Forwarded from ellie 🔪 — fuckass arc !
e rieccomi con il tanto atteso
✨esuvia highlights✨
disclaimer: sessione molto bella, sono successe tante cose quindi non le dirò tutte ma 10/10
— dopo una brutta battaglia, da cui il party è uscito vincitore, decidono di bruciare / seppellire i nemici per onorarli. lit non è molto d’accordo, perché è dovuto crescere mettendo se stesso e la propria sopravvivenza davanti, e non ha mai davvero imparato come vedere i nemici come altro oltre “nemici”, però il resto del party lo ispira a voler provare :)
— lore drop di lit: “sono maledetto”. non elabora
— ALTEN È DIVENTATO CHIERICO CON UNA SCENA FIGHISSIMA CON UN DRAGO MILLENARIO KAM DESCRIVE SEMPRE IN MODO PAZZESCO
— mentre alten vive questo life-altering event, lit ea e penelope sono alle terme
— ea scopre le tapas (gergo ladresco) ✨
— il mattino seguente in questa serie di vicessitudini tragicomiche, alten cerca di parlare con i suoi amici. penelope lo accompagna alle terme per calmarsi e hanno un momento di bonding molto bello :)
— scopriamo che il party da 6 sono diventati 4 (per ora). a lit frega solo vedere cos’hanno lasciato indietro gli altri due
— ALTEN È UN PRINCIPE E LA SUA INCORONAZIONE È DOMANI !!!!!!
— pythor padre del mese (dell’anno mi sembra esagerato ma gli voglio un sacco bene….)
— volkan nonno del secolo 😌🫶
— a quanto pare la barda che ci seguiva e aveva il nome della dea della musica. era proprio la dea della musica. mi sorella
✨esuvia highlights✨
disclaimer: sessione molto bella, sono successe tante cose quindi non le dirò tutte ma 10/10
— dopo una brutta battaglia, da cui il party è uscito vincitore, decidono di bruciare / seppellire i nemici per onorarli. lit non è molto d’accordo, perché è dovuto crescere mettendo se stesso e la propria sopravvivenza davanti, e non ha mai davvero imparato come vedere i nemici come altro oltre “nemici”, però il resto del party lo ispira a voler provare :)
— lore drop di lit: “sono maledetto”. non elabora
— ALTEN È DIVENTATO CHIERICO CON UNA SCENA FIGHISSIMA CON UN DRAGO MILLENARIO KAM DESCRIVE SEMPRE IN MODO PAZZESCO
— mentre alten vive questo life-altering event, lit ea e penelope sono alle terme
— ea scopre le tapas (gergo ladresco) ✨
— il mattino seguente in questa serie di vicessitudini tragicomiche, alten cerca di parlare con i suoi amici. penelope lo accompagna alle terme per calmarsi e hanno un momento di bonding molto bello :)
— scopriamo che il party da 6 sono diventati 4 (per ora). a lit frega solo vedere cos’hanno lasciato indietro gli altri due
— ALTEN È UN PRINCIPE E LA SUA INCORONAZIONE È DOMANI !!!!!!
— pythor padre del mese (dell’anno mi sembra esagerato ma gli voglio un sacco bene….)
— volkan nonno del secolo 😌🫶
— a quanto pare la barda che ci seguiva e aveva il nome della dea della musica. era proprio la dea della musica. mi sorella
LA DEA DELLA MUSICA FACEVA LA SILLY LITTLE BARDA CON NOI E NON HA MANCO CAMBIATO NOME. NESSUNO AVEVA COMUNQUE CAPITO 😭😭😭😭
Mio meme preferito di ieri: Alten che ha la sua iniziazione drammatica nei sotterranei del palazzo e intanto gli altri sono alle terme. Kam ha descritto le decorazioni a delfino e ovviamente ora la soundtrack di questa scena nella mia testa è I JUST WANNA BE PART OF YOUR SYMPHONYYYYYYYY
❤4
Ora inoltro i writober di kam e ali perché sono bellissimi ok
Forwarded from tutti in kamper
#writober24
Amaranto / Immortalità
1039 parole | satosogu | sfw, missing moments, gojo's past arc
___________________________
Gojo distingue tutto fra ciò che sa e ciò che non sa. O meglio: distingue tutto fra ciò che l’interessa e ciò che non l’ha ancora annoiato.
