Il 24 di Febbraio, si terrà l'ultima udienza dell'istruttoria del primo filone processuale che vede 19 compagni accusati di "devastazione e saccheggio in concorso", per aver partecipato al corteo del 4 Marzo 2023 in solidarietà a Alfredo Cospito e al suo sciopero della fame contro 41-bis e ergastolo ostativo.
Questa chiamata alla presenza solidale è sia un modo per sostenere l3 imputat3 che affrontano queste vicende processuali, sia per ricordare la mobilitazione di quel periodo, per riconnetterla con la vivacità delle piazze di quest'anno.
Ricordare oggi il corteo del 4 Marzo 2023 è anche un modo per ricordare che la lotta contro il 41bis e l’ergastolo ostativo è una lotta sempre attuale: contro il carcere e la società che ne ha bisogno. In questo momento storico dove gli orizzonti si rabbuiano, e la necessità di stare in piazza appare chiara, il reato di devastazione e saccheggio è sempre più usato dalle procure italiane per reprimere il più duramente possibile le piazze conflittuali, con lo scopo di terrorizzare su larga scala chi sceglie di manifestare.
A tal proposito ricordiamo in particolare l’operazione Ipogeo, scattata a Catania nel novembre 2025, che ha portato 3 compagnx in carcere (di cui unx si trova ora agli arresti domiciliari).
Proponiamo, oltre alla presenza solidale all'udienza del 24 di Febbraio, di condividere riflessioni in occasione della presentazione dell'opuscolo "Il Conflitto e il suo Rimosso", il 27 di Febbraio.
https://gancio.cisti.org/event/presenza-solidale-in-aula-e-fuori-dal-tribunale-solidali-con-lei-imputatei-delloperazione-city
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Questa chiamata alla presenza solidale è sia un modo per sostenere l3 imputat3 che affrontano queste vicende processuali, sia per ricordare la mobilitazione di quel periodo, per riconnetterla con la vivacità delle piazze di quest'anno.
Ricordare oggi il corteo del 4 Marzo 2023 è anche un modo per ricordare che la lotta contro il 41bis e l’ergastolo ostativo è una lotta sempre attuale: contro il carcere e la società che ne ha bisogno. In questo momento storico dove gli orizzonti si rabbuiano, e la necessità di stare in piazza appare chiara, il reato di devastazione e saccheggio è sempre più usato dalle procure italiane per reprimere il più duramente possibile le piazze conflittuali, con lo scopo di terrorizzare su larga scala chi sceglie di manifestare.
A tal proposito ricordiamo in particolare l’operazione Ipogeo, scattata a Catania nel novembre 2025, che ha portato 3 compagnx in carcere (di cui unx si trova ora agli arresti domiciliari).
Proponiamo, oltre alla presenza solidale all'udienza del 24 di Febbraio, di condividere riflessioni in occasione della presentazione dell'opuscolo "Il Conflitto e il suo Rimosso", il 27 di Febbraio.
