"Nei misteri orfici, e in generale in tutte le tradizioni sciamaniche, l’uovo è un simbolo dell’unità primordiale del Tutto e si riconnette direttamente alla forma sferica del cielo/tempo e dello Zodiaco. Ortodossa, rispetto all’immagine dell’uovo/uno, è la tradizione finnica, sciamanica quanto l’orfismo: nel Kalevala si dice che un’anatra covò un uovo che, caduto in mare, si ruppe: “Dalle due metà del guscio nacque la volta celeste e il sottoposto emisfero terrestre; dal giallo si produsse il sole, dal bianco la luna, da parti più lucenti le stelle, da parti più oscure le nuvole”. Come narrato nella letteratura sacra di epoca pahlavica (Bundahishn, 81), il cosmo avrebbe la forma di un uovo suddiviso in dodici parti, sei delle quali appartengono ad Ohrmazd e sei ad Ahriman. Le sei parti di Ahriman, nel Bundahishn incarnazione del serpente d’inverno, sono i mesi che vanno dall’equinozio d’autunno all’equinozio di primavera. Per circa duemila anni il sole sorse all’equinozio d’autunno nella costellazione dello Scorpione (simbolo di morte anche perché, secondo un altro aspetto, è situato sull’incrocio esatto tra eclittica e galassia): era quello il momento in cui le tenebre sembravano avere il sopravvento sulla luce, facendo calare sul mondo il freddo e le brume. Il principio malvagio sarebbe stato sconfitto solo in primavera, con l’avvento del relativo equinozio, che cadeva sotto il segno del Toro. Plurime sono le raffigurazioni di Mithra che sacrifica il Toro di primavera, i cui testicoli (matrice vitale e generativa) sono aggrediti proprio dallo Scorpione."
A. CASELLA, "La macchina del tempo. Saggio sulla cosmoteologia arcaica"
A. CASELLA, "La macchina del tempo. Saggio sulla cosmoteologia arcaica"
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