Da sabato scorso, 32 naufraghi in fuga dalla Libia sono abbarbicati sulla piattaforma petrolifera Miskar, a poche miglia da Lampedusa.
Stanno morendo di freddo e di fame.
È urgente un intervento di soccorso da parte delle autorità europee.
La legge del mare e un minimo senso di umanità impongono un principio chiaro: nessuno in condizione di pericolo deve essere lasciato senza aiuto.
Nell’estate del 2024, quando un superyacht di facoltosituristi affondò nel Canale di Sicilia, giustamente si mobilitarono imponenti operazioni di ricerca. Oggi, di fronte a un salvataggio così semplice, sarebbe imperdonabile restare a guardare solo perché si tratta di persone migranti e non di ricchi occidentali.
Non si può perdere altro tempo. Soccorriamoli subito! Di quale Europa andiamo cianciando se lasciamo oltre 30 persone senza acqua né cibo in mezzo al mare in burrasca aspettando che siano i tunisini ad andare aprenderli con le motovedette date dal governo italiano per poi rinchiuderli nei lager?
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Stanno morendo di freddo e di fame.
È urgente un intervento di soccorso da parte delle autorità europee.
La legge del mare e un minimo senso di umanità impongono un principio chiaro: nessuno in condizione di pericolo deve essere lasciato senza aiuto.
Nell’estate del 2024, quando un superyacht di facoltosituristi affondò nel Canale di Sicilia, giustamente si mobilitarono imponenti operazioni di ricerca. Oggi, di fronte a un salvataggio così semplice, sarebbe imperdonabile restare a guardare solo perché si tratta di persone migranti e non di ricchi occidentali.
Non si può perdere altro tempo. Soccorriamoli subito! Di quale Europa andiamo cianciando se lasciamo oltre 30 persone senza acqua né cibo in mezzo al mare in burrasca aspettando che siano i tunisini ad andare aprenderli con le motovedette date dal governo italiano per poi rinchiuderli nei lager?
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
MIGRANTI: SEA WATCH RECUPERA I 32 NAUFRAGHI BLOCCATI DA OLTRE 4 GIORNI SU UNA PIATTAFORMA PETROLIFERA
Sono stati soccorsi da Aurora – l’assetto veloce della ong Sea Watch – i 32 migranti bloccati da quasi 5 giorni sulla piattaforma petrolifera Miskar, di proprietà della multinazionale inglese British Gas, sita in in acque internazionali, non lontano dalla zona SAR di Malta e dall’isola di Lampedusa Abbandonati per…
Sono stati soccorsi da Aurora – l’assetto veloce della ong Sea Watch – i 32 migranti bloccati da quasi 5 giorni sulla piattaforma petrolifera Miskar, di proprietà della multinazionale inglese British Gas, sita in in acque internazionali, non lontano dalla zona SAR di Malta e dall’isola di Lampedusa Abbandonati per…
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La giornata dell’orgoglio europeo lanciata dai Repubblica boys è una suggestione ingannevole. Sostenere le politiche dell’Europa, occultandone le responsabilità per la gestione del conflitto in Ucraina, significa, infatti, schierarsi per la prosecuzione della guerra e per l’aumento delle spese militari. E ciò mentre la convergente prepotenza di Putin e di Trump imporrebbe un’iniziativa per sostituire la forza con la politica e la trattativa
https://www.osservatoriorepressione.info/la-manifestazione-per-leuropa-dei-repubblica-boys-perche-no/
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Il poliziotto che ha ucciso il diciassettenne Nahel il 27 giugno del 2023 deve essere processato per «omicidio», lo ha comunicato la procura di Nanterre
https://www.osservatoriorepressione.info/francia-andra-a-processo-per-omicidio-il-poliziotto-che-sparo-a-nahel/
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
ROMA: IL TAR DEL LAZIO CONFERMA IL FOGLIO DI VIA DI 15 MESI PER UNA ATTIVISTA DI EXTINCTION REBELLION
Il TAR Lazio ha confermato il foglio di via di 15 mesi da Roma ad un’attivista di Extinction Rebellion domiciliata e impiegata nella città , presso Amnesty International. Sabina, che era stata espulsa dalla città lo scorso novembre per aver partecipato ad un sit-in pacifico, perderà il lavoro in seguito a questa decisione ingiusta…
Il TAR Lazio ha confermato il foglio di via di 15 mesi da Roma ad un’attivista di Extinction Rebellion domiciliata e impiegata nella città , presso Amnesty International. Sabina, che era stata espulsa dalla città lo scorso novembre per aver partecipato ad un sit-in pacifico, perderà il lavoro in seguito a questa decisione ingiusta…
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Il TAR Lazio conferma il foglio di via di 15 mesi da Roma a un'attivista di Extinction Rebellion, domiciliata e impiegata in città presso Amnesty International, espulsa per aver semplicemente partecipato a un sit-inpacifico a novembre scorso. Perderà il lavoro per una decisione ingiusta.
