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Il 19 dicembre 1903 nasceva Pietro Secchia, uno dei dirigenti comunisti italiani più importanti della storia del movimento comunista, in Italia e oltre i suoi confini.

Per noi del Partito Comunista, Secchia rappresenta ancora oggi un esempio da seguire, una bussola nella confusione del presente, una figura capace di coniugare rigore politico, coerenza morale e visione strategica.

Vogliamo ricordarlo attraverso le sue stesse parole:

«Il grande capitale non domina solo con le banche, i monopoli, il potere finanziario, i tribunali e la polizia, ma con i mezzi quasi illimitati della sua propaganda e della corruzione ideologica».

E con una riflessione che suona oggi più attuale che mai:

«Sono convinto che se le mie posizioni fossero state seguite, non ci troveremmo nelle condizioni di oggi».


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La linea editoriale de La Riscossa prevede di non rilanciare articoli non originali, men che meno da giornali non comunisti di partiti fratelli. Oggi faremo un'eccezione.
I tempi sono pericolosissimi. Occorre una chiamata di emergenza a tutte le forze che si oppongono alla corsa verso la guerra. Il seguente articolo appare oggi sul Fatto Quotidiano. È una chiamata di responsabilità alla coscienza dei cattolici di questo Paese.
Oggi tutti i maggiori giornali, compreso il manifesto e lo stesso Avvenire che per dovere istituzionale aveva ieri pubblicato il documento del papa, sorvolano sulla palese vergogna che travolge il mondo politico cattolico
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Forwarded from La Riscossa.info
Foto da Alberto Lombardo
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Il SG Alberto Lombardo ha ricevuto il seguente documento (che alleghiamo in traduzione) da parte del Dr. JUAN EDUARDO ROMERO, storico e deputato del Parlamento venezuelano, che ha incontrato a La Habana nel suo recente viaggio. Il documento denuncia le gravi provocazioni che sta subendo la Repubblica Bolivariana del Venezuela all’interno del contesto storico-politico, delineando una strategia nazionale e internazionale di resistenza e contrattacco.

Il Partito Comunista rinnova la sua incondizionata solidarietà al popolo venezuelano e alla sua dirigenza politica, guidata dal Presidente Maduro, associandosi alle forti prese di posizione dei governi latinoamericani e di tutto il mondo che si oppongono all’arroganza e al bellicismo imperialista.

Link: https://www.lariscossa.info/geopolitica-violazione-del-diritto-internazionale/
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Che tu sia lavoratore, studente o pensionato,dicembre è il momento di guardare avanti.
Il 2026 è alle porte: scegli di stare dalla parte dei diritti, scegli di sostenere il Partito Comunista.

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Il Partito Comunista non riceve finanziamenti pubblici: vive grazie al contributo volontario di militanti, iscritti e simpatizzanti.

Un piccolo contributo per una grande idea.
Contro le finte alternative destra/sinistra.
PER CAMBIARE DAVVERO!

#Donazione #PartitoComunista #Sostegno #Autofinanziamento
Auguri di buone feste, per chi potrà godersi dei giorni di meritato riposo e a chi continua a lavorare.

A chi lotta per il proprio posto di lavoro e a chi il lavoro l’ha perso.
A chi è stato ridotto sul lastrico da una politica corrotta e a chi tenta di rialzarsi.
A chiunque viva del proprio lavoro e a chiunque il lavoro lo stia cercando.
A chi fa fatica a tirare avanti, ma ha comunque la forza di lottare per un futuro migliore.

Un pensiero ed un abbraccio a tutti i familiari che hanno perso i propri cari sul lavoro, vi siamo vicini in questi giorni particolari.

Auguri dal Partito Comunista
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SANGUE DEL NOSTRO SANGUE,
NERVI DEI NOSTRI NERVI,
COME FU QUELLO DEI FRATELLI CERVI

Il 28 dicembre 1943, al poligono di tiro di Reggio Emilia, i fratelli Cervi vengono fucilati dai fascisti dopo aver subito brutali torture.

Durante la guerra, la casa della famiglia Cervi diventa un autentico centro nevralgico dell’organizzazione territoriale della Resistenza.

Il padre Alcide dà vita alla “Banda Cervi”, che da quel luogo e fino al tragico ma glorioso epilogo si dedica senza esitazioni alla lotta partigiana.

In memoria di:
Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ettore, Ovidio.
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CHI SE NE FREGA DELLA SALUTE, DOBBIAMO FARE LE ARMI!
Ancora una volta i veri interessi dell'Unione Europea vengono smascherati.