Non c’è nulla, al mondo, se non le informazioni che non ha ancora fagocitato. Se le stampa a fuoco nel cervello e quando vorrà, se lo vorrà, potrà scartabellarle con l’annoiato piglio di chi non impara mai qualcosa di nuovo.
È questa una delle forze di Gojo Satoru. Può essere superato solo da se stesso.
Non aveva mai visto il mare, e poi sì. Ha guardato l’azzurro allungarsi all’infinito e confondersi con il cielo, là dove l’orizzonte è solo un concetto che i più non riescono ad afferrare. Un inganno, un’apparenza romantica cui è bello pensare.
Non c’è niente di romantico nel non sapere, per Gojo. Lui sa che l’orizzonte non esiste, è una linea immaginaria. Il mare va avanti nel mare, e il cielo va avanti nel cielo.
La terra e il cielo non si toccano, se non tramite Gojo Satoru. Potrebbe essere lui l’orizzonte, lui la linea immaginaria, ll concetto. Intoccato e intoccabile, sempre lontano, impossibile da raggiungere.
E’ il concetto di forza e il concetto di infinito.
Non aveva mai visto il mare, e poi sì. In spiaggia tira sempre vento e la risacca non è mai ferma. Guarda l’acqua mangiarsi la sabbia e poi lasciarsela indietro, erodendo poco a poco la forma del bagnasciuga finché non è liscia, cesellata.
Non l’ha mai trovato rilassante. L’ha trovato, come per la maggior parte delle cose, noioso. Finito, elementare.
C’è una volta sola in cui il mare l’ha affascinato. Anche lì tirava il vento.
[...]
Le dita di Geto scivolano tra le pagine bianche di un libro. Ripetono sempre lo stesso movimento: scivolano lungo l’apice della pagina e poi con l’unghia, delicato, gratta il bordo della carta finché l’angolo non si flette e lo acchiappa tra il pollice e l’indice.
E’ un gesto che Gojo sa a memoria. L’ha guardato ripetersi molte volte negli ultimi cinque minuti, tinto della sfumatura bluastra degli occhiali da sole che gli pendono sul naso.
E’ così vicino, poi, cha a Satoru pare di poter vedere la fibra della carta schiacciarsi sotto le sue dita. E sembra farlo così delicatamente, Suguru, che forse non farebbe nemmeno male se pizzicasse così la pelle di Gojo.
L’ha guardato mentre ascolta la risacca, la risata di Amanai e il rumore che lei e la sua domestica fanno nuotando.
Cinque minuti è anche il massimo di silenzio che può tollerare prima di annoiarsi. Poi va in scena.
“Suguru,” cantilena, guardandolo da sopra gli occhiali, e tutto il corpo si sporge verso la sedia accanto. “Smettila di leggere, dai! Andiamo a nuotare.”
Lo sguardo scuro di Geto si solleva per un attimo. Dardeggia a Satoru con una punta di ilarità che smorza la forma affilata dei suoi occhi.
“No,” E fa aggrottare la fronte a Gojo. “Sto leggendo, come vedi.”
“Mmm.”
“Mmm?”
Gojo si allunga, il corpo allampato di chi sta crescendo troppo in fretta, e sente la schiena tirargli piano mentre cerca di trovare il titolo sulla copertina scura, ignorando l'immagine di Saturno che divora i suoi figli.
“Il mito greco,” scandisce, scettico. “dall’antichità ad oggi? E non vieni a nuotare con me per questo?”
Geto scuote la testa. “Non vengo a nuotare per Amaranto. Conosci la leggenda?”
Certo che la conosce. Gojo sporge il labbro e sta per tirare fuori la voce più saccente che possiede, quella che allena da quando aveva sei anni e considerava idioti la maggior parte degli adulti che lo circondavano, ma gli muore in gola.
