Come fanno i professori che guardano gli alunni e non mangiano merende alla ricreazione?
alterno la gym talk, la rapper talk e la money talk in maniera quasi schizofrenica
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https://youtu.be/jIyA7wPN_3A
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Woyzeck - Stabbing scene [sub eng]
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Directed by Werner Herzog. I claim no rights to this video.
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La lingua sarda, per motivi storici legati a un millenaria devozione e religiosità, praticamente non conosce la bestemmia, che è rarissima, per non dire inesistente.
Il sardo ovvia peraltro con un numero straordinariamente alto di “deliziosi auguri”, in cui si manifesta tutta la creatività linguistica di un popolo.
Di seguito proverò a ricordarne e tradurne alcuni (evitando quelli molto volgari), perché sono testimonianza di una fantasia davvero senza limiti:
Ce ne sono di notissimi, ma altri sono parecchio rari e, non fosse per la tipologia degli “auguri”, sono pure quasi comici:
1. s’andada e su fumu, sa torràda de s’Andrea Doria (la levata del fumo e il rientro dell’Andrea Doria
2. fogu ti piccìghidi chi acqua no studada (ti bruci un fuoco che l’acqua non spegne)
3. ti fàzzanta su bistidu/su cappottu de linna (ti facciano la bara)
4. t’accàttinti fridu in su lettu (ti trovino freddo nel letto/quindi morto)
5. ti bìttanta a ottu cambas (ti portino a otto gambe, riferendosi alle quattro persone che portano una bara…)
6. bai a ti fai arai (vai a farti arare, quindi seppellire…)
7. ti pighidi scraffingiu a is ogus e tengias is manus de cancioffa (ti venga prurito agli occhi e le mani siano carciofi – sembra una punizione dantesca!)
8. siasta sazzau oi e crasi interrau (sia sazio oggi e morto domani…)
9. ti pighidi sa motti pillosa (ti prenda la morte)
10. lampu ti cabidi (ti colpisca un fulmine)
11. a balla chi ti òccianta (ti sparino, cosa poi non troppo improbabile qualche secolo fa…)
12. ti curranta is intrùxius (ti mangino gli avvoltoi)
13. ti pighidi una gutta serena (sembra bello, ma vuol dire crepare da paralizzati…)
14. fogu ti pighidi e acqua t’ammànchidi (prenda fuoco e ti manchi l’acqua)
15. chi campisti cent’annus: noràntanoi pabas a terra e unu morrèndi (che viva 99 anni allettato e un anno per morire. Terrificante…)
16. ti òcciada su sidi conch’e s’acqua (muori di sete con l’acqua davanti)
17. ti carridi su brèmini (morto e in putrefazione…)
18. no ti torrint a bì mancu pintau (non ti possano vedere neanche dipinto, ovvero sparisca per sempre)
19. aìcci ti potza bì mamma tua (in questo modo ti possa vedere anche tua madre, ovvero ti rinneghi anche tua madre…)
20. gutta ti càbidi (crepa…)
21. bai e chi siant contaus is passus (vai e che i passi siano contati, ovvero non tornare)
22. ti curra su buginu (ti insegua il diavolo)
23. arrori ti cabidi (ti arrivi un disastro)
24. ti càrridi s'arrùngia (ti venga la rogna)
25 giustizia ti currada (che ti perseguiti la legge. E qui si vede tutta la fiducia dei vecchi sardi nelle leggi ufficiali...)
Sono peraltro certo che ne esistano molti altri, sempre gentilmente “benauguranti”
Ps.
Notare che l’italiano è quasi privo di tanta deliziosa cortesia verso le “persone così profondamente stimate”…ahahahahaha
Il sardo ovvia peraltro con un numero straordinariamente alto di “deliziosi auguri”, in cui si manifesta tutta la creatività linguistica di un popolo.
Di seguito proverò a ricordarne e tradurne alcuni (evitando quelli molto volgari), perché sono testimonianza di una fantasia davvero senza limiti:
Ce ne sono di notissimi, ma altri sono parecchio rari e, non fosse per la tipologia degli “auguri”, sono pure quasi comici:
1. s’andada e su fumu, sa torràda de s’Andrea Doria (la levata del fumo e il rientro dell’Andrea Doria
2. fogu ti piccìghidi chi acqua no studada (ti bruci un fuoco che l’acqua non spegne)
3. ti fàzzanta su bistidu/su cappottu de linna (ti facciano la bara)
4. t’accàttinti fridu in su lettu (ti trovino freddo nel letto/quindi morto)
5. ti bìttanta a ottu cambas (ti portino a otto gambe, riferendosi alle quattro persone che portano una bara…)
6. bai a ti fai arai (vai a farti arare, quindi seppellire…)
7. ti pighidi scraffingiu a is ogus e tengias is manus de cancioffa (ti venga prurito agli occhi e le mani siano carciofi – sembra una punizione dantesca!)
8. siasta sazzau oi e crasi interrau (sia sazio oggi e morto domani…)
9. ti pighidi sa motti pillosa (ti prenda la morte)
10. lampu ti cabidi (ti colpisca un fulmine)
11. a balla chi ti òccianta (ti sparino, cosa poi non troppo improbabile qualche secolo fa…)
12. ti curranta is intrùxius (ti mangino gli avvoltoi)
13. ti pighidi una gutta serena (sembra bello, ma vuol dire crepare da paralizzati…)
14. fogu ti pighidi e acqua t’ammànchidi (prenda fuoco e ti manchi l’acqua)
15. chi campisti cent’annus: noràntanoi pabas a terra e unu morrèndi (che viva 99 anni allettato e un anno per morire. Terrificante…)
16. ti òcciada su sidi conch’e s’acqua (muori di sete con l’acqua davanti)
17. ti carridi su brèmini (morto e in putrefazione…)
18. no ti torrint a bì mancu pintau (non ti possano vedere neanche dipinto, ovvero sparisca per sempre)
19. aìcci ti potza bì mamma tua (in questo modo ti possa vedere anche tua madre, ovvero ti rinneghi anche tua madre…)
20. gutta ti càbidi (crepa…)
21. bai e chi siant contaus is passus (vai e che i passi siano contati, ovvero non tornare)
22. ti curra su buginu (ti insegua il diavolo)
23. arrori ti cabidi (ti arrivi un disastro)
24. ti càrridi s'arrùngia (ti venga la rogna)
25 giustizia ti currada (che ti perseguiti la legge. E qui si vede tutta la fiducia dei vecchi sardi nelle leggi ufficiali...)
Sono peraltro certo che ne esistano molti altri, sempre gentilmente “benauguranti”
Ps.
Notare che l’italiano è quasi privo di tanta deliziosa cortesia verso le “persone così profondamente stimate”…ahahahahaha
Se muoio sarà per colpa di un tizio di brawl stars che uscirà dal mio telefonino e mi farà un buco in fronte riducendomi ad un coglione morto sanguinante
In piedi alla finestra l'aspettai una estate intera
Leggendo la sua foto sotto il soffitto che cadeva
E forse l'ho aspettata troppo e non so più chi sia
Ed eravamo chiusi all'Agip motel cercando Maria
Leggendo la sua foto sotto il soffitto che cadeva
E forse l'ho aspettata troppo e non so più chi sia
Ed eravamo chiusi all'Agip motel cercando Maria
mentre montavo i manubri ho proprio pensato: cazzo quanto ci vorrebbe una sigaretta ora, però una sigaretta mentre sono fatto di oppio sarebbe ancora meglio