In Argentina, la protesta dei pensionati e delle pensionate va avanti da mesi: mercoledì scorso i tifosi di decine di squadre di calcio si sono uniti alle proteste. Durissima repressione della polizia a Buenos Aires,114 manifestanti arrestati (poi liberati), centinaia di feriti di cui due gravi. Un’analisi della situazione politica
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MOZIONE FINALE QUARTA ASSEMBLEA "LIBERI/E DI LOTTARE"
Sabato 15 marzo, nella sede milanese del Si Cobas, si è tenuta la 4° assemblea nazionale in presenza della Rete “Fermiamo il DDL1660 - Libere/i di lottare".
L'assemblea ha ribadito all'unanimità che l'importante accelerazione della corsa al riarmo e allo scontro inter-imperialistico su scala globale avvenuto negli ultimi mesi conferma e rafforza la necessità di continuare nell'impegno collettivo, assunto nel luglio scorso di promuovere e sostenere le mobilitazioni contro la guerra, l’economia di guerra, le politiche anti-proletarie del governo Meloni, il DDL ex 1660, ora 1236 (prossimo alla votazione al Senato), al fianco del popolo e della resistenza palestinese. In questa attività vanno incorporate in pieno sia la critica senza se e senza ma delle iniziative belliciste del PD e della "sinistra" (vedi la manifestazione del 15 marzo in piazza del popolo a Roma), sia la denuncia e la lotta contro i provvedimenti repressivi già approvati, o messi in cantiere dal governo, che sono complementari al DDL Piantedosi-Crosetto-Nordio (decreto Caivano, DDL 1004, DDL Valditara).
L’assemblea nazionale, che anche questa volta ha visto una buona partecipazione e un serrato dibattito, ha condiviso alcune indicazioni:
1) Assumere, come una propria giornata di lotta, la manifestazione nazionale convocata dalle realtà palestinesi assieme al sindacalismo di base per il 12 Aprile a Milano; organizzare iniziative dislocate sui territori per il 25 aprile ed il primo maggio; sostenere la settimana della "Primavera Rumorosa" lanciata da Extincion Rebellion dal 25 aprile al primo Maggio a Roma;
2) Costruire una forte giornata di mobilitazione nazionale in occasione dell'approvazione, ormai prossima, del DDL 1236 (ex 1660) al Senato: su questo punto seguiranno aggiornamenti a strettissimo giro;
3) Recepire la proposta - avanzata dal "Laboratorio Politico Iskra", che si concretizzerà in un appello pubblico - per una giornata di lotta che, da nord a sud, si opponga al criminale piano di riarmo dell'Unione europea, rivendicando che gli 800 miliardi destinati alle armi siano utilizzati per le reali e urgenti necessità delle popolazioni colpite in diverse regioni da sismi, alluvioni, bradisismi, e - più in generale - per le spese di utilità sociale;
4) Confermare, come a Firenze lo scorso gennaio, l' appello al sindacalismo di classe a verificare le possibilità di uno sciopero generale nei prossimi mesi finalizzato ad esprimere l'opposizione della parte più cosciente della classe lavoratrice alla corsa al riarmo e alla guerra, ed in particolare a colpire le attività produttive legate alla produzione e circolazione di armi;
5) Continuare ad esprimere attiva solidarietà a tutti gli organismi di lotta e alle compagne e compagni colpiti/e dalla repressione statale, nuovamente sotto processo come Ali e Mansour, in carcere come Maja ed Anan, in attesa della possibilità di estradizione come Gino;
6) Discutere in una prossima riunione di due proposte: la prima, avanzata dalla Tendenza internazionalista rivoluzionaria, ad entrare a far parte, come Rete, di un organismo internazionale di lotta contro la persecuzione e la repressione politica; la seconda, avanzata dal Cpa di Firenze a lavorare ad un lavoro di "mappatura" delle azioni repressive;
7) Produrre materiale unitario di agitazione da diffondere in tutte le città, con l'impegno di allargare il più possibile la nostra attività di propaganda e di agitazione, anzitutto in direzione della classe lavoratrice e delle masse giovanili;
8) In vista della probabile, rapida approvazione del DDL"sicurezza", assumere la responsabilità di organizzare in modo stabile la resistenza all'applicazione della nuova normativa liberticida, raccogliendo, e sforzandoci di unificare, tutti gli elementi di opposizione, insubordinazione, contestazione e solidarietà, coscienti che la battaglia contro le norme e le prassi da stato di polizia, necessarie a tempi di guerra, proseguirà anche dopo la conclusione dell'iter parlamentare del DDL, al di là del suo
Sabato 15 marzo, nella sede milanese del Si Cobas, si è tenuta la 4° assemblea nazionale in presenza della Rete “Fermiamo il DDL1660 - Libere/i di lottare".