Dal Partito Comunista - Toscana

L’ EUROPA NON PONE ALCUN LIMITE ALL’ INDUSTRIA BELLICA NELL’UTILIZZO DELLE SOSTANZE NOCIVE PFAS

Come evidenziato all’assemblea Pubblica del partito comunista svoltasi a Firenze il 29.11.2025. In Toscana abbiamo assistito ad un peggioramento progressivo della qualità delle acque sia profonde sia superficiali.

La regione ha il dovere di tenerne conto, nel varare il nuovo Piano di Tutela delle Acque, che occorre porre una particolare attenzione ai cosiddetti inquinanti eterni i PFAS, nocivi per la salute e interferenti endocrini.

Dato che nella nostra regione il 46% delle acque superficiali è a causa di queste sostante fuori norma, rispetto degli Standard di Qualità Ambientale.

Apprendiamo ora l’ ipocrisia della classe dirigente Europea che dopo aver varato limiti al diffondersi dei PFAS (dannosi per l’ uomo come accertato dal Tribunale di Vicenza) ne rinnega oggi la pericolosità non ponendo alcun limite alla loro diffusione per l’ industria bellica (nel territorio Toscano sono presenti le industrie della guerra dall’ entroterra alla costa).

Il Partito Comunista si oppone ai doppi standard delle oligarchie finanziarie Europee che creano grave danno alla salute dei popoli ed alle follie belliciste che le ispirano.

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L’arresto del Presidente della Comunità Palestinese in Italia, Mohammad Hannoun, mette con le spalle al muro coloro che hanno fatto finta di appoggiare la resistenza palestinese e condannare il genocidio perpetrato dall’esercito israeliano, non solo a Gaza, ma anche in Cisgiordania e non certo dal 7 ottobre del 2023.

L’ipotesi accusatoria è che dal 2001 ad oggi l’Abssp (Associazione benefica di solidarietà al popolo palestinese) abbia raccolto 7,2 milioni di euro di fondi per Gaza e la Palestina, ma che il 71% di questo denaro sia finito a entità controllate da Hamas.
Già il fatto che tali cifre si contino a qualche milione in venticinque anni, mentre le dichiarate vendite italiane di armi di sterminio di massa a Israele si contino a miliardi, è sconcertante.

Comunque, una decina di anni fa il tribunale di Genova aveva già respinto accuse simili su Hannoun, dicendo che “La pretesa di far discendere la contestazione dalla asserita commistione tra Hamas e le associazioni umanitarie è argomento appena sufficiente per un’analisi politica o sociale del fenomeno, ma non per una decisione giudiziaria”.
Oggi invece il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Giovanni Melillo, e il procuratore capo di Genova, Nicola Piacente, scrivono testualmente che le indagini “non possono in alcun modo togliere rilievo ai crimini commessi ai danni della popolazione palestinese successivamente al 7 ottobre 2023 nel corso delle operazioni militari intraprese dal Governo di Israele, per i quali si attende il giudizio da parte della Corte Penale Internazionale, ,,, Tali crimini non possono giustificare gli atti di terrorismo compiuti da Hamas e dalle organizzazioni terroristiche collegate ai danni della popolazione civile, né costituirne una circostanza attenuante”.

Un cappello politico del tutto privo di carattere giuridico. Che serve però a validare il principio secondo il quale: “Per la giurisprudenza di legittimità costituiscono atto terroristico le condotte che, pur se commesse nel contesto di conflitti armati, consistano in condotte violente rivolte contro la popolazione civile, anche se presente in territori che, in base al diritto internazionale, devono ritenersi illegittimamente occupati”.

Quindi i magistrati italiani si arrogano il diritto di dichiarare se un atto di resistenza è terrorismo o meno, non avendone alcuna cognizione diretta, ma solo attenendosi a valutazioni politiche.

Inoltre emerge che il materiale di indagine è esclusivamente di provenienza israeliana, senza alcuna possibilità per gli inquirenti italiani di valutarne la veridicità. Cosa è stata subito fatta rilevare dall’associazione Giuristi e Avvocati per la Palestina (Gav), che afferma: “Il ricorso a fonti israeliane per dichiarare l'appartenenza ad Hamas di determinate organizzazioni umanitarie non può essere ritenuto decisivo per la scarsa attendibilità di tali fonti, in quanto provenienti da Stato uso alla manipolazione politica della giustizia oltre che sotto accusa per genocidio e altri gravi crimini internazionali".

