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Roma: colpiti con il manganello al passaggio di Mattarella attivisti di Ultima Generazione
Questa mattina, alle ore 9, cinque cittadini aderenti alla campagna Fondo Riparazione di Ultima Generazione, sono stati fermati dalla polizia mentre assistevano in via IV Novembre al passaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mentre erano ancora tra il pubblico al di là delle transenne, sono stati placcati dalla polizia e portati in commissariato. Un poliziotto ha usato il manganello su una persona di Ultima Generazione mentre era già trattenuta a terra da altri agenti.
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Questa mattina, alle ore 9, cinque cittadini aderenti alla campagna Fondo Riparazione di Ultima Generazione, sono stati fermati dalla polizia mentre assistevano in via IV Novembre al passaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mentre erano ancora tra il pubblico al di là delle transenne, sono stati placcati dalla polizia e portati in commissariato. Un poliziotto ha usato il manganello su una persona di Ultima Generazione mentre era già trattenuta a terra da altri agenti.
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Una lettera bellissima dal carcere di Ferrara di Ali Irar
Una lettera bellissima, scritta a matita e in parte con penna rossa, contenuta in una busta sporca e riattaccata con lo scotch, al cui interno c'è anche una margherita con il gambo annodato. Si potrebbe pensare quasi ad un'installazione artistica, ma molto più probabilmente sono gli "scherzi" del carcere di Ferrara, che non gli concede neanche le penne per scrivere. Infatti è datata il 10 maggio ed è arrivata oggi.
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Una lettera bellissima, scritta a matita e in parte con penna rossa, contenuta in una busta sporca e riattaccata con lo scotch, al cui interno c'è anche una margherita con il gambo annodato. Si potrebbe pensare quasi ad un'installazione artistica, ma molto più probabilmente sono gli "scherzi" del carcere di Ferrara, che non gli concede neanche le penne per scrivere. Infatti è datata il 10 maggio ed è arrivata oggi.
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Mentre in Nuova-Caledonia la situazione rimane tesa, qualche timido segnale di solidarietà con i nativi arriva anche dall’Esagono
https://www.osservatoriorepressione.info/kanaky-fuoco-resta-acceso/
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Osservatorio Repressione
Kanaky: il fuoco resta acceso
Mentre in Nuova-Caledonia la situazione rimane tesa, qualche timido segnale di solidarietà con i nativi arriva anche dall’Esagono
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Via Marco Carrai, console onorario di Israele, dalla Fondazione Meyer
https://www.osservatoriorepressione.info/console-onorario-israele-carrai-incompatibile-la-carica-presidente-della-fondazione-meyer/
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Osservatorio Repressione
Il console Onorario di Israele, Carrai è incompatibile con la carica di presidente della fondazione Meyer
Via Marco Carrai, console onorario di Israele, dalla Fondazione Meyer
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Accadde Oggi - Torino 3 giugno 1989: Strage al carcere delle Vallette
https://www.osservatoriorepressione.info/torino-3-giugno-1989-strage-al-carcere-delle-vallette/
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Osservatorio Repressione
Torino 3 giugno 1989 : Strage al carcere delle Vallette «
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Mentre la polizia manganella studenti e ambientalisti e trattiene in questura dimostranti e giornalisti durante le manifestazioni, la maggioranza prepara una nuova stretta repressiva prevedendo il carcere fino a 25 anni per il reato di resistenza in manifestazioni contro le grandi opere. Non basta. La presidente Meloni chiede, in modo sinistramente provocatorio, quali sono le libertà aggredite dal Governo e l’opposizione balbetta.
https://www.osservatoriorepressione.info/lungheria-e-vicina/
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Osservatorio Repressione
L’Ungheria è vicina
Mentre la polizia manganella studenti e ambientalisti e trattiene in questura dimostranti e giornalisti durante le manifestazioni, la maggioranza prepara una nuova stretta repressiva prevedendo il carcere fino a 25 anni per il reato di resistenza in manifestazioni…
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È morto ieri Luigi Saraceni, ex magistrato, tra i fondatori di Magistratura Democratica e dell’Associazione Antigone. È stato avvocato del leader del Pkk curdo Ocalan e Ideatore del ricorso alla Corte costituzionale contro la legge Fini Giovanardi sulle droghe.
