro dall'alto del loro regno che la goccia in fondo al mare aveva preso forma, ma che essa non aveva ancora compreso il perché di tale caduta.
Allora gli dei si riunirono e presero in decisione di lanciare un raggio della loro luce per ricordare alla goccia da quale mondo essa è giunta.
La goccia che ormai aveva molti fratelli e sorelle viveva cieca e incatenata.
Arrivò un raggio dall'abisso e la goccia aprì gli occhi, ricordando da quale mondo essa giunse.
La goccia allora iniziò il suo viaggio di ritorno, libera.
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“L’armonia delle sfere è il tipo della perfezione eterna, giacché tutto è ritmico e immutabile. […] In greco, «peccare» significa etimologicamente «mancare il bersaglio» (un arciere che non coglie nel segno), in altre parole venir meno alla virtù umana, fare un gesto disarmonico, estraneo al ritmo naturale. […] Ecco perché la virtù è il corollario della saggezza; difatti comprendere una gerarchia di valori vuol dire al tempo stesso assimilarla. […] L’anima peccatrice si «riconcilia» per mezzo di un rituale (schemi ritmici), della danza, della musica, cioè per mezzo di esperienze capaci di provocare l’assimilazione del ritmo naturale, d’instaurare l’armonia. Il peccato è uno stato di malessere, una coscienza oscurata, uno squilibrio tra i ritmi; esso esaspera morbosamente la coscienza dell’individuazione, della limitazione; è un isolamento penoso.”
— Mircea Eliade, “Soliloqui”, 1932
— Mircea Eliade, “Soliloqui”, 1932
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"Corpi morti che camminano nella notte, corpi viventi improvvisamente posseduti da nuovi proprietari e mortifere aspirazioni, corpi privi di forma sensibile, un corpus di leggi innaturali in conformità alle quali si compiono torture ed esecuzioni… Sono esempi della logica che regge l’orrore soprannaturale. Una logica fondata sulla paura, una logica il cui unico principio dichiara: 'L’esistenza equivale all’incubo'."
Thomas Ligotti, "La cospirazione contro la razza umana"
Thomas Ligotti, "La cospirazione contro la razza umana"
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La strada del segreto incanto, Luce raggiante delle antiche pratiche, segna il cammino verso la sapienza riposta che vede avvicendarsi jerofanti versati nelle pratiche magiche. Ecco i Fulguratori solenni, intenti a travalicare l’umano per raggiungere l’ultraumano, Lucumoni veggenti e altri magi votati alla Sacra Scienza. La Scienza assoluta, che avvolta nell’etereo bagliore, dispensa il Sapere a coloro che intendono, e intendendo comprendono, e comprendendo praticano. Così l’elmo Fulguralis riflette l’inferno dantesco composto da gironi concentrici, simili a quelli dei minareti, della mitica Torre di Babele, la Ziqqurat. L’infero buio, utero primordiale della Mater Matuta, sovrana psicopompica e regina delle cavità uterine e gestatorie. Tutto converge nell’estremo rigore della Conoscenza che reca con sé l’illuminazione, estatica condizione che anela al divino. Oltrepassato il limite della umana natura, profana e imperfetta, si giunge nella Luce che proviene dal buio, dall’infero. Perché la luce procede dal buio, e dal basso si arriva alle alte e ascose verità ermetiche e iniziatiche della lontana e mai realmente ritrovata terra d’Etruria.
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∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
La strada del segreto incanto, Luce raggiante delle antiche pratiche, segna il cammino verso la sapienza riposta che vede avvicendarsi jerofanti versati nelle pratiche magiche. Ecco i Fulguratori solenni, intenti a travalicare l’umano per raggiungere l’ultraumano…
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