Il teatrino politico italiano si accende, dando il peggio di sé. La destra ritiene di aver messo con le spalle al muro la sinistra, la quale si svincola subito, non aspettando che il gallo canti tre volte.
Il palwashing [1] ha esaurito la sua funzione di sbiancare i settori filoimperialisti a sinistra. Le manifestazioni si sono fermate, ma non il martirio del popolo di Gaza e Cisgiordania.

[1] https://www.lariscossa.info/severgnini-pal-washing-libia-e-verita-censurate/


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Il 30 dicembre 1922 nasceva, nel solco della vittoriosa Rivoluzione d'Ottobre, l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Questo Stato rappresentò per decenni una concreta speranza di riscatto per i popoli oppressi di tutto il pianeta, contrapponendo a un sistema fondato sullo sfruttamento e sul profitto di pochi un modello costruito sugli interessi dei lavoratori e della collettività.
Con la dissoluzione dell'Unione Sovietica, i padroni hanno intensificato il proprio attacco alle classi popolari, rendendo sempre più evidente l’attualità e la necessità del socialismo. Contro gli attacchi alla storia e alle conquiste del socialismo, i comunisti saranno sempre pronti a schierarsi.
Ricordiamo alcuni dei traguardi fondamentali dell’Unione Sovietica, raggiunti prima di qualsiasi altro Paese al mondo.
1° Fu il primo Stato a costruire la più ampia esperienza di economia pianificata della storia.
2° Fu il Paese che pagò il prezzo più alto in termini di vite umane nella Seconda guerra mondiale, sconfiggendo l'esercito nazista.
Il 70% delle forze naziste fu infatti annientato dall’Armata Rossa sul fronte orientale. 24 milioni di caduti.
3° Riuscì a sconfiggere la fame endemica grazie alla collettivizzazione della terra, prima esperienza di questo tipo nella storia dell’umanità.
4° L'URSS, attraverso il ministro Viktor Ždanov, guidò la campagna internazionale che portò alla sconfitta globale del vaiolo, una malattia che causava milioni di vittime ogni anno.
5° L’11 novembre 1917 fu il primo Paese nella storia a bandire il lavoro minorile e a stabilire la giornata lavorativa di otto ore.
6° Istituì il primo sistema sanitario gratuito e universale, aumentando sensibilmente l’aspettativa di vita della popolazione sovietica.
Introdusse il parto senza dolore e realizzò alcuni dei primi trapianti di organi della storia.
7° Creò il primo sistema educativo completamente pubblico e gratuito, raggiungendo tassi di alfabetizzazione tra i più alti al mondo nelle 15 repubbliche sovietiche.
8° Conobbe una delle più rapide crescite economiche mai registrate, trasformando la Russia da Paese arretrato e feudale in una superpotenza industriale.
9° Sputnik – primo satellite artificiale della storia inviato nello spazio.
Yuri Gagarin – primo uomo della storia ad andare nello spazio.
Valentina Tereškova – prima donna ad andare nello spazio.
10° Parità giuridica e sociale tra i sessi: le donne godevano degli stessi diritti degli uomini, dello stesso salario, delle stesse opportunità lavorative e di accesso alla pubblica amministrazione, nonché del diritto di voto.
#UnioneSovietica #Socialismo #RivoluzioneDottobre #Storia #Lavoratori #CCCP #Lenin #Comunismo


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Il Segretario Generale Alberto Lombardo, insieme al Vicesegretario Matteo Di Cocco, tracciano un resoconto dell’anno di attività appena concluso e delineano le prospettive e le iniziative che il Partito si appresta a portare avanti nel 2026.

Link al video
👉 https://youtu.be/fvk1RvBHr7U


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1 GENNAIO 1959: TRIONFA LA RIVOLUZIONE!

Con il rovesciamento del regime del generale Batista, grazie alla rivoluzione guidata da Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara, nel 1959 Cuba entra in una nuova fase della propria storia.

I grandi proprietari terrieri, i sostenitori del dittatore filo-statunitense e i potenti interessi mafiosi italo-americani che fino ad allora avevano calpestato la libertà del popolo cubano fuggono dall’isola, incalzati dall’avanzata dei giovani rivoluzionari, che di lì a poco avrebbero profondamente trasformato Cuba.

Non più il “bordello degli USA”, ma la patria di un popolo unito, compatto e fiero della propria storia.

Un popolo che ancora oggi resiste alle aggressioni e all’infame blocco economico che gli Stati Uniti continuano a imporre.