L'assemblea ha ribadito all'unanimità che l'importante accelerazione della corsa al riarmo e allo scontro inter-imperialistico su scala globale avvenuto negli ultimi mesi conferma e rafforza la necessità di continuare nell'impegno collettivo, assunto nel luglio scorso di promuovere e sostenere le mobilitazioni contro la guerra, l’economia di guerra, le politiche anti-proletarie del governo Meloni, il DDL ex 1660, ora 1236 (prossimo alla votazione al Senato), al fianco del popolo e della resistenza palestinese. In questa attività vanno incorporate in pieno sia la critica senza se e senza ma delle iniziative belliciste del PD e della "sinistra" (vedi la manifestazione del 15 marzo in piazza del popolo a Roma), sia la denuncia e la lotta contro i provvedimenti repressivi già approvati, o messi in cantiere dal governo, che sono complementari al DDL Piantedosi-Crosetto-Nordio (decreto Caivano, DDL 1004, DDL Valditara).
L’assemblea nazionale, che anche questa volta ha visto una buona partecipazione e un serrato dibattito, ha condiviso alcune indicazioni:
1) Assumere, come una propria giornata di lotta, la manifestazione nazionale convocata dalle realtà palestinesi assieme al sindacalismo di base per il 12 Aprile a Milano; organizzare iniziative dislocate sui territori per il 25 aprile ed il primo maggio; sostenere la settimana della "Primavera Rumorosa" lanciata da Extincion Rebellion dal 25 aprile al primo Maggio a Roma;
2) Costruire una forte giornata di mobilitazione nazionale in occasione dell'approvazione, ormai prossima, del DDL 1236 (ex 1660) al Senato: su questo punto seguiranno aggiornamenti a strettissimo giro;
3) Recepire la proposta - avanzata dal "Laboratorio Politico Iskra", che si concretizzerà in un appello pubblico - per una giornata di lotta che, da nord a sud, si opponga al criminale piano di riarmo dell'Unione europea, rivendicando che gli 800 miliardi destinati alle armi siano utilizzati per le reali e urgenti necessità delle popolazioni colpite in diverse regioni da sismi, alluvioni, bradisismi, e - più in generale - per le spese di utilità sociale;
4) Confermare, come a Firenze lo scorso gennaio, l' appello al sindacalismo di classe a verificare le possibilità di uno sciopero generale nei prossimi mesi finalizzato ad esprimere l'opposizione della parte più cosciente della classe lavoratrice alla corsa al riarmo e alla guerra, ed in particolare a colpire le attività produttive legate alla produzione e circolazione di armi;
5) Continuare ad esprimere attiva solidarietà a tutti gli organismi di lotta e alle compagne e compagni colpiti/e dalla repressione statale, nuovamente sotto processo come Ali e Mansour, in carcere come Maja ed Anan, in attesa della possibilità di estradizione come Gino;
6) Discutere in una prossima riunione di due proposte: la prima, avanzata dalla Tendenza internazionalista rivoluzionaria, ad entrare a far parte, come Rete, di un organismo internazionale di lotta contro la persecuzione e la repressione politica; la seconda, avanzata dal Cpa di Firenze a lavorare ad un lavoro di "mappatura" delle azioni repressive;
7) Produrre materiale unitario di agitazione da diffondere in tutte le città, con l'impegno di allargare il più possibile la nostra attività di propaganda e di agitazione, anzitutto in direzione della classe lavoratrice e delle masse giovanili;
8) In vista della probabile, rapida approvazione del DDL"sicurezza", assumere la responsabilità di organizzare in modo stabile la resistenza all'applicazione della nuova normativa liberticida, raccogliendo, e sforzandoci di unificare, tutti gli elementi di opposizione, insubordinazione, contestazione e solidarietà, coscienti che la battaglia contro le norme e le prassi da stato di polizia, necessarie a tempi di guerra, proseguirà anche dopo la conclusione dell'iter parlamentare del DDL, al di là del suo
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esito.