https://gancio.cisti.org/event/presenza-solidale-in-aula-e-fuori-dal-tribunale-solidali-con-lei-imputatei-delloperazione-city
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Gancio
Presenza solidale in aula e fuori dal tribunale solidali con le/i imputate/i dell'OPERAZIONE CITY
Dall’ottobre 2022 alla primavera 2023, una importante mobilitazione ha
accompagnato lo sciopero della fame di Alfredo Cospito, compagno anarchico
prigioniero in 41bis. Iniziative, manifestazioni, azioni dirette hanno segnato
in Italia e in molte altre parti…
accompagnato lo sciopero della fame di Alfredo Cospito, compagno anarchico
prigioniero in 41bis. Iniziative, manifestazioni, azioni dirette hanno segnato
in Italia e in molte altre parti…
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#accaddeoggi – Roma, 16 febbraio 1999: Nati sotto il segno dell’ariete
https://www.osservatoriorepressione.info/roma-16-febbraio-1999-nati-segno-dellariete/
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Osservatorio Repressione
Roma 16 febbraio 1999: Nati sotto il segno dell’ariete
Roma, 16 febbraio 1999: azione di risposta alla cattura del leader curdo Abdullah Ocalan. Nei giorni seguenti ci furono 60 perquisizioni e 6 arresti. Video: Nati sotto il segno dell'ariete …
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Napoli: corteo per la difesa degli spazi sociali, contro la guerra e il governo
Dagli spazi sociali ai territori: Napoli alza la testa. 5mila persone in piazza contro sgomberi e militarizzazione, per reddito, casa, servizi pubblici e solidarietà con Palestina e Kurdistan. il comunicato dei Movimenti di Lotta Campani
https://www.osservatoriorepressione.info/napoli-corteo-per-la-difesa-degli-spazi-sociali-contro-la-guerra-e-il-governo/
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Dagli spazi sociali ai territori: Napoli alza la testa. 5mila persone in piazza contro sgomberi e militarizzazione, per reddito, casa, servizi pubblici e solidarietà con Palestina e Kurdistan. il comunicato dei Movimenti di Lotta Campani
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Osservatorio Repressione
Napoli: corteo per la difesa degli spazi sociali, contro la guerra e il governo
Dagli spazi sociali ai territori: Napoli alza la testa. 5mila persone in piazza contro sgomberi e militarizzazione, per reddito, casa, servizi pubblici e solidarietà con Palestina e Kurdistan. il comunicato …
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Nella serata di domenica 15 febbraio, a Milano, Extinction Rebellion ha bloccato gli ingressi dell’Unipol Forum, sede delle gare olimpiche di Figure Skating e Short Trackdelle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
Alcune persone si sono incatenate ai tornelli, mentre due attivisti si sono calati con imbraghi dalla passerella esponendo uno striscione con scritto “Fake Snow, Real Profit”.
L'Azione denuncia l’impatto ambientale, economico e sociale dei Giochi: miliardi di euro spesi, distruzione di aree naturali, consumo massiccio di acqua per l’innevamento artificiale e infrastrutture destinate a restare inutilizzate. Il movimento critica inoltre l’aumento del costo della vita nei territori coinvolti e la presenza di Stati e sponsor legati all’industria bellica, come Leonardo, mentre partecipano Paesi accusati di gravi violazioni dei diritti umani come Israele.
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Alcune persone si sono incatenate ai tornelli, mentre due attivisti si sono calati con imbraghi dalla passerella esponendo uno striscione con scritto “Fake Snow, Real Profit”.
L'Azione denuncia l’impatto ambientale, economico e sociale dei Giochi: miliardi di euro spesi, distruzione di aree naturali, consumo massiccio di acqua per l’innevamento artificiale e infrastrutture destinate a restare inutilizzate. Il movimento critica inoltre l’aumento del costo della vita nei territori coinvolti e la presenza di Stati e sponsor legati all’industria bellica, come Leonardo, mentre partecipano Paesi accusati di gravi violazioni dei diritti umani come Israele.
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Il capo dei Ros ammette: «sulla morte di Cagol non abbiamo indagato»
In aula l’ammissione durante il confronto con i legali: nonostante un bossolo ritrovato vicino al corpo di Mara Cagol, nessun approfondimento investigativo fu avviato. Ora il processo potrebbe riportare al centro quanto accadde alla Spiotta il 5 giugnodi 51 anni fa.
https://www.osservatoriorepressione.info/il-capo-dei-ros-ammette-sulla-morte-di-cagol-non-abbiamo-indagato/
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In aula l’ammissione durante il confronto con i legali: nonostante un bossolo ritrovato vicino al corpo di Mara Cagol, nessun approfondimento investigativo fu avviato. Ora il processo potrebbe riportare al centro quanto accadde alla Spiotta il 5 giugnodi 51 anni fa.