Quello che si sente dire, più composto della lagna con cui si è appena lamentato, è un semplice “No”.
Amaranto / Immortalità
1039 parole | satosogu | sfw, missing moments, gojo's past arc
___________________________
Gojo distingue tutto fra ciò che sa e ciò che non sa. O meglio: distingue tutto fra ciò che l’interessa e ciò che non l’ha ancora annoiato.
Non c’è nulla, al mondo, se non le informazioni che non ha ancora fagocitato. Se le stampa a fuoco nel cervello e quando vorrà, se lo vorrà, potrà scartabellarle con l’annoiato piglio di chi non impara mai qualcosa di nuovo.
È questa una delle forze di Gojo Satoru. Può essere superato solo da se stesso.
Non aveva mai visto il mare, e poi sì. Ha guardato l’azzurro allungarsi all’infinito e confondersi con il cielo, là dove l’orizzonte è solo un concetto che i più non riescono ad afferrare. Un inganno, un’apparenza romantica cui è bello pensare.
Non c’è niente di romantico nel non sapere, per Gojo. Lui sa che l’orizzonte non esiste, è una linea immaginaria. Il mare va avanti nel mare, e il cielo va avanti nel cielo.
La terra e il cielo non si toccano, se non tramite Gojo Satoru. Potrebbe essere lui l’orizzonte, lui la linea immaginaria, ll concetto. Intoccato e intoccabile, sempre lontano, impossibile da raggiungere.
E’ il concetto di forza e il concetto di infinito.
Non aveva mai visto il mare, e poi sì. In spiaggia tira sempre vento e la risacca non è mai ferma. Guarda l’acqua mangiarsi la sabbia e poi lasciarsela indietro, erodendo poco a poco la forma del bagnasciuga finché non è liscia, cesellata.
Non l’ha mai trovato rilassante. L’ha trovato, come per la maggior parte delle cose, noioso. Finito, elementare.
C’è una volta sola in cui il mare l’ha affascinato. Anche lì tirava il vento.
[...]
Le dita di Geto scivolano tra le pagine bianche di un libro. Ripetono sempre lo stesso movimento: scivolano lungo l’apice della pagina e poi con l’unghia, delicato, gratta il bordo della carta finché l’angolo non si flette e lo acchiappa tra il pollice e l’indice.
E’ un gesto che Gojo sa a memoria. L’ha guardato ripetersi molte volte negli ultimi cinque minuti, tinto della sfumatura bluastra degli occhiali da sole che gli pendono sul naso.
E’ così vicino, poi, cha a Satoru pare di poter vedere la fibra della carta schiacciarsi sotto le sue dita. E sembra farlo così delicatamente, Suguru, che forse non farebbe nemmeno male se pizzicasse così la pelle di Gojo.
L’ha guardato mentre ascolta la risacca, la risata di Amanai e il rumore che lei e la sua domestica fanno nuotando.
Cinque minuti è anche il massimo di silenzio che può tollerare prima di annoiarsi. Poi va in scena.
“Suguru,” cantilena, guardandolo da sopra gli occhiali, e tutto il corpo si sporge verso la sedia accanto. “Smettila di leggere, dai! Andiamo a nuotare.”
Lo sguardo scuro di Geto si solleva per un attimo. Dardeggia a Satoru con una punta di ilarità che smorza la forma affilata dei suoi occhi.
“No,” E fa aggrottare la fronte a Gojo. “Sto leggendo, come vedi.”
“Mmm.”
“Mmm?”
Gojo si allunga, il corpo allampato di chi sta crescendo troppo in fretta, e sente la schiena tirargli piano mentre cerca di trovare il titolo sulla copertina scura, ignorando l'immagine di Saturno che divora i suoi figli.
“Il mito greco,” scandisce, scettico. “dall’antichità ad oggi? E non vieni a nuotare con me per questo?”
Geto scuote la testa. “Non vengo a nuotare per Amaranto. Conosci la leggenda?”