https://www.osservatoriorepressione.info/attivista-di-extinction-rebellion-perde-il-lavoro-per-un-sit-in-il-tar-lazio-non-annulla-il-foglio-di-via/
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Recensione di Edoardo Todaro al libro "Sabun" di Alae Al Said
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Panchine anti-bivacco, dissuasori lungo i marciapiedi, luci al Led nei centri commerciali per scoraggiare gli adolescenti: l’architettura ostile, in nome del decoro, ridisegna le città reprimendo i comportamenti e scoraggiando chi non consuma a vantaggio delle élite privilegiate
https://www.osservatoriorepressione.info/la-citta-punitiva/
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Il ministro degli Interni Matteo Piantedosi annuncia l’apertura in Italia di cinque nuovi Cpr e i centri in Albania "sono pronti ad accogliere altri immigrati e sono già organizzati per esprimere più funzioni"
https://www.osservatoriorepressione.info/migranti-piantedosi-in-italia-5-nuovi-cpr-e-3-centri-come-quelli-albanesi/
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Antoine era uno degli anziani del ghetto di Torretta Antonacci ed è morto anche per colpa di un timbro, un maledetto timbro di rinnovo su quel maledetto permesso di soggiorno illimitato che da oltre venti anni lo aveva affrancato dalla condizione di irregolarità.
https://www.osservatoriorepressione.info/antoine-e-morto-morto-per-un-maledetto-timbro/
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Quarta assemblea nazionale in presenza “Liberi/e di lottare”
Sabato 15 marzo, sede Si Cobas Milano ore 10
Le pressioni esercitate negli ultimi mesi attraverso la mobilitazione contro il DDL Sicurezza (1660/1236), le proteste nelle piazze, gli scioperi dei lavoratori, l’astensione delle camere penali dello scorso novembre, nonché le critiche della magistratura e di alcuni settori della base sociale della destra, hanno messo in luce le contraddizioni interne nella stessa maggioranza di governo, contribuendo a rallentarne l’iter di approvazione
Questo dilazionamento dei tempi non ci illude: sappiamo bene che il DDL è solo un tassello di una strategia più ampia di controllo e repressione. Tuttavia, ci concede il tempo per rafforzare ed estendere la mobilitazione, organizzandoci per contrastarne l’approvazione in un contesto internazionale in cui gli imperialismi occidentali accelerano il riarmo e preparano nuove guerre. Il legame tra guerra interna e guerra esterna è ormai evidente: il deterioramento dell’economia impone un’intensificazione della repressione preventiva contro la classe lavoratrice, mentre gli Stati deviano risorse dalla spesa sociale a quellamilitare, accelerando la transizione verso un’economia di guerra permanente.
Deriva che sta avendo un ulteriore accelerazione in questo periodo, a fronte del duplice effetto della rottura conla Russia e dei minacciati dazi americani. Questo insieme di processi accentuerà la spinta a tagliare la spesa sociale e i servizi sociali per fare spazio ad una spesa militare che deve crescere in fretta - rendendo così definitivo l’ingresso in un’economia di guerra con pesanti sacrifici per chi vive del proprio lavoro. Altrettanto immediati sono iriflessi del mutato quadro internazionale nell’abbandono dei piani di riduzione dell’impatto climatico da parte di governi e multinazionali, e nelle politiche volte alla ripresa demografica che accollano alla massa delle donne, più di prima, il doppio gravoso compito di fare figli per le esigenze belliche e tappare i buchi di quel residuo di margine di welfare rimasto, che si unisce ai “normali” carichi lavorativi.
