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Canale Telegram sul COVID-19
promosso dalla Società Italiana di Intelligence.
per offrire un contributo scientifico alla comprensione della pandemia. Pubblicheremo iniziative, studi e commenti per concorrere a individuare le informazioni rilevanti.
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Fattore X: Covid-19 tra disinformazione e ruolo delle agenzie di intelligence. Studio della Società Italiana di Intelligence in collaborazione con il Max Planck Institute.

Rende (12.5.2020) - "IL FATTORE X. L’origine della Covid-19 tra pandemia informativa e ruolo dell’Intelligence" è il titolo della ricerca di Luca Zinzula, virologo del Max Planck Institute of Biochemistry esperto di virus altamente patogeni, che è stato pubblicato dalla Società Italiana di Intelligence, con il coordinamento e la prefazione di Mario Caligiuri, Direttore del Laboratorio sull'Intelligence dell'Università della Calabria che ha collaborato allo studio. Il titolo della ricerca richiama il fattore "X", che è l’indicatore con il quale la comunità scientifica designa da tempo l'ipotetica malattia infettiva che in qualsiasi momento può diffondersi nel pianeta. Il documentato studio di Luca Zinzula affronta due temi fondamentali: l’origine del virus e le modalità di contrasto attraverso le agenzie di intelligence, con considerazioni che vanno oltre l'attuale congiuntura pandemica che potrebbe replicarsi nel prossimo futuro. Lo studio è rinvenibile sul sito della SOCINT all’indirizzo https://press.socint.org. Si sono in particolare approfondite le speculazioni in merito all’origine del coronavirus responsabile della Covid-19, sulle quali si riflettono dinamiche geopolitiche che determineranno i futuri rapporti fra la Cina, paese dove la pandemia si è generata, e le nazioni in cui questa si è diffusa. In merito al compito dell’intelligence di prevenire e contrastare ogni forma di minaccia alla sicurezza dello Stato, si configura un nuovo e decisivo ruolo per le agenzie di intelligence. Infatti è diventato determinante acquisire informazioni certe e scientificamente corrette per elaborare le analisi interpretative e preventive più appropriate da sottoporre ai decisori pubblici. Sembra questo il modo più adeguato per tutelare l'interesse nazionale e per contenere la diffusione dell'infodemia, come è stata definita la pandemia che viaggia sulle ali della disinformazione.
Intelligence, Lifang  Dong: “La globalizzazione vista da Oriente. Il Deep State in Cina.

(14,5.2020) - “In cinese il termine “crisi” (危机 “wēijī”) è composto da due ideogrammi, “wēi” (危)significa pericolo e “jī” (机)opportunità. Allo stesso modo, gli attuali sacrifici imposti dalla pandemia di Covid-19, potrebbero essere visti come un'opportunità di trasformazione digitale, di rafforzamento della coesione internazionale, di sviluppo di una maggiore sostenibilità ambientale ed in generale di un ripensamento dei rapporti tra lo Stato e i cittadini e del nostro sistema di welfare”. Così Lifang Dong, primo avvocato italiano di origine cinese, presidente dell'Associazione Silk Council e fondatore dello studio legale internazionale Dong & Partners, tenuta in video conferenza, con Mario Caligiuri.
Dong ha affermato che “la globalizzazione è stata un'opportunità per la Cina, dove in modo particolare, gli scambi si sono orientati sia sul business che sulla cultura. Per quanto riguarda la qualità degli scambi, si è creato un network internazionale basato sulla fiducia, che porta ad una  interconnettività tra settori e Paesi. Questa fiducia è stata purtroppo minata dallo scoppio dell'epidemia ed in particolare la Cina era inizialmente spesso dipinta come “untore” da isolare e tenere a distanza. Tuttavia, grazie all'applicazione di misure restrittive senza precedenti, come l'isolamento totale della città di Wuhan e zone limitrofe, la Cina è arrivata successivamente ad ottenere gli elogi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ed è diventata un osservatorio privilegiato a cui molti Paesi si sono ispirati”.
L’Avvocato ha poi proseguito sostenendo che “la  Cina ha potuto affrontare questa situazione emergenziale anche grazie al senso dello Stato molto forte dei propri cittadini, dovuta all'influenza culturale del confucianesimo.”
