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InsideOver è un sito di reportage, approfondimento e analisi su temi internazionali. Grazie ai nostri lettori abbiamo realizzato reportage in tutto il mondo.

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Il ministro delle Finanze siriano ha recentemente annunciato un aumento del 400% degli stipendi dei dipendenti pubblici, una misura destinata a suscitare reazioni contrastanti in un Paese devastato da oltre un decennio di conflitto.

L'annuncio arriva in un momento in cui la Siria è alle prese con una profonda crisi economica. Secondo le ultime stime, oltre il 69% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, e la disoccupazione è dilagante. Il costo di questa promessa è stimato in 1,65 bilioni di lire siriane, circa 127 milioni di dollari.

Ma le domande restano: quale futuro per una società devastata? E a
quale prezzo?
Leggi l'articolo di @andreaumbrello.
#siria #stipendi #salari #economia
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Media is too big
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È Saed Abu Nabhan il 222mo giornalista ucciso da Israele dal 7 ottobre 2023.
Cameramen e giornalista per Anadolu Agency, agenzia di stampa turca, Saed è stato ucciso da un attacco con fucile a lunga gittata dell'esercito israeliano nel campo profughi di Al-Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Saed era anche il nipote di Khaled Nabhan, l’uomo-simbolo delle atrocità di Israele su Gaza, divenuto famoso per la scena in cui tiene tra le braccia sua nipote morta, uccisa da un bombardamento in Gaza ("soul of my soul").
L'esercito israeliano ha circondato un'area nel campo profughi di Al-Jadeed dove si trovavano molti giornalisti.
Nel video si vedono gli ultimi momenti del giornalista che indossa una pettorina con la scritta “press” ben visibile, prima di cadere a terra dopo essere colpito da un proiettile.
Dall’inizio delle guerra di Israele a Gaza, l'esercito dello Stato ebraico ha ripetutamente effettuato uccisioni mirate su giornalisti nel silenzio della comunità politica internazionale.
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Forwarded from Piccolenote
🇻🇪🇺🇦🇬🇪 VENEZUELA-UCRAINA-GEORGIA: IL DESTINO DEGLI OPPOSITORI

🔸 Scandalizza il fermo della leader dell'opposizione venezuelana, ma non le indebite pressioni di Zelensky contro il suo antagonista.
🔸 Mentre in Georgia continuano le tensioni da regime-change

I leader e/o i partiti sgraditi all’Occidente, usciti vincenti da qualche elezione, sono subito accusati di frodi elettorali, quindi iniziano le proteste di piazza, appoggiate dai media e dai leader politici occidentali, a volte con seguito di sanzioni, comminate o minacciate, nel tentativo di dare una spallata al potere locale sgradito, per poi procedere, se si ha la forza, a un’insurrezione “popolare”.
Uno schema che si ripete da anni sempre uguale a se stesso…


LEGGI L’ARTICOLO DI PICCOLE NOTE
https://www.piccolenote.it/mondo/venezuela-ucraina-georgia-destino-oppositori
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L'American Friends Service Committee (AFSC), un'organizzazione quacchera annullato una pubblicità sul New York Times in risposta al rifiuto del giornale di consentirgli di definire le azioni di Israele a Gaza come un genocidio. Un rappresentante del team pubblicitario del New York Times ha suggerito di usare la parola "guerra" invece di "genocidio". Quando l'AFSC ha rifiutato, il New York Times ha risposto con un'e-mail che recitava: "Vari organismi internazionali, organizzazioni per i diritti umani e governi hanno opinioni diverse sulla situazione. In linea con il nostro impegno per l'accuratezza dei fatti e l'aderenza agli standard legali, dobbiamo garantire che tutti i contenuti pubblicitari siano conformi a queste definizioni ampiamente applicate".
Le linee guida pubblicitarie del Times affermano che il suo "spazio pubblicitario è aperto a tutti i punti di vista" e che le proposte possono essere soggette a fact-checking.
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Forwarded from Piccolenote
🇮🇱🇵🇸🇱🇧LE TRATTATIVE ISRAELE-HAMAS E L'ELEZIONE DEL PRESIDENTE LIBANESE

🔸 Cauto ottimismo sui negoziati con Hamas.
🔸 L'elezione di Aoun in Libano, frutto di un accordo di alto livello, potrebbe favorire una svolta e porre fine alla follia dilagante, a Gaza e altrove

