"Mi sento come chi è stato condannato a portare in sé, sempre ed dovunque, l'incubo orrendo di cose morte e corrotte.
Vi è un termine per tutte le cose e tutte le cose obbediscono a leggi inesorabili. Vorrei che fosse altrimenti, ma né io ne altri, tanto frai vivi quanto fra i morti, possiamo prorogare il termine di qualsiasi stato o condizione di essere o modificarne le leggi che stabiliscono tali condizioni"
C.A. Smith- Epifania di morte (1942)
Vi è un termine per tutte le cose e tutte le cose obbediscono a leggi inesorabili. Vorrei che fosse altrimenti, ma né io ne altri, tanto frai vivi quanto fra i morti, possiamo prorogare il termine di qualsiasi stato o condizione di essere o modificarne le leggi che stabiliscono tali condizioni"
C.A. Smith- Epifania di morte (1942)
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Forwarded from 𝔳.𝔦.𝔱.𝔯.𝔦.𝔬.𝔩. (𝔰𝔢𝔯𝔭𝔢𝔫𝔱𝔦𝔫𝔞)
1- The Moonpearl
2-3 Pralaya
by Johfra Bosschart (1919-1998)
2-3 Pralaya
by Johfra Bosschart (1919-1998)
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"La gente, per paura dell’ignoto, continua a fare in modo che il mondo sia sempre uguale. Per la paura dell’ignoto, dubita di tutte le parole che non capisce. A causa della paura dell’ignoto fanno di una dottrina il loro credo. A causa della paura dell’ignoto respingono tutti gli altri dei. Le cose a cui si rivolgono gli uomini nel loro mondo, sono causate dall’ignoto. A causa della paura, gli uomini creano altre cose… altre religioni, altre lingue, altre tribù, classi e gradi. Ora, qui, ritroviamo tutto ciò che la gente ha rifiutato, ma allora anche quella conoscenza, è soltanto il capriccio di un bambino paragonata… all’ignoto assoluto.”
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Se gli uomini invece degli occhi avessero delle lenti verdi, dovrebbero ritenere che tutto ciò che vedono sia verde […]. Così è con l’intelletto: non possiamo decidere se ciò che chiamiamo la verità sia davvero tale, e non un’apparenza. La verità che conquistiamo vivendo non esiste più dopo la morte, e ogni sforzo per far nostra una realtà che ci segua anche nella tomba è vano. Questo pensiero ha dato una scossa al sacrario della mia anima: il mio unico è più alto scopo è crollato, non ne ho più alcuno.
H. von Kleist
H. von Kleist
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QUESTO MONDO È IL CAOS SECONDO GLI GNOSTICI.
Nella creazione del mondo inferiore gli Arconti occupano un ruolo di assoluto rilievo.
I miti gnostici concordano nel sostenere che questo mondo è il frutto dell’opera di un Dio minore, solitamente indicato col nome di Yaldabaoth, o Samael, e qualificato come cieco, arrogante o ignorante. Tale potenza intermedia è il frutto dell’Errore di Sophia, eone ultimo che invaghitosi del Padre Ineffabile, la fonte primigenia, e frustrato in questo suo intendimento precipita, offuscato, nel mondo inferiore, nelle regioni del caos.
Quanto da lei espulso durante il travaglio di redenzione, e cioè quel coacervo di emozioni, inquietudini, desideri, si coagula dando forma e intendimento al Demiurgo, che abbandonato dalla madre organizza il mondo inferiore, come riflesso di quello superiore da cui proviene Sophia. Come il mondo oltre la volta celeste è organizzato in regni, troni e dominazioni, anche il mondo sottostante ad esso lo è, e su ogni potestà pone un proprio figlio: Arconte.
«E l’invidia generò la morte; la morte generò i proprio figli, e installò ognuno di loro nel suo cielo; tutti i cieli del caos furono riempiti dalle loro moltitudini.»
Nella creazione del mondo inferiore gli Arconti occupano un ruolo di assoluto rilievo.
I miti gnostici concordano nel sostenere che questo mondo è il frutto dell’opera di un Dio minore, solitamente indicato col nome di Yaldabaoth, o Samael, e qualificato come cieco, arrogante o ignorante. Tale potenza intermedia è il frutto dell’Errore di Sophia, eone ultimo che invaghitosi del Padre Ineffabile, la fonte primigenia, e frustrato in questo suo intendimento precipita, offuscato, nel mondo inferiore, nelle regioni del caos.
Quanto da lei espulso durante il travaglio di redenzione, e cioè quel coacervo di emozioni, inquietudini, desideri, si coagula dando forma e intendimento al Demiurgo, che abbandonato dalla madre organizza il mondo inferiore, come riflesso di quello superiore da cui proviene Sophia. Come il mondo oltre la volta celeste è organizzato in regni, troni e dominazioni, anche il mondo sottostante ad esso lo è, e su ogni potestà pone un proprio figlio: Arconte.
«E l’invidia generò la morte; la morte generò i proprio figli, e installò ognuno di loro nel suo cielo; tutti i cieli del caos furono riempiti dalle loro moltitudini.»
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