Forwarded from Remigrazione e Riconquista
Oltre 1000 persone in piazza con il Comitato Remigrazione e Riconquista per la sua prima uscita di piazza nazionale a Brescia.
Nonostante gli assurdi divieti imposti e le ridicole contro-manifestazioni inscenate dalla sinistra bresciana, la grande partecipazione da parte della cittadinanza e la capacità di mobilitazione militante dimostrata dal Comitato hanno reso vani i tentativi di boicottaggio.
Siamo di fronte a una battaglia epocale e, come al solito, faremo tutto tranne che arrenderci. REMIGRAZIONE ORA!
Nonostante gli assurdi divieti imposti e le ridicole contro-manifestazioni inscenate dalla sinistra bresciana, la grande partecipazione da parte della cittadinanza e la capacità di mobilitazione militante dimostrata dal Comitato hanno reso vani i tentativi di boicottaggio.
Siamo di fronte a una battaglia epocale e, come al solito, faremo tutto tranne che arrenderci. REMIGRAZIONE ORA!
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L’intervento di Luca Marsella a 4 di Sera su Rete 4 dove spieghiamo la differenza tra CasaPound e i centri sociali.
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🔗 22 anni sulle barricate
C A S A P O V N D
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CPI SULL’AGGRESSIONE USA AL VENEZUELA
CasaPound condanna l’intervento militare statunitense in Venezuela, che rappresenta una violazione evidente della sovranità di uno Stato e l’ennesima conferma di come il diritto internazionale sia un guscio vuoto se non è sostenuto da una deterrenza militare reale.
Non c’è nulla di eccezionale in quanto accaduto: l’azione americana si inserisce nella più tradizionale logica imperialista degli Stati Uniti. Trump – a differenza dei suoi predecessori – ha semplicemente palesato senza moralismi gli interessi strategici ed energetici dell’operazione.
Chi in Italia presenta questo intervento come un atto di liberazione, o addirittura come una legittima difesa, accetta la solita narrazione dell’attacco preventivo che dal 2001 a oggi viene ciclicamente riproposta per giustificare aggressioni in tutto il mondo. Che una parte della destra abbracci con entusiasmo questa lettura è preoccupante: significa scambiare propaganda per realismo e subordinazione per lucidità politica.
Allo stesso tempo, è necessario smascherare l’ipocrisia opposta: quella di una sinistra che, con Trump alla Casa Bianca, ha riscoperto un riflesso antiamericano automatico e finisce per santificare il regime di Nicolás Maduro.
Il Venezuela non è precipitato per l’ultimo attacco statunitense, ma per anni di gestione fallimentare, repressione, corruzione e distruzione sistematica del tessuto economico e sociale. Maduro ha incarnato la fase terminale di un sistema che ha perso consenso, legittimità e capacità di garantire condizioni di vita dignitose. Una grottesca caricatura politica di quella che fu la via sociale e nazionale di Chavez. Difendere questo regime in nome di un anti-imperialismo astratto significa ignorare il popolo venezuelano reale, costretto al silenzio, all’emigrazione di massa o alla pura sopravvivenza.
La realtà è più semplice e più dura: senza uno Stato solido, senza strumenti militari ed energetici, senza una comunità nazionale organizzata, solidale e coesa, non esiste sovranità - o tantomeno possibilità rivoluzionaria - all’interno dell’ordine mondiale dettato da 80 anni da USA, Russia e Cina.
Né Washington né Mosca: il caso venezuelano dimostra ancora una volta che chi rinuncia a costruire forza politica reale finisce inevitabilmente per subire le decisioni altrui. L’Europa ascolti questa lezione, senza illudersi di essere intoccabile.
CasaPound Italia
CasaPound condanna l’intervento militare statunitense in Venezuela, che rappresenta una violazione evidente della sovranità di uno Stato e l’ennesima conferma di come il diritto internazionale sia un guscio vuoto se non è sostenuto da una deterrenza militare reale.
Non c’è nulla di eccezionale in quanto accaduto: l’azione americana si inserisce nella più tradizionale logica imperialista degli Stati Uniti. Trump – a differenza dei suoi predecessori – ha semplicemente palesato senza moralismi gli interessi strategici ed energetici dell’operazione.
Chi in Italia presenta questo intervento come un atto di liberazione, o addirittura come una legittima difesa, accetta la solita narrazione dell’attacco preventivo che dal 2001 a oggi viene ciclicamente riproposta per giustificare aggressioni in tutto il mondo. Che una parte della destra abbracci con entusiasmo questa lettura è preoccupante: significa scambiare propaganda per realismo e subordinazione per lucidità politica.
Allo stesso tempo, è necessario smascherare l’ipocrisia opposta: quella di una sinistra che, con Trump alla Casa Bianca, ha riscoperto un riflesso antiamericano automatico e finisce per santificare il regime di Nicolás Maduro.
Il Venezuela non è precipitato per l’ultimo attacco statunitense, ma per anni di gestione fallimentare, repressione, corruzione e distruzione sistematica del tessuto economico e sociale. Maduro ha incarnato la fase terminale di un sistema che ha perso consenso, legittimità e capacità di garantire condizioni di vita dignitose. Una grottesca caricatura politica di quella che fu la via sociale e nazionale di Chavez. Difendere questo regime in nome di un anti-imperialismo astratto significa ignorare il popolo venezuelano reale, costretto al silenzio, all’emigrazione di massa o alla pura sopravvivenza.
La realtà è più semplice e più dura: senza uno Stato solido, senza strumenti militari ed energetici, senza una comunità nazionale organizzata, solidale e coesa, non esiste sovranità - o tantomeno possibilità rivoluzionaria - all’interno dell’ordine mondiale dettato da 80 anni da USA, Russia e Cina.
Né Washington né Mosca: il caso venezuelano dimostra ancora una volta che chi rinuncia a costruire forza politica reale finisce inevitabilmente per subire le decisioni altrui. L’Europa ascolti questa lezione, senza illudersi di essere intoccabile.
CasaPound Italia
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Noi non dimentichiamo
chi è morto per l'idea,
ogni anno sentirete presente!
🔥🏴
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