Certo che la conosce. Gojo sporge il labbro e sta per tirare fuori la voce più saccente che possiede, quella che allena da quando aveva sei anni e considerava idioti la maggior parte degli adulti che lo circondavano, ma gli muore in gola.
Quello che si sente dire, più composto della lagna con cui si è appena lamentato, è un semplice “No”.
Forwarded from tutti in kamper
Geto annuisce. Le dita esitano per un attimo solo ma poi torna a stringere il libro, mettendosi più dritto. Più composto, come se dovesse fare qualcosa d’importante.
“Amaranto era il re di Eubea, un’isola nel mar Egeo. Era buono e giusto, quindi Artemide lo amava, e probabilmente lo amava anche perché era un ottimo cacciatore e braccavano insieme animali.”
Il racconto di Geto è pacato, fatto per non essere sentito oltre il loro spazio. Gojo non può fare a meno di chiudere gli occhi per un attimo; uno solo, in cui il mondo si riduce alla voce di Suguru. Non c’è la vastità che sta tenendo d’occhio per impedire alle maledizioni di avvicinarsi, non c’è l’interruttore sempre acceso per far scattare Limitless, non c’è nulla. Il mondo ha angoli più morbidi, fatti della voce soffusa dell’altro sciamano.
C’è Suguru e la consapevolezza che sa benissimo cosa racconterà ora.
E’ solo un attimo, la frazione di un secondo. Alza le palpebre e i sei occhi di Gojo tornano a sorvegliare.
“Dopo una caccia particolarmente succulenta,” Geto continua. “Amaranto si vanta di aver accumulato un bottino talmente bello che il mare non potrebbe mai fare altrettanto. Poseidone l’ha sentito e ha mandato un’onda tanto grande e veloce da coglierlo di sorpresa e annegarlo prima che se ne rendesse conto.”
C’è il rumore di una pagina che si gira. “Da quel giorno, Artemide l’ha trasformato in fiore e gli ha dato il significato di immortalità dei sentimenti.”
Chiude il libro, appoggiandolo ordinatamente su uno degli asciugamani aperti attorno a loro.
“È triste,” commenta Geto dopo qualche momento. “Sopravvivere a chi ami. Amaranto potrà pure essere eterno, per Artemide, ma non sono insieme. Lui è morto.”
Gojo si abbandona contro la sedia sdraio che hanno trascinato in spiaggia. Guarda l’orizzonte e si ricorda di essere il concetto di forza e il concetto di infinito – cosa gli impedisce di essere anche immortale?
Si gira verso Suguru schioccando le dita, come avesse trovato una soluzione.
“Era solo la persona sbagliata,” appoggia il viso a una mano, il gomito piantato in equilibrio sul bracciolo della sdraio. “Se fossi stato io mi sarei opposto all’onda. Mi sarei opposto anche al Dio, e avrei vinto.”
Geto lo fissa – annichilito per qualche secondo, e poi scoppia a ridere scuotendo la testa, muovendo una mano a mezz’aria come a dire va bene, hai ragione tu.
Gojo è soddisfatto. Sorride, volpino e tronfio.
“Bene. Io faccio l’immortale, e tu Artemide. Così cambiamo la storia.”
C’è uno sbuffo divertito.
“Certo, Satoru. Puoi cambiare la storia.”
“Amaranto era il re di Eubea, un’isola nel mar Egeo. Era buono e giusto, quindi Artemide lo amava, e probabilmente lo amava anche perché era un ottimo cacciatore e braccavano insieme animali.”
Il racconto di Geto è pacato, fatto per non essere sentito oltre il loro spazio. Gojo non può fare a meno di chiudere gli occhi per un attimo; uno solo, in cui il mondo si riduce alla voce di Suguru. Non c’è la vastità che sta tenendo d’occhio per impedire alle maledizioni di avvicinarsi, non c’è l’interruttore sempre acceso per far scattare Limitless, non c’è nulla. Il mondo ha angoli più morbidi, fatti della voce soffusa dell’altro sciamano.
