Contenuto Libri di Jeu
I Libri di Jeu fanno parte del Codex Brucianus, un manoscritto papiraceo egiziano, e sono anonimi; alla fine del primo libro c'è un titolo, Libro del Grande Logos corrispondente ai Misteri, ma gli studiosi moderni hanno identificato i primi due trattati del codice con i due Libri di Jeu menzionati nella Pistis Sophia (158.18 e seguenti, 228.35), un'opera gnostica del III secolo, in cui Gesù dice che nel "nei due grandi Libri di Jeu" furono scritti da Enoch mentre Gesù gli parlava "dall'Albero della Conoscenza e dall'Albero della Vita nel paradiso di Adamo".
"Jeu" è descritto nel testo come il "vero Dio", derivato dal "Padre", la massima divinità.
Il testo copto è composto in modo da sembrare un vangelo gnostico ed è una sorta di trattato sotto forma di rivelazione: Gesù, detto "il vivente" ("il risorto"), risponde alle domande dei propri discepoli, sia degli apostoli che delle donne del suo seguito.
Nel primo libro (1 Jeu, capitoli 1-41 del codice) Gesù narra come "il Padre" emanò Jeu, il quale, spinto dal "Primo Mistero", produsse ventotto altre emanazioni, controllori di alcuni "tesori" di conoscenza divina; le ventotto emanazioni sono raffigurate con diagrammi schematici e rituali di difficile interpretazione. Dopo aver spiegato ai discepoli i sessanta "tesori", rivela loro un "Nome" che permette a chi lo pronuncia di ascendere ai tesori fino al vero Dio: il libro termina con Gesù e i discepoli che ascendono.
Nel secondo libro (2 Jeu, capitoli 42-52 del codice) Gesù insegna ai discepoli i misteri dello stato del Dio invisibile, il "Tesoro di Luce", che permettono loro di purificare la propria anima e ascendere così, dopo la loro morte, a questa suprema divinità. Dopo averli battezzati tre volte – in acqua, fuoco e Spirito santo, liberandoli così dall'influsso degli Arconti terreni – Gesù sigilla spiritualmente gli apostoli attraverso un'unzione spirituale. Affinché abbiano passaggio libero dagli arconti demoniaci nella loro ascesa, i discepoli ottengono "sigilli", "parole d'ordine" e le formule, che sono proibiti di rivelare a coloro che non lo meritano. Il libro termina con Gesù e i discepoli che cantano un inno al Padre.
Per approfondire: http://gnosis.org/library/1ieo.htm
I Libri di Jeu fanno parte del Codex Brucianus, un manoscritto papiraceo egiziano, e sono anonimi; alla fine del primo libro c'è un titolo, Libro del Grande Logos corrispondente ai Misteri, ma gli studiosi moderni hanno identificato i primi due trattati del codice con i due Libri di Jeu menzionati nella Pistis Sophia (158.18 e seguenti, 228.35), un'opera gnostica del III secolo, in cui Gesù dice che nel "nei due grandi Libri di Jeu" furono scritti da Enoch mentre Gesù gli parlava "dall'Albero della Conoscenza e dall'Albero della Vita nel paradiso di Adamo".
"Jeu" è descritto nel testo come il "vero Dio", derivato dal "Padre", la massima divinità.
Il testo copto è composto in modo da sembrare un vangelo gnostico ed è una sorta di trattato sotto forma di rivelazione: Gesù, detto "il vivente" ("il risorto"), risponde alle domande dei propri discepoli, sia degli apostoli che delle donne del suo seguito.
Nel primo libro (1 Jeu, capitoli 1-41 del codice) Gesù narra come "il Padre" emanò Jeu, il quale, spinto dal "Primo Mistero", produsse ventotto altre emanazioni, controllori di alcuni "tesori" di conoscenza divina; le ventotto emanazioni sono raffigurate con diagrammi schematici e rituali di difficile interpretazione. Dopo aver spiegato ai discepoli i sessanta "tesori", rivela loro un "Nome" che permette a chi lo pronuncia di ascendere ai tesori fino al vero Dio: il libro termina con Gesù e i discepoli che ascendono.
