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Martedì 22 luglio Gila Gamliel, ministro israeliano per l’innovazione, la scienza e la tecnologia, ha postato su X un video generato dall’intelligenza artificiale in cui si vede il paesaggio di Gaza devastato dal genocidio, ricostruito come un centro scintillante di grattacieli e turismo.

Il video si apre con le immagini degli attacchi di Hamas del 7 ottobre, per poi passare a Gamliel che presenta il suo piano al gabinetto di sicurezza israeliano. Il piano è datato 13 ottobre 2023: una versione PDF del piano, datata lo stesso giorno, accompagna infatti il post.

Nel video i membri del gabinetto ridono della proposta, ma poi, con un salto temporale, si vede Trump che approva il piano.

A questo punto, i quartieri bombardati di Gaza lasciano il posto a eleganti grattacieli, gli israeliani cenano con hummus e sorseggiano birra in mercati affollati e una torre con il marchio Trump si erge su un elegante litorale punteggiato di mega-yacht.

E la pulizia etnica è servita.
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Martedì 22 luglio, la Rada – il Parlamento ucraino – ha votato a maggioranza schiacciante, su proposta di Servo del Popolo, il partito di Zelensky, la subordinazione dell’Ufficio nazionale anticorruzione indipendente dell’Ucraina e l’Ufficio del procuratore speciale anticorruzione.

Non è una proposta molto diversa da quelle che sono state contestate alla Russia putiniana o, su scala minore, a Paesi come la Polonia e l’Ungheria in Unione Europa. Si tratta dell’allarmante manifestazione di una torsione autoritaria del potere ucraino che rischia di far assomigliare sempre più Kiev e Mosca. E non siamo i soli a dirlo.

Di questo rischio avvertiva pochi giorni fa il Kyiv Independent, tra le più informate e autorevoli testate ucraine, secondo cui “una serie di recenti eventi indica che la leadership ucraina sta aggirando le istituzioni democratiche e sabotando lo stato di diritto”.
https://it.insideover.com/politica/la-svolta-putiniana-di-zelensky-abolita-lindipendenza-delle-agenzie-anticorruzione.html
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"Vendo la mia attrezzatura e il giubbotto antiproiettile per comprare cibo per la mia famiglia”.

Con questo messaggio, il fotoreporter palestinese Mohammed Abu Aoun, da Gaza, ha annunciato sui Instagram la vendita della sua fotocamera, della pettorina antiproiettili per poter comprare della farina il cui prezzo è alle stelle (35$ a chilo).

L'appello di Mohammed è uno dei tanti che, soprattutto negli ultimi giorni, raccontano la drammatica condizione nella Striscia dove ora, come mai prima, la fame uccide. E impedisce ai reporter, che hanno documentato in presa diretta il genicidio in corso, di continuare a trasmettere la loro preziosa testimonianza al mondo.

Il 22 luglio l'agenzia di stampa AFP (Agence France-Presse) ha lanciato l'allarme con un comunicato stampa: uno dei suoi corrispondenti a Gaza è a rischio vita per fame.

Il 22 luglio, in un solo giorno 15 palestinesi, tra cui quattro bambini, sono morti di fame.
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“Spazzatura occidentale immorale e corrotta”, simbolo del “decadimento morale occidentale”: questa le definizione che la Cina ha rivolto a OnlyFans, annunciandone il definitivo ban sul territorio cinese il 21 luglio.

La piattaforma britannica con oltre 305 milioni di utenti nel mondo, dove migliaia di “creators” vendono contenuti espliciti a sfondo sessuale, è finita nel mirino del gigante asiatico negli ultimi tempi, dopo che lo scorso novembre ne era stata autorizzata l’entrata ufficiale sul mercato.