Per questo, la campagna dellaRete Libere/i di Lottare deve saldare ancora più strettamente la lotta contro la repressione interna con un’opposizione internazionalista alle politiche di guerra del governo Meloni e degli imperialismi europei e d’oltreoceano. Deve esprimere una solidarietà militante e concreta con tutte le vittime dell’oppressione imperialista: dal popolo palestinese sotto genocidio, ai “latinos” deportati e abbandonati nelle terre di confine, fino ai milioni di profughi in fuga dalle guerre in Sudan e Congo (dove multinazionali e governi europei soffiano sul fuoco delle guerre). I tentatividi deportazione preventiva in Albania e l’espansione dei CPR non sono altro che il riflesso interno di queste politiche imperialiste e razziste, strumenti perdividere la classe lavoratrice e contrapporre autoctoni e immigrati, alimentando la guerra tra poveri mentre il capitale continua a rafforzare il propriodominio.
In contemporanea con le giornate di mobilitazione per ricordare Dax, compagno ucciso dai fascisti nel 2003, la quarta Assemblea Nazionale in presenza della Rete No DdL liberi/e di lottare è convocata sabato 15 marzo a Milano, nella sede del SI Cobas.
Pensiamo sia importante rilanciare l’iniziativa decidendo nuove iniziative comuni, territoriali e nazionali che, provando a connettere tra di loro le
lotte, allarghino il fronte di chi si oppone al DDL Sicurezza, ai DDL del Governo Meloni e alle sue politiche guerrafondaie, all’instaurazione di uno
stato di polizia e di guerra. Questa prospettiva dovrà continuare a legarsi alla necessità di praticare la solidarietà verso quei soggetti colpiti dall’intensificazione della repressione statale: lavoratori combattivi, immigrati, le donne non privilegiate, gli studenti e le studentesse in lotta, i movimenti contro la guerra, la crisi climatica, per il diritto all’ abitare e per il lavoro.
Rete “Libere/i dilottare- Fermiamo il DDL 1660”
Sabato 15 marzo, sede Si Cobas Milano ore 10
Le pressioni esercitate negli ultimi mesi attraverso la mobilitazione contro il DDL Sicurezza (1660/1236), le proteste nelle piazze, gli scioperi dei lavoratori, l’astensione delle camere penali dello scorso novembre, nonché le critiche della magistratura e di alcuni settori della base sociale della destra, hanno messo in luce le contraddizioni interne nella stessa maggioranza di governo, contribuendo a rallentarne l’iter di approvazione
Questo dilazionamento dei tempi non ci illude: sappiamo bene che il DDL è solo un tassello di una strategia più ampia di controllo e repressione. Tuttavia, ci concede il tempo per rafforzare ed estendere la mobilitazione, organizzandoci per contrastarne l’approvazione in un contesto internazionale in cui gli imperialismi occidentali accelerano il riarmo e preparano nuove guerre. Il legame tra guerra interna e guerra esterna è ormai evidente: il deterioramento dell’economia impone un’intensificazione della repressione preventiva contro la classe lavoratrice, mentre gli Stati deviano risorse dalla spesa sociale a quellamilitare, accelerando la transizione verso un’economia di guerra permanente.
Deriva che sta avendo un ulteriore accelerazione in questo periodo, a fronte del duplice effetto della rottura conla Russia e dei minacciati dazi americani. Questo insieme di processi accentuerà la spinta a tagliare la spesa sociale e i servizi sociali per fare spazio ad una spesa militare che deve crescere in fretta - rendendo così definitivo l’ingresso in un’economia di guerra con pesanti sacrifici per chi vive del proprio lavoro. Altrettanto immediati sono iriflessi del mutato quadro internazionale nell’abbandono dei piani di riduzione dell’impatto climatico da parte di governi e multinazionali, e nelle politiche volte alla ripresa demografica che accollano alla massa delle donne, più di prima, il doppio gravoso compito di fare figli per le esigenze belliche e tappare i buchi di quel residuo di margine di welfare rimasto, che si unisce ai “normali” carichi lavorativi.