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Forwarded from Rete Kurdistan Italia
⚠️La polizia turca fa irruzione nel municipio di Hakkari e arresta Sıddık Akış, co-sindaco del partito DEM
Akış aveva vinto le elezioni ad Hakkari con il 48,92% nonostante le massicce frodi elettorali e il dispiegamento di decine di migliaia di soldati come "elettori mobili".
Dopo la pesante sconfitta nelle elezioni del 31 Marzo e il fallito tentativo di deporre il neo-eletto sindaco di Van, Erdogan ancora una volta calpesta la volontà popolare e nomina dei fiduciari nei comuni dell'opposizione.
Akış aveva vinto le elezioni ad Hakkari con il 48,92% nonostante le massicce frodi elettorali e il dispiegamento di decine di migliaia di soldati come "elettori mobili".
Dopo la pesante sconfitta nelle elezioni del 31 Marzo e il fallito tentativo di deporre il neo-eletto sindaco di Van, Erdogan ancora una volta calpesta la volontà popolare e nomina dei fiduciari nei comuni dell'opposizione.
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Lettera a Ilaria Salis, da uno dei 61mila detenuti nelle carceri italiane
https://www.osservatoriorepressione.info/cara-ilaria-ti-scrivo-dal-carcere-ti-lancio-un-pezzo-lenzuolo/
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Osservatorio Repressione
Cara Ilaria, ti scrivo dal carcere e ti lancio un pezzo di lenzuolo «
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Forwarded from Global Project
🔴 BOLOGNA – OPERAZIONE REPRESSIVA
🚨 Sono state notificate questa mattina 22 misure cautelari nei confronti di compagne e compagni di Bologna, e altre decine di notifiche di indagine.
🏠 Nello specifico si tratta di 13 divieti di dimora e 9 obblighi di firma relativi alla resistenza agli sgomberi di due occupazioni abitative avvenuta il 6 dicembre 2023.
🇵🇸 Le denunce invece riguardano alcuni importanti momenti di lotta dell’ultimo anno politico, dal recente blocco della stazione avvenuto nel corso delle mobilitazioni sulla Palestina, passando per la contestazione alla RAI di febbraio, all’inaugurazione dell’anno accademico.
🪧 Oggi alle 18davanti a PLAT - in via Nicolò dall’Arca 34b – ci sarà un presidio e una conferenza stampa in difesa delle lotte e delle resistenze, dei compagni e delle compagne aggredite da questo attacco.
🚨 Sono state notificate questa mattina 22 misure cautelari nei confronti di compagne e compagni di Bologna, e altre decine di notifiche di indagine.
🏠 Nello specifico si tratta di 13 divieti di dimora e 9 obblighi di firma relativi alla resistenza agli sgomberi di due occupazioni abitative avvenuta il 6 dicembre 2023.
🇵🇸 Le denunce invece riguardano alcuni importanti momenti di lotta dell’ultimo anno politico, dal recente blocco della stazione avvenuto nel corso delle mobilitazioni sulla Palestina, passando per la contestazione alla RAI di febbraio, all’inaugurazione dell’anno accademico.
🪧 Oggi alle 18davanti a PLAT - in via Nicolò dall’Arca 34b – ci sarà un presidio e una conferenza stampa in difesa delle lotte e delle resistenze, dei compagni e delle compagne aggredite da questo attacco.
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Ironica azione di Extinction Rebellion: Foglio di via al Sindaco di Venezia
Attivisti di Extinction Rebellion hanno consegnato un enorme ed ironico foglio di via per "crimini ambientali" rivolto all’amministrazione comunale di Venezia. Il foglio di via è stato appeso al balcone di Palazzo Papadopoli, uno dei palazzi al centro dello scandalo che ha coinvolto recentemente proprio il sindaco Brugnaro e la città di Venezia.
Lo stesso sindaco che il 9 dicembre 2023, il giorno in cui le acque del Canal Grande vennero colorate di verde da Extinction Rebellion per denunciare il fallimento dei governi mondiali alla COP28, augurò il carcere a tutte le persone coinvolte, sia sui social che in diretta TV.
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Attivisti di Extinction Rebellion hanno consegnato un enorme ed ironico foglio di via per "crimini ambientali" rivolto all’amministrazione comunale di Venezia. Il foglio di via è stato appeso al balcone di Palazzo Papadopoli, uno dei palazzi al centro dello scandalo che ha coinvolto recentemente proprio il sindaco Brugnaro e la città di Venezia.
