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Osservatorio Repressione
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Bologna: manifestazione lanciata dalla Rete Bolognese contro la Repressione per denunciare i sempre più frequenti episodi di repressione, anche violenta, che le istituzioni, locali e nazionali, hanno adottato nei confronti delle proteste che in questi mesi hanno animato la città e il Paese.

Sotto accusa anche l’impiego dei fogli di via da parte della questura di Bologna contro gli attivisti di Extinction Rebellion: in seguito alla manifestazione dello scorso 9 luglio in Piazza Maggiore, infatti, sono state notificate a quest’ultime 2 avvisi orali e un totale di 14 fogli di via, di cui 2 già revocati in quanto illegittimi.

Duramente criticato anche il ddl 1660 sulla sicurezza, un attacco al diritto di manifestazione, ai diritti di chi protesta, dei migranti, dei detenuti.

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La Coalition For Women In Journalism denuncia la repressione giudiziaria contro le donne giornaliste e quelle curde in particolare. Immediata la risposta governativa contro la giornalista curda Rabia Önver che aveva denunciato le collusioni di alcune agenzie statali con le reti criminali

https://www.osservatoriorepressione.info/repressione-giudiziaria-le-donne-giornaliste/

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Giacomo “Jack” Gobbato, attivista del centro sociale Rivolta di Mestre, morto per non essersi voltato dall’altra parte. Ha ricevuto una coltellata al petto ricevuta mentre tentava di difendere una donna da una aggressione, gli è stata fatale.

«Questo per noi è il tempo del dolore – si legge in un comunicato del Rivolta -. Troppo dolore, un dolore che toglie le parole. Quello che pensiamo, tutto quello che proviamo, troveremo il modo di dirlo. A breve. Ora diciamo solo che esigiamo di non essere usati da chi semina odio. C’è un colpevole. È una persona, una singola. Non importa dove sia nato o di che colore abbia la pelle. Non accettiamo strumentalizzazioni. E non le accettiamo per Giacomo che sarà sempre con tutti noi e per Sebastiano che è con il cuore a pezzi. A Giacomo, che nella sua giovane vita ha sempre lottato per una società inclusiva, multiculturale, antirazzista lo dobbiamo».

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Arrestare chiunque protesti, in qualunque modo: il disegno di legge 1660 approvato dalla camera mostra il salto di qualità di una svolta autoritaria diffusa anche in altri paesi. C’è anche un altro fenomeno globale sottovalutato che riguarda l’ossessione sicuritaria: la polizia privata è in crescita ovunque ed è diventata più numerosa della polizia nella maggior parte dei paesi. Negli Usa il rapporto è di 3 a 2, in Sudafrica di 4 a 1, in Brasile di 5 a 1. Agenti di imprese private partecipano già alla repressione di manifestazioni e occupazioni. È una delle conseguenze della crescita delle disuguaglianze

https://www.osservatoriorepressione.info/la-privatizzazione-dello/

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Berlino: La polizei impegnata a fermare un ragazzino, che non consegna la bandiera palestinese a un presidio di solidarietà e viene arrestato.

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Renato Curcio torna a prendere la parola a pochi giorni dalla udienza del gip di Torino (26 settembre prossimo) che lo vede imputato insieme a Mario Moretti, Lauro Azzolini e Pierluigi Zuffada, dopo la nuova inchiesta (a 49 anni dai fatti) sul sequestro dell’industriale dello spumante Vallarino Gancia, realizzato dalla colonna torinese delle Brigate rosse, e la sparatoria del 5 giugno 1975 davanti alla cascina dove l’ostaggio era custodito. Curcio smonta il teorema accusatorio messo in piedi dai Pm, e torna a chiedere come mai la procura titolare delle nuove indagini non abbia voluto fare luce sulla morte di Mara Cagol nonostante la perizia ne avesse accertato l’uccisione a freddo,

https://insorgenze.net/2024/09/23/nuova-inchiesta-sulla-cascina-spiotta-renato-curcio-prende-la-parola/

