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Osservatorio Repressione
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Il governo Meloni prosegue imperterrito e coerente nella campagna di rivalutazione di protagonisti della dittatura e del collaborazionismo con i nazisti. Il francobollo dedicato al gerarca fascista Foschi è una vergogna nazionale.

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FACCIAMO RUMORE

Neppure le parole abbiamo più. E se le avessimo non le ascolteresti.
Per questo sbattiamo con il poco che abbiamo, con le bombolette del gas, con le brande.
Siamo invisibili, per questo cerchiamo di fare rumore, tutti insieme.
Perché sia forte, perché sia disperato, perché sia sgradevole e superi anche i pregiudizi,
quelli che stanno fuori ma anche quelli tra di noi.
Urtiamo le porte, le grate che ci soffocano, i muri che ci chiudono e ci isolano dal mondo.
Muri che hanno reso, che hai reso impenetrabili, delimitando un ghetto-lager, un mondo da dimenticare.
La vita però, come la sofferenza, non puoi farla prigioniera.
Una strada per uscire dalla gabbia, in qualche modo la troverà.
Qualcuno sentirà quella voce e non sarà stato in vano.
Perché basterebbe poco. Basterebbe che per un solo giorno queste mura sporche e grigie diventassero trasparenti.
Basterebbe che tu potessi vederci. Vedere la libertà di cui ci hai privato.
La speranza distrutta, la dignità calpestata.
Basterebbe guardarla per un giorno, questa discarica di rifiuti umani.
Dove hai confinato ogni sbaglio, dove hai buttato il disagio, la povertà, i problemi che non sai o vuoi risolvere. Sperando che così non tornino a darti fastidio, a disturbare i tuoi privilegi, il tuo aperitivo, la tua call.
Vedresti gli occhi vuoti di chi si è spento per dimenticare tutto questo, sperando che passi.
Vedresti i corpi inanimati di chi non riesce a sostenere il dolore.
Vedresti non criminali incalliti e pericolosi, ma persone.
Che spesso non trovano nessuno con energia, il coraggio e la volontà di aiutarle.
Vedresti lo sporco, il degrado.
Ci vedresti cucinare e mangiare in bagno.
Ci vedresti sdraiati nelle brande, perché in piedi in cella non c'entriamo.
Ci vedresti boccheggiare d'estate e tremare d'inverno, senza riscaldamento, senza acqua calda.
Ti basterebbe un solo sguardo per capire che queste persone non sono più umane, che senza un progetto, un lavoro, senza ricevere risposte, senza una speranza non siamo più niente.
Provaci tu a non poter chiamare la tua compagna, a dover scegliere se usare la tua unica chiamata per sentire i tuoi figli o i tuoi genitori.
Prova ad avere solo 10 maledetti minuti a settimana per comprimere tutto, ogni pensiero, ogni parola, ogni sentimento.
Prova a non sentirti solo, impotente, perso.
Basterebbe seguirci mentre arriviamo ammanettati tra la gente, ancora non giudicati, in quelle aule dove dovrebbero fare giustizia, ma ti senti colpevole anche se non lo sei, vivi la condanna prima ancora della sentenza.
Trascinati coi ferri ai polsi, chiusi dentro una gabbia più piccola della cella, sbattuti e umiliati in quei sotterranei luridi di piazzale Clodio.
Basterebbe assaggiare questo cibo, che fa schifo e comunque non basta mai.
Basterebbe finire in questo baratro per capire che i muri e le sbarre chiudono dentro anime vive e tengono fuori l'umanità, la civiltà.
Ti basterebbe vederlo, questo posto, per non poter più far finta di nulla.
Ti metteresti anche tu a sbattere con noi.
Questa volta, non girarti dall'altra parte. Posa l'aperitivo, sospendi la call, metti in pausa il film.
Prova a vedere oltre questo maledetto muro.