Onlyfans era approdata in Cina lo scorso 29 novembre 2024, salvo poi essere vietata già nel mese di dicembre, continuando però a essere utilizzata – ricorrendo al VPN – fino a luglio 2025. Ora l’accesso alla piattaforma sarà impossibile, ma anche monitorato e dunque, vietato.

https://it.insideover.com/politica/la-cina-banna-onlyfans-spazzatura-occidentale-immorale-e-corrotta-e-non-ha-tutti-i-torti.html
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Fino a qualche anno fa, quando era un Paese in via di sviluppo senza troppe ambizioni globali, nessuno faceva caso alle enormi contraddizioni della politica estera dell’India. Oggi la situazione è ben diversa e il gigante asiatico è finito sotto i riflettori dell’opinione pubblica mondiale.
Cina e Russia si chiedono se il governo indiano continuerà a stare al loro fianco all’interno dei Brics, mentre Washington ha bisogno di Delhi per contrastare l’ascesa di Pechino nell’Asia-Pacifico.

Per l’India, il momento di scegliere su quale strada incamminarsi è arrivato.

🌏 Anche questa settimana su InsideAsia, @fede0fede ci porta nel cuore del continente asiatico.

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“Israele è un presidio di legalità”.

Con queste parole, pronunciate nella solenne cornice della Camera dei Deputati, Matteo Salvini ha ricevuto il Premio Italia-Israele 2025.

A conferirgli la targa alcune delle più influenti organizzazioni filo-israeliane sulla piazza, tra cui l’Istituto Milton Friedman, l’Unione delle Associazioni Italia-Israele, il Maccabi World Union, l’Israel Defense and Security Forum (organizzazione composta da ex militari dell’IDF, molto vicina all’estrema destra israeliana e ai coloni della Cisgiordania occupata) e l’Alleanza per Israele.

Il ministro dei Trasporti viene sommerso di elogi dall’ambasciatore israeliano in Italia per “il coraggio di assumere posizioni pubbliche coraggiose e spesso di rottura”.

https://it.insideover.com/politica/il-premio-a-salvini-consacra-labbraccio-tra-sovranismo-italico-e-lobby-israeliane.html

#salvini #israel #netanyahu #lobby
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🎥 Da ottobre 2025 ad aprile 2026
la Masterclass in video reportage e documentario giornalistico di @marcellobrecciaroli, inviato di PresaDiretta su Rai3, per la Newsroom Academy ti offre gli strumenti per trasformare le tue idee in una proposta concreta da presentare a redazioni, produttori o festival, in un percorso didattico pensato proprio per chi vuole iniziare un percorso professionale.

Il weekend dell’8 e 9 novembre incontrerai Matteo Delbò, regista e documentarista pluripremiato.
Negli ultimi anni Delbó concentra il suo lavoro in Palestina, soprattutto a Gaza. Tra i suoi lavori più noti, il pluripremiato documentario “Erasmus in Gaza”.

🗓️ 108 ore distribuite in 9 weekend

💰Pagamento anche a rate

📍 In presenza a Roma o in modalità da remoto

Se vuoi altre info scrivici a info@insideover.com o chiamaci al 351 4080530

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Media is too big
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Israele ha un problema.
E non è solo Netanyahu.
Lo storico israeliano Ilan Pappé lo ha detto chiaramente:
la maggioranza degli israeliani – quelli che non si oppongono al genocidio – è il prodotto di una società indottrinata dalla culla alla tomba.
La disumanizzazione dei palestinesi fa parte del DNA israeliano
e richiederebbe una rieducazione complessa…
che non è affatto certo possa funzionare.

I video dei bambini uccisi deliberatamente,
di chi muore di fame,
dei giovani amputati…
non provocano reazioni.
Mostrare questa sofferenza, nella migliore delle ipotesi,
non smuove nulla.
È una società in parte anestetizzata,
in parte inferocita.

E chi ha il coraggio di denunciare il genocidio in corso a Gaza e le violenze in Cisgiordania occupata
viene isolato, punito, zittito.

Ofer Cassif, deputato del partito comunista israeliano, è stato sospeso per due mesi
per aver accusato il governo Netanyahu di genocidio.
In breve: chi ha cuore e coraggio di parlare
viene ostracizzato in ogni modo.

#gazagenocide #israel
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