Con un saluto fraterno al popolo cubano, il Partito Comunista prosegue il proprio percorso di opposizione al governo Meloni, al governo delle banche e dell’Unione Europea, e contro lo sfruttamento di chi vive del proprio lavoro e contro chiunque continui a voler imbavagliare la volontà popolare.
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Forwarded from Il Partito Comunista - PC - Ufficiale Discussione
ABIETTI DOPPI STANDARD

Due tragedie hanno colpito il nostro Continente durante la notte di Capodanno. Una in Svizzera, a Crans-Montana, dove il bar “Le Constellation” ha subito un incendio che ha provocato almeno 40 morti e numerosi feriti. Una nel Donbass, a Kherson, dove in un caffè e in un albergo sulla costa del Mar Nero oltre 50 persone sono rimaste ferite e 24 sono morte.

Le cause della prima sono in corso di accertamento. Le cause della seconda tragedia sono chiarissime, dovute a droni naziucraini equipaggiati con una miscela incendiaria.

La prima si deve probabilmente a un avventato comportamento di chi si trovava all’interno e certamente a norme di sicurezza inadeguate o disattese. La seconda a un disegno criminale di fare vittime civili.

Nella prima potrebbero essere coinvolti cittadini italiani, nella seconda invece il governo italiano e i partiti della guerra sono colpevoli di fornire armi e soldi a questi criminali per fare una guerra che sta dissanguando il loro popolo e le nostre economia e finanze.

La prima notizia apre tutti telegiornali italiani.

Della seconda non c’è neanche traccia.

Ogni commento è supefluo

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In questo momento di folle attacco da parte dell'imperialismo Yankee, il nostro partito è sempre dalla parte del Venezuela Bolivarista e libero. Viva il Venezuela!

Di seguito, condividiamo il comunicato dell'Ambasciata Venezuelana.

COMUNICATO DELLA REPUBBLICA BOLIVARIANA DEL VENEZUELA

La Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, condanna e denuncia dinanzi alla comunità internazionale la gravissima aggressione militare perpetrata dall’attuale Governo degli Stati Uniti d’America contro il territorio e la popolazione venezuelani nelle località civili e militari della città di Caracas, capitale della Repubblica, e degli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Questo atto costituisce una violazione flagrante della Carta delle Nazioni Unite, in particolare dei suoi articoli 1 e 2, che consacrano il rispetto della sovranità, l’uguaglianza giuridica degli Stati e il divieto dell’uso della forza. Tale aggressione minaccia la pace e la stabilità internazionale, in particolare dell’America Latina e dei Caraibi, e mette in grave pericolo la vita di milioni di persone.

L’obiettivo di questo attacco non è altro che impadronirsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, tentando di spezzare con la forza l’indipendenza politica della Nazione. Non ci riusciranno. Dopo oltre duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo legittimo Governo restano saldi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un “cambio di regime”, in alleanza con l’oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti.

Dal 1811 il Venezuela ha affrontato e vinto imperi. Quando nel 1902 potenze straniere bombardarono le nostre coste, il Presidente Cipriano Castro proclamò: “La pianta insolente dello straniero ha profanato il sacro suolo della Patria”. Oggi, con la morale di Bolívar, Miranda e dei nostri liberatori, il popolo venezuelano si leva nuovamente per difendere la propria indipendenza dinanzi all’aggressione imperiale.

Popolo, scendete in strada!

Il Governo Bolivariano chiama tutte le forze sociali e politiche del Paese ad attivare i piani di mobilitazione e a ripudiare questo attacco imperialista. Il popolo del Venezuela e la sua Forza Armata Nazionale Bolivariana, in perfetta fusione popolare-militare-poliziesca, sono dispiegati per garantire la sovranità e la pace. Contestualmente, la Diplomazia Bolivariana di Pace presenterà le corrispondenti denunce al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, al Segretario Generale di tale organizzazione, alla CELAC e al Movimento dei Paesi Non Allineati, esigendo la condanna e l’assunzione di responsabilità da parte del Governo statunitense.

Il Presidente Nicolás Maduro ha disposto tutti i piani di difesa nazionale perché siano attuati nel momento e nelle circostanze adeguate, nel pieno rispetto di quanto previsto dalla Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, dalla Legge Organica sugli Stati di Eccezione e dalla Legge Organica di Sicurezza della Nazione.

In tal senso, il Presidente Nicolás Maduro ha firmato e ordinato l’attuazione del Decreto che dichiara lo stato di Commozione Esterna in tutto il territorio nazionale, per proteggere i diritti della popolazione, il pieno funzionamento delle istituzioni repubblicane e passare immediatamente alla lotta armata. Tutto il Paese deve attivarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista.