“In Cina - ha ricordato -  lo Stato è considerato come un bene di tutti ed è formato da un unico partito, il cui il Segretario Generale è allo stesso tempo il Presidente della Repubblica e gli indirizzi politici sono molto forti perché fonti di diritto. In Cina è maturato il capitalismo di tipo socialista”.
Quindi, Dong ha sottolineato “l'importanza di compiere un confronto tra tre Presidenti cinesi, che sono la chiave per comprendere l'attuale contesto politico, economico e sociale del paese. Infatti, a partire dal 1949 Mao Zedong, creatore della Repubblica popolare cinese, si fece promotore del “grande balzo in avanti”, ovvero della trasformazione della Cina da paese agricolo a paese industriale. Dal 1978, il presidente Deng Xiaoping per primo ha introdotto la nozione di “socialismo con caratteristiche cinesi” per giustificare la transizione da un’economia socialista pianificata a un’economia socialista di mercato, così realizzando la grande apertura della Cina all’Occidente attraverso la cosiddetta “Open Door Policy”. Tale politica ha permesso alla Cina di attirare molte multinazionali straniere, anche attraverso la concessione di sgravi fiscali nelle free trade zone, nei parchi industriali e recentemente nei parchi tecnologici ed ecologici. Ma questo ha creato squilibri all’interno della popolazione cinese, aumentando il divario tra ricchi e poveri, tra campagna e città. Tali instabilità sono state affrontate attraverso una serie di profonde riforme che hanno raggiunto molteplici risultati quali:  la riduzione della povertà,  la partecipazione della Cina alla crescita mondiale per circa il 30%, lo sviluppo tecnologico e l'entrata della Cina nel 2001 nel World Trade Organization.
L'attuale Presidente cinese Xi Jinping, in carica dal 2012, erede della “Open Door Policy” di Deng Xiaoping, è promotore del “socialismo con caratteristiche cinesi nella Nuova Era” e del cosiddetto “Chinese Dream”. “La politica di Xi Jinping – ha ribadito - punta oggi su quattro concetti chiave: multilateralismo, innovazione, cooperazione win-win e sviluppo sostenibile.
Tra i programmi più emblematici della Presidenza di Xi Jinping c'è “La Nuova Via della Seta”, che coinvolge ormai più di 152 Paesi nel mondo, creando connessioni politiche, commerciali, tecnologiche, finanziarie e culturali. A seguito dell'emergenza Covid-19, oggi a fianco della tradizionale Via della Seta economica, si sta sviluppando anche una “Nuova Via della Seta sanitaria e digitale”, in cui l'Italia può giocare un ruolo importante sia per la sua strategica posizione geografica, che per le sue qualità nel campo della cultura, la ricerca, l'innovazione e design”.
Dopo aver analizzato il contesto storico, culturale ed economico ed il ruolo geopolitico della Cina, Dong si è interrogata sull'esistenza di un “Deep State” in Cina. Ha detto: “In Cina lo Stato si identifica con il Partito Comunista. I cittadini sono coinvolti attivamente nella politica di intelligence che si esprime al meglio attraverso le Smart Cities e il Social Credit System, visto come una forma positiva di controllo sociale, che comporta un sistema di premi e punizioni ed è basato su quattro indicatori: fiducia verso il governo, credibilità nei rapporti finanziari, credibilità sociale e integrità giudiziaria. In Cina l'identità tra lo Stato ed il Partito si rispecchia anche nella complessa organizzazione dei sistemi di intelligence”. L'Avvocato ha poi ricordato che “durante la dinastia Song (960-1279 d.C.), vigeva il sistema baojia (保甲 制 baojiazhi) in base al quale si realizzava una sorveglianza reciproca in cui gruppi di famiglie erano collettivamente responsabili della raccolta informativa per mantenere l’ordine e l’armonia sociale. Con Deng Xiaoping e l'apertura all'Occidente, ci si evolve in un più moderno sistema di intelligence, votato ad una raccolta informativa verso l'esterno”. Ha poi proseguito sostenendo che “la Cina oggi è caratterizzata da un meccanismo di integrazione della sicurezza nazionale militare, commerciale e civile”.
“La Cybersecurity Law, sempre del 2017 - ha proseguito - ha imposto inoltre una serie di obblighi di comunicazione e di sicurezza informatica per gli operatori di rete e di infrastrutture informative critiche in Cina, che sono state accolte con sospetto dalle imprese straniere, soprattutto americane.