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Servono più controlli, più pattuglie per strada, più personale per le forze dell’ordine. Quante volte abbiamo sentito queste invocazioni. Sono parte essenziale della retorica sulla sicurezza che ha spianato la via alla politica della paura, dominante negli ultimi anni sulla scena pubblica locale e nazionale. In questi giorni di gestazione dell'ultimo strumento repressivo, il Ddl 1660, targato Governi Meloni, ma seminato dai precedenti governi multicolore, è necessario un invito alla discussione sul ruolo delle polizie in questo scenario

https://www.osservatoriorepressione.info/la-sicurezza-non-la-polizia/

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La questione dell'Armenia e il genocidio vengono periodicamente evocati, magari ipocritamente, in quella che appare sempre più come una mortifera partita a scacchi geopolitica tra Stati. In cui, al solito, a rimetterci sono soprattutto i popoli.

https://www.osservatoriorepressione.info/giochi-potere-sullarmenia/

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DDL 1660- un contributo alla lettura dell'avv. Marina Prosperi

https://www.giuristidemocratici.it/Giustizia/post/20240923194603

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Riceviamo e rilanciamo una analisi dello stato di guerra e il dl 1660, realizzato da Antitesi

http://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/il-dl-sicurezza-e-un-nuovo-passo-verso-lo-stato-di-guerra/

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Il Ddl 1660 è un giro di vite su comportamenti individuali e collettivi nello spazio pubblico, condizioni imposte ai detenuti nelle carceri, restrizioni per i migranti e l'operatività delle forze dell'ordine

https://www.osservatoriorepressione.info/la-repressione-servita/

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Politecnico di Torino: Dopo 4 mesi di occupazione l’aula occupata “Shereen Abu Akleh” è stata sequestrata.

Questa rappresenta una mossa strettamente politica, volta a minare la forza che il movimento PolitoForPalestine ha costruito durante l’intifada studentesca iniziata lo scorso Maggio negli spazi del Politecnico, diminuendo la già bassissima agibilità politica in quest’ateneo. Per l’ennesima volta la governance di ateneo ha scelto la strada della fredda repressione, rifiutando ogni tipo di confronto e comunicazione con gli studenti e le studentesse.
È del tutto inaccettabile che all’indomani della più intensa campagna di bombardamenti aerei nel sud del Libano dalla guerra del 2006 da parte delle forze dell’Occupazione Israeliane, il Politecnico renda inagibile uno spazio aperto al ragionamento politico, nato dal completo dissenso della comunità studentesca nei confronti del genocidio palestinese.

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Dopo 4 mesi di occupazione l’aula occupata “Shereen Abu Akleh” è stata sequestrata. Il Politecnico renda inagibile uno spazio aperto al ragionamento politico, nato dal completo dissenso della comunità studentesca nei confronti del genocidio palestinese.

https://www.osservatoriorepressione.info/torino-sequestrata-laula-occupata-dallintifada-studentesca-al-politecnico/

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«Sono soldi SPORCHI DI SANGUE» il no di Ole Saeter a giocare in Israele nel Maccabi Haifa

Ole Saeter, giocatore norvegese del Rosenborg, ha rifiutato l’offerta del Maccabi Haifa: per lui un contratto da quasi un milione l’anno, ma lui ha rifiutato, spiegando così a TV 2 il motivo del suo no.

«Ho rifiutato l’offerta del Maccabi Haifa. Perché non rappresenterò un Paese che mette fine a vite innocenti. Nessuna somma di denaro può comprare i miei valori. Anche se mi offrissero 500 milioni, non li accetterei. Non voglio soldi macchiati di sangue sul mio conto in banca. Sarebbe un incubo. È un Paese che non ha né la moralità né i valori a cui ispirarmi per rappresentarlo»

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Forwarded from Rete Kurdistan Italia
Irruzione della polizia turca nell'associazione per l'insegnamento della lingua curda MED-DER e nella casa editrice Payîz Pirtûk ad Amed

La polizia turca ha fatto irruzione nella Mesopotamia Language and Culture Research Association (MED-DER) e nella sede della casa editrice Payîz Pirtûk ad Amed (Diyarbakır). Perquisita anche la Anka Language and Art Education Cooperative, che organizza corsi di istruzione multilingue e laboratori artistici nel quartiere Bağcılar del distretto di Bağlar.

22 persone sono state arrestate durante i raid, tra cui i copresidenti di MED-DER Mehmet Remzi Azizoğlu e Şükran Yakut.
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La Questura di Roma vieta la manifestazione nazionale per Palestina indetta per sabato 5 ottobre

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