Per questo, la campagna dellaRete Libere/i di Lottare deve saldare ancora più strettamente la lotta contro la repressione interna con un’opposizione internazionalista alle politiche di guerra del governo Meloni e degli imperialismi europei e d’oltreoceano. Deve esprimere una solidarietà militante e concreta con tutte le vittime dell’oppressione imperialista: dal popolo palestinese sotto genocidio, ai “latinos” deportati e abbandonati nelle terre di confine, fino ai milioni di profughi in fuga dalle guerre in Sudan e Congo (dove multinazionali e governi europei soffiano sul fuoco delle guerre). I tentatividi deportazione preventiva in Albania e l’espansione dei CPR non sono altro che il riflesso interno di queste politiche imperialiste e razziste, strumenti perdividere la classe lavoratrice e contrapporre autoctoni e immigrati, alimentando la guerra tra poveri mentre il capitale continua a rafforzare il propriodominio.
In contemporanea con le giornate di mobilitazione per ricordare Dax, compagno ucciso dai fascisti nel 2003, la quarta Assemblea Nazionale in presenza della Rete No DdL liberi/e di lottare è convocata sabato 15 marzo a Milano, nella sede del SI Cobas.
Pensiamo sia importante rilanciare l’iniziativa decidendo nuove iniziative comuni, territoriali e nazionali che, provando a connettere tra di loro le
lotte, allarghino il fronte di chi si oppone al DDL Sicurezza, ai DDL del Governo Meloni e alle sue politiche guerrafondaie, all’instaurazione di uno
stato di polizia e di guerra. Questa prospettiva dovrà continuare a legarsi alla necessità di praticare la solidarietà verso quei soggetti colpiti dall’intensificazione della repressione statale: lavoratori combattivi, immigrati, le donne non privilegiate, gli studenti e le studentesse in lotta, i movimenti contro la guerra, la crisi climatica, per il diritto all’ abitare e per il lavoro.
Rete “Libere/i dilottare- Fermiamo il DDL 1660”
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#accaddeoggi - 6 marzo1984: Inizia lo sciopero dei minatori inglesi
https://www.osservatoriorepressione.info/6-marzo-1984-inizia-lo-sciopero-minatori-inglesi/
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Il governo Meloni tira dritto. Un’ora di incontro a Palazzo Chigi tra il governo e gli avvocati penalisti non ha prodotto alcun passo avanti nelle politiche di contrasto al problema dei suicidi in cella e delsovraffollamento carcerario. Se dovesse passare il ddl Sicurezza con i suoi nuovi 15 reati le carceri piomberanno nel caos
https://www.osservatoriorepressione.info/carceri-e-ddl-sicurezza-gli-avvocati-penalisti-contro-il-piano-governativo/
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In vista della sentenza per il "processo Sovrano" che vede coinvolti numerosi compagni e compagne che, dalla città alla Val Susa, hanno preso parte a percorsi di lotta e esperienze sociali di grande valore vogliamo incontrarci per prendere parola a fronte di questo attacco.
https://www.osservatoriorepressione.info/associazione-a-resistere-le-lotte-prendono-parola/
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Nello scalo nei pressi di Foggia gli Usa e gli altri Paesi che schierano questi aerei da combattimento si sono scambiati informazioni sulle capacità dimostrate sino ad oggi dai velivoli in vista di nuove guerre
https://www.osservatoriorepressione.info/laeroporto-di-amendola-foggia-capitale-mondiale-degli-f-35-ce-pure-israele/
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È in corso a Budapest il processo a Maja. Ci sono 200 nazisti davanti il tribunale e anche dentro l’aula.
Per questo è ancora più importante dimostrare a Maja che anche noi siamo al suo fianco sul campo. Maja stessa dice nella dichiarazione:
“Non sarei qui oggi se non sapessi dei tanti cuori ardenti di compassione e solidarietà”.
Siamo al tuo fianco, Maja! E siamo al fianco degli altri imputati di questo processo!
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Per questo è ancora più importante dimostrare a Maja che anche noi siamo al suo fianco sul campo. Maja stessa dice nella dichiarazione:
“Non sarei qui oggi se non sapessi dei tanti cuori ardenti di compassione e solidarietà”.
Siamo al tuo fianco, Maja! E siamo al fianco degli altri imputati di questo processo!
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