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Forwarded from mi13
All'inizio non c'era che silenzio, un'oscurità sconfinata dove persino il tempo sembrava aver dimenticato di esistere. Poi, come un respiro appena accennato, l'universo iniziò a prendere forma, un mare di energie caotiche che si mescolavano e si contorcevano. Le stelle nacquero come fiammate improvvise, i pianeti si coagularono dalla polvere cosmica, e le galassie cominciarono a danzare in spirali maestose.
Ma tra tutte le creazioni dell'universo, ce ne furono due che sfidavano ogni logica: il rame e i rumeni. Nati agli antipodi l'uno dell'altro, separati da abissi interstellari, erano destinati a essere eternamente connessi, pur restando in perenne contrasto.
Nel cuore di un sistema stellare remoto, il rame si formò come un battito segreto, pulsando con una vibrazione che avrebbe risuonato nel corso dei millenni. Esso sarebbe stato la linfa delle civiltà, il filo che le avrebbe collegate attraverso il tempo e lo spazio. Al suo opposto, su un pianeta lontano e sconosciuto, si destarono i rumeni, una popolazione enigmatica che incarnava la forza invisibile dell'universo, proprio come la materia oscura. Un popolo al tempo stesso tangibile e misterioso, sempre in movimento, sempre sfuggente.
Il rame era materia pura, solida e misurabile; i rumeni, invece, erano l'antitesi, un popolo fatto di paradossi e invisibili influenze. Erano l'altra faccia della creazione, la risposta dell'universo a una domanda mai posta, ma che echeggiava tra le stelle.
Ma tra tutte le creazioni dell'universo, ce ne furono due che sfidavano ogni logica: il rame e i rumeni. Nati agli antipodi l'uno dell'altro, separati da abissi interstellari, erano destinati a essere eternamente connessi, pur restando in perenne contrasto.
Nel cuore di un sistema stellare remoto, il rame si formò come un battito segreto, pulsando con una vibrazione che avrebbe risuonato nel corso dei millenni. Esso sarebbe stato la linfa delle civiltà, il filo che le avrebbe collegate attraverso il tempo e lo spazio. Al suo opposto, su un pianeta lontano e sconosciuto, si destarono i rumeni, una popolazione enigmatica che incarnava la forza invisibile dell'universo, proprio come la materia oscura. Un popolo al tempo stesso tangibile e misterioso, sempre in movimento, sempre sfuggente.
Il rame era materia pura, solida e misurabile; i rumeni, invece, erano l'antitesi, un popolo fatto di paradossi e invisibili influenze. Erano l'altra faccia della creazione, la risposta dell'universo a una domanda mai posta, ma che echeggiava tra le stelle.