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Osservatorio Repressione
Il capo dei Ros ammette: «sulla morte di Cagol non abbiamo indagato»
di Paolo Persichetti* In aula l’ammissione durante il confronto con i legali: nonostante un bossolo ritrovato vicino al corpo di Mara Cagol, nessun approfondimento investigativo fu avviato. Ora il processo …
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“Free Palestine” e perdi il lavoro: il caso Ali Mohamed Hassan e la censura che passa per la “neutralità”
Licenziato da uno store ufficiale di Milano-Cortina 2026 dopo aver risposto alle provocazioni sioniste con due sole parole: “Free Palestine”
https://www.osservatoriorepressione.info/free-palestine-e-perdi-il-lavoro-il-caso-ali-mohamed-hassan-e-la-censura-che-passa-per-la-neutralita/
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Licenziato da uno store ufficiale di Milano-Cortina 2026 dopo aver risposto alle provocazioni sioniste con due sole parole: “Free Palestine”
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“Free Palestine” e perdi il lavoro: il caso Ali Mohamed Hassan e la censura che passa per la “neutralità”
Licenziato da uno store ufficiale di Milano-Cortina 2026 dopo aver risposto alle provocazioni sioniste con due sole parole: "Free Palestine" Il suo nome è Ali Mohamed Hassan e fino a …
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“Un semplice arresto di precauzione”
Il fermo preventivo ieri e oggi come strumento di repressione del dissenso.
https://www.osservatoriorepressione.info/un-semplice-arresto-di-precauzione/
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Il fermo preventivo ieri e oggi come strumento di repressione del dissenso.
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Osservatorio Repressione
“Un semplice arresto di precauzione”
di Luigi Fabbri* Il fermo preventivo ieri e oggi come strumento di repressione del dissenso. Con l’approvazione dell’ultimo decreto sicurezza il governo Meloni accelera la costruzione dello stato di polizia. …
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LETTERA APERTA AL MONDO: Da Cuba, una donna denuncia il crimine che nessuno vuole vedere.
--- All'umanità intera, alle madri del mondo, ai medici senza frontiere, ai giornalisti con dignità, ai governi che credono ancora nella giustizia:
Il mio nome è come quello di milioni di altre persone. Non ho cognomi famosi né cariche importanti. Sono una cubana comune. Una figlia, una sorella, una patriota. E scrivo questo con l'anima straziata e le mani tremanti, perché quello che oggi vive il mio popolo non è una crisi. È un omicidio lento, calcolato, freddamente eseguito da Washington.
E il mondo guarda dall'altra parte.
👵 DENUNCIA PER I MIEI NONNI:
Denuncio che a Cuba ci sono anziani che muoiono prematuramente perché il blocco impedisce l'arrivo di farmaci per il cuore, la pressione e il diabete. Non è una questione di mancanza di risorse. È un divieto deliberato. Le aziende che vogliono vendere a Cuba vengono multate, perseguitate, minacciate. I loro governi tacciono. E nel frattempo, un nonno cubano stringe il petto e aspetta. La morte non avvisa. Il blocco sì.
---
👶 DENUNCIA PER I MIEI BAMBINI:
Denuncio che a Cuba ci sono incubatrici che hanno dovuto essere spente per mancanza di carburante. Che ci sono neonati che lottano per la vita mentre il governo degli Stati Uniti decide quali paesi possono venderci petrolio e quali no. Che ci sono madri cubane che hanno visto mettere in pericolo la vita dei loro figli perché un ordine firmato in un ufficio di Washington vale più del pianto di un bambino a 90 miglia dalle sue coste.
Dov'è la comunità internazionale? Dove sono le organizzazioni che difendono tanto l'infanzia? O forse i bambini cubani non meritano di vivere?
🍽️ DENUNCIA PER LA FAME INTENZIONALE:
Denuncio che il blocco è fame programmata. Non è che manchi il cibo perché sì. È che ci impediscono di comprarlo. È che le navi con i generi alimentari vengono perseguitate. È che le transazioni bancarie vengono bloccate. È che le aziende che ci vendono cereali, pollo, latte vengono sanzionate.