C’è Suguru e la consapevolezza che sa benissimo cosa racconterà ora.
E’ solo un attimo, la frazione di un secondo. Alza le palpebre e i sei occhi di Gojo tornano a sorvegliare.
“Dopo una caccia particolarmente succulenta,” Geto continua. “Amaranto si vanta di aver accumulato un bottino talmente bello che il mare non potrebbe mai fare altrettanto. Poseidone l’ha sentito e ha mandato un’onda tanto grande e veloce da coglierlo di sorpresa e annegarlo prima che se ne rendesse conto.”
C’è il rumore di una pagina che si gira. “Da quel giorno, Artemide l’ha trasformato in fiore e gli ha dato il significato di immortalità dei sentimenti.”
Chiude il libro, appoggiandolo ordinatamente su uno degli asciugamani aperti attorno a loro.
“È triste,” commenta Geto dopo qualche momento. “Sopravvivere a chi ami. Amaranto potrà pure essere eterno, per Artemide, ma non sono insieme. Lui è morto.”
Gojo si abbandona contro la sedia sdraio che hanno trascinato in spiaggia. Guarda l’orizzonte e si ricorda di essere il concetto di forza e il concetto di infinito – cosa gli impedisce di essere anche immortale?
Si gira verso Suguru schioccando le dita, come avesse trovato una soluzione.
“Era solo la persona sbagliata,” appoggia il viso a una mano, il gomito piantato in equilibrio sul bracciolo della sdraio. “Se fossi stato io mi sarei opposto all’onda. Mi sarei opposto anche al Dio, e avrei vinto.”
Geto lo fissa – annichilito per qualche secondo, e poi scoppia a ridere scuotendo la testa, muovendo una mano a mezz’aria come a dire va bene, hai ragione tu.
Gojo è soddisfatto. Sorride, volpino e tronfio.
“Bene. Io faccio l’immortale, e tu Artemide. Così cambiamo la storia.”
C’è uno sbuffo divertito.
“Certo, Satoru. Puoi cambiare la storia.”
Forwarded from Alice dice
01. Caffè
Estratti da una lettera che Chikiro Junichi ha scritto a Chikiro Tatsuo, suo fratello.
[...]
Ormai qui si sta costruendo una piccola comunità. Siamo una trentina di persone ad essere arrivate da est, e ogni mese ne arrivano di nuove - gente che prova a costruirsi una nuova vita, che cerca la fortuna, che voleva provare qualcosa di diverso.
Come mi aspettavo, il lavoro per un dottore non manca mai.
Stiamo anche provando a tenere intatte le nostre tradizioni, quando è possibile. A volte si fatica anche nelle cose più banali - le colazioni, per esempio. Il cibo qui è molto diverso: non c’è riso, non c’è pesce, si mangiano carni diverse… ma ci sono anche i lati positivi.
C’è una bevanda che viene importata - si chiama caffè. È scura, di un marrone che sembra nero, derivata da dei chicchi che vengono resi polvere e tostati; quando lo bevi sembra che l’energia arrivi direttamente al cervello. Ha un’azione energizzante molto più veloce del tè, ed è amara - ho visto persone mettere lo zucchero nelle tazze, o anche il latte, e inzuppare gli alimenti più disparati nel loro caffè mattutino.
Insomma, molte parole per dire che è buonissimo. Se ti va, potrei reperire dei chicchi e spedirteli a casa - penso che anche ai bambini potrebbe interessare, come bevanda. Non dargliene troppa, però, perché in dosi eccessive può causare tachicardia e ansia, e non vorrei che doveste andare dal medico (ah-ha).
Penso che il caffè ti piacerebbe. Ti penserò, la prossima volta che ne bevo una tazza.
[...]
Estratti da una lettera che Chikiro Junichi ha scritto a Chikiro Tatsuo, suo fratello.
[...]