Lo stesso sindaco che il 9 dicembre 2023, il giorno in cui le acque del Canal Grande vennero colorate di verde da Extinction Rebellion per denunciare il fallimento dei governi mondiali alla COP28, augurò il carcere a tutte le persone coinvolte, sia sui social che in diretta TV.
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Sono state notificate 22 misure cautelari nei confronti di compagne e compagni di Bologna, e altre decine di notifiche di indagine.
https://www.osservatoriorepressione.info/bologna-raffica-denunce-misure-cautelari-gli-studenti/
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Osservatorio Repressione
Bologna: raffica di denunce e misure cautelari contro gli studenti
Sono state notificate 22 misure cautelari nei confronti di compagne e compagni di Bologna, e altre decine di notifiche di indagine.
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Altra grande pagina di (S)giornalismo di “La Repubblica” diretto da Maurizio Molinari
Oggi il quotidiano “La Repubblica” apre le pagine di cultura con questo intervento firmato dall’accademico britannico Denis MacEoin. Forse MacEoin scrive dall’ aldilà, infatti è morto il 6 giugno 2022 e l’articolo risale al 2011
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Oggi il quotidiano “La Repubblica” apre le pagine di cultura con questo intervento firmato dall’accademico britannico Denis MacEoin. Forse MacEoin scrive dall’ aldilà, infatti è morto il 6 giugno 2022 e l’articolo risale al 2011
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Armi, tecnologie della sorveglianza, droni, tattiche e repressione: Antony Loewenstein, giornalista australiano e nipote di ebrei tedeschi rifugiati, racconta come la Palestina sia diventata il luogo perfetto per gli affari dell’industria militare israeliana. Strumenti antidemocratici venduti a una lunga lista di Stati, molti dei quali governati da dittature e interessati a colpire le proprie minoranze interne
https://www.osservatoriorepressione.info/la-palestina-un-laboratorio-cosi-israele-esporta-la-tecnologia-delloccupazione/
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Osservatorio Repressione
La Palestina è un laboratorio: così Israele esporta la tecnologia dell’occupazione
Armi, tecnologie della sorveglianza, droni, tattiche e repressione: Antony Loewenstein, giornalista australiano e nipote di ebrei tedeschi rifugiati, racconta come la Palestina sia diventata il luogo perfetto per gli affari dell’industria militare israeliana.…
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Accadde Oggi - 5 giugno 1975: Mara Cagol muore in un conflitto a fuoco
https://www.osservatoriorepressione.info/5-giugno-1975-mara-cagol-muore-un-conflitto-fuoco-2/
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Osservatorio Repressione
5 giugno 1975: Mara Cagol muore in un conflitto a fuoco «
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Negli ultimi 40 anni corruzione e illegalismi sono aumentati in maniera significativa e, con essi, i pubblici amministratori coinvolti. È l’effetto della controrivoluzione liberista (meno Stato + mercato) che ha abbattuto il senso delle regole, esaltato la discrezionalità degli apparati, dato forza a cerchie di pressione di ogni tipo, emarginato il controllo e la partecipazione dei cittadini
https://www.osservatoriorepressione.info/perche-cresce-la-corruzione/
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Osservatorio Repressione
Perché cresce la corruzione? «
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La retorica che viene portata avanti nei confronti dei giovani è diventata stucchevole. Ma l’agire collettivo, nonostante la criminalizzazione, dimostra che il presente e il futuro sono e saranno permeati da sollecitazioni, dal dissenso, dalle mobilitazioni
https://www.osservatoriorepressione.info/giustizia-climatica-repressione-democrazia/
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Osservatorio Repressione
Giustizia climatica, repressione e democrazia
La retorica che viene portata avanti nei confronti dei giovani è diventata stucchevole. Ma l’agire collettivo, nonostante la criminalizzazione, dimostra che il presente e il futuro sono e saranno permeati da sollecitazioni, dal dissenso, dalle mobilitazioni
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Forwarded from Rivoluzione Internazionale
🔴+++ULTIMA ORA+++🔴
Il vicesindaco deposto di Colemêrg condannato a 19 anni e 6 mesi di carcere
Dopo che il co-sindaco della città di Colemêrg, eletto democraticamente alle elezioni locali del 31 marzo, è stato arrestato il 3 giugno e sostituito da un amministratore forzato, Siddik Akiş è stato appena condannato a 19 anni e 6 mesi di carcere dalla magistratura turca in un procedimento sommario.