Queste riforme sono state oggetto di ampi dibattiti e spesso sono state strumentalizzate nell'ambito del conflitto geopolitico che si sta delineando tra Cina e Stati Uniti per la supremazia economica e digitale globale. Tipico esempio è stato il caso Huawei, in particolare quando la vice presidente è stata arrestata in Canada nel 2018, oppure le polemiche odierne sulla diffusione della tecnologia 5G o le resistenze dell'industria del farmaco alla diffusione della medicina tradizionale cinese”.
“Oggi – ha detto - tale conflitto geopolitico si nota soprattutto in quella che è stata ribattezzata “la diplomazia delle mascherine” e degli aiuti sanitari nella gestione dell'emergenza Covid-19.
Ad esempio la Cina è stata la prima ad aiutare l'Italia, ricambiando la solidarietà ricevuta all'inizio dell'emergenza. Tuttavia tali aiuti hanno suscitato preoccupazioni in una parte della politica e dell'opinione pubblica italiana per uno spostamento ad Est della posizione geopolitica italiana. Così è stato più volte ribadito a livello istituzionale la ferma collocazione dell'Italia al centro delle istituzioni politiche e di sicurezza del mondo occidentale (Alleanza Atlantica ed Unione Europea), chiarendo che lotta al Coronavirus e geopolitica sono su piani separati”.
Dong ha concluso: “Per qualcuno, la Cina è una minaccia, per altri la Cina è un partner. Tuttavia, le sfide globali, come il Covid-19, possono essere affrontate solo insieme, superando pregiudizi ideologici e con solidarietà internazionale. Per questo accolgo con favore il progetto di una Nuova Via della Seta Sanitaria, che si affianchi a quella economica, politica, sociale e digitale. Dietro una crisi, come l'attuale emergenza Covid-19, c'è sempre un'opportunità. Nel nostro caso c'è la possibilità di diventare una società più solidale, moderna e sostenibile”.
Tra i programmi più emblematici della Presidenza di Xi Jinping c'è “La Nuova Via della Seta”, che coinvolge ormai più di 152 Paesi nel mondo, creando connessioni politiche, commerciali, tecnologiche, finanziarie e culturali. A seguito dell'emergenza Covid-19, oggi a fianco della tradizionale Via della Seta economica, si sta sviluppando anche una “Nuova Via della Seta sanitaria e digitale”, in cui l'Italia può giocare un ruolo importante sia per la sua strategica posizione geografica, che per le sue qualità nel campo della cultura, la ricerca, l'innovazione e design”.
Dopo aver analizzato il contesto storico, culturale ed economico ed il ruolo geopolitico della Cina, Dong si è interrogata sull'esistenza di un “Deep State” in Cina. Ha detto: “In Cina lo Stato si identifica con il Partito Comunista. I cittadini sono coinvolti attivamente nella politica di intelligence che si esprime al meglio attraverso le Smart Cities e il Social Credit System, visto come una forma positiva di controllo sociale, che comporta un sistema di premi e punizioni ed è basato su quattro indicatori: fiducia verso il governo, credibilità nei rapporti finanziari, credibilità sociale e integrità giudiziaria. In Cina l'identità tra lo Stato ed il Partito si rispecchia anche nella complessa organizzazione dei sistemi di intelligence”. L'Avvocato ha poi ricordato che “durante la dinastia Song (960-1279 d.C.), vigeva il sistema baojia (保甲 制 baojiazhi) in base al quale si realizzava una sorveglianza reciproca in cui gruppi di famiglie erano collettivamente responsabili della raccolta informativa per mantenere l’ordine e l’armonia sociale. Con Deng Xiaoping e l'apertura all'Occidente, ci si evolve in un più moderno sistema di intelligence, votato ad una raccolta informativa verso l'esterno”. Ha poi proseguito sostenendo che “la Cina oggi è caratterizzata da un meccanismo di integrazione della sicurezza nazionale militare, commerciale e civile”.
“La Cybersecurity Law, sempre del 2017 - ha proseguito - ha imposto inoltre una serie di obblighi di comunicazione e di sicurezza informatica per gli operatori di rete e di infrastrutture informative critiche in Cina, che sono state accolte con sospetto dalle imprese straniere, soprattutto americane.
