Mostly, I Write – Telegram
Mostly, I Write
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Storie e pensieri suoi e di altri, raccolti da Antonio Dini http://www.antoniodini.com
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Scrivere un libro e contemporaneamente avere una vita propria: impossibile? Pare, anche empiricamente, di no. Qui ci sono le solite istruzioni per l'uso.

Money quote: "Surely all art is the result of one’s having been in danger, of having gone through an experience all the way to the end, to where no one can go any further.
―Rilke"

https://thecoffeelicious.com/how-to-write-a-full-length-book-when-you-have-a-full-time-life-b644651b383a
Scusate, tra quando ho preparato la notizia e quando ve l'ho inviata, il sito è stato tirato giù e adesso ha un redirect a un sito di gambling. Ecco la versione archiviata
(che ha anche lei i suoi bei problemi, devo dire)
La schizofrenia come superpotere. Stiamo veramente andando alla deriva. (L’articolo è delizioso)

Money quote: “If you’re curious about whether your unusual experiences are signs of mental illness or psychic ability, the internet is happy to offer an opinion. Forums dedicated to mental health in general, and schizophrenia in particular, are full of threads with headings such as “Have you noticed psychic ability since you became schizophrenic?,” “Schizophrenia or a medium?,” “Am I psychic or am I a crazy schizophrenic?,” and “Psychosis and psychic powers?” Some assume that psychosis and psychic ability are mutually exclusive, while others assume that they are indeed suffering from a psychotic disorder but might also be gifted with supernatural ability. Both are potential ways to look at the silver lining of a disorder that few would see as having benefits at all.”

https://www.theparisreview.org/blog/2019/01/30/schizophrenia-and-the-supernatural/
La pragmatica del sesso. Anzi, della manifestazione di interesse e del conseguente diniego e consenso, che fanno parte del più ampio discorso sul sesso etico emerso attraverso il processo collettivo di risveglio che ha preso il nome di #metoo.

Premesso che per me è un approccio interessante e contemporaneamente molto limitato (il tema di fondo è la volontà a fare, ma non affronta - o non affronta abbastanza - questioni etiche più ampie come il tipo di sesso e la sua legittimità: sesso per amore o per piacere, sesso nella coppia legittima o tradimento?), sono curioso di vedere - una volta spogliato il saggio che segue da qualche centinaia di parole di troppo - dove porta nella mia e nella vostra mente. Ci fa cambiare prospettiva? Forse si.

Money quote: “Communication is essential to ethical sex. Typically, our public discussions focus on only one narrow kind of communication: requests for sex followed by consent or refusal. But notice that we use language and communication in a wide variety of ways in negotiating sex. We flirt and rebuff, express curiosity and repulsion, and articulate fantasies. Ideally, we talk about what kind of sex we want to have, involving which activities, and what we like and don’t like. We settle whether or not we are going to have sex at all, and when we want to stop. We check in with one another and talk dirty to one another during sex”

https://aeon.co/essays/consent-and-refusal-are-not-the-only-talking-points-in-sex
Il 29 Novembre del 2010 moriva Mario Monicelli.
Suo padre era un giornalista e direttore di testate e anche autore teatrale. Era una famiglia di intellettuali e artisti.
Mario nacque a Roma, ma si trasferì con tutta la famiglia a Viareggio alla fine dell'infanzia. Poi si trasferirono di nuovo a Milano.
Un giorno, Mario Monicelli sentì un botto, aprì la porta del bagno e trovò il cadavere di suo padre, che si era sparato, probabilmente per aver perso il lavoro.

Iniziò la sua carriera come critico cinematografico, appassionato di film stranieri, anche perché odiava le pellicole di propaganda che circolavano nell'Italia fascista.
Poi vinse un premio col suo primo film "I Ragazzi della Via Paal" e da lì iniziò la gavetta nel cinema.
Quando girò "I soliti Ignoti", la sua carriera cambiò, sia per il grande successo del film, sia perché fu la sua prima commedia all'italiana, che diventerà il suo genere principale.

Con film come "La Grande Guerra", "I Compagni", "L'Armata Brancaleone", "Bertoldo Bertoldino e Cacasenno", "Il Marchese del Grillo", "Speriamo che sia femmina", ha scritto molte delle più grandi pagine della commedia italiana (ma vanno ricordati anche film drammatici come "Un Borghese piccolo piccolo").

Nel 2010, stanco e malato di tumore alla prostata, all'età di 95 anni, si è tolto la vita gettandosi dalla finestra dell'ospedale nel quale era ricoverato.
A proposito della morte del padre, una volta aveva detto: "La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena".

Io non sono un esperto di cinema, è già tanto se capisco qualcosina di musica.
Ma ho sempre pensato che Mario Monicelli fosse il mio regista preferito in assoluto, nel mondo.

Una volta, quando ero all'università, il professore di Storia Contemporanea ci portò a vedere "I Compagni" e alla fine della proiezione - sorpresa - arrivò Monicelli a parlarci del film e a rispondere alle domande. Non era un'aula magna, era un buco di aula con un piccolo schermo; saremo stati forse 20 studenti, ma lui venne lì a parlare con noi.
Un film che faceva ridere e piangere e che era così accurato nella ricostruzione storica che un professore universitario aveva portato i suoi studenti a guardarlo.
Ok, se avete tipo un milione di ore libere e un talento per la programmazione in Assembly, questo 8bitworkshop fa al caso vostro.

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