Organizziamo la lotta contro la guerra ed il riarmo; fermiamo lo stato di polizia; mobilitiamoci contro l'approvazione del ddl 1236 (ex 1660) e per dirottare gli 800 miliardi verso le reali esigenze delle popolazioni colpite da disastri.
Organizziamo la lotta contro la guerra ed il riarmo; fermiamo lo stato di polizia; mobilitiamoci contro l'approvazione del ddl 1236 (ex 1660) e per dirottare gli 800 miliardi verso le reali esigenze delle popolazioni colpite da disastri.
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Forwarded from Free All Antifas - Italy
Liberate tutti gli Antifa! Liberate Nanuk!
Nessuna estradizione di antifa in Ungheria!
Manifestazione alla prigione:
18 marzo | Berlino
19:00 | Metro Turmstr. (Moabit)
L'antifascista Nanuk, conosciuto da molti a Berlino come KW-Thomas, è dietro le sbarre a Moabit dalla fine del 2024. Thomas è accusato di sostenere una “organizzazione criminale” in relazione al “procedimento Antifa Ost”. Si tratta di uno dei più grandi procedimenti repressivi contro gli antifascisti degli ultimi decenni. È accusato di essere coinvolto in un attacco al pub fascista “Bulls Eye” di Eisenach nel 2019. È accusato anche di attacchi a una confraternita e alla sede della Corte federale di giustizia di Lipsia.
Nanuk è accusato anche di aver partecipato alle manifestazione durante il “Giorno dell'onore” a Budapest nel 2023.
Oltre a lui Hanna, Paul, Nele, Paula, Clara, Moritz, Luca, Zaid, Tobi e Johann si trovano nei centri di detenzione tedeschi. Gino è stato arrestato a Parigi e Maja è in carcere a Budapest.
freenanuk.noblogs.org
Nessuna estradizione di antifa in Ungheria!
Manifestazione alla prigione:
18 marzo | Berlino
19:00 | Metro Turmstr. (Moabit)
L'antifascista Nanuk, conosciuto da molti a Berlino come KW-Thomas, è dietro le sbarre a Moabit dalla fine del 2024. Thomas è accusato di sostenere una “organizzazione criminale” in relazione al “procedimento Antifa Ost”. Si tratta di uno dei più grandi procedimenti repressivi contro gli antifascisti degli ultimi decenni. È accusato di essere coinvolto in un attacco al pub fascista “Bulls Eye” di Eisenach nel 2019. È accusato anche di attacchi a una confraternita e alla sede della Corte federale di giustizia di Lipsia.
Nanuk è accusato anche di aver partecipato alle manifestazione durante il “Giorno dell'onore” a Budapest nel 2023.
Oltre a lui Hanna, Paul, Nele, Paula, Clara, Moritz, Luca, Zaid, Tobi e Johann si trovano nei centri di detenzione tedeschi. Gino è stato arrestato a Parigi e Maja è in carcere a Budapest.
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Il rapporto della Civil Liberties Union for Europe accusa il governo Meloni di compromettere lo stato di diritto e di limitare la libertà dei media, evidenziando un pericolo per la democrazia in Italia. Il rapporto inserisce l’Italia tra i cinque paesi che minano intenzionalmente i principi democratici in Europa
https://www.osservatoriorepressione.info/il-governo-meloni-sta-minando-intenzionalmente-la-democrazia/
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Serbia, ultrasuoni contro la protesta
Durante le proteste di Belgrado le forze dell'ordine per la prima volta hanno utilizzato armi agli ultrasuoni. I presenti hanno raccontato che il suono colpisce dritto alla testa e nessun tappo per le orecchie può proteggerti.
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#accaddeoggi – Milano 18 marzo 1978: L’assassinio di Fausto e Iaio
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Massiccia offensiva aerea lanciata da Israele nella notte a sorpresa contro Gaza. I soccorritori riferiscono che i civili rappresentano la gran parte delle vittime. “E’ un bagno di sangue”.
https://www.osservatoriorepressione.info/tregua-finita-israele-attacca-gaza-centinaia-di-palestinesi-uccisi/
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Intervista a Leonardo Bertulazzi, 74 anni sta scontando i domiciliari in Argentina e rischia l’estradizione in Italia: «Ero un rifugiato, poi è arrivato Milei...». Condannato in contumacia a 27 anni di reclusione, ma non ha compiuto reati di sangue. L’ultima parola alla Corte suprema
https://www.osservatoriorepressione.info/lex-br-bertulazzi-sono-in-fuga-dal-1980-ma-non-regalo-mea-culpa/
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A che punto siamo con il processo di Budapest?