Queste riforme sono state oggetto di ampi dibattiti e spesso sono state strumentalizzate nell'ambito del conflitto geopolitico che si sta delineando tra Cina e Stati Uniti per la supremazia economica e digitale globale. Tipico esempio è stato il caso Huawei, in particolare quando la vice presidente è stata arrestata in Canada nel 2018, oppure le polemiche odierne sulla diffusione della tecnologia 5G o le resistenze dell'industria del farmaco alla diffusione della medicina tradizionale cinese”.
“Oggi – ha detto - tale conflitto geopolitico si nota soprattutto in quella che è stata ribattezzata “la diplomazia delle mascherine” e degli aiuti sanitari nella gestione dell'emergenza Covid-19.
Ad esempio la Cina è stata la prima ad aiutare l'Italia, ricambiando la solidarietà ricevuta all'inizio dell'emergenza. Tuttavia tali aiuti hanno suscitato preoccupazioni in una parte della politica e dell'opinione pubblica italiana per uno spostamento ad Est della posizione geopolitica italiana. Così è stato più volte ribadito a livello istituzionale la ferma collocazione dell'Italia al centro delle istituzioni politiche e di sicurezza del mondo occidentale (Alleanza Atlantica ed Unione Europea), chiarendo che lotta al Coronavirus e geopolitica sono su piani separati”.
Dong ha concluso: “Per qualcuno, la Cina è una minaccia, per altri la Cina è un partner. Tuttavia, le sfide globali, come il Covid-19, possono essere affrontate solo insieme, superando pregiudizi ideologici e con solidarietà internazionale. Per questo accolgo con favore il progetto di una Nuova Via della Seta Sanitaria, che si affianchi a quella economica, politica, sociale e digitale. Dietro una crisi, come l'attuale emergenza Covid-19, c'è sempre un'opportunità. Nel nostro caso c'è la possibilità di diventare una società più solidale, moderna e sostenibile”.
Intelligence, Angelo Tofalo: “Intelligence Collettiva”

- “L’Intelligence Collettiva parte dall’idea che è il Governo a dover coordinare la materia della sicurezza nazionale, ma lo Stato, nell’ambito di attività volte alla diffusione della cultura della sicurezza deve anche fornire ai cittadini valido strumenti culturali e tecnologici per accrescere la resilienza del Sistema Paese”. Così è iniziata la lezione di Angelo Tofalo, Sottosegretario di Stato alla Difesa, tenuta, in video conferenza con Mario Caligiuri.
Tofalo ha descritto l’Intelligence Collettiva come una struttura composta da tre nodi concentrici: al centro c’è l’individuo inteso come singolo cittadino, subito dopo la comunità (e/o azienda pubblica o privata) e poi lo Stato che è l’insieme di tutte le istituzioni. “Creare un sistema di sicurezza nazionale partecipato – ha proseguito il docente - è il punto di arrivo di questo processo. La formazione di nuove figure professionali specifiche, come ad esempio il social security manager, sono particolarmente importanti insieme ad altre che la comunità accademica sta creando”.
Tofalo ha poi affermato che nell’ultimi tempi il Ministero dell'Innovazione Tecnologica e della Digitalizzazione insieme al Ministero della Difesa stanno sviluppando molte nuove progettualità relative alla Cybersecurity.
“Ciò sul quale bisogna ancora lavorare tanto – ha asserito - è mettere a sistema le informazioni tra i Ministeri. In Italia, è solo da poco più di 40 anni che è stato regolato per legge il funzionamento dell’Intelligence con la 801 del 1977”. Ha quindi ricordato la Legge di riforma n. 124/2007 che avrebbe forse bisogno di qualche perfezionamento nella distinzione tra minaccia interna ed esterna poiché oggi le minacce sono globali (vedasi covid19) e la dimensione cyber è spesso quella prevalente nei conflitti. A tal proposito, il Sottosegretario ha sostenuto che potrebbe essere importante la creazione di un’Agenzia cyber specifica analoga alla National Security Agency statunitense.
Il docente ha infatti ricordato che la NATO ha eletto il cyber spazio come quinto dominio di guerra dopo aria, terra, mare e spazio.