…è più che probabile che l’elezione del presidente libanese, avvenuta ieri dopo oltre due anni di inutili tentativi, sia parte di una trattativa in corso con l’Iran, e non solo, per chiudere le attuali conflittualità regionali…


LEGGI SU PICCOLE NOTE
https://www.piccolenote.it/mondo/le-trattative-israele-hamas
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Trieste, la porta sul Mediterraneo che una volta sognava l’autonomia economica e un ruolo centrale nelle reti commerciali europee, oggi si riscopre un accessorio. Non tanto dell’Italia quanto delle grandi potenze, che ne fanno il loro giocattolo geopolitico.

Se il commercio non decolla, ci pensano i militari. L’importante è che il porto diventi uno hub logistico per la NATO, pronto a far transitare truppe e armamenti nel caso i russi decidano di spostarsi verso Ovest. Poco conta il traffico commerciale, che resta dominato dalla Cina, o il fatto che l’economia locale abbia bisogno di stabilità e investimenti concreti. Ma a chi giova tutto questo?

La verità è che Trieste, come tanti altri asset italiani, non è più una questione nazionale. È una posta in gioco per le grandi potenze, uno spazio di confronto tra America e Cina, un campo di battaglia per interessi che poco hanno a che fare con la città o i suoi cittadini.

#cina #trieste #europe #economy #economicwar #nato #usa
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Mentre la giornalista italiana Cecilia Sala veniva liberata dal carcere iraniano di Evin dopo 21 giorni di prigionia, la Corte Suprema della Repubblica Islamica dell'Iran confermava la condanna a morte di Pakhshan Azizi, prigioniera politica curda detenuta anche lei a Evin. Azizi è stata arrestata nella sua casa a Teheran nell'agosto 2023 dalle forze di sicurezza dello Stato che le avrebbero puntato una pistola alla testa. Durante la detenzione a Azizi è stata torturata per confessare cose che non aveva fatto, cosa che i gruppi per i diritti umani affermano essere una tattica di routine usata dalle autorità iraniane contro gli attivisti.

Azizi è stata condannata a morte nel luglio 2024 per "ribellione armata contro lo Stato" e le è stata inflitta un'ulteriore condanna a quattro anni di carcere per presunta appartenenza al Partito per la vita libera del Kurdistan (PJAK), accuse che i suoi avvocati hanno negato.
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Dopo 15 mesi di massacro in diretta live, per i soldati dell’IDF cambiano le regole per l’uso dei social media. I video degli edifici fatti saltare in aria, delle case distrutte e date alle fiamme e delle altre numerose violenze perpetrate, filmate con ilarità dagli stessi israeliani in servizio a Gaza, hanno fatto il giro del web (su InsideOver ne abbiamo parlato più di una volta). Adesso però, l’esercito di Tel Aviv ha diramato nuove direttive che impongono ai soldati il divieto assoluto di comparire nei video e nei selfie scattati nell’enclave palestinese.

Il nuovo protocollo è stato adottato dopo che un ufficiale israeliano in visita in Brasile è “fuggito dal Paese a causa di un ordine di un tribunale brasiliano, che chiedeva un'indagine su di lui per presunti crimini di guerra”, basata, per l’appunto, su post pubblicati sui suoi social media (che mostravano la distruzione in diretta di case palestinesi).

Leggi l'articolo di Claudia Carpinella

#gazagenocide #Idf #hindrajabfoundation #israel
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Dopo 15 mesi di massacro in diretta live, per i soldati dell’IDF cambiano le regole per l’uso dei social media. I video degli edifici fatti saltare in aria, delle case distrutte e date alle fiamme e delle altre numerose violenze perpetrate, filmate con ilarità dagli stessi israeliani in servizio a Gaza, hanno fatto il giro del web (su InsideOver ne abbiamo parlato più di una volta). Adesso però, l’esercito di Tel Aviv ha diramato nuove direttive che impongono ai soldati il divieto assoluto di comparire nei video e nei selfie scattati nell’enclave palestinese.


https://it.insideover.com/guerra/israele-ai-suoi-soldati-ammazzate-pure-ma-non-mostratevi-sui-social.html
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