La fame a Cuba non è un incidente. È una politica di Stato del governo degli Stati Uniti, affinata nel corso di 60 anni, aggiornata da ogni amministrazione, inasprita da Donald Trump e attuata con ferocia da Marco Rubio.
Loro la chiamano “pressione economica”. Io la chiamo terrorismo della fame.
⚕️ DENUNCIA DEI MIEI MEDICI:
Denuncio che i nostri medici, gli stessi che hanno salvato vite umane durante la pandemia mentre il mondo intero crollava, oggi non hanno siringhe, né anestesia, né apparecchiature a raggi X. Non perché non sappiamo produrli. Non perché non abbiamo talento. Ma perché il blocco ci impedisce di accedere alle forniture, ai ricambi, alla tecnologia.
I nostri scienziati hanno creato cinque vaccini contro il COVID-19. Cinque. Senza l'aiuto di nessuno. Contro venti e maree. Contro il blocco e le menzogne. Eppure, l'impero ci punisce per averlo realizzato.
🌍 AL MONDO DICO:
Cuba non chiede l'elemosina.
Cuba non chiede soldati.
Cuba non chiede che ci amiate.
Cuba chiede giustizia. Niente di più. Niente di meno.
Vi chiedo di smettere di normalizzare la sofferenza del mio popolo.
Vi chiedo di chiamare il blocco con il suo nome: CRIMINE CONTRO L'UMANITÀ.
Vi chiedo di non lasciarvi ingannare dalla favola del “dialogo” e della “democrazia” mentre ci strangolano.
Non vogliamo carità. Vogliamo che ci lascino vivere.
Ai governi complici che tacciono:
La storia vi presenterà il conto.
Ai media che mentono:
La verità trova sempre una via d'uscita.
Ai carnefici che firmano sanzioni:
Il popolo cubano non dimentica e non perdona.
A coloro che hanno ancora umanità nel cuore:
Guardate Cuba. Guardate cosa le stanno facendo. E chiedetevi: da quale parte della storia voglio stare?
---
Da questa piccola isola, con un popolo gigante, una cubana comune che si rifiuta di arrendersi.
Ikay Romay
✊🇨🇺💔
TRADOTTO E DIVULGATO DA ASSOCIAZIONE SVIZZERA-CUBA, Sezione Ticino
ticino@cuba-si.ch
SE QUESTO TESTO TI HA SCOSSO DENTRO, CONDIVIDILO.
Non mi importa se hai 10 amici o 10 mila follower.
Non mi importa se la
--- All'umanità intera, alle madri del mondo, ai medici senza frontiere, ai giornalisti con dignità, ai governi che credono ancora nella giustizia:
Il mio nome è come quello di milioni di altre persone. Non ho cognomi famosi né cariche importanti. Sono una cubana comune. Una figlia, una sorella, una patriota. E scrivo questo con l'anima straziata e le mani tremanti, perché quello che oggi vive il mio popolo non è una crisi. È un omicidio lento, calcolato, freddamente eseguito da Washington.
E il mondo guarda dall'altra parte.
👵 DENUNCIA PER I MIEI NONNI:
Denuncio che a Cuba ci sono anziani che muoiono prematuramente perché il blocco impedisce l'arrivo di farmaci per il cuore, la pressione e il diabete. Non è una questione di mancanza di risorse. È un divieto deliberato. Le aziende che vogliono vendere a Cuba vengono multate, perseguitate, minacciate. I loro governi tacciono. E nel frattempo, un nonno cubano stringe il petto e aspetta. La morte non avvisa. Il blocco sì.
---
👶 DENUNCIA PER I MIEI BAMBINI:
Denuncio che a Cuba ci sono incubatrici che hanno dovuto essere spente per mancanza di carburante. Che ci sono neonati che lottano per la vita mentre il governo degli Stati Uniti decide quali paesi possono venderci petrolio e quali no. Che ci sono madri cubane che hanno visto mettere in pericolo la vita dei loro figli perché un ordine firmato in un ufficio di Washington vale più del pianto di un bambino a 90 miglia dalle sue coste.