Dove si trovano e a che punto è il processo per gli Antifa imputat*?
Come rilanciare i percorsi di solidarietà?
Qui info e aggiornamenti:
https://freeallantifas.noblogs.org/processo-di-budapest-a-che-punto-siamo/
Dove si trovano e a che punto è il processo per gli Antifa imputat*?
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Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di un episodio particolare accaduto nel Tarantino, una faccenda che la dice lunga sulle disposizioni che hanno gli agenti dispiegati sul territorio
https://www.osservatoriorepressione.info/taranto-vecchi-articoli-di-legge-nuova-repressione/
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I contributi di chi ne condivide gli obiettivi sono, dunque, condizione necessaria per la sua attività.
Puoi donare il tuo 5x1000 – cf: 97694230588
Puoi fare una donazione con bonifico bancario o se preferisci puoi utilizzare PayPal (quest’ultimo accetta anche carte di credito)
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IBAN: IT39N0501803200000011494259
c/c di Banca Etica intestato a “Osservatorio sullaRepressione”. Indicare come causale: DONAZIONE
Osservatorio Repressione è un associazione di promozione sociale iscritta al RUNTS. Conseguentemente per le donazioni in suo favore è possibile usufruire delle agevolazioni fiscali (deduzione o detrazione) previste dalla legge. Per beneficiarne occorre specificare nella causale del bonifico che si tratta di donazione, su PayPal risulta automaticamente dalla ricevuta della transazione.
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39 attivisti Comitato Salviamo il Meisino sono stati raggiunti dagli avvisi di garanzia a loro carico per le lotte in difesa di una delle 12 aree protette che compongono il parco del Po torinese
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La somma complessivamente riconosciuta nel 2024 dalle Corti di Appello italiane per riparare all’ingiusta detenzione subita da centinaia di persone ogni anno è 26,9 milioni di Euro. I distretti in cui si concentrano le pronunce di ingiusta detenzione sono quelle di Napoli, Reggio Calabria, Catanzaro e Roma. Si conferma quindi la facile criminalizzazione al Sud, ossia lo sconfinamento spesso incontrollato della guerra alle mafie
https://www.osservatoriorepressione.info/ingiusta-detenzione-i-numeri-del-2024-e-la-facile-criminalizzazione-al-sud/
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Non ci si stupisca: 17 mesi di genocidio in diretta sono serviti a dire che si può fare. Si può condurre una guerra contro una popolazione civile, si può tagliare il cibo e ammazzare 50mila persone, forse 70mila. L'Ue ha coperto l’offensiva israeliana e non ha mai avuto intenzione di svolgere un ruolo di difesa di un popolo aggredito
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Un’altra notte di fuoco nella Striscia di Gaza. I bombardamenti israeliani non sono cessati nemmeno questa notte, dopo il massacro di civili nelle 24 ore precedenti. Manifestazioni e presidi in tutto il mondo a sostegno del popolo palestinese
https://www.osservatoriorepressione.info/gaza-altra-notte-di-bombardamenti/
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L'articolo 31 del ddl sicurezza in esame al Senato obbliga «le pubbliche amministrazioni e i soggetti che erogano servizi di pubblica utilità» alla collaborazione con i servizi segreti e permette alle agenzie di intelligence italiane (Dis, Aise e Aisi) di stipulare anche con le università e gli enti di ricerca «convenzioni» che prevedano l’accesso ai dati personali ancorché protetti da accordi di riservatezza
https://www.osservatoriorepressione.info/verso-uno-stato-di-polizia-ai-servizi-segreti-la-licenza-di-controllare-le-universita/
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La consulta ritiene illegittima la norma che dimezza il diritto dei detenuti: «Non aumenta la sicurezza». Altri due suicidi in meno di 48 ore
https://www.osservatoriorepressione.info/la-consulta-almeno-quattro-ore-daria-per-i-reclusi-al-41bis/
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Turchia: tratto in arresto Ekrem Imamoglu sindaco di Istanbul e principale oppositore politico del presidente Erdogan
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