Il politico del partito di sinistra DEM è stato condannato con accuse inventate in un processo politico-farsa e riconosciuto colpevole di "leadership e appartenenza a un'organizzazione terroristica armata" e "propaganda per un'organizzazione terroristica armata".
Nel frattempo, a Colemêrg e in altre città del Kurdistan settentrionale e della Turchia continuano le proteste contro il golpe politico del governo Erdoğan. A Colemêrg, la polizia ha impedito con la violenza una dichiarazione alla stampa contro la condanna.
@Jugendinfo
Il vicesindaco deposto di Colemêrg condannato a 19 anni e 6 mesi di carcere
Dopo che il co-sindaco della città di Colemêrg, eletto democraticamente alle elezioni locali del 31 marzo, è stato arrestato il 3 giugno e sostituito da un amministratore forzato, Siddik Akiş è stato appena condannato a 19 anni e 6 mesi di carcere dalla magistratura turca in un procedimento sommario.
Il politico del partito di sinistra DEM è stato condannato con accuse inventate in un processo politico-farsa e riconosciuto colpevole di "leadership e appartenenza a un'organizzazione terroristica armata" e "propaganda per un'organizzazione terroristica armata".
Nel frattempo, a Colemêrg e in altre città del Kurdistan settentrionale e della Turchia continuano le proteste contro il golpe politico del governo Erdoğan. A Colemêrg, la polizia ha impedito con la violenza una dichiarazione alla stampa contro la condanna.
@Jugendinfo
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Forwarded from Radio Blackout 105.250FM
Pacchetto sicurezza. Più galera per chi lotta
Innalzare fino a 25 anni di reclusione la pena per chi protesta in modo “minaccioso o violento” contro le grandi opere infrastrutturali è l’obiettivo di un emendamento della Lega, firmato dal deputato Igor Iezzi, al cosiddetto “pacchetto sicurezza“, il ddl approvato a novembre dal Consiglio dei ministri e ora in discussione nelle Commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera.
La proposta Iezzi vuole introdurre un nuovo comma all’articolo 339 del codice penale, che elenca le circostanze aggravanti dei reati di resistenza, violenza o minaccia a un pubblico ufficiale o a un corpo dello Stato. Al momento le pene, che di base possono arrivare a sette anni, “sono aumentate” in modo generico dal primo comma “se la violenza o la minaccia è commessa nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico ovvero con armi, o da persona travisata, o da più persone riunite, o con scritto anonimo, o in modo simbolico“. Inoltre, in base al secondo comma, “se la violenza o la minaccia è commessa da più di cinque persone riunite, mediante uso di armi anche soltanto da parte di una di esse, ovvero da più di dieci persone, pur senza uso di armi”, il minimo diventa di tre anni e il massimo di 15. A queste aggravanti l’emendamento ne aggiunge un’altra: “Se la violenza o minaccia è commessa al fine di impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di un’infrastruttura strategica, la pena è aumentata da un terzo a due terzi”.
Se la proposta diventerà legge, chi protesterà in gruppo contro un’opera pubblica con manifestazioni simboliche, se queste verranno considerate “minacciose o violente”, rischierà fino a 25 anni di carcere.
In linea con le altre disposizioni di questo pacchetto legislativo del governo, si tratta di un’aggravante cucita come un abito su misura per chi si oppone alle grandi opere come il TAV, il Ponte sullo Stretto, i rigassificatori o qualsiasi opera considerata strategica.
Igor Iezzi propone anche una modifica al reato di violenza privata per colpire le pratiche dei lavoratori in sciopero.
Violenza privata è un reato punito con la reclusione fino a quattro anni. I lavoratori che fanno i picchetti spesso non vanno a processo o vengono assolti, perché la norma punisce “chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa”. La norma suggerita dalla Lega, invece, detta un’interpretazione di segno opposto: “L’articolo 610 del codice penale deve interpretarsi nel senso che il reato di violenza privata ivi previsto si configura anche nel caso in cui una o più persone impediscano l’entrata o l’uscita da uno spazio aziendale ostruendone il transito con la sola interposizione dei propri corpi e la resistenza attiva o passiva opposta a chi intenda passare. Non costituisce esimente o scriminante il fatto che il detto comportamento sia tenuto per sostenere un’azione di sciopero”.