Dov'è la comunità internazionale? Dove sono le organizzazioni che difendono tanto l'infanzia? O forse i bambini cubani non meritano di vivere?
🍽️ DENUNCIA PER LA FAME INTENZIONALE:
Denuncio che il blocco è fame programmata. Non è che manchi il cibo perché sì. È che ci impediscono di comprarlo. È che le navi con i generi alimentari vengono perseguitate. È che le transazioni bancarie vengono bloccate. È che le aziende che ci vendono cereali, pollo, latte vengono sanzionate.
La fame a Cuba non è un incidente. È una politica di Stato del governo degli Stati Uniti, affinata nel corso di 60 anni, aggiornata da ogni amministrazione, inasprita da Donald Trump e attuata con ferocia da Marco Rubio.
Loro la chiamano “pressione economica”. Io la chiamo terrorismo della fame.
⚕️ DENUNCIA DEI MIEI MEDICI:
Denuncio che i nostri medici, gli stessi che hanno salvato vite umane durante la pandemia mentre il mondo intero crollava, oggi non hanno siringhe, né anestesia, né apparecchiature a raggi X. Non perché non sappiamo produrli. Non perché non abbiamo talento. Ma perché il blocco ci impedisce di accedere alle forniture, ai ricambi, alla tecnologia.
I nostri scienziati hanno creato cinque vaccini contro il COVID-19. Cinque. Senza l'aiuto di nessuno. Contro venti e maree. Contro il blocco e le menzogne. Eppure, l'impero ci punisce per averlo realizzato.
🌍 AL MONDO DICO:
Cuba non chiede l'elemosina.
Cuba non chiede soldati.
Cuba non chiede che ci amiate.
Cuba chiede giustizia. Niente di più. Niente di meno.
Vi chiedo di smettere di normalizzare la sofferenza del mio popolo.
Vi chiedo di chiamare il blocco con il suo nome: CRIMINE CONTRO L'UMANITÀ.
Vi chiedo di non lasciarvi ingannare dalla favola del “dialogo” e della “democrazia” mentre ci strangolano.
Non vogliamo carità. Vogliamo che ci lascino vivere.
Ai governi complici che tacciono:
La storia vi presenterà il conto.
Ai media che mentono:
La verità trova sempre una via d'uscita.
Ai carnefici che firmano sanzioni:
Il popolo cubano non dimentica e non perdona.
A coloro che hanno ancora umanità nel cuore:
Guardate Cuba. Guardate cosa le stanno facendo. E chiedetevi: da quale parte della storia voglio stare?
---
Da questa piccola isola, con un popolo gigante, una cubana comune che si rifiuta di arrendersi.
Ikay Romay
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TRADOTTO E DIVULGATO DA ASSOCIAZIONE SVIZZERA-CUBA, Sezione Ticino
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Non mi importa se non condividi mai nulla.
Ma questo è diverso.
Questa non è una foto di un tramonto.
Questa non è una notizia di gossip.
Questa non è solo un'opinione.
Questo è un GRIDO. E i gridi non si tengono per sé. Si ASCOLTANO. Si RIPETONO. DIVENTANO UNA FOLLA.
Oggi non ti chiedo un “mi piace”.
Ti chiedo di usare i tuoi pollici per qualcosa di più grande che scorrere lo schermo.
CONDIVIDI.
Affinché il mondo sappia che a Cuba non c'è una crisi.
C'è un CRIMINE.
Perché le madri di altri paesi sappiano che qui ci sono bambini che lottano in incubatrici spente a causa del blocco.
Perché i nonni di altre terre sappiano che qui ci sono anziani che muoiono in attesa di medicinali che Washington non lascia entrare.
Perché i governi complici provino vergogna.
Perché i media bugiardi non abbiano scampo.
Perché i carnefici sappiano che NON STAREMO ZITTI.
Una sola persona che condivide questo messaggio non cambia il mondo.
Migliaia, milioni, SÌ.
Non tenere questo testo per te.
Non essere complice del silenzio.