Ormai qui si sta costruendo una piccola comunità. Siamo una trentina di persone ad essere arrivate da est, e ogni mese ne arrivano di nuove - gente che prova a costruirsi una nuova vita, che cerca la fortuna, che voleva provare qualcosa di diverso.
Come mi aspettavo, il lavoro per un dottore non manca mai.
Stiamo anche provando a tenere intatte le nostre tradizioni, quando è possibile. A volte si fatica anche nelle cose più banali - le colazioni, per esempio. Il cibo qui è molto diverso: non c’è riso, non c’è pesce, si mangiano carni diverse… ma ci sono anche i lati positivi.
C’è una bevanda che viene importata - si chiama caffè. È scura, di un marrone che sembra nero, derivata da dei chicchi che vengono resi polvere e tostati; quando lo bevi sembra che l’energia arrivi direttamente al cervello. Ha un’azione energizzante molto più veloce del tè, ed è amara - ho visto persone mettere lo zucchero nelle tazze, o anche il latte, e inzuppare gli alimenti più disparati nel loro caffè mattutino.
Insomma, molte parole per dire che è buonissimo. Se ti va, potrei reperire dei chicchi e spedirteli a casa - penso che anche ai bambini potrebbe interessare, come bevanda. Non dargliene troppa, però, perché in dosi eccessive può causare tachicardia e ansia, e non vorrei che doveste andare dal medico (ah-ha).
Penso che il caffè ti piacerebbe. Ti penserò, la prossima volta che ne bevo una tazza.
[...]
Forwarded from Alice dice
02. Height difference
Chikiro Tatsuo è sempre stato enorme. Anche quando aveva solo dieci anni a Junichi sembrava altissimo, imponente; Junichi guardava il suo fratellone e pensava che per lui tutto era possibile - bastava volerlo, e Tatsuo voleva molte cose.
Suo fratello era sempre stato più alto, più forte, più… maschio. Era più deciso, più intraprendente, Junichi non aveva scelta se non correre dietro di lui, osservando la sua ombra.
Chikiro Tatsuo era alto, forte.
Lo era anche nella sua assenza.
È strano, imparare a vivere fuori dall’ombra in cui ti sei nascosto per anni.
È strano crescere, cambiare, diventare alti e forti e maschi a propria volta; farlo continuando a pensare a quanto fosse ingombrante l’ombra di quel ragazzino di quattordici anni. Anche se Junichi ora è un uomo fatto e finito, il suo ricordo di Tatsuo gli dice che suo fratello è più alto, più forte, più tutto; cosa può un uomo adulto contro il potere dei ricordi, contro la ferma convinzione che si crea quando sei bambino?
Come il sole sorge e tramonta, Chikiro Tatsuo sarà sempre più alto, più forte e più maschio di Chikiro Junichi. È un dato di fatto.
Quando lo rivede, la verità colpisce Junichi come un pugno sul naso.
Tredici anni passano in un istante. Sta vedendo suo fratello non più come un ragazzino, ma come un uomo: i lineamenti sono ben definiti, i capelli sono lunghi e biondi tinti, è pieno di tatuaggi - è diventato un poco di buono? - il naso è evidentemente stato rotto… ma è suo fratello.
E Junichi lo sta guardando dall’alto.
È basso. O, quantomeno, più basso di lui, visto che Junichi lo supera almeno di tutta la fronte.
Junichi l’osserva senza dire nulla. Chikiro Tatsuo non era più il più alto. A giudicare dal suo fisico, probabilmente ora Junichi era forte quanto lui. E, sicuramente, erano maschi allo stesso modo.
Per un istante, il mondo è al contrario. Poi Tatsuo gli parla, lo chiama fratello, e tutto torna come prima.
Junichi sorride.
Chikiro Tatsuo è sempre stato enorme. Anche quando aveva solo dieci anni a Junichi sembrava altissimo, imponente; Junichi guardava il suo fratellone e pensava che per lui tutto era possibile - bastava volerlo, e Tatsuo voleva molte cose.
Suo fratello era sempre stato più alto, più forte, più… maschio. Era più deciso, più intraprendente, Junichi non aveva scelta se non correre dietro di lui, osservando la sua ombra.