Il governo vuole avere le mani libere: una mannaia pende sulle teste di chi lotta.
Ne abbiamo parlato con l’avvocato Eugenio Losco
Ascolta la diretta:
https://radioblackout.org/2024/06/pacchetto-sicurezza-piu-galera-per-chi-lotta/
Innalzare fino a 25 anni di reclusione la pena per chi protesta in modo “minaccioso o violento” contro le grandi opere infrastrutturali è l’obiettivo di un emendamento della Lega, firmato dal deputato Igor Iezzi, al cosiddetto “pacchetto sicurezza“, il ddl approvato a novembre dal Consiglio dei ministri e ora in discussione nelle Commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera.
La proposta Iezzi vuole introdurre un nuovo comma all’articolo 339 del codice penale, che elenca le circostanze aggravanti dei reati di resistenza, violenza o minaccia a un pubblico ufficiale o a un corpo dello Stato. Al momento le pene, che di base possono arrivare a sette anni, “sono aumentate” in modo generico dal primo comma “se la violenza o la minaccia è commessa nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico ovvero con armi, o da persona travisata, o da più persone riunite, o con scritto anonimo, o in modo simbolico“. Inoltre, in base al secondo comma, “se la violenza o la minaccia è commessa da più di cinque persone riunite, mediante uso di armi anche soltanto da parte di una di esse, ovvero da più di dieci persone, pur senza uso di armi”, il minimo diventa di tre anni e il massimo di 15. A queste aggravanti l’emendamento ne aggiunge un’altra: “Se la violenza o minaccia è commessa al fine di impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di un’infrastruttura strategica, la pena è aumentata da un terzo a due terzi”.
Se la proposta diventerà legge, chi protesterà in gruppo contro un’opera pubblica con manifestazioni simboliche, se queste verranno considerate “minacciose o violente”, rischierà fino a 25 anni di carcere.
In linea con le altre disposizioni di questo pacchetto legislativo del governo, si tratta di un’aggravante cucita come un abito su misura per chi si oppone alle grandi opere come il TAV, il Ponte sullo Stretto, i rigassificatori o qualsiasi opera considerata strategica.
Igor Iezzi propone anche una modifica al reato di violenza privata per colpire le pratiche dei lavoratori in sciopero.
Violenza privata è un reato punito con la reclusione fino a quattro anni. I lavoratori che fanno i picchetti spesso non vanno a processo o vengono assolti, perché la norma punisce “chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa”. La norma suggerita dalla Lega, invece, detta un’interpretazione di segno opposto: “L’articolo 610 del codice penale deve interpretarsi nel senso che il reato di violenza privata ivi previsto si configura anche nel caso in cui una o più persone impediscano l’entrata o l’uscita da uno spazio aziendale ostruendone il transito con la sola interposizione dei propri corpi e la resistenza attiva o passiva opposta a chi intenda passare. Non costituisce esimente o scriminante il fatto che il detto comportamento sia tenuto per sostenere un’azione di sciopero”.
Il governo vuole avere le mani libere: una mannaia pende sulle teste di chi lotta.
Ne abbiamo parlato con l’avvocato Eugenio Losco
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Radio Blackout 105.25FM
Pacchetto sicurezza. Più galera per chi lotta
Innalzare fino a 25 anni di reclusione la pena per chi protesta in modo “minaccioso o violento” contro le grandi opere infrastrutturali è l’obiettivo di un emendamento della Lega, firmato dal...
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Nelle ultime settimane l’esercito turco ha aumentato l’intensità degli attacchi contro l’Amministrazione democratica autonoma del nordest della Siria. Dentro i confini dello stato turco, invece, il regime Akp-Mhp torna ad attaccare co-sindaci e co-sindache delle città a maggioranza curda nel sud-est.
https://www.osservatoriorepressione.info/erdogan-bruciare-campi-grano-rojava-destituisce-sindaco-hakkari-bakur/
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Erdogan fa bruciare i campi di grano in Rojava e destituisce il sindaco di Hakkari in Bakur «
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