FAI IN MODO CHE QUESTA DENUNCIA ARRIVI PIÙ LONTANO DEL BLOCCO.
CONDIVIDI. ORA.
#CubaDenunciaAlMundo
#ElBloqueoMata
#NiñosSinIncubadoras
#AncianosSinMedicinas
#HambreIntencional
#CrimenDeLesaHumanidad
#CubaVive
#COMPARTEporCuba
#QueElMundoNosEscuche
#DenunciaQueDuele
#CubaGrita
#ElBloqueoEsCrimen
#ViralizaLaVerdad
#PatriaOMuerte
#Venceremos
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Questa non è una foto di un tramonto.
Questa non è una notizia di gossip.
Questa non è solo un'opinione.
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Oggi non ti chiedo un “mi piace”.
Ti chiedo di usare i tuoi pollici per qualcosa di più grande che scorrere lo schermo.
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Affinché il mondo sappia che a Cuba non c'è una crisi.
C'è un CRIMINE.
Perché le madri di altri paesi sappiano che qui ci sono bambini che lottano in incubatrici spente a causa del blocco.
Perché i nonni di altre terre sappiano che qui ci sono anziani che muoiono in attesa di medicinali che Washington non lascia entrare.
Perché i governi complici provino vergogna.
Perché i media bugiardi non abbiano scampo.
Perché i carnefici sappiano che NON STAREMO ZITTI.
Una sola persona che condivide questo messaggio non cambia il mondo.
Migliaia, milioni, SÌ.
Non tenere questo testo per te.
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Assemblea NO DL Sicurezza NO Zone Rosse di Udine chiama una
ASSEMBLEA APERTA
per VENERDÌ 20 FEBBRAIO alle ore 20.30
Spazio Autogestito diVia De Rubeis, 43 a Udine
Contro la deriva repressiva e securitaria per la difesa della libertà di tutte e tutti
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ASSEMBLEA APERTA
per VENERDÌ 20 FEBBRAIO alle ore 20.30
Spazio Autogestito diVia De Rubeis, 43 a Udine
Contro la deriva repressiva e securitaria per la difesa della libertà di tutte e tutti
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SERATA CONTRO IL DDL SICUREZZA
Sabato 21 febbraio al Vibra Club di Modena (via IV Novembre 40)
Ore 21:00 Assemblea pubblica contro la repressione dopo i fatti di Torino e dopo le denunce arrivate alla Fiom-Cgil per l'occupazione della tangenziale di Bologna
Interverranno: Fausto Gianelli (avvocato
di Francesca Albanese) Gianni Cotugno (segretario generale FIOM Emilia Romagna)
Modera: Giulia Bondi (giornalista Rai) Ore 22:30 Concerto Banda POPolare dell'Emilia Rossa & Yo Yo Mundi Ingresso offerta libera (minimo 10€)
a sostegno della serata e delle spese legali.
Contro la repressione del dissenso vi aspettiamo sabato 21!
Sabato 21 febbraio al Vibra Club di Modena (via IV Novembre 40)
Ore 21:00 Assemblea pubblica contro la repressione dopo i fatti di Torino e dopo le denunce arrivate alla Fiom-Cgil per l'occupazione della tangenziale di Bologna
Interverranno: Fausto Gianelli (avvocato
di Francesca Albanese) Gianni Cotugno (segretario generale FIOM Emilia Romagna)
Modera: Giulia Bondi (giornalista Rai) Ore 22:30 Concerto Banda POPolare dell'Emilia Rossa & Yo Yo Mundi Ingresso offerta libera (minimo 10€)
a sostegno della serata e delle spese legali.
Contro la repressione del dissenso vi aspettiamo sabato 21!