Detenuti in mobilitazione - Regina Coeli
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Giovedì 6 giugno è morto Éric Hazan, fondatore delle edizioni La Fabrique (la più importante se non unica casa editrice di vera sinistra in Francia). L'ex chirurgo convertitosi in editore e scrittore ha accompagnato molte battaglie della sinistra con il suo sorriso e la sua acutezza.

https://www.osservatoriorepressione.info/eric-hazan-morte-un-editore-rivoluzionario/

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Forwarded from Cronache Ribelli
I militari della Repubblica Italiana invece di urlare “Decima” dovrebbero onorare le decine di migliaia di soldati italiani morti di fame, stenti e malattie durante la prigionia nella Germania nazista. E con loro onorare tutti gli altri internati, circa settecentomila, che dissero “NO” all’arruolamento nella Repubblica Sociale. Gli incursori, i paracadutisti, i carabinieri, invece di richiamarsi alla tradizione di un esercito invasore, imperialista e sconfitto su ogni fronte di guerra dopo anni di occupazione criminale, dovrebbero richiamarsi alla storia dei tantissimi soldati italiani che, anche pentendosi di quello che avevano fatto nel triennio 1940-1943, disertarono la Repubblica Sociale e aderirono alla Resistenza.
Se non lo fanno è perché non si riconoscono nella storia popolare di questo paese, nei suoi percorsi di progresso sociale, nelle sue lotte per l’emancipazione, per la libertà, per l'uguaglianza.
Viceversa molti dei nostri militari si sentono in continuità con le peggiori nefandezze compiute dall’esercito italiano nel corso della sua storia. Non è un caso che il sito della marina militare italiana celebri la Decima con queste parole: “Fascio eletto di spiriti eroici, la X Flottiglia M.A.S. è rimasta fedele al suo motto: "Per il Re e la Bandiera". Forse la marina ha dimenticato che ora siamo una Repubblica.
Così come non è un caso che i carabinieri nel loro sito ricordino episodi di guerra coloniale, celebrandoli come fossero gesta eroiche. Siamo il paese in cui invece di ricordare gli Alpini che combatterono nella Resistenza, istituiamo date celebrative di episodi legati all’invasione dell’Unione Sovietica. E potremmo andare avanti a lungo.
Poco tempo fa abbiamo pubblicato un bellissimo libro nel quale l’autore racconta la storia di suo nonno, internato militare che rifiutò il fascismo. Ecco, riprendiamo le parole di questo soldato coraggioso per chiudere questa riflessione: “Un ufficiale italiano insiste dicendo che chi aderisce all’esercito fascista avrà un trattamento buono e avrà la possibilità di andare in Italia. Per me e i tanti amici sono vane parole, la nostra idea non si cambia, siamo decisi a non andare coi fascisti, piuttosto moriremo di fame, ormai abbiamo deciso.”
Perché non serve coraggio per dire “Signorsì”, serve coraggio per dire “No”.
Cronache Ribelli
Chi volesse il libro “Mio nonno diceva sempre di No” può trovarlo qui:
https://bit.ly/4bj5CxE
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Kulturjam, Acrobax, Multipopolare, Ottolina Tv, con un nutrito gruppo di artisti aderenti al K.A.I. ha deciso di rispondere al grido di dolore della popolazione di Gaza, con un piccolo gesto, una goccia di solidarietà per alleviare le sofferenze di chi da mesi vive sotto una pioggia di bombe e di cinismo.
Venerdì 28 giugno 2024, presso l'Acrobax di Roma ci sarà un concerto benefit a sostegno del progetto "acqua per Gaza" dell'associazione "Un ponte per" (https://dona.unponteper.it/gaza/).
Una serata tra musica, riflessioni e testimonianze.

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Palestina - Cisgiordania
L’esercito israeliano sta invadendo la città di Nablus

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Genova 25 giugno, blocco del porto in solidarietà alla resistenza palestinese

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«Contro i curdi si applica la legge antiterrorismo: tutte le attività politiche vengono criminalizzate. Lo si vede in queste sentenze. Possono anche rilasciarci, non significa che siamo liberi». Intervista a Sebahat Tuncel, prima deputata curda eletta dal carcere e ora condannata in Turchia nel maxi processo Kobanê: 108 imputati dell’Hdp e centinaia di anni di galera

https://www.osservatoriorepressione.info/turchia-erdogan-inasprisce-la-repressione-ai-movimenti-curdi/

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Il foglio di via obbligatorio, misura di prevenzione applicata dal questore che incide pesantemente sulla libertà di movimento, viene utilizzato sempre più frequentemente per colpire attivisti per la giustizia climatica, sindacalisti, lavoratori in protesta o persone che hanno semplicemente espresso il proprio dissenso

https://www.osservatoriorepressione.info/otto-cose-sapere-sui-fogli-via/

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