Allo stesso modo ha ordinato il dispiegamento immediato del Comando per la Difesa Integrale della Nazione e degli Organi di Direzione per la Difesa Integrale in tutti gli stati e municipi del Paese.
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Nel pieno rispetto dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il Venezuela si riserva il diritto di esercitare la legittima difesa per proteggere il proprio popolo, il proprio territorio e la propria indipendenza. Chiamiamo i popoli e i governi dell’America Latina, dei Caraibi e del mondo a mobilitarsi in solidarietà attiva di fronte a questa aggressione imperiale.

Come affermò il Comandante Supremo Hugo Chávez Frías, “di fronte a qualsiasi circostanza di nuove difficoltà, di qualunque portata, la risposta di tutti e di tutte i patrioti è unità, lotta, battaglia e vittoria”.

Caracas, 3 gennaio 2026
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Attacco al Venezuela e arresto di Maduro.
Il Segretario Generale Alberto Lombardo analizza la situazione a poche ore dalla notizia dell'attacco yankee contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela e dell'arresto del suo Presidente.

#maduro #venezuela #usa #trump

Ascolta qui su Youtube
👉 https://youtu.be/cvf96uvfno4

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Tempo poche ore ed ecco che Trump ci racconta cosa vede nel Venezuela.
Qualcuno aveva dubbi?

#trump #usa #maduro #venezuela #petrolio #oil

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Comunicato del Comitato Centrale sul sequestro del Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro

Il Comitato Centrale del Partito Comunista condanna con la massima fermezza il sequestro del Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, operato dagli Stati Uniti d’America attraverso un’azione di forza che rappresenta una gravissima violazione del diritto internazionale, della sovranità di uno Stato indipendente e dei principi fondamentali di convivenza tra i popoli.

Si tratta di un atto di aggressione imperialista che nulla ha a che vedere con la tutela dei diritti umani o con la difesa della democrazia né tantomeno con la lotta al narcotraffico e che si inserisce nella storica strategia di destabilizzazione dell’America Latina da parte dell’imperialismo statunitense e dei suoi alleati.

Il sequestro di un capo di Stato eletto costituisce un pericoloso precedente, che apre la strada alla legittimazione della forza militare e giudiziaria come strumento di dominio politico globale. È un messaggio intimidatorio rivolto a tutti i Paesi che non intendono sottomettersi ai diktat economici, militari e geopolitici delle potenze occidentali.

Il Venezuela viene colpito perché:
• difende il controllo pubblico delle proprie risorse strategiche;
• rivendica la propria indipendenza politica;
• porta avanti un processo di trasformazione sociale alternativo al capitalismo neoliberista.

Il Comitato Centrale del Partito Comunista denuncia inoltre:
• la complicità dell’Unione Europea e dei governi occidentali, responsabili di un silenzio che equivale a una corresponsabilità politica;
• il ruolo dei media mainstream, impegnati a giustificare o minimizzare un atto che, se compiuto da qualsiasi altro Stato, verrebbe unanimemente definito come atto di guerra.

Il Partito Comunista esprime la propria piena solidarietà al popolo venezuelano, alla Rivoluzione Bolivariana e a tutte le forze che nel mondo resistono all’imperialismo, allo sfruttamento e alla subordinazione dei popoli.

Difendere il Venezuela oggi significa difendere il diritto dei popoli all’autodeterminazione, la pace internazionale e la possibilità di un’alternativa al sistema capitalistico dominante.

Il Partito Comunista continuerà a battersi, in Italia e sul piano internazionale, contro ogni forma di imperialismo, per la sovranità dei popoli, per la pace e per il socialismo.


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Il 18 gennaio, presso la sede nazionale del Partito Comunista a Roma, daremo il via al nostro anno di attività politica e, con esso, al tesseramento 2026.
A cento anni dalla nascita di Fidel Castro, riaffermiamo il valore della militanza, dell’organizzazione popolare e della sovranità dei popoli.
In un momento storico segnato da una nuova offensiva dell’imperialismo statunitense in America Latina, con l’aggressione contro il Venezuela e il sequestro del Presidente Nicolás Maduro, Cuba resta un esempio vivo di resistenza e internazionalismo.
Il sacrificio dei 32 ufficiali cubani caduti a Caracas, impegnati nella difesa della sovranità venezuelana, ci ricorda che la solidarietà tra i popoli non è uno slogan, ma una scelta concreta, pagata anche con la vita.
Non celebriamo un’icona, ma rilanciamo il nostro impegno per un mondo migliore, così come ci insegna l’esempio immortale del Comandante Fidel Castro.
📍 Appuntamento a partire dalle ore 16:00
📌 Via degli Elci 25, Roma

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