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Umberto Eco trent’anni dopo: le 14 spie del fascismo e il dispotismo del presente
Rileggendo “Eternal Fascism” di Umberto Eco dopo che sono trascorsi trent’anni
https://www.osservatoriorepressione.info/umberto-eco-trentanni-dopo-le-14-spie-del-fascismo-e-il-dispotismo-del-presente/
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Rileggendo “Eternal Fascism” di Umberto Eco dopo che sono trascorsi trent’anni
https://www.osservatoriorepressione.info/umberto-eco-trentanni-dopo-le-14-spie-del-fascismo-e-il-dispotismo-del-presente/
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Osservatorio Repressione
Umberto Eco trent’anni dopo: le 14 spie del fascismo e il dispotismo del presente
di Gianni Giovannelli* Rileggendo “Eternal Fascism” di Umberto Eco dopo che sono trascorsi trent’anni …in modo che le cose presenti ci offendono, le future ci minacciano; et così nella morte …
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Brescia: avvisi orali del questore per un corteo pacifico a sostegno del Rojava.
Avvisi orali contro chi protesta: a Brescia il questore mette nel mirino tre attivisti. Dopo il corteo per il Rojava del 24 gennaio, CSA Magazzino 47, Diritti per tutti e Onda Studentesca denunciano l’uso di misure “preventive” senza giudice: «Così simette in discussione il diritto a manifestare».
https://www.osservatoriorepressione.info/brescia-avvisi-orali-del-questore-per-un-corteo-pacifico-a-sostegno-del-rojava/
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Avvisi orali contro chi protesta: a Brescia il questore mette nel mirino tre attivisti. Dopo il corteo per il Rojava del 24 gennaio, CSA Magazzino 47, Diritti per tutti e Onda Studentesca denunciano l’uso di misure “preventive” senza giudice: «Così simette in discussione il diritto a manifestare».
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Brescia: avvisi orali del questore per un corteo pacifico a sostegno del Rojava
Avvisi orali contro chi protesta: a Brescia il questore mette nel mirino tre attivisti. Dopo il corteo per il Rojava del 24 gennaio, CSA Magazzino 47, Diritti per tutti e …
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#accaddeoggi - Roma 17 febbraio 1977: La cacciata di Lama dall’Università
https://www.osservatoriorepressione.info/roma-17-febbraio-1977-la-cacciata-lama-dalluniversita/
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Osservatorio Repressione
Roma 17 febbraio 1977: La cacciata di Lama dall’Università
Gli studenti contestano il comizio tenuto all’interno dell’Università da Luciano Lama, presentatosi con un seguito di militanti sindacali e del Pci. Gli «indiani metropolitani» accolgono il segretario fenerale della Cgil con …
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Per un No sociale
Il referendum sulla giustizia non è una questione tecnica. Riguarda la possibilità che esistano limiti al potere di chi governa. E riguarda, soprattutto, la possibilità che chi sta in basso possa prendere parola, difendersi, dissentire, organizzarsi. Dire No non significa difendere lo status quo. Non significa idolatrare la magistratura. Non significa aderire alla narrazione secondo cui il processo penale sarebbe uno strumento del cambiamento politico. È un No che sa che lo Stato di polizia non nasce all’improvviso
https://comune-info.net/per-un-no-sociale/
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Il referendum sulla giustizia non è una questione tecnica. Riguarda la possibilità che esistano limiti al potere di chi governa. E riguarda, soprattutto, la possibilità che chi sta in basso possa prendere parola, difendersi, dissentire, organizzarsi. Dire No non significa difendere lo status quo. Non significa idolatrare la magistratura. Non significa aderire alla narrazione secondo cui il processo penale sarebbe uno strumento del cambiamento politico. È un No che sa che lo Stato di polizia non nasce all’improvviso
https://comune-info.net/per-un-no-sociale/
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👍6🔥4👏4
In un Cpr non esiste la morte naturale
La morte di un ragazzo di 25 anni nel centro di Bari Palese è “morte istituzionale”. Questi centri sono incompatibili con l’art. 32 della Costituzione
https://www.osservatoriorepressione.info/in-un-cpr-non-esiste-la-morte-naturale/
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La morte di un ragazzo di 25 anni nel centro di Bari Palese è “morte istituzionale”. Questi centri sono incompatibili con l’art. 32 della Costituzione
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In un Cpr non esiste la morte naturale
di Mai più lager- no ai Cpr* La morte di un ragazzo di 25 anni nel centro di Bari Palese è “morte istituzionale”. Questi centri sono incompatibili con l’art. 32 …
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Inseguire, uccidere, coprire: il caso Ramy e la zona grigia dello Stato
Da omicidio stradale a “eccesso colposo”: cambia l’imputazione al carabiniere. Ma nelle intercettazioni spunta anche un depistaggio
https://www.osservatoriorepressione.info/inseguire-uccidere-coprire-il-caso-ramy-e-la-zona-grigia-dello-stato/
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Inseguire, uccidere, coprire: il caso Ramy e la zona grigia dello Stato
Da omicidio stradale a “eccesso colposo”: cambia l’imputazione al carabiniere. Ma nelle intercettazioni spunta anche un depistaggio La morte di Ramy Elgaml, 24 novembre 2024, non è stata solo un …
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Antagonisti a delinquere?