Nel secondo libro (2 Jeu, capitoli 42-52 del codice) Gesù insegna ai discepoli i misteri dello stato del Dio invisibile, il "Tesoro di Luce", che permettono loro di purificare la propria anima e ascendere così, dopo la loro morte, a questa suprema divinità. Dopo averli battezzati tre volte – in acqua, fuoco e Spirito santo, liberandoli così dall'influsso degli Arconti terreni – Gesù sigilla spiritualmente gli apostoli attraverso un'unzione spirituale. Affinché abbiano passaggio libero dagli arconti demoniaci nella loro ascesa, i discepoli ottengono "sigilli", "parole d'ordine" e le formule, che sono proibiti di rivelare a coloro che non lo meritano. Il libro termina con Gesù e i discepoli che cantano un inno al Padre.
Per approfondire: http://gnosis.org/library/1ieo.htm
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Forwarded from ☉ 𐃨 in corde solis 𐃨 ☉
Per Schwaller è fondamentale la distinzione fra «la conoscenza razionale, che esige l'analisi e serve la dialettica» e «la conoscenza funzionale, sintetica e a carattere categorico. […] Solo la conoscenza funzionale può abbordare l'astrazione materiale, cioè la liberazione della coscienza da tutte le contingenze fisiche, per esistere senza il corpo fisico. È la conoscenza funzionale che permette l’identificazione, la trasmissione del pensiero, la divinazione e la profezia, è lei che fa certi sogni.»
Per Paracelso è il corpo astrale che insegna all'uomo, mettendolo in comunicazione con il mondo superelementare degli astra, intendendo per astrum non soltanto un corpo celeste, ma anche la virtù, cioè l'attività che costituisce l'essenza di ogni cosa. In questo modo le grandi opere della natura sono rivelate all'uomo tramite il corpo astrale. Questa rivelazione però ha luogo non quando ci si dedica alla riflessione razionale e cosciente, bensì in sogno, in uno stato di trance.
È esattamente lo stesso concetto spiegato dall'ermetista de la Roche: «Una volta leggevo, riflettevo, organizzavo le idee, sottoponevo la mente a una tortura che ne fiaccava le forze, e non imparavo nulla; oggi sono tranquillo, dormo, sogno, e divengo sapiente».
一
✦ da Insegnamenti e Scritti Inediti di R. A. S. de Lubicz
Per Paracelso è il corpo astrale che insegna all'uomo, mettendolo in comunicazione con il mondo superelementare degli astra, intendendo per astrum non soltanto un corpo celeste, ma anche la virtù, cioè l'attività che costituisce l'essenza di ogni cosa. In questo modo le grandi opere della natura sono rivelate all'uomo tramite il corpo astrale. Questa rivelazione però ha luogo non quando ci si dedica alla riflessione razionale e cosciente, bensì in sogno, in uno stato di trance.
È esattamente lo stesso concetto spiegato dall'ermetista de la Roche: «Una volta leggevo, riflettevo, organizzavo le idee, sottoponevo la mente a una tortura che ne fiaccava le forze, e non imparavo nulla; oggi sono tranquillo, dormo, sogno, e divengo sapiente».
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✦ da Insegnamenti e Scritti Inediti di R. A. S. de Lubicz
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This image: This image of the Hubble Ultra Deep Field was taken by the Near-Infrared Camera on NASA’s James Webb Space Telescope. The Webb image observes the field at depths comparable to Hubble – revealing galaxies of similar faintness – in just one-tenth as much observing time.
mage denoscription: A rectangular image that appears to be two separate square images separated by a wide black gap. The gap obscures the galaxies present between the two square images. Each square image contains thousands of galaxies with many different colors. Some galaxies are shades of yellow, while others are white or blue. Most of these galaxies appear as fuzzy ovals, but others appear thin and long. A few galaxies with distinct spiral arms are spread throughout.
Image Credit: NASA, ESA, CSA, Joseph DePasquale, Christina Williams (NSF’s NOIRLab).
mage denoscription: A rectangular image that appears to be two separate square images separated by a wide black gap. The gap obscures the galaxies present between the two square images. Each square image contains thousands of galaxies with many different colors. Some galaxies are shades of yellow, while others are white or blue. Most of these galaxies appear as fuzzy ovals, but others appear thin and long. A few galaxies with distinct spiral arms are spread throughout.
Image Credit: NASA, ESA, CSA, Joseph DePasquale, Christina Williams (NSF’s NOIRLab).