Si è poi soffermato sulla struttura dell’Intelligence italiana che fa capo al Presidente del Consiglio dei Ministri, che può eventualmente nominare un’autorità delegata. Ha poi richiamato il ruolo dell'Agenzia informazioni e sicurezza interna(A.I.S.I.) e dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (A.I.S.E.) che hanno il compito di ricercare ed elaborare le informazioni utili per difendere la sicurezza interna ed esterna della Repubblica. Entrambe le agenzie sono coordinate dal Dipartimento delle Informazioni per la sicurezza (D.I.S.), mentre la funzione di indirizzo è assicurata dal Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica (C.I.S.R.) composto da 6 Ministri: Giustizia, Interno, Economia, Sviluppo Economico, Difesa, Esteri. Infine, il compito di controllare e di garantire l’operato del Governo e delle Agenzie che si occupano di Sicurezza Nazionale nel nostro Paese è assegnato al Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (CO.PA.SI.R.), il cui presidente è attribuito alle forze di opposizione.
Il docente ha poi risposto alle domande degli studenti precisando che il Nucleo per la Sicurezza Cibernetica, costituito presso il DIS, è coordinato da uno specifico Vice Direttore con delega alla cyber.
Per quanto riguarda l’App Immuni, Tofalo ha detto che sarà molto utile scaricarla tutti perché nell’interesse nazionale.
Per quanto concerne questo periodo, il docente ha evidenziato che i reati informatici sono cresciuti mentre sono diminuiti quelli tradizionali per le ovvie limitaIoni agli spostamenti. Ha, inoltre, precisato che il Ministero della Difesa ha predisposto e sta continuando a predisporre diverse iniziative per fronteggiare il dramma del COVID-19.
Tofalo ha precisato che l’Unione Europea è fondamentale per creare solide basi per l’industria della difesa europea ma per questo occorrerebbe una politica industriale europea che richiede l’acquisizione delle irisorse, anche se sarà comunque difficile eguagliare il livello delle disponibilità delle grandi potenze, come U.S.A., Russia e ora anche la Cina.
Nell’ambito del progetto Italian Open Lab, data l’emergenza coronavirus e la conseguente sospensione dei principali saloni e fiere mondiali, si è pensato ad un “salone virtuale” tutto italiano per mostrare la nostra tecnologia e dare la giusta vetrina anche quest’anno all’industria della difesa. Infine, Tofalo ha anche puntualizzato che è difficile la costituzione di un’intelligence europea perché l’intelligence è il Deep State, che rappresenta la continuità delle istituzioni nazionali, a prescindere dalle maggioranze politiche. Anche se quella cyber è la dimensione che negli ultimi anni è diventata dominante, la Humint, l’Intelligence Umana è ancora la categoria madre.



 
Intelligence, Ricerca dell’Università della Calabria sull’attacco cyber alla Mediterranean Shipping Company del 9 aprile 2020.
 

Rende (20.5.2020) – “Maritime Cyber Security. L’attacco cyber alla Mediterranean Shipping Company del 9 aprile 2020” è il titolo dello studio dei ricercatori Francesco Chiappetta e Andrea Sberze dell’Osservatorio sulla Sicurezza Marittima istituito presso il Laboratorio di Intelligence dell’Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri. Nella ricerca di Chiappetta e Sberze viene analizzata in profondità la vicenda dell’attacco informatico del 9 aprile 2020 ai danni della Mediterranean Shipping Company, una delle maggiori Compagnie di trasporto marittimo a livello mondiale. Si è evidenziato che “per circa 10 ore il sito della Compagnia risultava non disponibile e in piena pandemia COVID-19 ha avuto poi difficoltà di funzionamento per circa 6 giorni per essere definitamente rispristinato solo il 15 aprile”. “Si è trattato - secondo Chiappetta e Sberze - di unterzo attacco di rilievo in campo marittimo, dopo quelli del mese di giugno del 2017 che aveva interessato la danese Mærsk e del luglio 2018 ai danni della cinese COSCO. Questo dimostra come il settore marittimo, fondamentale per l’economiamondiale, poiché l’80 per cento delle merci viaggia su nave, sia oggetto sempre di più di attacchi informatici delle più varie provenienze. Anche in questo modo si combatte una guerra economicasenza esclusione di colpi. L’Osservatorio sulla Sicurezza Marittima è stato istituito nel 2018 con l’intento di promuovere ricerche e formazione specifica nel settore della sicurezza marittima e dell’intelligence portuale, con particolare riferimento alla dimensione cyber e dell’intelligenza artificiale. Lo studio è stato condotto con la collaborazione della Società Italiana di Intelligence sul cui sito si può rinvenire integralmente la ricerca  https://press.socint.org, dove si possono trovare le precedenti pubblicazioni della SOCINT.
 
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