Incontro attivisti e avvocati sabato 14 marzo a Torino Un appuntamento in cui sarà anche presentata una rete di penalisti che segue da molti anni i movimenti sociali
https://www.osservatoriorepressione.info/antagonisti-a-delinquere/
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Osservatorio Repressione
Antagonisti a delinquere?
di Avv. Giuseppe Romano Incontro attivisti e avvocati sabato 14 marzo a Torino Un appuntamento in cui sarà anche presentata una rete di penalisti che segue da molti anni i …
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Cuba sotto assedio: embargo, Trump e la guerra economica contro un popolo
La crisi non cade dal cielo: è prodotta da embargo, sanzioni e ricatti energetici. Cuba paga il prezzo della sovranità, tra ipocrisia europea e stretta di Trump. E proprio perché ha costruito diritti — dall’istruzione alla sanità pubblica ai vaccini anti-Covid — oggi viene punita: per questo serve solidarietà internazionale
https://www.osservatoriorepressione.info/cuba-sotto-assedio-embargo-trump-e-la-guerra-economica-contro-un-popolo/
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La crisi non cade dal cielo: è prodotta da embargo, sanzioni e ricatti energetici. Cuba paga il prezzo della sovranità, tra ipocrisia europea e stretta di Trump. E proprio perché ha costruito diritti — dall’istruzione alla sanità pubblica ai vaccini anti-Covid — oggi viene punita: per questo serve solidarietà internazionale
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Cuba sotto assedio: embargo, Trump e la guerra economica contro un popolo
La crisi non cade dal cielo: è prodotta da embargo, sanzioni e ricatti energetici. Cuba paga il prezzo della sovranità, tra ipocrisia europea e stretta di Trump. E proprio perché …
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Forwarded from 🏴☠️TRIBAL CONNECTION🏴☠️
LEONARDO UK SIGLA UN CONTRATTO DA 18,3 MILIONI DI STERLINE CON LA DIFESA BRITANNICA .
VENDUTA AL GOVERNO BRITANNICO SONUS SISTEMA DI RILEVAMENTO ACUSTICO PER LA DIFESA MILITARE
https://www.corriere.it/economia/aziende/26_febbraio_16/leonardo-sigla-un-contratto-da-18-3-milioni-di-sterline-con-la-difesa-britannica-9c1ff020-18fe-426b-b1ae-51d683ddcxlk.shtml
VENDUTA AL GOVERNO BRITANNICO SONUS SISTEMA DI RILEVAMENTO ACUSTICO PER LA DIFESA MILITARE
https://www.corriere.it/economia/aziende/26_febbraio_16/leonardo-sigla-un-contratto-da-18-3-milioni-di-sterline-con-la-difesa-britannica-9c1ff020-18fe-426b-b1ae-51d683ddcxlk.shtml
Corriere della Sera
Leonardo sigla un contratto da 18,3 milioni di sterline con la difesa britannica
La commessa garantirà 250 posti di lavoro in tutto il Regno Unito, in particolare presso lo stabilimento Leonardo di Basildon, oltre che in una trentina di pmi locali
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