Chikiro Tatsuo era alto, forte.
Lo era anche nella sua assenza.
È strano, imparare a vivere fuori dall’ombra in cui ti sei nascosto per anni.
È strano crescere, cambiare, diventare alti e forti e maschi a propria volta; farlo continuando a pensare a quanto fosse ingombrante l’ombra di quel ragazzino di quattordici anni. Anche se Junichi ora è un uomo fatto e finito, il suo ricordo di Tatsuo gli dice che suo fratello è più alto, più forte, più tutto; cosa può un uomo adulto contro il potere dei ricordi, contro la ferma convinzione che si crea quando sei bambino?
Come il sole sorge e tramonta, Chikiro Tatsuo sarà sempre più alto, più forte e più maschio di Chikiro Junichi. È un dato di fatto.
Quando lo rivede, la verità colpisce Junichi come un pugno sul naso.
Tredici anni passano in un istante. Sta vedendo suo fratello non più come un ragazzino, ma come un uomo: i lineamenti sono ben definiti, i capelli sono lunghi e biondi tinti, è pieno di tatuaggi - è diventato un poco di buono? - il naso è evidentemente stato rotto… ma è suo fratello.
E Junichi lo sta guardando dall’alto.
È basso. O, quantomeno, più basso di lui, visto che Junichi lo supera almeno di tutta la fronte.
Junichi l’osserva senza dire nulla. Chikiro Tatsuo non era più il più alto. A giudicare dal suo fisico, probabilmente ora Junichi era forte quanto lui. E, sicuramente, erano maschi allo stesso modo.
Per un istante, il mondo è al contrario. Poi Tatsuo gli parla, lo chiama fratello, e tutto torna come prima.
Junichi sorride.
(repost di cose che mi piacciono ancora, così riempio il canale)
oggi una delle canzoni più enemies to lovers che conosco (e infatti è xuan/cibele eheh)
🎶 Equal in strength
My nemesis, my only friend
[...]
Fight until you die by the blade of the one you hate
End of reason
End of the game
Die by the blade of the one you love to hate
With all your heart 🎵
oggi una delle canzoni più enemies to lovers che conosco (e infatti è xuan/cibele eheh)
🎶 Equal in strength
My nemesis, my only friend
[...]
Fight until you die by the blade of the one you hate
End of reason
End of the game
Die by the blade of the one you love to hate
With all your heart 🎵
❤10
enriposting - ART RAFFLE (pinned) + WORKING ON COMMS
(repost di cose che mi piacciono ancora, così riempio il canale) oggi una delle canzoni più enemies to lovers che conosco (e infatti è xuan/cibele eheh) 🎶 Equal in strength My nemesis, my only friend [...] Fight until you die by the blade of the one you…
e comunque Xuan si pronuncia "sciuén". buona giornata
❤4
Forwarded from tutti in kamper
enri mi ha narrato la conclusione di storm king per chitane
Forwarded from tutti in kamper
nn potete capire quanto sia fortunato ad averla avuta come master, è stata una delle cose più belle e dolci mi siano mai capitate.............
❤1
❤️❤️❤️
Ho masterato una camp per un annetto. C'erano 3 player, e visto che ho chiuso con 2 di loro ho voluto narrare una conclusione tutta col player rimasto :3
Ho masterato una camp per un annetto. C'erano 3 player, e visto che ho chiuso con 2 di loro ho voluto narrare una conclusione tutta col player rimasto :3
❤5
Chitane è e sarà sempre il mio bimbo..
❤3
Chitaneposting (col suo fidanzatino Hilen, npc creato x kam)
Si amano e dopo la battaglia finale assieme ad altri NPC continuano a viaggiare per il Faerun :3
Ho detto a Kam che questo era solo l'inizio della sua avventura ❤️
Si amano e dopo la battaglia finale assieme ad altri NPC continuano a viaggiare per il Faerun :3
Ho detto a Kam che questo era solo l'inizio della sua avventura ❤️
❤11